Alessandro Dini.
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L'ultima onda.
2015. Edizioni Estemporanee Azulee, PRATO (FIRENZE).
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Trascrizione elettronica rivista e resa disponibile dalla
           Fondazione Ezio Galiano 
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      ad esclusivo uso dei privi della vista.
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Presentazione.
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UN THRILLER EMOZIONANTE DALL'ANIMA ECOLOGICA AMBIENTATO NELLE PI BELLE SPIAGGE DEL MONDO.
Andrea Del Bono  di nuovo protagonista di un thriller ricco di emozioni. Tra le esotiche spiagge dell'Australia e della Polinesia, il surfista viareggino  alle prese con il crudele finning, la caccia allo squalo per il commercio delle pinne. Le gare del World Surf Pro sono turbate da improvvisi e sanguinosi attacchi degli squali e Andrea si trover coinvolto, suo malgrado, in un susseguirsi di colpi di scena che inchioderanno il lettore fino all'ultima pagina.
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L'AUTORE.
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ALESSANDRO DINI,  uno dei pionieri del surf in Italia. Fondatore della prima rivista italiana di surf e della Federazione Italiana Surf, consulente per molte aziende del settore, ha scritto centinaia tra editoriali, interviste, reportage su eventi e viaggi, oltre a partecipare ad alcune trasmissioni televisive e radiofoniche.
Questo  il suo secondo romanzo.
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L'ultima onda.
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La lama della sega a nastro aveva finito di tagliare il muscolo trapezio. Inizi a stridere pi forte quando trov l'osso della clavicola, torn a un tono pi basso quando tranci i legamenti coraco-acromiale e coraco-omerale. Il fastidioso stridio si fece sentire, ancora pi acuto, quando i denti della lama attaccarono la testa dell'omero. Il braccio cadde pesantemente sul pavimento. L'uomo lo raccolse e lo lanci dentro il capiente contenitore di polistirolo. Fece la stessa cosa con l'altro braccio. E molto, molto diverso smembrare un essere umano, pens. Di pesci ne aveva sezionati migliaia, forse milioni: non gli facevano nessuna pena, non avevano espressione o meglio, avevano sempre lo stesso sguardo fisso. Ma il viso di un uomo... Si sforz di non guardare il volto del giovane uomo che stava sezionando. Anche se era gi morto, non voleva neppure sapere che espressione avesse sulla faccia. Stava facendo uno sporco lavoro, come tanti altri sporchi lavori ben pagati. Con molta fatica fece ruotare il corpo congelato sul pianale d'acciaio per posizionare la lama all'altezza dell'anca destra. Segati via i quattro arti, spense la sega a nastro.
Silenzio assoluto. Si ricord che il boss gli aveva chiesto un pezzo d'osso qualsiasi. Riaccese la sega e piazz la gamba sinistra sul pianale. Seg una sezione di stinco di circa dieci centimetri, appena sopra il piede, lo avvolse nel cellophane e lo mise in una piccola scatola di polistirolo, coprendolo di ghiaccio. Spense la sega. Raccolse gli arti e li sistem nell'ampia cassa in polistirolo ad alta densit, coprendoli con un abbondante strato di ghiaccio. Nella pescheria regnava di nuovo il silenzio pi assoluto. Fatic non poco ad avvolgere il tronco e la testa nel cellophane e poi a piazzarli in un altro contenitore. Fece una prova col coperchio. Si chiudeva. Riemp anche questo contenitore di ghiaccio e con l'aiuto di una manichetta d'acqua lav velocemente e senza troppa cura il pavimento e il pianale della sega.
Non c'era sangue, ma comunque sciacqu bene il grembiule, i guanti e gli stivali impermeabili. L'acqua defluiva rapidamente nelle grate di raccoglimento sul pavimento. Tra poche ore, centinaia di grandi pesci sarebbero stati sezionati da quella e da altre seghe a nastro. Brandelli di pelle, squame, carne, visceri, sangue, si sarebbero mescolati ai tessuti umani della vittima. Punt il forte getto d'acqua anche sui contenitori di polistirolo e con l'aiuto di un muletto mise la cassa contenente gli arti sul pianale del pick-up Quelli dovevano sparire. La cassa con il busto e la testa invece, doveva tornare nella ghiacciaia segreta, quella nello scantinato. Prese il piccolo contenitore con l'osso di stinco e si avvi verso l'ufficio. Evidentemente, pens, per il boss quello era il pezzo pregiato.
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CAPITOLO 1.
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Coolangatta, Gold Coast (Queensiand) - Australia 26 febbraio.
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La pioggia era cessata da qualche minuto. Dita luminose erano riuscite a bucare le spesse nuvole color piombo e accarezzavano la superficie dell'oceano. Una pattuglia di albatros si avvicin velocemente planando nel cavo di un'onda, accarezzandone la parete con le estremit delle ali. Moana Teura cercava di mantenere un ritmo di pagaiate costante, godendosi il contrasto tra le nuvole plumbee e i raggi arancione che le Sovrastavano. Tra qualche minuto sarebbe approdato sulla spiaggia di Snapper Rocks passando vicino alle decine di surfisti seduti sul picco di Superbank, in attesa di prendere una delle lunghissime destre che in quella splendida giornata si svolgevano fino a Kirra. Sapeva che con alcune potenti pagaiate il suo SUP (Stand Up Paddle, la tavola da surf sulla quale si pagaia in piedi) avrebbe facilmente catturato un'onda molto pi a largo rispetto ai surfisti che sedevano sulle loro tavole.
Ne avrebbe presa solamente una e l'avrebbe tenuta fino a riva, cos nessuno si sarebbe arrabbiato pi di tanto. Concentrato a mantenere la giusta rotta, il massiccio tahitiano si sentiva felice, come ogni volta che poteva toccare con mano il risultato derivato da tanto lavoro svolto bene. Stava iniziando una nuova stagione di gare: dieci mesi, da marzo a dicembre, dieci eventi da un capo all'altro del pianeta. Lui e i ragazzi del team avevano lavorato sodo come mai in passato, e di motivazioni ce n'erano a sufficienza. Erano motivazioni simili, quelle dei tre atleti al tramonto delle rispettive carriere professionistiche, ma non per questo erano motivazioni meno forti, tutt'altro. Terminare una carriera con un risultato positivo, lo sanno bene i veterani di ogni sport, rende meno amaro il trauma di un cambio di vita cos radicale.
John Patton: dopo tre titoli di vice-campione, voleva vincere il suo primo titolo mondiale. Terence Bridge: anche lui, dopo essere finito per quasi dieci anni di fila nei top-five, era deciso a dare la zampata finale nel suo ultimo anno nei pr. E poi il suo beniamino, l'italiano Andrea Del Bono, anche lui alla sua ultima stagione da professionista, rigenerato dalla straordinaria prestazione di neppure tre mesi prima al Pipe Masters, probabilmente la pi prestigiosa gara dell'intero circuito mondiale. Non era stato per niente facile tornare ad allenarsi e ritrovare la giusta serenit dopo la morte di Alex Moss e i fatti accaduti negli ultimi sei mesi, ma ognuno dei ragazzi manifestava una grande motivazione per ottenere i pi alti risultati. S, il clima all'interno del team Big Aloha non era mai stato cos disteso e collaborativo e i suoi ragazzi non avevano mai raggiunto una forma fisica cos completa.
Anche la loro aura non era mai stata cos vivida e spessa: tutti e tre, esplodevano d'energia. Un'onda laterale per poco non gli fece perdere l'equilibrio, cos torn a concentrarsi sulla pagaiata. Non poteva rischiare di cadere proprio in prossimit della line-up ( al linea ideale, dove i surfisti siedono in attesa delle onde) di Snapper Rocks: i surfisti in acqua l'avrebbero deriso e non gli avrebbero pi fatto prendere una seconda onda.
Infatti, appena si accorsero che un supper stava puntando verso di loro, iniziarono a remare in varie direzioni per bloccargli la strada. Uno di loro riconobbe il noto coach del team Big Aloha e url agli altri: Calma ragazzi, calma. Quello  Moana Teura che sta rientrando a terra, fategli prendere la sua onda. Tranne un paio, tutti gli altri surfisti smisero di remare e si sedettero di nuovo sulla tavola, osservando il tahitiano intensificare il ritmo delle pagaiate per lanciarsi sulla prima della serie di onde in arrivo.
Inizi a planare sulla gobba liquida almeno 30 metri pi a largo dei surfisti. Le muscolose braccia che tenevano ben salda la pagaia piazzata di taglio nel ventre dell'onda, le tozze gambe simili a due ceppi di ebano che niente poteva smuovere e quel mazzo di capelli nero come la pece che frustava l'aria, davano alla sua figura un che di mitico, d'invincibile: una divinit del mare, cos come la immaginano i polinesiani. Sfruttando l'onda fino ai suoi ultimi ribollii nella risacca, scese in spiaggia saltando agilmente dalla tavola, ben attento a non inciampare nel laccetto fissato alla caviglia sinistra. Sebbene fin dall'et di tre anni surfasse sulle comuni tavole da surf, da un paio d'anni si era avvicinato allo stand up paddling dopo averlo provato alle Hawaii, grazie all'insistenza di una leggenda locale. Sapeva che la maggior parte dei surfisti tradizionali non apprezzavano molto quel modo antico di cavalcare le onde, ma a lui piaceva, lo trovava divertente e per niente banale, tutt'altro. Mise la tavola sul portapacchi del SUV e si cambi in fretta. Tra due ore sarebbe iniziata la conferenza stampa d'apertura del circuito mondiale professionistico dell'International Surfing Tour e Dustin O'Connell, CEO della Big Aloha, aveva raccomandato a tutti la massima puntualit.
Prima di salire a bordo del SUV, diede un'ultima occhiata alle onde di Snapper Rocks, regolari, lunghissime, quasi perfette. Un'onda world class, ideale per la gara d'apertura del circuito mondiale, pens. Osserv un altro set arrivare e attese che un fortunato surfista iniziasse la corsa su uno dei gioielli liquidi che quel pomeriggio produceva Snapper. Prov a tenere il conto delle manovre effettuate, commentando tra le labbra la surfata... take off (la partenza, quando il surfista mette i piedi sulla tavola e inizia la planata), primo off the lips (la risalita verticale con una curva brusca sulla cresta) verticale... boom, secondo off the lip... l'onda s'irripidisce, fl.oa.ter (surfare, galleggiare sulla cresta dell'onda, parallelamente a essa). La sezione si affloscia, ecco un primo roundhouse cutback (rientrare nella parte ripida, disegnando un "otto" sull'onda), il surfista riprende velocit, uno slash... Faceva parte delle sue competenze tenere allenata la sua conoscenza del judging criteria, ovvero il criterio usato dai giudici professionisti per assegnare un voto a ogni onda surfata in gara. Tolse gli occhi dall'onda e inizi a tendere le cinghie che tenevano il SUP sul portapacchi. Un familiare tremolio alle tempie gli fece mollare la presa. Tenendo gli occhi chiusi si appoggi con la schiena al montante che separa i due sportelli del SUV e attese che il tremolio passasse o si trasformasse in qualcos'altro. Pass. Fin di stringere le cinghie intorno al SUP e balz in auto.
La moka Bialetti da due persone l'aveva trovata, ma la confezione sottovuoto di caff macinato non saltava fuori. La camera da letto era bella incasinata e il contenuto di tre valigie Samsonite era sparso ovunque. Guarda qui che bordello! Se Serena fosse qui farebbe una scenata da nulla, pens Andrea Del Bono mettendo sul letto disfatto una pila di T-shirt Big Aloha, il suo sponsor, ancora nella loro busta. Aveva gi steso tutto l'occorrente per una salutare, energetica colazione sul tavolo di cucina, ma non avrebbe iniziato a muovere le mandibole fino a quando la moka non fosse stata sul fuoco, pronta a gorgogliare.
Cerc di ricordare il momento in cui cinque giorni prima aveva fatto le valigie nel salotto del suo appartamento a Viareggio. Dopo un paio di minuti di riavvolgimento della bobina cerebrale, ricord: aveva avvolto il sacchetto di caff con un corpetto di neoprene per proteggerlo da eventuali rotture in valigia. Trovato. Apr la confezione e tir un paio di potenti sniffate al contenuto. Ma cosa c' di pi buono dell'odore del caff macinato, pens. Riemp di polvere il filtro della moka e la mise sul fuoco. Guard l'orologio: aveva un'ora e mezza di tempo prima dell'inizio della conferenza stampa che presentava la gara d'apertura del circuito I.S.T. 2006, il Deeper Tube Pro. E cos, sono arrivato al mio tredicesimo anno nei professionisti, chi l'avrebbe mai detto.... Ricord l'emozione che l'attanagli, proprio l in Australia, quando entr in acqua a Snapper Rocks per la sua prima gara da professionista. Ci vollero due belle pacche sul collo da parte di Moana, il suo coach tahitiano, per farlo schizzare in acqua.
Andrea Del Bono, viareggino doc, era stato il primo surfista italiano, e finora l'unico, a qualificarsi nell'lite del surf mondiale professionistico. Un'lite aperta ai "top 45" del mondo nella quale il talento versiliese era approdato all'et di 16 anni: nessuno prima aveva fatto meglio. Era stato un percorso lungo, fatto di molti sacrifici, ma reso meno traumatico dalle due figure pi importanti della sua vita: il padre Alessandro e lo shaper australiano Alex Moss. Entrambi, ora, non c'erano pi. Il padre, noto cuoco versiliese, era scomparso nell'ottobre del 1999 a causa di un maledetto tumore al fegato che se l'era portato via nell'arco di due mesi. Lo shaper invece, era stato ucciso solo sei mesi prima nella sua surfboard factory di Hossegor, un omicidio apparentemente senza senso e senza soluzione.
Ora, quasi trentenne, Del Bono era alla sua ultima stagione e voleva concludere nel migliore dei modi una carriera fatta di alti e bassi, ma pi che onorevole. Gli bruciava ancora l'aver dovuto abbandonare l'ultima edizione del Big Aloha Pipeline Masters dopo aver disputato, a parere dei pi noti commentatori del circuito I.S.T., la migliore prestazione della sua carriera sull'onda pi tecnica e temuta delle Hawaii: Pipeline. Lo rincuorava solo il fatto che quel sacrificio aveva contribuito in maniera determinante a scovare il responsabile della morte di Alex Moss. Si era reso conto subito, appena arrivato nel Queensland, che la considerazione e il rispetto nei suoi confronti della comunit surfistica locale, una delle pi competenti del pianeta, era decisamente cresciuta rispetto a un anno fa: ai loro occhi, non era pi il simpatico italiano "mangia-spaghetti", buono solo a surfare su onde di piccola taglia, ma un surfista completo in grado di cavalcare le onde del circuito professionistico alla pari con australiani, americani e hawaiani.
Gustando il primo sorso di buon caff dopo cinque giorni, riflett sul fatto che per un surfista come lui, proveniente da una nazione sportivamente dominata dal calcio, ci poteva essere considerato un traguardo soddisfacente. Decisamente soddisfacente. Pos la tazzina sul tavolo e accese il cellulare. Calcol il fuso orario, in Italia erano le otto di sera. Serena rispose al secondo squillo.
Ciao passerotta. Dove sei? Ancora in ufficio? esord Andrea, un po' in colpa per aver lasciato Serena sola a gestire la succursale italiana della Big Aloha.
Fu un'idea di Dustin O'Connell, Chief Executive Officer della prestigiosa azienda australiana che sponsorizzava Andrea fin dalle sue prime gare, quella di far gestire a lui e Serena la sede italiana della Big Aloha. La cosa non era affatto dispiaciuta ad Andrea che da tempo si chiedeva cosa avrebbe fatto una volta terminata la carriera professionistica. Le uniche condizioni che aveva posto, ovvero la sede a Viareggio e Serena come sua segretaria, erano state accettate da O'Connell e cos, in tempi record, la show-room era stata inaugurata in un paio di settimane. Ciao baby, guarda che oggi  domenica, qui. Sono a casa gi da un'ora. Sai, oggi sono stata al carnevale a vedere la sfilata dei carri. Come va? Ti sei ripreso dal jet-lag? chiese Serena con poco entusiasmo, cosa che non sfugg a Andrea.
S, il jet-lag  superato. Tra un'ora e mezza devo andare in "culo-alla-gatta" per la conferenza stampa d'apertura del circuito, sai che voglia... Ma dimmi, quale carro ti  piaciuto di pi?.
Serena scoppi a ridere pensando alla libera traduzione fatta da Andrea della famosa location surfistica di Coolangatta, situata nella Gold Coast, un centinaio di chilometri a sud di Brisbane. Viveva a Viareggio da soli tre mesi, ma gi si era calata nello spirito irriverente, polemico e frizzante tipico dei versiliesi.
Serena London era stata la segretaria di Alex Moss presso la Big Aloha Surfboards e il giorno stesso in cui conobbe Andrea, si era innamorata di lui. Ogni volta che il viareggino andava a Hossegor a ritirare le nuove tavole da surf shapate (dal verbo inglese io shape, modellare, dare forma) da Alex, lei si trovava nella stessa, amletica situazione: dirglielo o non dirglielo? A dire il vero, Andrea si era accorto
subito dei sentimenti di Serena, ma fino a quando avrebbe continuato a gareggiare da una parte all'altra del pianeta, di legami sentimentali non voleva sentirne parlare. Di ragazze ne poteva avere quante ne voleva. Capigliatura tipica da surfista, leggermente mossa e schiarita sulle punte dall'esposizione continua al salmastro, spalle larghe e un viso da attore caratterizzato da espressivi occhi verdi, facevano di Del Bono uno dei surfisti pi sexy del circuito professionistico. La svolta tra i due avvenne al suo rientro dal Vietnam dove si era recato per risolvere il misterioso assassinio di Alex Moss. Sollevato e appagato per la chiusura del caso, era rientrato in Versilia alla vigilia di Natale per rilassarsi e concedersi un breve periodo di riposo dopo gli ultimi estenuanti mesi seguiti alla morte di Alex Moss, amico e mentore.
Aveva deciso di invitare Serena a Viareggio per le feste, ma rimase stregato, oltre che dalla sua bellezza, anche e soprattutto dal carattere gioioso della biondona di Bondi Beach. In quei pochi giorni passati con lei, si era innamorato. Sul serio. Era rimasto affascinato da quella ragazza australiana, dalla disarmante semplicit con cui sapeva scendere da un tacco 12 per infilarsi una muta e schizzare in acqua con gli amici. Una bomba sexy no strecth, insomma, una che non se la tira affatto. Sorrise, pensando che i suoi amici viareggini l'avrebbero sicuramente definita una "passera da bosco e da riviera", per definire qualcuno capace di adattarsi a ogni situazione della vita. Era cresciuta a Leichhardt, vicino a Sydney, un sobborgo definito una specie di Little Italy, che stava a un tiro di schioppo dalla famosa spiaggia di Bondi Beach, dove aveva iniziato a pronunciare le prime frasi in italiano, soprattutto quelle sconce. Aveva cominciato a surfare all'et di cinque anni ed era ben presto entrata a far parte dei locals di Bondi Beach, diventando un vero e proprio maschiaccio, pronta a mostrare il dito medio a chi gli avesse soffiato un'onda, a chiunque credesse di avere a che fare con una ragazzina intimorita. A 20 anni il primo viaggio di surf in Europa con un gruppo di amici di Bondi Beach. Uno di loro era molto amico di Dustin O'Connell e appena arrivati a Hossegor si misero in contatto con lui. La Big Aloha si era insediata da poco a Hossegor, e Dustin era il general manager dell'headquarter europeo. Fu lui che li aiut a trovare una villetta in affitto, immersa tra le dune a due passi dallo spot di Les Estagnots. Serena s'innamor delle Landes e, quando espresse il desiderio di rimanervi il pi a lungo possibile, Dustin le offr immediatamente un posto da segretaria alla Big Aloha. Presa dal suo nuovo ruolo, Serena aveva iniziato improvvisamente a vestirsi con gusto e a prendersi cura del suo corpo, e gir la voce che tra i due ci fosse del tenero. Ma non era vero.
Il carro pi bello  quello del tuo amico... Avazzini... Avantini... Ah, ho visto le previsioni sul sito ufficiale della I.S.T. e credo che il primo giorno di gara si terr a Snapper Rocks, poi la swell (Mareggiata) crescer e forse sposteranno il contest a Kirra disse Serena che come tutti i surfisti australiani aveva una perfetta conoscenza delle previsioni meteorologiche. Avanzini, Serena. Alessandro Avanzini, il migliore. Senti, in ufficio tutto bene? Sono arrivati i campioni delle nuove mute? butt l Andrea fingendo di essere molto interessato all'andamento della succursale. Da buon viareggino andava pazzo per il carnevale, senza dubbio uno dei pi importanti d'Europa, se non del mondo.
In particolare gli piaceva assistere coi suoi amici d'infanzia e compagni d'onda, Pennello e Massello, alla sfilata dei carri allegorici sul viale a mare. Da piccolo, pap Alessandro l'aveva portato pi volte negli hangar dei maghi della cartapesta, quando ancora erano in fondo a via Marco Polo, per fargli conoscere quei burberi artisti capaci di dare anima e movimento alle gigantesche costruzioni che per un mese attiravano ogni domenica a Viareggio decine di migliaia di turisti. Il Galli, il Baroni, L'Avanzini padre, il Verlanti...
S, la nuova collezione di mute da surf  ancora nelle scatole. Le sistemerai tu come credi nella show-room al rientro dall'Australia rispose lei fintamente stizzita.
Piuttosto, pensa a iniziare bene la stagione. Questo sar il tuo ultimo anno da professionista e sento che puoi chiudere in bellezza... ma devi crederci, da subito. Moana ha fatto un lavoro straordinario e puoi davvero puntare in alto quest'anno. Andrea! Mi stai ascoltando? grid Serena.
S, s, non preoccuparti topino, non mi sono mai sentito cos in forma e motivato. Stai tranquilla, ce la metter tutta. Ora per devo muovermi, senn arrivo tardi alla conferenza e Dustin si arrabbierebbe molto. Guard l'ora: doveva sbrigarsi. Si butt sotto la doccia, pensando alle parole di Serena. S, aveva proprio una gran voglia di surfare, aveva ritrovato l'entusiasmo dei primi anni, ma col vantaggio di non subire nessun tipo di pressione. Non doveva dimostrare niente, quel che sarebbe venuto sarebbe andato bene a lui e a tutti gli altri. Una condizione ideale. Con la forza dell'oceano non si va in guerra, si scende a patti gli diceva sempre Moana.
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Snapper Roeks, Gold Coast (Queensland) - Australia 28 febbraio.
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Fin dalle prime luci del mattino, la spiaggia e la scogliera erano state prese d'assalto dai molti appassionati in cerca di un posto d'osservazione privilegiato per assistere al primo round del Deeper Tube Pro 2006. La mareggiata di 3-5 piedi, circa un metro e mezzo, prometteva onde spettacolari per il giorno d'apertura del primo di dieci eventi che formano il circuito mondiale professionistico I.S.T. Il Contest Director dell'evento, dopo un'attenta analisi delle condizioni e delle previsioni e dopo aver ascoltato anche il parere del rappresentante degli atleti, aveva fissato per le 7,30 l'inizio della prima batteria del Deeper Tube Pro. La mattina presto il vento off-shore, proveniente da terra, favorisce le migliori condizioni, soprattutto se anche la marea  quella giusta. Mancava ancora un'ora al suono della sirena che d il via alla competizione, ma nel villaggio-gara c'era gi molta animazione. La press-room era presa d'assalto dai molti fotoreporter accreditati, giunti da tutto il mondo. I surfisti professionisti stavano prendendo posto nell'area a loro riservata, piazzando le tavole nelle apposite rastrelliere e iniziavano a concentrarsi, chi ascoltando musica, chi sedendosi in disparte a studiare lo spot di gara e le condizioni. I giudici stavano discutendo tra di loro per decidere il criterio di giudizio da adottare in base alle condizioni attuali; quasi tutti avevano testato il campo gara e indossavano ancora la muta bagnata.
La VIP-area stava riempiendosi di volti noti del mondo della musica e dello spettacolo, che lo sponsor aveva invitato per accrescere l'interessamento di media extra-settore all'evento. Andrea Del Bono mostr il pass e parcheggi la Jeep nell'ampio spazio riservato agli atleti: trovare un posto libero nel raggio di un chilometro era gi impresa impossibile. Moana, lo raggiunse mentre tirava fuori dall'ampio bagagliaio la capiente sacca contenente le sue tavole.
la oraria, Andrea. Senti che energia c' oggi nell'aria? disse il coach tahitiano allargando le braccia verso l'oceano.
la oraria. Dai, muoviamoci, sono nella prima heat e prima che inizi voglio fare un po' di riscaldamento rispose Andrea. Si diressero verso la competitor-area nella quale potevano accedere solo le persone in possesso di un braccialetto rosso, ovvero i 45 surfisti del circuito professionistico I.S.T., i loro coach, i fisioterapisti e i parenti pi stretti.
Vide Paulinho Santos seduto sulla sabbia in disparte, faccia alle onde, con due enormi cuffie Sennheiser sulla testa: era il modo con cui molti giovani pro amavano isolarsi dal mondo circostante per trovare la giusta concentrazione, ma Andrea preferiva farlo in altri modi. Paulinho, 19 anni, era uno dei pi giovani surfisti del circuito, nato e cresciuto nella favela di Rocinha, nell'immediato entroterra di Rio de Janeiro, e come tutti i suoi compatrioti era dotato di un surf radicale e innovativo, facilitato dalla proverbiale agilit dei brasiliani. L'anno precedente aveva chiuso il tour in quindicesima posizione, vincendo il titolo di "Rookie of the Year", la matricola dell'anno. Nella prima batteria del contest Del Bono avrebbe dovuta vedersela con lui e con uno dei marpioni del circuito, il trentottenne Darren Hoppings della Florida. Solo il vincitore sarebbe passato direttamente al terzo round, mentre il secondo e il terzo sarebbero finiti nel round dei ripescati, dove o si passa o si  definitivamente eliminati.
Andrea non pot fare a meno di ridacchiare pensando che avrebbe dovuto vedersela sia con l'irruenza del giovane Santos che con l'esperienza del veterano Hoppings. Non essere troppo preoccupato per l'abbinamento che ti  capitato disse Moana anche lui con un beffardo sorrisetto che Andrea conosceva bene.
Era davvero incredibile come a volte Moana sembrasse leggergli nel pensiero. Era questa la vera forza di Moana Teura, quella che l'aveva reso uno dei pi apprezzati coach del circuito: sapere esattamente cosa passasse nella testa di un atleta e quali corde toccare per motivarlo al massimo. Ma oltre questo, il tahitiano aveva con l'oceano un rapporto intimo e profondo.
In fondo, pens Andrea, suo padre non gli aveva dato a caso quel nome che, tra i vari significati (oceano, blu), ha anche quello di "il principe che viaggia sull'oceano nella notte".
Beh, sai Moana, se vengo battuto da Paulinho non mi importa pi di tanto. Esprime un surf davvero moderno e spara degli aerials (Manovra aerea, fatta sopra la cresta dell'onda) che io mi sogno di fare. Ma se mi batte Darren, mi girano davvero, non fosse per quell'Interference (Interferire con un'onda che spetta di diritto a un altro surfista) che mi ha fatto l'anno scorso a Jeffrey's Bay sull'onda pi bella della heat rispose Andrea. E poi, Paulinho  proprio ganzo, sempre allegro, non si lamenta mai dei giudici come tanti altri. Entrati nella tenda dei competitor, individuarono subito l'armadietto col nome di Andrea e vi misero dentro i loro capienti zaini. Si diressero poi verso l'apposita rastrelliera per piazzarci le tre tavole, tutte contenute in un'unica sacca ben imbottita.
Andrea si sofferm su una tavola 5'10 round tail (Tavola con la poppa rotonda) alla quale era molto affezionato. Era una delle ultime che Alex Moss aveva shapato con le proprie mani.
Questa  perfetta per onde lunghe, ripide e veloci, massimo due metri di altezza gli aveva detto Alex mettendogliela sotto braccio, circa un anno prima, proprio alla vigilia del Deeper Tube Pro a Snapper Rocks. Era proprio una tavola speciale e, nonostante alcuni bozzi belli evidenti, Andrea non voleva separarsene. Almeno fino a quando non si fosse spezzata o si fosse delaminata.
Sollevata di circa tre metri dalla sabbia, la competitor-area offriva un eccellente punto di osservazione del campo gara, ma non paragonabile a quello godibile dalla torre giuria, a ben dieci metri d'altezza. Moana si appoggi alla ringhiera e indic la folla che intanto era quasi raddoppiata.
Mai vista tanta gente per il primo giorno di gara, mi domando quanta ce ne sar il giorno della finale disse.
Gi, e anche la conferenza stampa  stata davvero affollatissima aggiunse Andrea che intanto aveva iniziato a riscaldarsi su una delle tre cyclette disponibili.
Mancavano 40 minuti all'inizio della sua heat. Era la quarta volta che nel corso della carriera veniva inserito nella heat d'apertura di una tappa del circuito, e la cosa non  che gli piacesse molto. Lo aiutava molto studiare con calma le onde, vedere che tipo di tavole avevano scelto i suoi avversari, le varie tattiche di gara che adottavano. Inizi a sudare, controll i battiti cardiaci sul display della cyclette. Centotrenta. Decise di aumentare leggermente la frequenza delle pedalate mentre Darren Hoppings varcava la porta d'accesso.
Ciao Darren. Pronto per una nuova fottuta stagione di gare?. Hi man! Pronto e in forma come mai! biascic il mascelluto americano masticando con esagerata convinzione una voluminosa chewing-gum gialla fluo.
O dove cazzo l'ha trovata quella "scingomma" l... mi fa accapponare la pelle solo a guardarla... m'immagino che sapore deve avere, pens Andrea tergendosi il sudore sulla fronte col dorso della mano. Immaginare di dialogare in viareggino anche con persone straniere lo divertiva, lo faceva sentire pi vicino a casa. Sapeva che il suo dialetto non era tra i pi raffinati, ma si identificava alla perfezione con i graffianti termini e la vena polemica che lo caratterizzavano.
Decise di punzecchiarlo un po'. A parte la vergognosa droppata (da to drop (cadere), partire davanti ad un surfista che ha la precedenza) a J-Bay, Darren non era certo una persona antipatica e la sua tenacia era un bell'esempio per tutti.
Vedo che sei bello tirato, Darren, ma per quanti anni vuoi ancora gareggiare?.
Well, fino a quando riesco a prendervi a calci nel sedere, pivellini! rispose divertito Hoppings.
Mentre i due continuavano a scambiarsi frecciate, fece ingresso nella tenda Paulinho Santos, eseguendo un perfetto moonwalk seguito da un altro paio di passi hip pop.
Eccolo qua l'Eminem dei poveri disse Hoppings mentre il giovane brasiliano si toglieva le cuffie.
Andrea fu felice che Paulinho non avesse colto la battuta dell'americano, probabilmente non ne avrebbe capito il sottile umorismo... Lui invece, salut con calore il campioncino carioca. Bom dia, Paulinho. Mi fa piacere vederti cos carico, quest'anno. Certo, come tutta la cricca brasiliana. Quest'anno ci faremo valere, vedrai.
Iniziata nei primi anni Novanta grazie a surfisti come Fabio Gouveia e Neco Padaratz, la scuola brasiliana era lentamente ma costantemente cresciuta fino a eguagliare quella australiana e hawaiana. Considerati assi nell'esprimere un surf spettacolare e funambolico su onde di piccola taglia, ma ancora immaturi in testing conditions (le condizioni che mettono a dura prova il surfista), i surfisti brasiliani si sentivano spesso vittime di un trattamento non equo da parte dei giudici. Andrea capiva perfettamente il loro stato d'animo in quanto anche lui era stato pi volte vittima del pregiudizio secondo il quale un surfista italiano difficilmente aveva la necessaria esperienza su onde grandi e potenti.
S, come no! Sono quasi vent'anni che vi sento dire la stessa cosa, ma alla fine dell'anno la maggior parte di voi torna a gareggiare nel circuito di qualificazione disse Hoppings mentre si sedeva anche lui su una cyclette per riscaldare la muscolatura delle gambe.
Moana, che fino a quel momento aveva osservato attentamente le evoluzioni dei moltissimi surfisti in acqua, rientr all'ombra della tenda. Stava per salutare i due avversari di Del Bono ma rimase l, senza parole, gli occhi fissi su Darren. Solo Andrea si accorse che qualcosa aveva colpito il coach, ma evit di fargli domande in quel momento. Era abituato a questi improvvisi cambi d'umore di Moana e dopo tanti anni accanto a lui sapeva che spesso erano dovuti alle doti paranormali che il tahitiano aveva ereditato dalla madre, una rispettata tahuna, una sorta di potente sciamano, conosciuta in tutte le Isole del Vento per le sue doti di guaritrice e veggente.
Come la madre, Moana era capace di comprendere e utilizzare le energie dell'universo per poter guarire se stesso e gli altri e sapeva farlo senza atteggiamenti da santone, ma con grande naturalezza e umilt, cosa che gli attirava la simpatia e il rispetto di tutti i surfisti del circuito, che spesso preferivano farsi curare da lui piuttosto che dai fisioterapisti ufficiali a seguito dell'International Surfing Tour. Quasi tutti coloro che avevano scelto di rivolgersi al coach tahitiano avevano visto dimezzare i tempi di guarigione previsti dai medici tradizionali. Le sedute con Moana Teura erano diventate un "must", non solo per i surfisti e spesso il tahitiano si sentiva arrivare richieste da parte di celebrit del mondo dello spettacolo e perfino della politica regolarmente invitati alle gare del circuito I.S.T.
Anzich utilizzare le mani unicamente per aiutare la guarigione di una parte del corpo, la madre gli aveva insegnato a usare il corpo come strumento per curare l'anima, quasi sempre in sofferenza per le frustrazioni e le delusioni che lo stile di vita moderno procura. Ma quello che solo pochi conoscevano erano le sue doti di veggente. Moana veniva spesso colto da brevi visioni. A volte esse avevano attinenza con fatti accaduti o ancora da verificarsi, vere e proprie premonizioni, mentre altre volte esse rimanevano visioni alle quali Moana non riusciva a dare un significato. Anzi, spesso era Andrea a suggerire una chiave di lettura alle "luccicanze" del tahitiano.
Nel suo primo, lungo soggiorno a Tahiti presso la famiglia Teura, Andrea Del Bono aveva avuto modo di calarsi nella cultura e nelle tradizioni polinesiane che oggi facevano parte integrante del suo modo di vivere, di pensare, di agire, ma capiva tutti coloro che si dimostravano scettici verso questi argomenti. Si riserv di chiedergli pi tardi cosa avesse visto di strano in Hoppings, dopo la heat: ora era tempo di concentrarsi davvero sulla gara e and a cercare un posto in disparte dove osservare la line-up e figurarsi una tattica di gara adeguata.
La calda voce amica del portoghese Nando, speaker ufficiale del tour, chiam i nomi dei tre surfisti che componevano la prima heat, invitandoli a ritirare presso il beach marshall (Ufficiale di gara che coordina gli atleti in spiaggia) le rispettive lycra colorate. Il paddock era affollatissimo, grazie alla stupenda, calda giornata e alla bella mareggiata che produceva le famose, lunghissime onde destre di Snapper Rocks. Con la solita decisa gentilezza, Nando ripet ai free-surfer che affollavano lo spot di abbandonare il campo-gara in quanto la prima batteria stava per entrare in acqua, ma solo la met di essi, ovvero circa una cinquantina, si era spostato a nord. Due moto d'acqua si stavano gi dirigendo verso i surfisti indisciplinati per spingerli fuori dalla zona riservata alla competizione. Andrea indoss la lycra gialla e inizi a fare dei saltelli sulla sabbia. Individu la lycra rossa di Paulinho gi in cima alla scogliera, pronto a gettarsi tra le onde. Darren, in lycra bianca, era invece a pochi metri da lui e stava facendo dello stretching alle braccia. Gli strizz un occhio e con la testa fece cenno di andare, era ora. I due s'incamminarono verso la punta della scogliera dalla quale tutti si tuffavano per raggiungere rapidamente il punto in cui le onde iniziavano a rompere. L'alternativa era entrare dalla spiaggia pi a nord, e fare una lunghissima remata contro corrente.
Hai mai visto cos tanti obiettivi? disse Andrea indicando un punto affollato da foto-reporter che, ovviamente, si erano piazzati in quella posizione, ottimale rispetto al sole e alla traiettoria che i surfisti avrebbero fatto sull'onda.
Beh, forse solo alla gara finale a Pipeline ci sono tanti fotografi e cameraman rispose Darren.
Avevano raggiunto uno scoglio piatto, perfetto per lanciarsi in acqua. Occorreva solo prendere il tempo giusto per evitare di essere spazzati via dalle onde che si abbattevano con inaudita potenza sulla scogliera, lanciando in aria altissimi, bianchi ventagli d'acqua. Si tuffarono nello stesso istante e dopo poche bracciate erano gi di fianco a Paulinho sulla line-up. Andrea impost il suo orologio C-Shock in modalit "conto alla rovescia", tempo 30 minuti, pronto a schiacciare il tasto start al suono della sirena.
Il cuore aveva iniziato a battere pi veloce. La solita sciocca emozione che mi coglie al via di una nuova stagione agonistica, pens. Anche Darren e Paulinho stavano armeggiando coi loro orologi quando la sirena dette il via alla gara. Darren, da buon veterano, cerc di mettersi subito pi interno per acquisire la precedenza, ma Paulinho non si fece intimorire e rem ancora pi fuori e pi interno. Sent Darren imprecare e si mise a ridere.
Tutto come da copione. Decise di non alimentare la tensione e si spost pi vicino a riva per catturare una delle onde scartate dai due litiganti. Vide un set di onde manifestarsi 200 metri pi fuori, ma non si mosse, certo che uno dei suoi avversari avrebbe catturato la migliore onda del set. Miracolosamente, la prima onda non venne presa da nessuno dei due e Del Bono inizi a remare al massimo della frequenza per non perdere quella ghiotta, inattesa occasione. Quando l'onda arriv alla sua altezza era ripida e veloce e pregust un late take-off (Partenza volutamente ritardata per trovarsi su una parete pi ripida dell'onda) che lo avrebbe posizionato direttamente nel tubo. Cos fu e termin la corsa, arricchita da almeno tre money-tums (Curve radicali ripagate dai giudici con alti punteggi) e da un bel re-entry finale. Sicuramente un punteggio nella fascia "good", una corsa d'apertura decisamente valida.
La moto d'acqua era gi l, pronta a portarlo alla boa nei pressi della line-up. L'utilizzo della moto d'acqua era approvato solo in spot dove la lunghezza della corsa o la potenza delle onde era tale da richiedere ai concorrenti tempi proibitivi per tornare al largo, come Jeffrey's Bay, Hossegor, Teahupo'o e, appunto, Snapper Rocks. Raggiunta la line-up pens che dopo il buon punteggio ottenuto con la prima onda, era opportuno lottare per una seconda onda presa dal picco. I tre surfisti erano ora quasi gomito a gomito, occhi puntati sull'orizzonte pronti a carpire i segnali di un set in arrivo. C'era tensione, nessuno parlava. Improvvisamente Andrea vide una macchia scura sul fondo passare veloce sotto di lui. Non fece in tempo a dire una parola che vide Darren sollevarsi dall'acqua, in un ribollio di schiuma e poi ricadere violentemente gi, scomparendo sotto al pelo dell'acqua arrossata.
Cazzo! Uno squalo, uno squalo! grid Paulinho verso la moto d'acqua.
Darren riaffior ma solo per un paio di secondi, gettando un urlo di dolore da fare accapponare la pelle, poi fu di nuovo risucchiato sott'acqua e per un istante Andrea vide la testa e l'occhio di uno squalo tigre. Era sotto shock, non riusciva a muoversi, ma dur poco. Sentiva chiaramente le urla del folto pubblico sulla scogliera, i fischi dei life-guard che richiamavano a terra bagnanti e surfisti e la voce di Nando che certamente invitava le moto d'acqua a prestare soccorso. In effetti, ne vide tre dirigersi a manetta verso il punto dell'aggressione. Attenti... eccone un altro! url il pilota della prima moto d'acqua arrivata indicando una pinna di squalo a una ventina di metri da loro. Una seconda moto offr ad Andrea e Paulinho una via di scampo dallo squalo in arrivo, mentre il pilota della prima moto d'acqua aveva afferrato Darren per un braccio e cercava di tenerlo a galla, rischiando di cadere da un momento all'altro in acqua anche lui. Sulla spiaggia c'era un gran caos. Un motoscafo stava pericolosamente entrando nello specchio d'acqua battuto dalle onde per offrire il suo supporto anche ai tre cameraman in acqua, che stavano sbracciandosi per chiedere aiuto. Andrea not che uno di loro stava ancora coraggiosamente filmando. Darren sembrava cosciente, lo squalo aveva lasciato la presa, ma tutta l'acqua intorno a lui era diventata rossa, segno evidente che stava perdendo molto sangue. Quando i due piloti riuscirono a farlo sdraiare sulla slitta di soccorso della moto d'acqua, Andrea impallid: l'ampio morso, a met gamba destra, faceva intravedere il bianco del femore e parte dell'articolazione del ginocchio, lo squalo aveva strappato via di netto un bel pezzo di muscolature, tendini, legamenti. La moto d'acqua, scortata dalle altre, si stava dirigendo verso l'affollatissima spiaggia effettuando un largo giro per evitare la zona di onde. Delle luci blu alle spalle del paddock, sulla Marine Parade, segnalavano la presenza dei mezzi di soccorso pronti a sfrecciare verso l'ospedale.
Presto... a terra, a terra! url Paulinho al pilota che rispose indicando la tavola di Darren, a una decina di metri da loro. Un'altra moto d'acqua si avvicin e fece salire Andrea, tre persone e due tavole su un'unica moto erano troppi, per rientrare in sicurezza. Il pilota si diresse verso la tavola di Darren, che mostrava i segni evidenti del morso, mezzo metro dalla poppa, e Andrea si apprest a recuperarla. Nello stesso istante che sollev dall'acqua, vide uno dei due squali muoversi a poca distanza dal basso fondale, ma una volta sedutosi sull'ampia sella, ne vide altri tre. Mise sotto il braccio sinistro le due tavole, la sua e quella dello sfortunato Hoppings e dette l'ok al pilota che inizi la corsa verso la spiaggia. Un elicottero decollato dal vicinissimo Coolangatta Airport stava abbassandosi sopra il luogo dell'incidente. In spiaggia regnava il caos pi assoluto.
Andrea scorse Moana che cercava di tenere lontani curiosi e fotografi dalla barella di Darren Hoppings, ora privo di conoscenza, un attimo prima che scomparisse all'interno dell'ambulanza che part a sirene spiegate verso il Tweed Hospital. L'uscita dei mezzi di soccorso dal villaggio gara riport un po' di calma. Con voce rotta dall'emozione, Nando annunci la decisione presa dal contest director di sospendere la gara, rimandando al giorno dopo la ripetizione della prima heat del primo round. Mentre cercava di raggiungere l'area competitor per asciugarsi, fu raggiunto da una troupe televisiva australiana che gli chiese di raccontare in diretta come aveva vissuto quei terribili momenti in acqua. Se sperava di cavarsela in pochi minuti si sbagliava di grosso. Fino al primo pomeriggio fu un susseguirsi di interviste: tutte le televisioni del mondo volevano dare la notizia e sentire da lui e Paulinho Santos il racconto della brutta esperienza vissuta. Ebbe solo il tempo di rispondere alla chiamata di Serena, che aveva visto in diretta streaming l'accaduto. Nel corso della breve telefonata con lei ebbe conferma che l'episodio stava davvero facendo il giro del mondo: Radio 1 era stata la prima a diffondere in Italia la notizia nelle news del mattino, poi ripresa dai vari telegiornali per tutto il giorno. Finalmente, verso le tre del pomeriggio, con l'aiuto di Moana, riusc a scrollarsi di dosso gli ultimi giornalisti e a fiondarsi a casa.
Accese la televisione appena uscito dalla doccia, proprio mentre Sky News stava parlando dell'attacco subito da Darren Hoppings. Le immagini rallentate e ingrandite erano addirittura pi spaventose di quelle che aveva impresse indelebilmente nel cervello. Le gare del circuito I.S.T. sono trasmesse live in streaming e lo staff ufficiale prevede due cameraman in acqua e quattro a terra per offrire diverse angolazioni di ogni onda surfata dai concorrenti. Dalla ripresa di uno dei fotografi in acqua si notavano particolari agghiaccianti, come la bolla d'acqua che si gonfiava intorno a Darren, che precedeva di pochi decimi di secondo l'impatto delle mascelle sulla gamba dell'americano. O come l'ultimo scuotimento che subiva il corpo di Hoppings prima di essere mollato dalle fauci del tigre. Ancora umido, sedette sul divano quando sent squillare il campanello. Scost la tenda del salotto e vide Moana con John Patton aprire il cancello. And ad aprirgli la porta. Sedetevi. Notizie di Darren?.
John Patton era stato al Tweed Hospital fino a mezz'ora prima ed era aggiornato sulle condizioni di Hoppings.
Le ultime non sono affatto buone, la gamba  quasi staccata del tutto, ha perduto molto sangue... insomma,  in pericolo di vita.
Ma poi, vi rendete conto che  andato tutto in diretta, tutto ripreso da decine, forse centinaia di cameraman? Incredibile....
Benny Cohen terr domani una conferenza stampa. Come Chief Executive Officier della I.S.T. Benny vuole chiarire che l'associazione si dissocia dai numerosi episodi di vendetta contro gli squali che stanno verificandosi ovunque disse Moana scuotendo la testa. Oggi, in quasi tutto il territorio australiano, sono state organizzate cacce allo squalo: le solite, inutili reazioni che seguono un attacco mortale. Altri episodi si stanno registrando ovunque, alle Hawaii, in Sud Africa, perfino nella mia Tahiti, e la cosa non piace alle maggiori associazioni ambientalistiche, preoccupate per questa ventata d'odio verso tutte le specie di squali, alcune ad alto rischio di estinzione.
Moana dice il vero, pens Andrea. Ogni volta che si verifica un attacco mortale, la comunit locale si sente in dovere di organizzare una selvaggia quanto inutile caccia allo squalo. Ricordava ancora con orrore quando un pick-up pieno di gente urlante piomb nel porticciolo di Haleiwa per festeggiare la cattura di un enorme squalo tigre che secondo loro era proprio quello che aveva divorato un certo Anthony, un giovane bodyboarder del posto, pochi giorni prima. Quando domand a un tipo che con un lungo e affilato coltello stava cercando di estrarre la mascella dello squalo, cosa credevano di risolvere a uccidere uno, dieci, 100 squali ogni volta che un umano veniva attaccato, Andrea si rese conto di essersi cacciato nei guai. L'energumeno, un noto big-wave rider locale, gli si avvicin con le mani zuppe di sangue e avvicinandogli la lama agli occhi lo invit a farsi i cazzi suoi e a non farsi trovare in acqua. Un cellulare squill: era quello di Moana. La telefonata dur pochi secondi, John e Andrea capirono che non era arrivata una buona notizia. Darren  entrato in coma si limit a dire.
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Snapper Rocks, Gold Coast (Queensland) - Australia 1 marzo.
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Benny Cohen aveva fatto noleggiare dalla sua segretaria l'auditorium del Coolangatta Tweed Heads Golf Club per l'attesa conferenza stampa della I.S.T.
Quando Andrea e Moana entrarono nell'ampia sala, Benny stava gi parlando. La giornata era iniziata con la ripetizione della prima batteria e la conclusione di tutte le 12 heat del primo round, ed era terminata da poco pi di un'ora. Non vedendo un solo posto a sedere vuoto, i due decisero di spostarsi lungo il lato sinistro della sala per vedere meglio l'immagine proiettata sullo schermo alle spalle di Cohen. Si trattava di un grafico che mostrava il numero di attacchi mortali da parte di squali nell'intero globo nell'arco di 12 mesi in rapporto al numero di morti derivanti da attacchi, morsi o punture di altri animali, ...come si pu osservare dal grafico, nel mondo mietono pi vittime le zanzare, alcuni tipi di rana, le meduse, gli ippopotami, le zecche, i coccodrilli, i serpenti, le api.... Cohen fece una pausa di alcuni secondi per lasciare il tempo ai presenti di scorrere la lista degli attacchi mortali e di arrivare alla voce "attacchi da squalo" che occupava la decima posizione. Ma ora diamo un'occhiata a cosa ha combinato lo squalo negli ultimi 400 anni nel mondo continu il boss della I.S.T. facendo cenno all'operatore di passare alla diapositiva successiva. Dato che ci troviamo qui, partiamo proprio dall'Australia, che con il Sud Africa  uno dei paesi pi toccati dal problema. Ebbene, in oltre quattro secoli, e precisamente dal lontano 1580, gli attacchi registrati sono circa 510 di cui 145 mortali. In tutto il continente africano, quindi incluso il Sud Africa, se ne sono contati 326 di cui 89 fatali. Alle Hawaii 116 di cui 8 mortali. In tutti gli Stati Uniti i morti sono stati 36 su 1022 attacchi. Ripeto, in oltre 400 anni.
Fece un'altra pausa per lasciare tempo ai presenti di ragionare sui dati proiettati.
Alcuni di voi sono qui per farmi delle domande, e forse si chiederanno dove voglio arrivare prosegu iniziando a camminare verso la prima fila. Quello che  accaduto ieri ci ha profondamente colpiti e rattristati. Darren sta lottando la sua battaglia pi dura e tutti noi preghiamo affinch riesca a vincerla. Tuttavia, come surfista e amante dell'oceano sono fermamente convinto che dobbiamo essere noi i primi a difenderlo e rispettarlo con tutte le sue forme di vita, squali inclusi. Non dobbiamo mai dimenticarci che siamo noi a invadere i loro territori, ma soprattutto non dobbiamo dare sostegno a campagne d'odio e di sterminio che non servono a niente se non a contribuire alla loro estinzione e, conseguentemente, alla rottura di un delicato equilibrio eco-sistema come quello marino.
Tra il pubblico si vedevano molte teste fare cenni di assenso alle parole di Cohen, ma alcuni giornalisti avevano gi alzato la mano desiderosi di porgli delle domande.
Ho quasi finito, vi chiedo ancora alcuni attimi di attenzione, poi risponder alle vostre domande. Le pause a effetto erano certamente il suo pezzo forte.
Attese altri cinque secondi carrellando uno sguardo sui giornalisti, da destra a sinistra, per accertarsi che tutti fossero d'accordo. Degli squali che si avvicinano alla costa non rappresentano di certo un fenomeno raro da queste parti, ma quello che  successo ieri non  del tutto normale. Il motivo per cui periodicamente gli squali si avvicinano in branchi alla costa non  conosciuto. Sulla west coast hanno dato pi volte la colpa alla brutta abitudine da parte delle navi addette all'esportazione di pecore, di gettare gli animali malati o morti in acqua, una volta usciti dai porti, in particolare quello di Fremantle. Le carcasse attirerebbero verso la costa grossi branchi di squali, ma questa ipotesi non trova tutti d'accordo. Vi dico questa cosa perch ieri, pochi minuti dopo l'aggressione a Darren Hoppings, sono state fatte delle riprese dall'elicottero che hanno rivelato la presenza di molti squali, circa una ventina, in un raggio di 100 metri dal luogo dell'aggressione a Darren. Un fatto davvero insolito in questa fascia costiera. Prego, fate partire il video. Nei 40 secondi del breve filmato, Cohen and a sedersi accanto a un uomo sulla cinquantina, abbronzato e dalla folta barba bianca, che aveva tutta l'aria di essere un lupo di mare. Le immagini mostrarono degli esemplari di squalo tigre di media taglia nuotare una cinquantina di metri pi a largo della scogliera esterna di Snapper Rocks, e almeno altri cinque assai pi vicini alla spiaggia. Terminato il breve video, Cohen torn davanti al microfono in compagnia dell'uomo barbuto. Vi presento John Banks, uno dei pi noti pescatori di Coolangatta. John  specializzato nella pesca agli squali e pi volte ha dato assistenza a troupe di cameraman in cerca di immagini per vari canali tematici. Prego John disse Cohen invitandolo con la mano a prendere posto dietro al microfono.
L'uomo, un rude pescatore australiano, un tipo alla Crocodile Dundee, non dava l'idea di essere particolarmente a suo agio dietro ad un microfono. Infatti, appena lo avvicin alle labbra, forse per una leggera scossa o per alcuni peli della barba rimasti intrappolati nella rete metallica, spar un sonoro Fuckin hell! che fece scoppiare i presenti in una fragorosa risata.
Scusate, non sono bravo col microfono. Quello che volevo dire  che gli squali non sono quei freddi killer che tutti i programmi televisivi vogliono farvi credere. Cazzo, tutti quei fottuti cameraman che salgono sulla mia barca sono interessati solamente a inquadrare le fauci spalancate, a dimostrare quali enormi pezzi di carne un great white pu staccare da una carcassa di tonno. Nient'altro. Beh, io posso dirvi per esperienza diretta che lo squalo  un animale molto complesso i cui comportamenti sono in molti casi del tutto prevedibili e direi anche... confortanti.
A quelle parole Tony Belmonte, un giornalista del Morning Herald di Sydney, salt su.
S, magari adesso ci suggerisce anche di mettere uno squalo tigre in piscina e di farci giocare i nostri bambini. Su, andiamo, siamo seri per favore.
Banks non grad affatto l'interruzione e si gir verso Cohen come a chiedere autorizzazione a una replica delle sue. Gli occhi supplicanti del CEO gli fecero compassione, ma decise di fare a modo suo. Nooo, i bambini lasciamoli giocare tranquilli nel prato, ma se a lei il tigre le portasse via le palle con un morso, non mi sembrerebbe una gran perdita rispose barba bianca facendo al contempo impallidire il povero Cohen ed esplodere la platea in un'altra fragorosa risata. Non volevo dire che uno squalo  come un cagnolino che puoi educare e farci un bagno insieme, ma che non  quell'animale eternamente affamato di carne umana che tutti credete. Anche il temibile squalo bianco, in determinati momenti, pu essere avvicinato senza gabbia di protezione. Lo capisci dal suo modo di nuotare, di avvicinarsi. Io l'ho fatto varie volte e sono ancora qui, tutto intero. Ma non ho accettato l'invito di Benny Cohen per venire a convincervi che lo squalo  il miglior amico dell'uomo, cazzo, questo proprio no, cazzo. Per, essendo al vertice della piramide alimentare marina, esso ricopre un ruolo determinante per il suo equilibrio. Se la pesca agli squali proceder a questo ritmo, tra pochi anni ci sar una crescita smisurata della popolazione di altre specie. Stiamo estinguendo i tonni, che mangiano le meduse le quali stanno invadendo molti mari. Porco diavolo, perch non scrivete queste cose invece di cercare lo scoop del surfista addentato in diretta! Basta, ho finito, grazie e buona sera a tutti concluse il pescatore tirando una ditata al microfono che produsse una specie di boato e un'altra risata generale. Con gran sollievo di Cohen, Banks stava dirigendosi verso la sua sedia quando gir i tacchi e torn al microfono.
Ah, dimenticavo! Qui non siamo a Perth, sulla west coast. Qui, concentrazioni di squali tigre cos numerose e vicine alla costa non se ne sono mai viste in passato e la cosa, credetemi, non  normale. Benny Cohen torn al microfono e cerc di riprendere il filo del discorso. Ora, sono a vostra disposizione, chi vuole iniziare? disse rivolgendo un affabile sorriso ai giornalisti.
Fu travolto da una serie infinita di domande, ma riusc a destreggiarsi con grande abilit. Si accorse presto che, soprattutto la stampa australiana era molto interessata all'aspetto politico della faccenda. Fortunatamente era stato informato che il governo aveva tagliato i fondi per il controllo aereo, tramite elicottero, delle spiagge pi affollate, cosa che aveva costretto la ASS (Australian Shark Sightings) a tagliare drasticamente la forma di vigilanza pi efficace, ovvero quella aerea. Un giovane aitante, sui 35 anni si alz e si present. Valerio Fuentes, inviato de La Prensa di Managua, Nicaragua. Ho tre domande per lei. La prima: quante probabilit hanno dato i medici a Darren Hoppings di cavarsela? La seconda: se invece dovesse morire, cosa che nessuno di noi si augura, la famiglia di Hoppings godr di un risarcimento da parte della I.S.T.? Insomma,  prevista una forma assicurativa per i surfisti professionisti in caso di gravi infortuni o di morte? La terza: che misure sta prendendo l'organizzazione che lei rappresenta per evitare possibili nuovi attacchi di squali durante le gare di surf? Grazie. Andrea Del Bono riconobbe il giornalista. L'aveva visto surfare nei giorni precedenti la gara a Snapper Rocks, il che spiegava quel corpo cos in forma e quella vistosa abbronzatura. Gli faceva piacere che anche tra la stampa non specializzata ci fossero dei giornalisti surfisti. Mi stanno sul cazzo i giornalisti di testate strane, sempre in cerca di gossip, pens. Quelli ti fanno domande del tipo "quante volte alla settimana fa sesso un surfista"... che vadano a cagare!
Il giornalista nicaraguense sembr soddisfatto dell'esauriente risposta alle sue domande e si sedette. Seguirono un altro paio di domande tendenziose alle quali il CEO della I.S.T. rispose con molta accortezza. Quando si rese conto che i giornalisti avevano posto le domande pi scottanti, non esit a mettere in risalto l'associazione di cui era a capo, la International Surfing Tour.
Anche se la news pubblicata ha poco a che fare con la nostra mission, ieri il nostro sito ha ottenuto un nuovo record di utenti collegati in streaming, picco raggiunto proprio nei minuti seguenti il feroce attacco a Darren Hoppings. La I.S.T. investe molto denaro e risorse per offrire agli appassionati di tutto il mondo una visione moderna ed eccitante dei nostri eventi, garantendo riprese ad alta definizione effettuate da diverse angolature. Purtroppo, ieri non abbiamo trasmesso solo le fantastiche performance che i migliori surfisti del mondo riescono a eseguire sulle pi spettacolari onde del pianeta. Ieri  andata in diretta una faccia del surf che mai avremmo voluto trasmettere. Ma che ci piaccia o no, la magia del surf  quella di affrontare e di sfruttare un'energia pura e selvaggia come quella dell'Oceano. Gli Oceani accolgono forme di vita di ogni genere, compreso lo squalo, uno degli animali pi temuti, ma anche uno dei pi misteriosi e affascinanti del pianeta Terra. Lo dimostrano i dati che stamattina ci sono arrivati dalla nostra agenzia di comunicazione circa la diffusione data dai media di tutto il mondo alla notizia dell'attacco subito dallo sfortunato Darren Hoppings. Dati davvero impressionanti. Se prima di ieri, qualcuno mi avesse chiesto che probabilit c'era che un giorno un surfista del nostro circuito venisse attaccato da uno squalo nel corso di una gara, avrei risposto una su un miliardo. Invece, ci  avvenuto, purtroppo.
Cohen salut e ringrazi tutti i presenti e dichiar chiusa la conferenza stampa.
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CAPITOLO 2.
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Bells Beach, Torquay (Victoria) - Australia 19 aprile.
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Dopo tre giorni consecutivi di occasionali acquazzoni e di forte vento onshore (Vento che proviene dal mare verso terra e increspa le onde), finalmente la gara riprese in condizioni ideali per la parte finale dell'evento.
Moana era seduto su una roccia sul promontorio che dominava lo spot e si stava godendo i primi caldi raggi di sole. A picco, sotto di lui, la dorata mezzaluna di sabbia dove alcuni surfisti avevano bivaccato per potersi tuffare alle prime luci dell'alba e surfare un paio d'ore prima che le moto d'acqua venissero a scacciarli per liberare il campo gara. Nonostante fossero appena le 7,30, la line-up era gi affollata: cont non meno di una sessantina di surfisti. Tra meno di mezz'ora avrebbero dovuto spostarsi altrove, se volevano surfare, perch il via al round quattro era previsto per le otto in punto. Andrea era stato eliminato nel corso del terzo round e stava surfando libero dallo stress del pre-gara, proprio davanti ai suoi occhi. A Snapper Rocks aveva ottenuto il nono posto e tutto sommato potevano entrambi considerarlo un buon avvio di stagione, anche se Moana era certo che il meglio dovesse ancora venire. Il pericolo corso a Snapper Rocks quasi due mesi prima non aveva scalfito n la sua concentrazione, n la sua energia e ci era molto confortante. Conosceva troppo bene Andrea e la sua sensibilit e sapeva che, in passato, episodi come l'attacco a Darren Hoppings, lo avrebbero gettato in uno stato di sfiducia e pessimismo, da cui sarebbe uscito solo dopo un lungo periodo di lavoro psicologico.
Darren era stato dichiarato fuori pericolo di vita 15 giorni dopo l'aggressione, ma non sarebbe pi tornato a surfare. Aveva subito un delicato intervento di ricostruzione della gamba, operato da uno dei pi esperti chirurghi australiani il quale aveva dichiarato che sarebbe gi stato un successo se Hoppings fosse tornato a camminare. Osservava le lunghe onde destre che si svolgevano per tutta la baia, quando not Andrea prenderne una nella sezione chiamata "The Bowl". Non si stancava mai di studiare le surfate dei suoi ragazzi: la correttezza dei movimenti, la scelta delle manovre pi appropriate per sfruttare al massimo l'onda e per soddisfare il criterio di giudizio, ottenendo cos il punteggio pi alto possibile. Faceva parte del suo lavoro correggere gli errori tecnici e tattici, ma faceva un po' fatica a farlo con Andrea. Tra loro c'era molto di pi che un semplice rapporto tra coach e atleta. Fin da quando, ancora adolescente, era entrato a far parte del team Big Aloha, Andrea aveva conquistato il cuore del tahitiano per la spensieratezza e la naturalezza con cui il giovane talento italiano affrontava le onde. Se l'era portato nella sua Tahiti, gli aveva fatto conoscere gli usi e le tradizioni locali, i membri della propria famiglia, i suoi amici pi stretti. Non poteva dimenticare la reazione della madre quando gli present Andrea. Lei mise la sua mano destra sul cuore e la sinistra sulla testa del ragazzo e stette per alcuni secondi in silenzio, a occhi chiusi. Quando li riapr, una lacrima scivol gi veloce sulla pelle scura e rugosa. Fiss il figlio e bisbigli Emiri! che nella cultura tahitiana significa "un nobile dono degli di". Quel ricordo lo commosse e non si stup di sentire arrivare la familiare vibrazione che anticipava una "luccicanza". Ecco che arriva, si disse piano. Come sempre, quando sentiva quella lieve, appena percettibile vibrazione in mezzo al petto, pronunci il nome della madre: Ha'amoe!. Lo pronunciava all'inizio di ogni preghiera o meditazione. Significava "colei che calma il cuore degli di".
Sent quella che lui chiamava "sintonizzazione cosmica" invaderlo lentamente ma gradualmente, una piacevole, delicata sensazione di pace e benessere. La madre non gli aveva mai parlato di religione, yoga o altre dottrine, ma come ogni altra mamma polinesiana aveva cercato di insegnare al figlio a cercare e riconoscere nelle forze della natura la pace e l'energia necessarie per affrontare la vita con serenit e positivit. Solo girando il mondo e conoscendo altre culture, aveva imparato a dare un nome a certe cose, come i chakra.
Finch aveva vissuto a Tahiti, gli era sembrato normale prevedere l'ora di rientro del padre dalla pesca, l'arrivo di una tempesta o di un evento qualsiasi, ma quando aveva preso a viaggiare per il mondo, si era reso conto che anche solo accennare a queste cose creava incredulit e ironia nelle persone, per cui aveva smesso di parlarne. Non se la sentiva
di spiegare alla gente che non era in grado di prevedere il futuro, e che le visioni che saltuariamente aveva, non venivano a comando. In realt sentiva l'esigenza, almeno una volta al giorno, di cercare queste energie cosmiche. In genere lo faceva la sera, nella sua stanza, prima di addormentarsi e ogni tanto aveva delle sensazioni, a volte visioni vere e proprie.
Sua madre riusciva a vedere l'aura di una persona e dal suo spessore e colore, riusciva a capire se era in buona salute o stava per ammalarsi. A volte ci riusciva anche lui. Non si spiegava perch a volte ci riusciva e altre no, ma aveva capito in fretta che era il contesto in cui si trovavano lui e l'altra persona. In un ufficio pieno di computer, o per strade trafficate, piene di rumori e di gente, non era mai stato in grado di vedere o percepire niente, ma all'aperto, su spiagge deserte, in spazi incontaminati, riusciva pi frequentemente a vedere l'aura della gente. Rest cos, rilassato, immobile, fino a quando la tenue vibrazione sembr abbandonarlo. Stava per riaprire gli occhi quando la sent tornare e, insieme ad essa, una visione che inizi con un rozzo coltello stretto da una mano insanguinata. La visione in rosso e nero, cupa, minacciosa, si trasform in un grosso occhio perfettamente rotondo. Fisso, immobile, terrorizzato. Lentamente, il tondo si allung fino a diventare un'ellisse, una forma allungata, uno scuro e sinistro siluro che inizi a cadere nel nero pi nero della pece.
Apr gli occhi e rest per una decina di secondi immobile, lo sguardo sulla linea dell'orizzonte, dove il cielo incontra il mare. Un lungo colpo di sirena segnalava ai surfisti in acqua che era ora di liberare il campo gara. Scorse Andrea correre sulla spiaggia con la tavola sottobraccio. La prima heat del quarto round era la pi attesa in quanto vedeva il pluricampione del mondo Kevin Stewart battersi col vincitore della passata edizione, Michael Frost. Moana not che in pochi minuti la spiaggia si era affollata ancora di pi. Il Bells Beach Trophy  la gara pi storica del circuito. La prima edizione si tenne nel 1961 e da allora il waiting period (Periodo nel quale si attendono le condizioni di tempo migliori per lo svolgimento della gara)  fissato nelle vacanze pasquali durante le quali tutti i surfisti della regione di Victoria si precipitano a Torquay per assistere a una delle pi prestigiose tappe del circuito professionistico e per surfare le spettacolari onde che in questo periodo arrivano da sud.
John Patton e Terence Bridge gareggiavano rispettivamente nella terza e quinta heat e Moana voleva seguirli nella fase di preparazione e riscaldamento. Trov John e Terence nella competitor area, gi affollata di surfisti, coach e stampa autorizzata.
la orana, ragazzi. Com' la barra energetica, stamattina? chiese Moana. Diciamo carica a otto decimi. Due decimi li ho spesi in acqua prima. Che onde, Moana, quest'anno mi sa che almeno in finale ci arrivo rispose pimpante Patton.
Mah... te la devi vedere sia con Kevin che con me rispose Bridge strizzando l'occhio ad Andrea che stava guardando con molta attenzione le tavole scelte dai compagni di team per le onde del giorno. In particolare, quella di John non lo convinceva.
John, sei sicuro di usare questa tavola, oggi? Non mi sembra che i bordi abbiano abbastanza spigolo, verso poppa. Guarda che le onde oggi sono ripide e veloci e mi sa che ti tiene poco su certe sezioni. Patton fin di fare il nodo ai boardshort appena indossati e si diresse verso Andrea. Prese la tavola tra le mani, mise il pollice sul bordo a met della lunghezza e lo strusci fino alla fine della poppa. Ripet il gesto indugiando un palmo sopra l'inizio della pinna laterale. S, forse hai ragione, non ha un bordo troppo affilato dopo le pinne, ma mi ci sono trovato bene stamattina.
Forse Andrea ha ragione, la marea sta calando e le onde diventeranno pi tubanti e veloci, ma a te l'ultima decisione intervenne Moana. Patton stava per rispondere quando sulla porta apparve Darren Hoppings.
Aloha, figli di buona donna disse alzando una stampella in aria. Tutti i presenti andarono incontro al veterano surfista del circuito, felici di vederlo su di morale cos in fretta. Moana si scus con lui, ma doveva appartarsi alcuni minuti con John per discutere la tattica di gara. Quando i festeggiamenti finirono, Andrea si avvicin a Darren. Sai, ho pensato tante volte alla fortuna che io e Santos abbiamo avuto rispetto a te e in qualche modo, anche se so che  insensato, ho provato come un senso di colpa.
Hoppings non lo lasci neppure terminare la frase. Non lo dire nemmeno per scherzo, Andrea. Sai, l'anno prima che mi qualificassi per il Tour feci un viaggio in Sud Africa, ospitato da uno shaper locale che allora mi forniva le tavole. Un giorno mi port a surfare a Ballito, una stupenda destra che si trova a una mezz'ora di guida a nord di Durban. In acqua feci amicizia con alcuni local, in particolare con Mark, un bodyboarder della mia et che tra un'onda e l'altra mi descriveva altri spot nei dintorni. A un certo punto sentii delle grida verso la spiaggia. Mi guardai intorno, non vidi Mark. Presi un'onda e la surfai fino a riva. Alcune persone tenevano tra le mani la tavola di Mark che mostrava i segni inequivocabili di un morso di squalo. Un gommone con tre lifeguard fu gettato in acqua, ma il corpo del povero Mark non fu mai ritrovato. Mi sentii a lungo come ti senti oggi tu. Non ci pensare pi Andrea. Gli attacchi di squalo ci sono sempre stati, e in un certo senso mi auguro che ci siano anche in futuro: vorr dire che l'oceano  in buona salute e con esso anche il nostro pianeta. E poi sono cos rari. Tranne quando tocca a te! Comunque, guardate l'aspetto positivo: secondo la statistica, voi potete surfare tranquilli per i prossimi 20/30 anni! disse Darren facendo sbottare Andrea in una risata mal trattenuta. Che ganzo,  proprio forte! Non lo conoscevo per niente sotto questo aspetto, pens Andrea.
Dai, ora andiamoci a trovare un posto per vedere la heat di Kevin. Queste sono le sue onde e mi sa che oggi non ce n' per nessuno disse l'americano avviandosi lentamente verso le gradinate riservate ai competitor.
Tutte le persone gi sedute sugli spalti si spostarono per offrire a Hoppings un facile accesso al posto da lui scelto e al suo passaggio non lesinarono pacche, auguri di totale guarigione e calorosi saluti. Si avvicin anche, in boardshort e t-shirt, il giornalista nicaraguense che era intervenuto alla conferenza stampa a Coolangatta. Capelli corvini e lisci che arrivavano a met collo, statura media, intorno al metro e 70, il giornalista dava tuttavia un'impressione di una buona prestanza fisica. Spalle larghe, collo taurino, una sana bocca piena di denti bianchissimi che stonava con i grandi occhi marroni che dopo il sorriso tornavano ad assumere un'espressione severa, quasi cattiva. Salve, mi chiamo Valerio Fuentes e sono un giornalista de.... La Prensa! lo interruppe Andrea tendendogli la mano. Nello stringerla, Del Bono not un tatuaggio tribale sull'avambraccio: Ho sentito il suo intervento alla conferenza stampa nell'auditorio del Coolangatta Tweed Heads Golf Club. Anche in Italia abbiamo la nostra Prensa, La Stampa: credo che ogni nazione abbia il suo quotidiano chiamato La Stampa.
Fuentes sorrise divertito mentre stringeva anche la mano di Darren. Vero, verissimo disse.
L'ho vista surfare sia a Snapper Rocks che qui a Winkipop, e devo dire che, per essere un giornalista di stampa non specializzata, se la cava molto bene sulla tavola continu Del Bono.
Vero anche questo, ma sa io sono nato e cresciuto sulla spiaggia e faccio surf da quando ho dieci anni. Surfo le onde tra Popoyo e Colorado Beach. Di solito mi occupo della cronaca locale, cos quando il mio direttore mi ha chiesto di fare dei servizi sui recenti attacchi di squalo nelle gare del circuito, beh, non ci potevo credere. Il surf in Nicaragua attira molti turisti da tutto il mondo e questi attacchi nelle gare del circuito professionistico I.S.T. hanno davvero colpito l'immaginario di molte persone, non solo degli appassionati di surf. Popoyo: ho sentito dire un gran bene di quell'onda. Prima o poi devo riuscire a surfarla disse Andrea.
Beh, nei giorni migliori, quando tutto funziona bene, vento, direzione swell, misura dell'onda eccetera, pu produrre dei tube davvero lunghi. Confermo Andrea, io l'ho surfata una decina di anni fa: produce dei tubi davvero tosti intervenne Hoppings.
Un prolungato colpo di sirena segnal il via della heat di 35 minuti nei quali i surfisti devono riuscire a surfare le loro migliori onde. Il grosso disco sul tetto del box giuria fu girato sul verde. Kevin Stewart vinse la heat, seppur di stretta misura, e pass ai quarti di finale. Anche John e Terence vinsero le rispettive heat, cos come Paulinho Santos che si confermava il miglior brasiliano del circuito.
Quando la prima heat dei quarti di finale inizi, le onde erano diventate perfette. Sembrano dipinte, pens Andrea seguendo incantato lo svolgersi lineare dei muri d'acqua che si srotolavano dal picco esterno, di fronte alla scogliera, per morire nell'angolo est della spiaggia di Bell. La geometrica perfezione delle onde era indicata anche dallo spumoso triangolo bianco che testimoniava il passaggio dei marosi, sempre in quel punto, onda dopo onda. Le moto d'acqua stavano portando sulla line-up i due quarto-finalisti quando alcuni spettatori indicarono dell'agitazione in acqua verso Winkipop. Quasi contemporaneamente, i life-guard iniziarono a fischiare e a fare segni ai bagnanti di uscire immediatamente dall'acqua.
Squali! Non  possibile, pens Andrea. Le moto d'acqua che stavano portando Stewart e Santos sulla line-up furono avvisati tramite walkie-talkie e invertirono la rotta. Una terza moto si diresse verso Winkipop, ma si ferm subito dopo indicando qualcosa nell'acqua. Andrea era incredulo. Nella storia del surf professionistico una gara non  mai stata stoppata per presenza di squali e ora accadeva in due gare di fila. Gli sembrava di rivivere i momenti di due mesi prima a Snapper Rocks.
Molti cameraman e fotografi si stavano spostando pi in alto sulla scogliera per riuscire a riprendere coi loro potenti zoom quello che stava accadendo nell'acqua. Vide Benny Cohen correre con il cellulare incollato all'orecchio verso la postazione dei giudici, la pi alta, seguito da tre dei suoi pi stretti collaboratori.
Esattamente come era accaduto a Snapper Rocks, si sent il rumore di un elicottero in avvicinamento, mentre l'acqua vicino riva era un ribollio di schiuma, agitata dalle molte persone che in preda al panico si lanciavano verso la spiaggia. Sulla gradinata erano tutti in piedi in attesa di sapere cosa stesse accadendo quando Nando, lo speaker, prese a parlare dopo alcuni minuti di totale silenzio.
Evidentemente, prima di allarmare inutilmente atleti e media aveva cercato informazioni attendibili su cosa stava accadendo a poche centinaia di metri pi a est. Una punta rocciosa che si protende in acqua per una cinquantina di metri separa la spiaggia di Bells dallo spot di Winkipop e dal villaggio-gara non era facile capire cosa avesse creato il panico laggi.
Sfortunatamente i piloti delle moto d'acqua ci hanno appena informato via radio che c' stato un nuovo attacco da parte di uno squalo a un giovane bagnante che  stato immediatamente portato in ospedale.
I nostri piloti hanno avvistato alcuni squali molto vicini alla spiaggia, proprio davanti a Winkipop, dove  avvenuta l'aggressione e ne hanno Contati almeno una decina pi a largo, davanti la nostra postazione. Il contest director Derek Hitman ha quindi deciso di sospendere per due Ore la competizione. Prossimo aggiornamento alle 15 per la possibile ripresa del contest, se gli squali avranno abbandonato l'area. Grazie per l'attenzione, a pi tardi.
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Boca Barranca - Costa Rica 19 aprile.
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Il surfista si avvi a passi svelti verso la foce del fiume Barranca, ben attento a non fare brutti incontri lungo il tragitto: i coccodrilli che affollavano il corso del fiume, spesso e volentieri si facevano una nuotata in mare aperto. Il cielo si era aperto del tutto e se non fosse stato per la sabbia bagnata, non si sarebbe detto che la notte avesse piovuto cos tanto. Le onde erano l fuori, ma non erano grandi come aveva sperato.
Tuttavia, pregustava le lunghe corse che facevano di Boca Barranca una delle onde pi lunghe del mondo, meta di migliaia di surfisti da ogni parte del pianeta. La corsa su una di quelle onde era cos lunga che nelle giornate migliori si poteva stare sulla stessa onda per tre minuti. Concentrato sul punto ideale per entrare in acqua non fece caso a quella cosa che rotolava nella risacca, ma dopo pochi passi lanci un grido: era un corpo umano, senza arti. Solo busto e testa. Il corpo era straziato da buchi, come se qualcuno armato di una pinza avesse strappato via dei brandelli di pelle. Aspett che un'onda pi forte facesse rotolare il corpo e usando un robusto ramo lo blocc per evitare che il riflusso d'acqua lo riportasse di nuovo nella risacca. Quando riusc a vedere la faccia non pot trattenere un conato di vomito. Le orbite erano vuote, certamente mangiate dai pesci o dai granchi, e anche delle labbra e del naso non rimanevano che pochi brandelli penzolanti. Evitando di guardarlo si aiut con il ramo per far rotolare il corpo ancora pi lontano dalla riva. Qualcuno doveva fare qualcosa per togliere quei dannati coccodrilli da quel tratto di spiaggia, pens mentre correva verso la carretera 23 per cercare un telefono.
Juan guard di nuovo l'orologio arrugginito appeso sopra la porta, altrettanto rugginosa, della direzione della Miguel Fish Esportation. Come quasi ogni giorno, tra 20 minuti il boss, Miguel Diaz detto il Pcaro, sarebbe tornato da Cocos Island con l'ultimo peschereccio della giornata per verificare il lavoro. Se non fosse stato svolto alla perfezione avrebbe ricevuto una generosa razione di calci e sberle dai suoi scagnozzi. Aveva la schiena a pezzi e si domandava quanto sarebbe riuscito a tirare avanti. Nonostante i suoi 24 anni e un fisico abituato a lavorare sodo fin da quando era bambino, iniziava ad accusare quei ritmi massacranti. Ma con Miguel Diaz non c'era modo di discutere. Soprattutto in questi giorni era molto nervoso e quando era nervoso, diventava pericoloso, violento. A dire il vero, di motivi per essere pi nervoso del solito, il boss ne aveva. Non era certo un bel momento. Tutto era iniziato il giorno in cui il suo braccio destro, Ignatio Gallego, era partito per una nuova missione all'estero. Da quel giorno, anche Pablo, il fratello maggiore di Ignatio, non si era pi visto in azienda e giravano voci di tutti i tipi. Secondo alcuni era un'altra vittima della faida tra Miguel Diaz e i fratelli Lozano, rivali storici in affari. Secondo altri aveva seguito il fratello nella missione all'estero. Senza Ignatio, il Pcaro si era dovuto sobbarcare una grande mole di lavoro, dato che non se la sentiva di far svolgere ad altri le importanti mansioni svolte dal suo uomo di fiducia. Sciacqu la zona poppiera del ponte di coperta usando il forte getto della manichetta e corse al muletto per impilare le 12 grosse casse di pesce all'interno del frigovan che dovevano partire subito per San Jos. Guard l'orologio: otto minuti e ancora due casse da piazzare. Doveva sbrigarsi. Si rese conto che aveva posizionato male le prime e che alla fine era rimasto poco spazio per le ultime due. Doveva aiutarsi col muletto per spingere le casse pi in fondo al pianale. Piazz le pale sotto al a prima fila e sollev di una decina di centimetri le tre casse. Avanz fino a quando sent che avevano toccato la parete del furgone. Fece altrettanto con la seconda fila, ma quando fece per abbassare le pale arretr prima che le casse toccassero il pianale.
Sent un crack e subito dopo un rumore simile a quando butti la pasta gi nel colapasta: una colata di acciughe stava allargandosi sul pianale del frigovan. Impossibile sistemare tutto in due minuti, ma si mise subito a pulire. Cercava di non pensare a cosa sarebbe successo nella prossima mezz'ora. Odiava il Pcaro e quel cazzo di lavoro, quella puzza di pesce che sembrava aver impregnato ogni centimetro quadrato della pelle e che non riusciva a togliersi di dosso, anche dopo una lunga doccia. Ma la paga non era male e lui aveva bisogno di racimolare i soldi necessari a realizzare il suo sogno. Se solo lo avessero promosso al livello due, a lavorare fisso sulle barche da pesca in altura, nelle acque intorno al parco marino di Cocos Island. La paga sarebbe migliorata di un buon 30%, cosa che avrebbe anticipato di molto il momento del grande passo, in ogni caso, anche senza promozione, ancora nove mesi, massimo un anno e avrebbe potuto dire addio al Pcaro, a Puntarenas, e alla puzza di pesce. Purtroppo, il boss destinava ai pescherecci adibiti alla pesca in alto mare solo i suoi uomini pi fidati e ne capiva il perch: tagliare le pinne agli squali e ributtarli vivi in acqua era una pratica proibita e chi
lo faceva doveva essere uno che sapeva tenere la bocca chiusa, anche sotto tortura. Non tutte le barche erano adibite alla pesca agli squali e il commercio legale di altre specie di pesci serviva per nascondere l'attivit di gran lunga pi redditizia della Diaz Fish Esportation: il finning (Pescare gli squali e tagliar loro le pinne per poi ributtarli in mare ancora vivi).
Il Pcaro arriv puntuale come sempre: con quegli stivalacci di cuoio era impossibile non sentirlo arrivare. Juan non prov neppure a trovare scuse.
Ragazzi, guardate, Juan voleva prepararci una sorpresa, una bella frittatina di acciughe ridacchi il boss sotto al suo unto, puzzolente cappello di cuoio.
I tre scagnozzi sghignazzarono. Erano solo alcuni dei suoi tirapiedi. In totale il Pcaro ne aveva assoldati dieci solo per la sua sicurezza personale, quasi tutti pregiudicati o ex galeotti, ma comunque bravi a usare mani e armi, gente con la quale era bene non avere nulla a che fare. Pcaro gli si avvicin lentamente e Juan serr i pugni, iniziando a sudare. Nonostante una brutta cicatrice che gli divideva in due il sopracciglio sinistro e gli incisivi macchiati dalla nicotina, era giudicato un bell'uomo dal fascino oscuro che non era difficile vedere in giro con le pi belle donne della costa. Gli arriv con il viso a pochi centimetri, cos vicino che Juan sent il fiato puzzolente di tabacco. Segu con terrore la mano che s'infil nella tasca della giacca color havana.
Si tenne pronto a scattare di lato e fuggire dall'uscita che dava sul molesto di carico, ma si sent sollevato quando il Pcaro estrasse un mozzicone di sigaro spento e lo strinse tra gli incisivi. Apr bene le dita della mano e piazz uno schiaffone sul volto del ragazzo.
Juan, Juan, ragazzo mio. Perch mi combini queste cose proprio in questi giorni cos complicati? A cose normali ti sarebbe toccata una bella punizione, ma senza due dei miei uomini migliori non posso privarmi di altre risorse. Sei fortunato Juan, ma non te la caverai cos a buon mercato. Farai il turno di notte sul Nina e non prenderai la paga di oggi. Ora togliti di torno, prima che ci ripensi. Ah, prima finisci di pulire il furgone disse il Pcaro dirigendosi verso il suo lurido ufficio.
Il ragazzo si accorse di essere tutto bagnato di sudore, ma si mise subito all'opera visto che gli scagnozzi lo stavano osservando con un beffardo sorrisetto. S, odiava Miguel Diaz, ma doveva stringere i denti, doveva realizzare il suo sogno: fuggire con lei dal Costa Rica. Per rifarsi una vita. Per dimenticare.
Pul in tempo da record il pianale del furgone. Tra quattro ore esatte doveva trovarsi al dock per imbarcarsi sul Nina, il peschereccio sul quale avrebbe passato tutta la notte a tirare su e gi migliaia di metri di esche palamiti per quella che il Pcaro chiamava "la pesca loca", ovvero la pesca di grandi pesci, squali, delfini, tutto ci che aveva delle grandi pinne. Decise di andare a casa a fare una doccia e riposarsi un paio d'ore. Dopo una decina di sgambate riusc a mettere in moto il Corsarino Moto Morini, un cinquantino italiano degli anni Settanta, arrivato chiss come in Costa Rica, ancora perfettamente funzionante, e si diresse verso casa. Uscito dal capannone prese l'Avenida Central e poi punt la Carretera
Interamericana. Gli ci volevano 20 minuti abbondanti per raggiungere la sua abitazione nei pressi di San Joaqun, una piccola, modesta casa il cui unico pregio era la quiete.
Dopo la doccia and a sdraiarsi nell'amaca, sotto al ciliegio. Pensava con angoscia alle prossime 12 ore da passare in mare, su quella barca piena di ruggine e rattoppi, con altri quattro ceffi e la solita, nauseabonda puzza di pesce.
Si addorment e sogn che lei era l con lui, stretti in quell'amaca sotto al ciliegio.
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CAPITOLO 3.
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Alewport Beach, California. USA 25 aprile.
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Rifece partire di nuovo il video dal punto in cui iniziava la ripresa dall'elicottero. No, non c'era nulla di strano ed era stanco di guardare quei filmati. Chiuse lo schermo del MacBook e chiam Michelle, la sua segretaria. Si massaggi le tempie ed emise un lungo sbadiglio. Il leg composto da due tappe australiano, composto da due tappe, era stato davvero stressante e neppure al rientro dello staff all'headquarter della I.S.T. le cose erano migliorate, tutt'altro. Ci che lo preoccupava maggiormente erano le associazioni ambientalistiche, preoccupate dalla levata d'odio verso gli squali che era seguita ai due attacchi avvenuti nelle prime due gare dell'anno, trasmessi fino alla nausea da quasi tutti i notiziari del mondo. Michelle entr nell'ufficio di Benny Cohen, con una cartella sottobraccio e and a sedersi di fronte a lui.
Come sta il ragazzo attaccato a Bells Beach? chiese Cohen. Anche lui  fuori pericolo, ma non  stato possibile salvargli il braccio sinistro. Anche oggi abbiamo le stesse lamentele da parte delle solite associazioni ambientalistiche. Cosa facciamo, Benny? disse Michelle spingendo sotto gli occhi del capo una delle cartelline. Cohen inizi a leggere, ma poi lanci in aria i fogli. Cosa dobbiamo fare pi di cos, Michelle? Abbiamo dedicato praticamente tutta la nostra home-page al messaggio "sharks, our friends", e inviato ogni giorno un comunicato stampa alle agenzie di stampa di tutto il mondo dove ribadiamo il nostro impegno a proteggere gli squali dalla pesca illegale e dal finning. Non  mica colpa nostra se la sfortuna ha voluto che si verificassero due attacchi di fila. La segretaria annu. Ammirava l'energia e la passione che Benny metteva nel suo lavoro. Dopo cinque anni come direttore marketing della I.S.T., ne era diventato il CEO da poco pi di un anno, ma i risultati erano sotto gli occhi di tutti: le entrate da sponsorizzazioni erano aumentate del 30% e il montepremi di ogni singola tappa, innalzato a 350.000 dollari, avevano fatto tutti contenti, soprattutto i surfisti professionisti. Spinse verso di lui un'altra cartella.
La S.S.C.(Stop the Sharks Carnage, potente associazione ambientalista contraria alla uccisione degli squali) ci ha inviato un rapporto assai preoccupante circa i molti episodi di ritorsione da parte di comunit surfistiche sparse per il mondo. Lo sappiamo, si tratta di atteggiamenti che abbiamo sempre visto dopo un attacco fatale, ma il fatto che la notizia sia stata trasmessa a livello globale ha innescato ovunque la caccia allo squalo. Le immagini sono imbarazzanti e non danno una buona immagine del surfista comune comment la segretaria per invogliare Cohen ad aprire la cartellina. Lui prese i fogli e le foto e le scorse velocemente. Questi sono solo dei surfisti invasati dai quali ci siamo sempre dissociati, cosa credono di risolvere a prendere alcuni grossi esemplari e a sfogare sulle carcasse la loro rabbia? Comprendo perfettamente che in questa situazione dobbiamo sostenere le associazioni ambientalistiche, ma cazzo, questo lo facciamo gi, e bene!
Michelle sorrise al pensiero di come Benny avrebbe reagito alla terza cartellina che gli avrebbe sottoposto. Gli avvicin lentamente la terza e ultima cartellina e si prepar allo show che era certa sarebbe seguito da l a poco. Dal tempo impiegato, Michelle dedusse che Cohen stava rileggendo attentamente l'articolo apparso su alcuni quotidiani americani, scritto da un noto opinionista sportivo specializzato nel surf. L'articolo iniziava col sollevare un interrogativo: "Come  spiegabile che due attacchi siano avvenuti entrambi durante due eventi I.S.T.? Ci va contro ogni statistica e l'unica cosa che mi viene da dire : che i surfisti siano particolarmente graditi alle papille gustative degli squali?". L'ironia dell'opinionista addolciva i suoi dubbi, ma la domanda che poneva a fine articolo era la cosa su cui Cohen stava riflettendo e che lo preoccupava maggiormente. Si alz e appallottol il foglio. Lo show sta per iniziare, pens Michelle. Ma rimase delusa. Il capo si alz e passeggi fino alla finestra del suo ufficio. Stette un minuto a guardare fuori. Evidentemente stava riflettendo.
Bella giornata. Nella pausa pranzo voglio andare a surfare ad Huntington Beach, vieni anche tu Michelle?.
La segretaria era davvero spiazzata. Non sapeva se interpretare quella reazione inusuale come troppa sicurezza o troppa preoccupazione. Benny non rimaneva mai indifferente a situazioni come questa. Beh, se riusciamo a tornare in ufficio per le 14,40 per me va benone rispose.
Se il nostro opinionista si diverte a chiedersi se la nostra ciccia piace agli squali, faccia pure: la cosa non ci fa sganasciare, ma neppure ci danneggia,  solo ironia. La domanda, tuttavia, non mi sembra una battuta tirata l e non mi piace per niente. Se per caso, e se in barba a tutte le statistiche circa la frequenza degli attacchi di squalo negli ultimi anni, si dovesse verificare un terzo incidente durante la terza gara della stagione, beh, anch'io inizierei a farmi delle domande come quella. Quindi? domand Michelle.
Quindi occorre predisporre tutte le precauzioni affinch nella terza gara, a Tahiti, neppure una fottuta medusa si avvicini al nostro campo gara. Se necessario, voglio delle reti anti-squalo in acqua. Contatta subito Hira a Papeete. Ti passo io la sua email, ma prima chiamalo al cellulare, e chiedigli un preventivo per piazzare le reti e per una squadra di sorveglianza capace di vigilare su eventuali avvicinamenti di squali. Appena arriva il preventivo convoca una riunione straordinaria del direttivo, voglio far approvare subito la spesa. In fretta, Michelle, la settimana prossima partiamo per Tahiti: il waiting perod inizia tra nove giorni. Michelle stava prendendo appunti, ma gli venne in mente una cosa. Benny, ma Hira non ci fu presentato da Moana Teura qualche anno fa?. Cohen si batt il palmo della mano sulla fronte. Giusto! Brava Michelle. Moana pu esserci di grande aiuto. Che ora  a Tahiti? Ci voglio parlare subito. In fondo lo sponsor della gara  la Big Aloha, e anche loro devono sperare che tutto vada liscio. Sono due ore meno, quindi sono le otto e un quarto del mattino rispose pronta Michelle.
Bene, lo chiamo subito. Grazie Michelle, lasciami solo per cortesia.
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Teahupo'o, Tahiti - Polinesia Francese 25 aprile.
Andrea e Moana avevano lasciato l'Australia alcune ore dopo la finale del Bells Beach Trophy per recarsi a Teahupo'o, a Tahiti. Da quattro mattine consecutive schizzavano fuori dal letto alle prime luci dell'alba per andare in caccia delle onde pi belle che la magica isola offriva da aprile a settembre. La rete d'informazione di Moana era capillare e gli bastava accendere il cellulare per trovare una decina di SMS che davano suggerimenti sugli spot che quella mattina avevano le onde migliori, coach stava friggendo una padellata di uova e bacon, mentre Andrea gustava una succosa, dolce papaya, un piccolo spuntino prima della sessione mattutina. Avrebbero fatto una colazione pi sostanziosa verso le 9,30, alla fine dell'allenamento, Teahupo'o  un villaggio situato a un'ottantina di chilometri sulla costa sud-ovest dell'isola di Tahiti, il cui nome significa "muro dei teschi" a causa di un muretto dove in tempi antichi, a scopo intimidatorio, venivano murati i crani dei nemici uccisi. L'onda di Teahupo'o  tra le dieci pi pericolose del mondo, sicuramente la pi micidiale e potente del circuito. Era diventata famosa agli inizi del 2000, dopo che una nota azienda di abbigliamento surfistico aveva deciso di sponsorizzare una gara del circuito I.S.T. Moana, nato a Vaira'o, si era spostato in questo paradiso terrestre dopo aver fatto amicizia con dei ragazzi local conosciuti durante una gara di surf junior. L'oceano era quasi piatto: per controllare lo spot bastava aprire la finestra della camera di Moana.
Cos, per il terzo giorno di fila, il posto giusto dove andare a surfare era Taapuna, un'onda sul corallo che nei giorni migliori poteva tubare a sinistra per quasi 300 metri. La swell da nord-ovest insisteva da una settimana, costringendo i surfisti a spostarsi a nord, verso Papeete. La situazione al momento non era l'ideale per Teahupo'o, ma Moana preferiva cos: meglio se le grosse mareggiate da sud si fossero presentate tra una settimana, dieci giorni, in pieno waiting period. Come aveva detto una leggenda del surf, un'onda non si misura con il metro, ma con il grado di paura che genera in chi se la trova davanti, quella di Teahupo'o  una di queste. Quando arriva, succhia tutta l'aera dal reef e lo spessore del suo labbro raddoppia, triplica, preparando la mazzata liquida sul fondale di corallo e roccia rimasto quasi a secco, chi si trova su una barca nel canale sul lato destro dello spot, dove l'aera profonda non consente all'onda di esplodere, pu osservare l'azione del surfista dall'alto in basso. Lo vede laggi, tre, quattro metri pi in basso, sfrecciare sul fondale quasi asciutto, sovrastato da una massa d'aera pi spessa dell'altezza stessa dell'onda. Solo un professionista o un kamikaze oserebbe uscire sulla line-up di Teahupo'o, ma l'esposizione mediatica data allo spot proprio dalle gare del circuito I.S.T. spinge sempre pi surfisti incoscienti a sfidare questo mostro spietato. Fino ad oggi sono cinque le morti registrate. La prima fu nel 2000 quando un surfista locale perse la vita nel tentativo di superare l'onda con una duck-dive (Manovra per passare con la tavola sotto l'onda) e fu risucchiato e sbattuto sul reef headfirst (Di testa).
I due consumarono in fretta la colazione e si affrettarono a salire sul SUV di Moana quando il cellulare del tahitiano squill. Quando arrivarono davanti allo spot di Taapuna, una sessantina di chilometri a nord, Moana aveva appena chiuso la conversazione telefonica con Benny Cohen.
Sembra che da stasera mi dovr dare un po' da fare per aiutare Benny a mettere su una squadra di sorveglianza anti-squalo, una specie di shark patrol disse Moana con poco entusiasmo.
E a cosa dovrebbe servire? domand Andrea che non riusciva a immaginare come poter organizzare una cosa del genere. Non ho molta voglia di pensarci ora disse Moana scendendo dal SUV ma dopo ti spiego cosa ho in mente.
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Teahupo'o, Tahiti - Polinesia Francese 29 aprile.
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La direzione della swell iniziava a essere quella giusta. Le previsioni erano ottime a partire dal secondo giorno del waiting period quando le onde avrebbero iniziato a superare i dieci piedi di altezza, permettendo a Teahupo'o di mostrare il suo vero volto. Al momento, tuttavia, si presentava ancora come un calmo, innocuo specchio d'acqua e i pescatori local stavano approfittando di questa situazione per impinguare le loro tasche e i loro congelatori. Quel giorno non erano riusciti a surfare perch le onde erano ovunque troppo piccole, cos Moana propose a Andrea di fare una battuta di pesca in apnea nei pressi della Monster Cave, una grotta nel reef, un centinaio di metri pi a est rispetto allo spot di Teahupo'o, dove c'era un discreto via vai di pesci. Caricarono sullo Zodiac le due borse contenenti maschere, pinne e arbalete e puntarono verso il pass che li avrebbe immessi in mare aperto, fuori dal reef. Grazie all'alta marea sfrecciarono proprio sopra il fondale corallino a ferro di cavallo che d quella forma unica all'onda e subito dopo Moana diresse il gommone verso terra. Appena pi a ovest dell'entrata del pass successivo, gett l'ancora.
Siamo proprio sopra la monster cave disse spegnendo il motore. Ricordi com' fatta?.
Vagamente. Mi ricordo solo che l'entrata non  molto in profondit e che c' una tana di murena. Mi presi un bello spavento quando sbuc fuori e mi venne incontro, aveva una testa grossa cos rispose Andrea unendo le mani ai gomiti a formare un cerchio con le braccia. Moana butt la testa indietro e scoppi in una grassa risata, ricordando la rapidit con cui Andrea era schizzato in superficie. Allora era ancora un adolescente: quanti anni erano passati.
L'entrata della grotta  a otto metri di profondit. Piazzati dietro una roccia e aspetta paziente che ti passi davanti un bel pesce. E se passano degli squali, stai calmo e vicino alle rocce, non ti attaccheranno. Dette queste parole, il muscoloso tahitiano si alz e si leg i lunghi capelli neri dietro la nuca. Si tuff e si aggrapp alla cima dell'ancora, iniziando a ossigenare i polmoni. Andrea fece lo stesso, ma Moana lo interruppe.
Non iperventilare! Devi respirare normalmente iniziando a riempire d'aria la parte bassa, la pancia. Tirala in fuori, cos. Poi inizia la riempire a parte media dei polmoni e infine quella alta, alzando un po' le spalle, non ricordi pi?.
In effetti, erano diversi anni, forse cinque o sei, che Moana non lo portava a fare un po' di pesca subacquea e faceva bene a ricordargli alcune cose. Dopo un paio di minuti Moana si inabiss. Andrea lo segu dopo una decina di secondi. La temperatura dell'acqua era piacevole e la maschera calzava perfettamente al suo volto, non lasciando entrare neppure una goccia d'acqua. La visibilit era eccezionale e riusc a vedere subito Moana piazzato dietro una grossa testa di
corallo a destra dell'entrata della grotta.
Solo nuvole di pesci coloratissimi offuscavano la vista. Monster Cave doveva quel nome sinistro a una leggenda locale che narrava di un enorme Squalo che andava a dormire sul fondo della grotta e che si nutriva solo di umani. Cerc di non pensare a quella storia e continu la sua discesa verso il fondo. Trov riparo dietro una roccia, a circa cinque metri da Moana quando sent dei colpi metallici ritmati. Moana si gir con aria interrogativa come a dire boh, non so neppure io cosa sia. Dopo 40 secondi di attesa, una bella cernia sui cinque, sei chili entr nel suo cono visivo. Premette il grilletto. Presa! Inizi a pinneggiare verso il gommone, quasi sulla sua verticale. Clang, clang, clang! Cosa cavolo sono questi colpi, sembrano cos vicini, pens. Stava imprecando contro l'asta della fiocina, cercando di liberare il pesce, quando emerse Moana. Anche lui aveva preso un pesce, ma un po' pi piccolo della sua cernia. Quanto cazzo sei stato sotto? disse Andrea che finalmente era riuscito a sfilare il pesce dalla fiocina.
Non so, due minuti, due minuti e mezzo. Perch, credi siano tanti? Posso starcene tranquillamente il doppio, se voglio rispose Moana. Hai sentito quei colpi? Devono provenire dalla grotta. Dopo una decina di immersioni avevano tirato su cinque prede e Moana fece cenno che era abbastanza per la cena di quella sera. Mancavano due giorni all'inizio della gara e Moana aveva invitato Poto e gli altri amici per fare il punto della situazione e riferire poi a Cohen le decisioni prese. Da buon polinesiano, Poto era un esperto pescatore e un waterman completo.
Quando Moana gli aveva spiegato cosa gli aveva chiesto Benny Cohen, il CEO della I.S.T., Poto aveva scosso la testa.
Non usiamo reti anti-squalo come in Sud Africa. Non ne abbiamo bisogno, noi conviviamo da sempre con tutti gli animali che popolano le nostre acque. Ma se vogliono, possiamo mettere su una pattuglia che garantir loro una gara senza assilli fu la sua risposta. Poto, Malik, Emil e Maurice, arrivarono alle 7,30 affamati come sempre. Malik e Emil avevano in spalla una cassa di birra Hinano ciascuno. Maurice portava uno strano vassoio di un celeste sbiadito sul quale era adagiato, avvolto nel cellophane, un bell'esemplare di red snapper, una specie di dentice, a occhio e croce sui cinque, sei chilogrammi di peso. Moana li aveva conosciuti durante una gara di surf junior e la loro amicizia divent presto un'unione indissolubile, tanto che la madre di Moana acconsent a cambiare la loro residenza da Vaira'o a Teahupo'o. I cinque ragazzini erano sempre insieme, dalla mattina alla sera: a scuola, in surf, a pesca, in bicicletta a scorrazzare lungo la costa. Qualcuno gli affibbi il nomignolo "Pae", che in tahitiano significa cinque. Crebbero, e dalle biciclette passarono alle moto, poi alle auto, alle ragazze, ma in paese, per tutti rimasero i Pae.
In assenza di Moana, il capo branco era Poto. Un po' sovrappeso ma forte e muscoloso, era il tipico ragazzo tahitiano: lunghi capelli neri legati dietro la testa, tatuato, occhi penetranti e espressivi che cambiano repentinamente espressione a seconda dello stato d'animo. Poi c'era Maurice, il diverso, di madre francese, alto e magro, naso aquilino, capelli castani con mche bionde provocate dall'acqua salata dell'oceano, era l'unico d'aspetto europeo. Incredibile bevitore di birra. Nessun tatuaggio, che anzi detestava. Emil, il classico ragazzone polinesiano obeso,
sempre in cerca di qualcosa da sgranocchiare o da bere. Ci nonostante, sul surf era un asso e in acqua un pesce o, meglio, una foca. Se dalla barca vedevi un ciccione pelato uscire da un tubo di Teahupo'o'o, potevi stare certo che era Emil. Il bello del gruppo era Malik, fisico scultoreo, viso dai lineamenti lineari illuminato da una fila di denti perfetti e contornato da lunghi capelli neri, lucidi e setosi. Coperto di tatuaggi, tutte le ragazze della costa andavano pazze per lui. Vahere mail (Venite!), grid Moana invitandoli verso il barbecue piazzato sotto alla palma pi alta del giardino, sul quale stavano cuocendo i grossi tranci di pesce.
Del Bono distribu a tutti la prima bottiglietta di Hinano della serata. Part una sonora scarica di manuia (Brindisi. La traduzione letterale  "alla salute") che diede il via alle bevute. Andrea lasci i cinque parlare delle loro cose e entr in cucina per condire la grossa bowl di insalata che aveva preparato. La cosa che gli piaceva era che a Tahiti potevi mangiare ottimi prodotti locali a chilometro zero, e il pesce che spesso entrava nelle case ancora vivo, e alla carne. Verdure, frutta: tutto freschissimo e genuino. Toccare i prodotti d'importazione era proibitivo. E molto meno sano. Ormai in casa di Moana non mancavano pi buone bottiglie di vino e olio italiano, ma neppure parmigiano e buona pasta, cos non fu difficile preparare una insalata ricca e ben condita. Grazie alle uova fresche che il pollaio del vicino forniva quasi ogni mattina, aveva preparato anche una bella maionese da mettere sul pesce e sulle immancabili umara (Patate dolciastre) alla brace: gli insegnamenti di pap Alessandro e gli anni di studio alla scuola alberghiera di Massa gli erano serviti per farsi tanti amici ovunque. La cucina italiana non aveva rivali dopo tanti anni nel circuito, Del Bono si era fatto la nomea di essere i bravo cuoco. E lo era davvero. Maurice entr in cucina, fra le mani il vassoio con il grosso pesce. L'abbiamo pescato oggi, mettilo subito in frigo se non hai intenzione di buttarlo sulla griglia disse posandolo sul tavolo. Mmh, non ho pi posto in frigo. O lo metto nel congelatore o lo mangiamo subito. S, lascialo qui che ora lo pulisco rispose Andrea, la cui attenzione cadde sullo stranissimo vassoio. Mise il red snapper sull'acquaio e lo pass sotto l'acqua del rubinetto.
Lascia stare Andrea, non occorre che tu lo lavi, puoi gettarlo, se vuoi. Ah! Credevo fosse roba di alto design disse ironico. L'ho trovato oggi pomeriggio, galleggiava nella laguna, stavamo rientrando a bordo del gommone dopo la battuta di pesca. Nell'angolo, s, proprio l dove c' quel buco, aveva una specie di piccola antenna che gli ho strappato. Volevo gettarlo, poi mi  servito per portare quel pescione. Con l'arrivo della gara di surf, arriva un sacco di gente che non ha alcun rispetto dell'oceano: affittano barche, pilotine, gommoni e gettano in acqua tutto ci che gli capita. Sembra un coperchio di una cassa frigorifero, qualcosa del genere.
Andrea prese l'oggetto tra le mani e lo gir pi volte. Dal lato concava c'era una scritta in rilievo: "KFVB Food Containers - Made in China". Si chiese cosa ci facesse un'antenna sul coperchio di un contenitore alimentare. Non trovando una risposta, decise di tornare a pensare alla cena. Apr il frigo e prese una bottiglia di vermentino di Gallura, la birra la lasciava volentieri a loro. Fin di apparecchiare la tavola e attendendo che Moana portasse in tavola i primi vassoi di pesce, si mise a guardare la posta elettronica sul Mac. Cerc quella di Serena, che aspettava con ansia. La trov tra le prime: era a Fiumicino, stava partendo per raggiungerlo. Finalmente Moana fece un fischio per segnalargli che la cena poteva iniziare. Sedettero tutti intorno al grezzo tavolo in mezzo al prato e cominciarono a spartirsi succulenti tranci bianchi di pesce perfettamente cotto. Fu Poto a entrare dritto nell'argomento.
Senti Moana disse Poto dopo essersi scolato d'un sol fiato la quarta bottiglietta di birra. Ho parlato a lungo coi ragazzi, ma alla fine l'unica cosa sensata e a costi contenuti  piazzare a semicerchio intorno al campo gara degli avvistatori su motoscafi, SUP, moto d'acqua, qualsiasi mezzo. Sai bene che noi abbiamo un occhio particolarmente allenato ad avvistare ogni tipo di pesce. Se Cohen riesce a darci un budget di 10.000 dollari posso prometterti un certo numero di persone che vigileranno e che non vedrai una pinna di squalo nel campo gara per tutto il periodo della Big Aloha Pro Tahiti. E con un ciclopico rutto a fine frase sottoline la seriet dell'impegno appena preso. Gli altri tre fecero ampi cenni di assenso, ma avendo le ganasce piene di cibo, non proferirono parola. Siete dei gran maiali, pens Andrea osservando la voracit dei quattro amici. Fece per versarsi un altro bicchiere di vermentino quando si accorse con orrore che qualcuno l'aveva gi scolato tutto. La cosa l'aveva davvero irritato, ma per rispetto a Moana si sforz di reprimere la voglia di dare sfogo alla stizza e ricacci gi le brutte parole che aveva sulla punta della lingua. And in cucina e prese la seconda bottiglia di vermentino e questa volta si riemp il bicchiere fino all'orlo. Quando torn al tavolo, Moana stava parlando della loro immersione del pomeriggio a Monster Cave. Andrea, di' a Poto di quel rumore che oggi abbiamo sentito gi alla grotta.
Era come se qualcuno battesse qualcosa di metallico sul fondo dell'oceano, ma per me non veniva dalla grotta, semmai dal mare, dal largo rispose Andrea.
Ragazzi, sapete per caso se ci sono dei lavori in corso sulla reef lagoon per piazzare le strutture davanti al campo gara? chiese Moana ai quattro compaesani, che erano di nuovo con le ganasce piene. Poto fece cenno di no con la testa e tracann la terza bottiglia di birra, ovviamente in un solo sorso. Maurice, l'unico lungo-magro dei tre fece cenno di voler rispondere, ma doveva prima mandar gi un grosso boccone che gli occupava la bocca. Ci riusc con evidente sforzo e ci mise sopra l'ennesima Hinano. A differenza di Poto, il rutto lo emise all'inizio della frase, ma non per questo perse di espressivit. No, i lavori per piazzare la torre dei giudici sul reef sono finiti due giorni fa. Ce ne siamo occupati noi, nessun'altro  autorizzato a lavorare sulle strutture della gara.
Segu un minuto di silenzio che serv per fare fuori un'altra mezza dozzina di birre. Moana pensava intensamente, Andrea lo capiva da come socchiudeva gli occhi e teneva le dita delle mani, Sentite, secondo voi chi potrebbe provocare un rumore come quel picchiare metallico nei pressi di Monster Cave? Pescatori di aragoste? Cos'altro? domand Moana interrompendo, almeno per il momento, la strage di birre. I quattro amici si guardarono perplessi per qualche secondo.
Boh? disse Poto zuppando un grosso tocco di pesce nella maionese. Di metallico, da quelle parti, non saprei.
Ok, per vi chiedo di stare attenti a ogni movimento sospetto lungo la costa e vi prego di informarmi se venite a conoscenza di qualche lavoro o attivit in mare, nei dintorni di Teahupo'o, ok? concluse Moana con l'aria di chi annuncia che la festa  finita e che  ora di andare a fare la nanna. Ah, Poto! Non occorre attendere l'ok da Cohen. Per quella gara sono autorizzato a prendere decisioni finali. Devo solo informare Hira, ma essendo anche il responsabile della logistica del contest, sar ben contento di non doversi sobbarcare anche questo difficile compito.
Poto si gratt il mento unto.
Vuoi dire che avrei potuto chiedere qualcosa di pi? Facciamo 15.000 dollari? azzard.
Ma'aul (Stolto!) sbott Moana puntandogli addosso il suo sguardo pi severo. Preoccupati di fare un buon lavoro e di stare dentro al budget che ti ho dato, poi una mancetta extra potrebbe anche saltare fuori aggiunse con un sorriso finale per rilassare l'amico preoccupato dalla sua reazione. I quattro si erano alzati e stavano dirigendosi al cancello, quando Maurice si ferm e mise una mano sulla spalla di Moana. Senti Moana, magari non c'entra un cavolo con questa storia, per, un paio di giorni fa all'ora di pranzo si  fermato da Kuahina Snac, un furgone nero dal quale sono scesi due tizi mai visti in paese. Uno aveva i capelli di uno strano colore tra il biondo e il rossiccio. L'altro era pi basso e tarchiato, capelli neri. Hanno ordinato degli hamburger e Coca-Cola che hanno consumato in fretta. Mi  sembrato che fra di loro parlassero portoghese o spagnolo, non ne sono certo. E cosa ti ha colpito, Maurice? Di turisti che passano per andare a sud a fare immersioni da queste parti ne passano decine ogni giorno chiese curioso Moana.
Beh, dopo aver consumato i loro hamburger, sono tornati al furgone nel parcheggio. Quello dai capelli neri ha aperto lo sportello scorrevole laterale del van, allora l'altro gli si  avventato contro e l'ha immediatamente richiuso. Poi, si  girato intorno per vedere se qualcuno li stava osservando, mi ha visto e allora ha sbraitato qualcosa all'altro e sono saliti sul van sgommando via verso nord.
Hai notato qualcosa di particolare all'interno del van? domand Andrea. Non ne sono certo, il portellone  rimasto aperto per pochi secondi, ma ho notato delle specie di casse alte circa cos disse Maurice mettendosi la mano aperta poco sopra al ginocchio e tra esse mi  sembrato di vedere qualcosa che assomigliasse a una moto da corsa con la carena gialla. Accanto c'era anche una catasta di ferri piegati. Mmh, moto da corsa da queste parti? Cosa ci fanno? Semmai da cross! borbott Malik.
Va bene ragazzi, per stasera basta cos. Poto, vai avanti deciso col tuo piano. E mi raccomando: orecchie dritte, sia a terra che in acqua disse Moana congedandosi dai quattro amici.
Torn sotto al patio e proprio mentre stavano sparecchiando il tavolo, sentirono lo scoppio di un'onda, l fuori sul reef. Moana guard Andrea e indic il sud.
Eccola, sta arrivando.  in anticipo. Sar un Teahupo'o epico, Andrea. Tieniti pronto.
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Papeete, Tahiti - Polinesia Francese 1 aprile.
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Michelle stava facendo colazione da sola controllando le tante email arrivate da quando aveva lasciato l'ufficio. Erano arrivati la sera prima col volo Los Angeles-Papeete e gli altri componenti dello staff stavano ancora dormendo, tranne il boss che l'avrebbe raggiunta tra pochi minuti per decidere il programma della giornata. Come sempre, a pochi giorni dall'inizio di una tappa del circuito, non sapeva raccapezzarsi, tante erano le cose da fare, ma ormai, dopo tre anni a fianco di Benny, aveva imparato a dividere in tre gradi di priorit le cose a cui dare precedenza. Prima venivano quelle logistiche indispensabili per la buona riuscita dell'evento. Poi le relazioni coi media e infine le necessit dello staff tecnico e atletico. Aveva gi risposto a una decina di email quando Cohen entr nella sala adibita alle colazioni del nuovissimo Hotel Tahiti Nui, situato nelle immediate vicinanze del porto turistico. Si serv un'abbondante porzione di frutta fresca e si sedette di fronte alla segretaria.
Aveva conosciuto Michelle cinque anni prima a Hossegor durante una delle prime edizioni del Deeper Tube Pro France di cui curava l'ufficio stampa. Gli era stata presentata da un amico francese che collaborava con la I.S.T. per l'organizzazione della tappa europea che gli aveva osannato le sue qualit professionali: instancabile lavoratrice, aveva fatto la gavetta presso un'importante agenzia di comunicazione parigina, prima di essere assunta dalla Deeper Tube come responsabile della comunicazione. Nata e cresciuta a Capbreton, Michelle era stata campionessa francese junior, prima di spostarsi nella Capitale. Quando Avignac, nello stupore generale, venne eletto presidente della Deeper Tube Europe, lei fu fra quelli che il giorno dopo presentarono spontaneamente le proprie dimissioni. Le avance sessuali di Avignac ad alcune colleghe erano gi note da tempo e Michelle non era certo una che il depravato manager avrebbe ignorato a lungo. Ci che accadde nei mesi seguenti all'insediamento di Avignac non le fece rimpiangere la scelta fatta, tutt'altro. Michelle non era di una bellezza particolare, ma aveva un fascino straordinario che emanava grazie a un mix di qualit.
Snella, tonica, ma non particolarmente prosperosa, colpiva per l'intensit e brillantezza dello sguardo che suggeriva una mente rapida, sempre vigile e pronta. Cohen ne era attratto ma al contempo intimorito: non si contavano gli uomini che erano rimbalzati sulla dura scorza della francese e lui era troppo orgoglioso per rischiare un no dalla sua segretaria. Lei era troppo sveglia per non essersene accorta e in fondo era contenta che il suo capo non avesse mai rivelato i suoi sentimenti. Non che non ne fosse attratta: Benny era un uomo onesto, sensibile e appassionato del suo lavoro, uno che probabilmente avrebbe reso felice qualsiasi donna, ma per lei una relazione con il suo datore di lavoro era una cosa impensabile. Soprattutto ora che dopo i primi anni di rodaggio si sentiva efficiente nel suo ruolo. Buone notizie Benny gli disse sollevando gli occhi dallo schermo dell'iPod. Moana Tuera ha trovato la maniera di coinvolgere la comunit di pescatori di Teahupo'o, tutti suoi stretti amici, che organizzeranno una shark-patrol a costi decisamente accettabili. Per la precisione a quanto? chiese Cohen strizzando del lime dentro la papaya.
Diecimila dollari.
E in cosa consisterebbe questa shark-patrol?. Michelle gli spieg in poche parole in cosa consisteva il piano di sicurezza proposto da Poto a Moana. Beh, sinceramente avrei preferito utilizzare delle reti anti-squalo come in Sud Africa, ma in loro mancanza...
Non c'era tempo per far arrivare le reti e sistemarle, ma credo che l'esperienza dei tahitiani possa essere una buona garanzia disse Michel. E Hira cosa dice,  d'accordo? S, sta cercando di ottenere l'uso di un elicottero che sorvoli la zona varie volte al giorno. Ma non crede che riuscir a farlo entrare nel budget. Cohen annu. Mand gi le ultime cucchiaiate di papaya e attacc le uova strapazzate. Guard Michelle, intenta a leggere le altre email. Vide la sua fronte corrugarsi. Qualcosa non va? domand. Peter Wills di Sea-Life Guardian chiede un incontro con te durante il Big Aloha Pro Tahiti. Sostiene che dall'ultimo sondaggio che ha commissionato,  in atto una vera e propria campagna d'odio contro gli squali. Afferma che le immagini da noi trasmesse in diretta streaming,
cos ravvicinate e nitide, hanno colpito l'opinione pubblica mondiale diffondendo una vera e propria fobia verso gli squali. Inoltre, il sondaggio mostra che il grado di "simpatia" verso gli squali si  dimezzato, scendendo dal 60 al 30% in meno di un mese. La Deeper Tube ha deciso di lanciare una mini-collezione firmata Kevin Stewart e di donare a Sea-Life Guardian il 10% del ricavato dalle vendite. Credo che dovremmo sentire cosa Wills vuole proporre alla I.S.T. Cohen annu.
Mmh, per proponigli l'incontro al secondo o terzo giorno di gara, saremo tutti pi rilassati e disponibili sugger Cohen. Mi sembri preoccupata, cosa non ti convince?.
Lei pens qualche secondo prima di rispondere. Non sono preoccupata, semmai sorpresa. Peter Wills  ormai una celebrit di fama mondiale, le sue battaglie contro le flotte giapponesi e Norvegesi che fanno stragi di balene gli hanno attirato la simpatia e la solidariet di tutte le associazioni ambientalistiche del mondo e di molti mecenati. Nonostante i suoi modi spicci, spesso fuorilegge, Wills riesce a racimolare importanti somme di denaro per finanziare le costose campagne in ogni parte del pianeta. Privati, aziende, mecenati, celebrit, tutti vogliono sostenerlo nella sua lotta, direi nella guerra, contro le multinazionali della pesca che agiscono illegalmente, in barba ai trattati siglati dai loro governi. Il fatto che lui sia disposto a venire a Tahiti di persona mi fa supporre che abbia qualcosa di molto importante da dirci. Rimasero entrambi alcuni minuti in silenzio, terminando la colazione. Benny ne approfitt per osservarla mentre si alzava a rifornirsi di caff al buffet. Gli piaceva molto il suo modo di camminare, non proprio uno sculettamento ostentato, ma sapeva portare a spasso il suo corpo perfetto con molta sensualit e una certa classe. Forse, pens, dovrei provarci, una volta o l'altra...
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Puntarenas - Costa Rica 3 aprile.
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Non ci avrebbe mai fatto l'abitudine. Ogni volta che varcava la soglia di quella porta gli saliva in petto la nausea. Il dottor Marcelo Perez gli dette la solita occhiata piena di solidariet e gli fece cenno di aspettarlo fuori. Si sedette su una delle panchine dalla struttura di ghisa in stile coloniale, all'ombra di una bassa palma recentemente piantata nel piccolo giardino davanti all'entrata dell'obitorio e accese la decima sigaretta della mattina. Troppe. Dentro, il dottor Perez si tolse i guanti, la mascherina e dette un ultimo sguardo al corpicino sul freddo tavolo di marmo. Un'altra vittima di un matrimonio sciagurato, di un padre alcolizzato, di una crisi globale che  molto pi di una crisi economica. Si lav le mani con quell'insopportabile sapone e usc alla luce del sole. Buongiorno Commissario, me ne offre una? disse Perez toccando due volte le labbra con indice e medio.
Il commissario jorge Martinez tir fuori dalla tasca dei pantaloni il pacchetto di Marlboro e l'accendino e lo porse al dottore.  qui per un nuovo caso o ancora per mezzobusto? chiese Perez alle prese con l'accendino che sembrava non voler funzionare. Il commissario gett in terra la sigaretta, ancora a met, e la pest col tacco del mocassino in cuoio.
Purtroppo non siamo ancora riusciti a dare un nome al nostro mezzo busto. Senza dubbio si tratta di un regolamento di conti, una vendetta spietata. Ho letto il suo referto, molto chiaro, ma vorrei farle delle domande.
Finalmente il dottore era riuscito ad accendere la sua sigaretta e a dare la prima aspirata.
Sono tutt'orecchi disse sedendosi.
Nel referto si parla dell'uso di una sega a nastro.
Corretto disse Perez.
Il che mi fa dedurre che l'operazione di smembramento del cadavere sia stato fatto in un luogo attrezzato continu il commissario. S, il taglio netto dell'osso non lascia dubbi, non  stato eseguito a mano, ma molto probabilmente con una sega a nastro. Il corpo  stato congelato, prima di essere sezionato.
Martinez rimase in silenzio una decina di secondi. Aveva gi voglia di accendere un'altra sigaretta, ma riusc a trattenersi. Nel suo referto si parla anche di tracce, sui monconi della vittima, di carne e pelle di squalo.
Esatto. Evidentemente gli utensili usati per mutilare il corpo erano stati precedentemente usati su dei pesci di grossa taglia conferm Perez. Porca vacca! disse il commissario dandosi uno schiaffone sulla coscia destra.
Grazie dottore, forse ora ho una pista da seguire!. I due si salutarono ma dopo pochi passi Martinez si gir.
Mi scusi, un'ultima domanda: secondo lei quanto tempo pu vivere una persona alla quale si tagliano tutti gli arti da vivo?
Poco, commissario, poco. Dipende da quale arto s'inizia. Se si amputano prima le gambe, pochissimi minuti. Un po' di pi se si inizia dalle braccia, ma  questione di pochi minuti. Pochi minuti di orribile agonia, ma perch me lo chiede?.
No, niente. Pura curiosit rispose Martinez.
Quando ritorn in ufficio riun i suoi uomini e li osserv con uno sguardo che chiedeva silenzio. Il brusio si attenu in pochi secondi. Era deciso ad andare al sodo e di non dare troppe spiegazioni: i recenti casi di corruzione da parte di due poliziotti del commissariato di San Jos avevano sollevato un gran polverone e le direttive ricevute erano di usare
la massima cautela nella scelta dei suoi collaboratori pi stretti. Nonostante fosse uno stato pacifico e democratico, con una situazione di stabilit sia politica che economica nettamente migliore rispetto a quella di paesi limitrofi, come il Nicaragua, in Costa Rica esistevano ancora preoccupanti sacche di povert, disoccupazione e malavita. La corruzione della classe politica, in particolare, era un'altra grande piaga che non risparmiava neppure le forze dell'ordine.
Vi ho convocati per fare il punto della situazione sul caso "mezzobusto". Ci sono degli sviluppi! esord Martinez, ma non specific quali.
Voglio entro domattina la lista delle aziende ittiche che operano nel raggio di 30 chilometri, incluse quelle operative a Cocos Islands. Di queste, voglio sapere chi commercia pesce di grande taglia, soprattutto squali. Infine, voglio che indaghiate a fondo se qualche dipendente di
queste aziende risulta disperso o se non si  presentato al lavoro nelle ultime due settimane.
Tacque alcuni secondi, ma nessuno fece domande.
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Teahupo'o, Tahiti - Polinesia Francese 10 aprile.
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Era decisamente entrata. Alla grande! Da due giorni, una swell di 12 piedi stava flagellando l'intera costa sud di Tahiti. I surfisti professionisti i erano allenati a dovere e tra meno di 12 ore sarebbe iniziato il Big Aloha Pro Tahiti, che si annunciava spettacolare come mai. C'era frenesia, a Teahupo'o. La cittadina, sconosciuta fino a pochi anni prima,
era rapidamente diventata famosa per ospitare la pi incredibile tappa del circuito I.S.T. I local, inizialmente divisi tra chi voleva difendere il loro gioiello dall'assalto di orde di surfisti e chi vedeva l'opportunit di incrementare il turismo anche nella parte sud dell'isola, trovarono un accordo per supportare l'evento e trarne benefici per la cittadinanza. La mancanza di strutture alberghiere, tutte concentrate al nord, aveva dato alle famiglie di pescatori l'opportunit di ospitare le centinaia di persone, che per tre settimane soggiornavano a Teahupo'o: atleti, cameraman, ufficiali di gara, tutte persone a cui offrire vitto e alloggio. Tra i surfisti professionisti e le famiglie che li ospitavano si era spesso instaurato un rapporto di amicizia consolidatosi negli anni e ormai l'intero villaggio, andava fiero che nel mondo intero Teahupo'o fosse nota per la pi heavy onda del circuito e per la proverbiale ospitalit polinesiana.
Moana e Andrea stavano sfrecciando sulla potente moto d'acqua sulla piatta superficie della reef lagoon, rientrando a terra dopo una bella session. C'era una buona atmosfera l fuori, nonostante l'affollamento sulla line-up. A parte un incidente a un inesperto surfista francese che aveva sbattuto la testa sul reef ed era stato trasportato immediatamente all'ospedale di Papeete, la giornata era stata piacevole e le onde perfette. Del Bono osserv il verde smeraldo delle alte montagne che si tuffavano nel blu del Pacifico. Vide l'abitazione di Moana avvicinarsi velocemente e si eccit all'idea che Serena era in camera a recuperare il jet lag. Gli era mancata. Magari, pens, ci scappa anche un po' di sesso, prima di cena. Salt agilmente sulla sponda e aiut Moana a tirare sul prato la potente moto d'acqua.
Il coach abitava in una casa situata sulla sponda della reef lagoon che proteggeva il villaggio dalla furia delle onde, proprio di fronte a quello, che nel breve arco di sei anni era diventato uno dei pi famosi surf spot del pianeta. Moana si era innamorato di quella casetta situata a poche centinaia di metri dal picco di Teahupo'o. Dal giardino si faceva fatica a vedere le onde, parzialmente oscurate da alberi e siepi, ma dalle stanze situate al primo piano si poteva facilmente osservare l'onda pi famosa di Tahiti, l'onda "alla fine della strada".
Dopo una doccia rinfrescante e dopo essersi scolato mezza caraffa di succo d'ananas fatto in casa, Andrea prese la stuoia e si rec in giardino per fare un po' di meditazione e di yoga nella luce e nei colori di un tramonto in technicolor. Serena dormiva pesantemente e non ebbe il i coraggio di svegliarla. Addio sesso, pens. Entr a piedi nudi nel prato canticchiando una nota canzone del carnevale di Viareggio, "sull'agile pattino, amore trionfa" chiedendosi chi mai poteva trovare agile il pattino, il mezzo di soccorso pi amato dai bagnini versiliesi, sul quale
nessun pazzo si sarebbe avventurato nel mare mosso. Di colpo si zitt quando si accorse che Moana era gi nel prato che meditava. Stese la stuoia a tre metri di distanza da quella di Moana e inizi alcuni esercizi di rilassamento.
La cena era stata perfetta, come solo una cena a base di aragosta appena pescata e bollicine di un sorprendente champagne Pascal Mazet del 2004, trovato nella dispensa di Moana. Doveva ricordarsi di chiedergli come c'erano entrate quelle tre bottiglie in casa sua. Sebbene difendesse coi denti la superiorit della cucina italiana su quella d'Oltralpe, e anche quella di molti grandi rossi, doveva riconoscere che le nostre bollicine non erano all'altezza di quelle francesi. Serena aveva quegli occhietti lucidi e quel sorrisetto da mezza ubriaca che piacevano tanto ad Andrea e che gli facevano sentire pi vicino il tanto atteso momento d'intimit. Capiva che lei aveva bisogno di riprendersi dal jet-lag, ma era passato un bel po' di tempo dall'ultima volta che avevano fatto l'amore, sorseggi un altro bicchiere di quello spettacolare champagne e pens al felice momento che lui, Serena, ma un po' tutti i membri del team stavano vivendo dopo il terribile periodo seguito alla morte di Alex Moss, circa otto mesi fa. Alex era stato trovato morto nella sua shaping-factory di Hossegor, nei Paesi Baschi. Fu grazie a una sua intuizione che furono individuati i responsabili della morte dell'amico australiano. A inchiesta
chiusa, Dustin O'Connell, CEO della Big Aloha, fu molto generoso
con lui, garantendogli un futuro all'interno dell'azienda anche dopo il suo ritiro dal circuito professionistico. Ci avrebbe garantito ad Andrea
di restare per sempre vicino a ci che amava: il mondo del surf.  vero, c'era stato quel brutto inizio di stagione con l'attacco a Darren Hoppings, ma era stata pura sfortuna, non poteva certo accadere di nuovo, era matematicamente impossibile. Insomma, il momento peggiore era passato e valeva la pena pensare con ottimismo al presente, soprattutto
al futuro, che Serena illuminava come un'alba estiva. Ragazzi, meglio fare un ultimo brindisi e andare a nanna, domattina all'alba iniziano le danze disse Moana alzando il bicchiere. Toccava sempre a lui porre fine ai bagordi.
A dire il vero lui, John Patton e Terence Bridge, le altre punte del team Big Aloha, avevano bevuto solo un paio di bicchieri. Chi ci aveva dato dentro di brutto erano stati proprio Moana e Serena, l'ennesimo, potente boato proveniente dal reef avvis che la swell era in ulteriore crescita.
Moana, pensi che domattina sar veramente heavy, come il giorno di Laird? chiese John Patton.
No, credo che sar pi grosso di oggi pomeriggio sui 10/12 piedi, ma non cos massiccio. Insomma, non sar ancora un Teahupo'o letale, e quello lo vedremo tra qualche giorno rispose Moana rassicurando un po' l'asso australiano.
John Patton era uno dei top tre del circuito I.S.T. e da ormai una dozzina di anni terminava regolarmente la stagione entro i primi cinque. Per un motivo o l'altro, aveva sfiorato diverse volte la conquista del titolo di campione del mondo, due volte per un infortunio, una volta per un incredibile calo a fine stagione, dopo aver dominato gran parte dell'anno. Era uno dei migliori amici di Del Bono, uno dei pochi che gli avevano dato dei consigli utili e sinceri.
Erano in molti a pensare che se Patton non avesse trovato sulla sua strada il miglior surfista di tutti i tempi, Kevin Stewart, avrebbe portato a casa non meno di tre o quattro titoli mondiali. L'altro asso del team era Terence Bridge, anche lui australiano, anche lui un veterano del tour e anche lui fisso frequentatore della parte alta della classifica generale I.S.T. Tre anni pi anziano di Patton, Bridge era probabilmente alla sua ultima stagione da professionista e il suo obiettivo era la conquista del titolo mondiale, pi volte passatogli sotto al naso. Insomma, per tutti e tre, questo era l'ultimo treno, salvo sorprese dell'ultimo minuto.
Si trovavano sul cancello per gli ultimi saluti quando arriv un pick-up rosso: era Poto, senza gli altri Pae. Moana lo prese sottobraccio e si avviarono verso il tavolo sotto la veranda dove Moana serv un bicchiere di champagne all'amico. Andrea e Serena gli augurarono la buonanotte e
si avviarono su per le scale per ritirarsi nella loro camera.
Per domattina  tutto pronto, Moana disse Poto dopo aver tracannato con un gesto secco tutto il bicchiere. Si riemp subito il bicchiere.
Volevo riferirti che pochi giorni fa, alcuni pescatori hanno udito anche loro quei colpi presso la Monster Cave. Metallici, ritmati, come quelli che tu e Andrea mi avete descritto. Nessuno ha saputo spiegarsi l'origine. Lo sai, qui ci conosciamo tutti e se ci sono delle attivit sommerse in atto lo veniamo a sapere subito.
Moana annu col capo ma non profer parola.
Ah, Hira ti ha chiamato? chiese Poto.
No rispose Moana. Doveva?.
Hira, era un vecchio amico di Moana, ex poliziotto, con molte amicizie a Papeete, uno molto ammanicato che pi di una volta era riuscito a bloccare situazioni particolari.
Mmh,  troppo incasinato, ha mille cose da fare, vedrai che domattina ti parler. Comunque, si  informato su quel furgone nero che Maurice ha visto da Kuahina Suacks, un Mercedes modello Vito, vetri oscurati. Era stato visto parcheggiato per due giorni consecutivi in uno spiazzo vicino la spiaggia, tra qui e Matiti. Dalle tracce sulla spiaggia sembra che abbiano trascinato qualcosa, forse una moto d'acqua. Ma hanno fatto perdere le loro tracce. Tra qui e Vaira'o tutti i nostri contatti sono stati informati di segnalare prontamente, a me o Hira, l'eventuale avvistamento di un Mercedes Vito nero.
Poto osserv il volto di Moana che si era fatto serio. Conosceva bene quello sguardo lontano, lo stesso che aveva visto da piccolo sul viso di sua madre Ha'amoe, la sciamana di Vaira'o. Attese una decina di secondi che Moana tornasse nel presente. Vide la fronte dell'amico imperlarsi di sudore. Stava per scuoterlo per un braccio quando Moana tir uno scossone e lo guard intensamente.
Poto, ho avuto una breve visione, una donna alla finestra della mia stanza che mi chiamava. Poi, una mano enorme scendere dal cielo, afferrare un uomo dal giardino di casa mia e lanciarlo in pasto a una tigre.
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Puntarenas - Costa Rica 30 aprile.
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C'era voluto molto pi tempo del previsto a racimolare le informazioni necessarie e il commissario Jorge Martinez era furibondo coi suoi ragazzi. Tuttavia, del materiale su cui lavorare ne era scaturito. Delle 12 societ di pesca controllate, solo cinque commerciavano pesce congelato di grandi dimensioni che necessitava di seghe a nastro. Tra queste c'erano sia la Diaz Fish Esportation che la Lozano Consorcio Fish. Decise di riunire il suo staff per impartire le ultime disposizioni e stava per sollevare la cornetta quando Mario Pereira buss alla porta del suo ufficio. Pereira era uno dei suoi poliziotti pi efficienti e uno dei due che si erano concentrati sulle aziende ittiche di Puntarenas citt. Commissario, ha mai sentito parlare della Miguel Fish Esportation di Miguel Diaz, detto El Pcaro? domand Pereira. Andiamo Mario! rispose spazientito Martinez. Chi non ne ha sentito parlare qui a Puntarenas, di quel mascalzone. Non dirmi che c'entra? Forza, su, continua!.
Beh, due giorni fa sono andato con Jos a fare un sopralluogo nella sua azienda e gli ho fatto le domande di rito. La sua  una delle cinque societ ittiche che commerciano pesce di grande taglia e ho contato sei grosse seghe a nastro. Tuttavia Diaz ha affermato che nessuno dei suoi impiegati  stato assente o in malattia negli ultimi dieci giorni. Perch, non  cos? domand il commissario.
Non so, proprio ora, di l nel mio ufficio c' una tal Margarida Gallego che lamenta la scomparsa del fratello dal 25 febbraio. Pablo, cos si chiama il fratello, lavora alla Miguel Fish Esportation e, a sentire la signorina, a stretto contatto con il Pcaro.
Quindi il signor Miguel Diaz ci sta nascondendo qualcosa. Forse siamo sulla strada giusta, Mario. Portamela qui, che mi deve dire tutto quello che sa.
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Teahupo'o, Tahiti - Polinesia Francese 30 aprile.
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Non aveva dormito bene. Non sapeva come spiegarselo, ma ogni tanto c'era un'onda che produceva un rumore pi forte e cupo che lo faceva sobbalzare nel letto. Che fosse un'onda pi grossa, con una maggior portata d'acqua, o un refolo di vento ad amplificare il rumore, Del Bono non sapeva dirlo, ma quel cupo boato gli metteva i brividi addosso. Tra un'ora si sarebbe alzato e dopo la colazione sarebbe salito con Moana sulla moto d'acqua che l'avrebbe portato sulla barca affittata dalla Big Aloha come base d'appoggio per gli atleti del team. Gi, perch a differenza di ogni altra gara del circuito I.S.T., pubblico, media, fotografi e atleti non assistevano alla gara dalla spiaggia, ma in acqua, chi su una barca, chi a cavalcioni su una tavola da surf, chi in piedi su un SUP. Il profondo canale a ovest del reef, dove le onde non potevano rompere, permetteva a chiunque volesse guardare l'evento da un punto di vista privilegiato, di assistere in relativa sicurezza ad uno spettacolo davvero impressionante. Come ogni altro professionista avrebbe tenuto la parte, avrebbe dato "il cinque" ai colleghi e fatto finta di non vedere l'ora di entrare in acqua per la sua heat. Invece, la verit  che se la facevano tutti sotto, perch Teahupo'o, dopo una certa misura, pu uccidere anche il pi esperto dei surfisti. E lo sapevano tutti, dagli atleti agli organizzatori.
Sent che Moana si era gi alzato e lo raggiunse gi in cucina. Anche tu avevi le formiche nel letto? ridacchi Del Bono. Gi rispose Moana avvitando la parte superiore della moka Bialetti. Sar una lunga giornata Andrea. Hai scelto le tue tavole per oggi? Ricorda: per una partenza ottimale  molto importante il punto in cui decidi di iniziare il take-off, pi che la lunghezza della tavola. Avevo pensato di usare una tavola 6'6" step up (Tavola di forma e misure adattate per affrontare onde grandi e potenti), una round pin tail, che ne dici? chiese Andrea mettendo due fette nel tostapane. S, tra 6'4" e 6'8" va tutto bene, ma abbiamo il tempo di cambiarle, sei nella quarta heat. Vediamo bene come sono le onde e cosa usano gli altri sugger Moana.
terminarono in fretta la frugale colazione e si diressero alla moto d'acqua con le tavole sottobraccio. Quando arrivarono nel canale c'erano gi una dozzina di imbarcazioni a sostegno dei vari team. Era ancora presto per il pubblico, ma nell'arco di un'ora, un'ora e mezzo Hava'e - cos i locali chiamavano il canal dove le onde non rompono quasi mai - sarebbe stato pieno zeppo di imbarcazioni di ogni genere. Patton e ra gi sulla barca appoggio ed era pronto a buttarsi per provare alcune onde prima della sua heat.
Solo allora Andrea si rese conto che sul picco c'erano quasi una ventina di surfisti. Il sole non era ancora spuntato dalle montagne e la luce era ancora debole. Vide un folle partire in un disperato late take-off e venire i inglobato da un lip spesso almeno un metro e mezzo. Lo sfortunato surfista riaffior da quell'inferno liquido, oltre 50 metri dal punto in cui e ra caduto e fortunatamente trov pronta la moto d'acqua del suo team pronta a tirarlo fuori prima che arrivasse un secondo muro di schiuma. La moto si diresse a tutta birra verso le barche appoggio nel canale e solo quando fu a pochi metri dalla barca del team Big Aloha, Andrea riconobbe l'esperto local Philippe Billet, sanguinante alla testa. Decise che era saggio provare un paio di onde prima che gli ufficiali di gara ordinassero di sgomberare il campo gara. Attacc il laccetto alla 6'6" che avrebbe poi usato in gara e si tuff provando quella piacevole sensazione di trovare la temperatura dell'acqua superiore a quella dell'aria mattutina.
Come sempre quando si apprestava a surfare onde impegnative e rischiose gli venne in mente la scritta sulla diga foranea del porto della sua citt: "Viareggio, in te son nato, in te spero morire".
Gli ci vollero 20 minuti prima di prendere la prima e unica onda della sua session di riscaldamento, ma fu contento di constatare che la tavola rispondeva alla grande alle sue aspettative. L'aveva usata solo una volta, quattro mesi prima alle Hawaii in un big day a Pipeline, ma non era certo che avrebbe funzionato cos bene anche sulla pi potente onda di Teahupo'o.
Alex Moss era insuperabile, pens. Nessun mi fornir pi gli shape perfetti che sapeva creare lui. Contento di non essere caduto e di tornare sulla barca-appoggio, intero e con la tavola tutta d'un pezzo, chiese a Moana se poteva dargli uno strappo a casa con la moto d'acqua. Mancavano ancora due ore all'inizio della sua heat e gli era venuta una strana, impellente voglia di stare un po' con Serena. Moana cap al volo e gli fece cenno di saltare sulla sella. Come aveva pronosticato il coach, era stata una lunga giornata, assai soddisfacente per il team Big Aloha. Andrea, John e Patton avevano vinto la propria heat, evitando cos il round 2 di ripescaggio, approdando direttamente al round 3. Di squali, per il momento, nemmeno l'ombra.
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Teahupo'o, Tahiti - Polinesia Francese 6 maggio.
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I primi tre giorni di gara furono disputati in condizioni definite eccellenti, un Teahupo'o classic sempre nella fascia degli otto-dodici piedi. John Patton e Terence Bridge erano stati entrambi eliminati dal round 3 da due giovani tahitiani che avevano ricevuto una wild card dalla Big Aloha. Erano stati davvero bravi a sfruttare al massimo la loro conoscenza dello spot e il sostegno del pubblico di casa. Andrea Del Bono era invece riuscito a superare il round 3 battendo il basco Zorion Fernandez, da sempre suo acerrimo rivale, approdando cos agli ottavi di finale dove si sarebbe trovato di fronte il miglior surfista della storia, l'americano Kevin Stewart. Quello che per preoccupava maggiormente Del Bono non era affrontare il pluricampione, ma le onde del giorno dopo. Moana l'aveva detto: Un Teahupo'o letale, lo vedremo tra qualche giorno Le ultime due heat del pomeriggio avevano visto le onde crescere vistosamente, ma soprattutto cambiare volto, mostrando le fauci ai 16 surfisti rimasti in gara. La meccanica dell'onda di Teahupo'o  unica: l'energia della massa liquida in avvicinamento viaggia su un fondale profondissimo, per migliaia di chilometri per poi trovarsi di fronte a uno scalino che, poche decine di metri, riduce la profondit del fondale da 50 metri
a meno di uno e mezzo! Ci proietta in alto tutta l'energia dell'onda che s'impenna formando quella buia caverna liquida. Una cosa simile accade anche a Pipeline e ad altri spot formati da una barriera corallina o uno zoccolo roccioso vicino alla costa. La caratteristica che rende ricca la meccanica dell'onda tahitiana  la particolare forma a ferro di
cavallo del reef che favorisce il risucchio dell'acqua nella reef lagoon, pirata dall'energia delle onde in arrivo. Ci lascia quasi a secco il reef si cui si abbattono decine di tonnellate d'acqua. La pressione d'urto dell'onda di Teahupo'o di "soli" tre metri pu superare facilmente le 30 tonnellate per metro quadrato. Un accumulo d'acqua cos imponente nella parte alta dell'onda non si riscontra in nessun'altro spot del mondo.
Andrea conosceva bene i segreti del reef di Teahupo'o, dove aveva effettuato tante battute di pesca subacquea guidate da Moana. Temeva quello strapiombo verso il blue-black, un blu notte lungo il quale, nelle giornate di calma, andavano ad arpionare grossi pesci coi loro arbalete. Conosceva anche le taglienti teste di corallo del basso reef, pronte a tagliare le carni dei surfisti che non riuscivano a terminare con successo le loro corse nel tube. Rabbrivid al ricordo del dolore provocato dal limone spremuto e poi strofinato sulla schiena quando, due anni prima, rotol per una decina di metri sul fondale, guard l'ora, le 19,05. Moana doveva gi essere tornato, evidentemente il meeting stava durando pi del previsto. Micky Pace, il rappresentante degli atleti, aveva chiesto una riunione a fine giornata per decidere circa l'opportunit di gareggiare l'indomani, se le condizioni fossero aumentate ulteriormente. Situazioni di questo tipo erano discusse tra il rappresentante degli atleti, lo sponsor e il contest director, a cui spettava la decisione finale. Del Bono aveva dato a Micky il suo parere favorevole di sospendere la gara se la swell fosse cresciuta, ma soprattutto se le onde fossero state sciupate dal vento. Surfare Teahupo'o gigante era sempre rischioso, ma fattibile, a patto che direzione di swell e intensit del vento fossero quelle giuste.
Apr lo sportello del forno e controll a che punto era la cottura dei filetti di lampuga, o come la chiamavano qui, di mahi-ahi, uno dei pesci da lui preferito, in assoluto. Accostando troppo il viso alla torta venne investito da una piacevole ventata di calore e di profumi, tra i quali individu quella nota fruttata di prugna, tipico della vaniglia di Tahiti, protagonista della ricetta. Gli succedeva spesso che un odore o un sapore gli portassero alla memoria episodi dell'infanzia che fino a quel momento se n'erano rimasti silenziosi in qualche parte del cervello. Si rivide sedicenne al terzo anno nel laboratorio di pasticceria della scuola alberghiera di Massa, alle prese con il suo primo baccello di vaniglia e con il fiato sul collo del terribile professor Morelli che, osservando il lavoro degli studenti, descriveva la pianta: ...essa appartiene alla famiglia delle orchidee  originaria dell'America Centrale... solo successivamente fu introdotta in Polinesia dai primi viaggiatori...  frutto dell'impollinazione manuale da parte dell'uomo dell'orchidea... i pi famosi cuochi del mondo utilizzano oggi quasi esclusivamente la vaniglia di Tahiti, per il suo aroma generoso e quel tocco di liquirizia....
Soprattutto, ricord l'ultima frase del burbero professore: ...  un peccato che solo i pasticcieri utilizzino questo eccezionale baccello il quale si presta invece a molte ricette a base di pesce. Parole sante! Proprio a Tahiti, aveva iniziato i suoi esperimenti con la vaniglia, fin dal suo primo soggiorno, appena entrato nel team Big Aloha : un paio di questi avevano avuto un grande successo. Il piatto di punta del pi rinomato ristorante versiliese, Lillino a Forte dei Marmi, era il "poisson noir a la vanille tahitienne" che il famoso ristoratore aveva messo a punto grazie ai suggerimenti di Del Bono e soprattutto a quel prezioso sacchetto di baccelli della migliore qualit, la givre brinati, che il surfista viareggino gli aveva procurato. Serena andava pazza per il caff alla vaniglia, che Andrea gli preparava grazie a un trucchetto: immergere nella zuccheriera i baccelli usati, quelli a cui aveva tolto i semi per altre preparazioni.
Spense il forno sperando che la riunione fosse terminata e Moana arrivasse prima che il pesce si freddasse. Neppure due minuti dopo vide i fari di un'auto imboccare il vialetto.
Allora, cosa  stato deciso per domani? gli chiese appena scese dall'auto. Domattina check alle prime luci dell'alba. Se non si alza il vento, la gara si terr rispose Moana. Faccio una rapida doccia, se non ti dispiace.
Del Bono alz gli occhi al cielo e schiacci una bestemmia in toscano antico.
Mi dispiace si, marianna cane! Per caso, chiedo, eh? Non  che l'operazione "ascella-pulita" la puoi rimandare a dopo cena? Io t'aspetterei volentieri, ma poi se il mahi-mahi diventa secco come le tue palle non ti lamentare.
Moana allarg le braccia e si sedette rassegnato. Andrea era cos, prendere o lasciare.
Serena, a tavolaaa! sbrait Andrea verso il prato dove lei stava facendo yoga.
Conoscendolo ormai bene, arriv di corsa: sapeva che quando si parla di cucina Andrea diventa un po' talebano, ma non resistette a stuzzicarlo. Posso farmi una doccina veloce, veloce?. l'occhiataccia che ricevette fu l'unica risposta.
Il pesce era ottimo. Il vino, un 100% Ribolla Gialla servito alla giusta temperatura, anche. I tre attaccarono il piatto restando alcuni minuti in religioso silenzio. Solo il fruscio dei rami mossi dal vento e il ritmato esplodere delle onde in lontananza.
Benny Cohen  venuto alla riunione e ci ha dato alcuni aggiornamenti sugli attacchi di Snapper Rocks e Bells Beach disse Moana rompendo quel magico silenzio.
Un sub ha trovato due anelli di ferro, del diametro di circa dieci centimetri, piantati sul fondale di Bells Beach alla distanza di 60 centimetri l'uno dall'altro.
E? domand curioso Andrea.
Cohen ha chiesto un accurato controllo del fondale nei pressi di Snapper Rocks e anche l sono stati trovati due anelli identici, dieci centimetri di diametro, anche questi piantati alla stessa distanza di 60 centimetri. Cazzo! esclam Andrea. Quindi?.
Benny mi ha chiesto di far effettuare alla squadra di Poto un controllo per verificare se anche qui sono stati piazzati gli stessi anelli. Sarebbero un indizio e una conferma importanti.
S, ma come  possibile farlo, con queste condizioni? intervenne Serena.
Giusto,  proprio ci che ho detto a Benny. Occorre pazientare fino a quando la mareggiata caler un po'. C' troppa corrente lungo il reef, troppo pericoloso anche per gente esperta come Poto e il suo staff. Oh, mi chiedo a cosa potrebbero essere serviti questi anelli... mormor loro Serena.
Probabilmente a tenere qualcosa ancorato al fondo, non certo un'imbarcazione, per quello ci sono le ancore disse Andrea.
Moana scosse la testa mettendo in moto quella lucida massa di capelli neri, come a dire che non ne aveva la pi pallida idea.
Benny mi ha detto che domani incontrer Peter Wills di Sea-Life. Guarda che ne parler anche con lui. Chiss che l'esperienza di Wills nella difesa degli Oceani non possa risultare utile alle indagini. Vedremo. Intanto, credo sia meglio informare anche Poto e il suo staff: loro potrebbero dedurne qualcosa che a noi sfugge. Ora vi devo lasciare, vado da John e Terence, devo lavorare un po' con loro, torner tardi. John e Terence avevano preso ciascuno in affitto una piccola casetta vicino al porticciolo di Teahupo'o'o. Entrambi non avevano preso bene l'eliminazione nel round tre, che ritenevano un passo falso, soprattutto perch Kevin Stewart aveva incrementato il distacco da loro in classifica generale. Stewart era il surfista pi completo e vincente nella storia del surf e come un buon vino rosso, pi passavano gli anni, pi sembrava migliorare. Soprattutto quando le condizioni si facevano serie, lui riusciva a esaltarsi e onde come Teahupo'o'o, J-Bay e Pipeline erano le sua preferite. Andrea sapeva di avere poche speranze di batterlo, se le condizioni fossero rimaste quelle, ma Moana non era della stessa opinione Se riesci a surfare come hai fatto a dicembre a Pipeline, anche Kevin dovr sudare molto per batterti gli aveva detto nel pomeriggio. Serena sembr leggergli nel pensiero. Stai pensando alla tua heat di domani, vero?
S, passero, e se devo dirtela tutta, ho un culino stretto cos disse lui unendo la punta delle dita della mano destra. Lei fece un sorriso tenero.
La senti? Senti la furia dell'oceano, l fuori? disse Andrea indicando in direzione del reef. Serena gli prese la mano fra le sue. Sai Serena, Martin Osman, la prima volta che gareggi qui, scrisse una lettera alla moglie. Le scrisse pi o meno queste parole: "Amore, voglio che tu sappia che domani qualcuno potrebbe morire e se quel qualcuno fossi io, voglio dirti che ti amo tanto e che mi  successo mentre facevo la cosa che pi amo fare: surfare".
Appena Moana inizi a sparecchiare portando in cucina i piatti sporchi Serena ne approfitt per alzarsi e andarsi a sedere sulle sue ginocchia, poi lo baci lungamente e intensamente sulla bocca. Tu, bello mio, domani andrai l fuori e prenderai a calci in culo quella fottuta onda tahitiana. E mi riporterai qui il tuo bel faccino intero... anche questo coso qui lo voglio rivedere, tutto d'un pezzo disse dandogli una delicata quanto decisa strizzata al pene.
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Puntarenas - Costa Rica 6 maggio.
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Miguel Diaz, detto El Pcaro, non era affatto di buon umore quella mattina. Da fine febbraio le cose avevano preso una brutta piega. Era iniziata con la richiesta dei "fottuti musi gialli" di inviare Ignatio, il suo uomo migliore, in quella ridicola missione nel Pacifico, che non aveva capito bene a cosa cavolo servisse. Pablo, il fratello maggiore, aveva scortato Ignatio all'aeroporto di San Jos. Ma lui e le altre due guardie del corpo non avevano pi fatto ritorno a Puntarenas. La loro auto, fu ritrovata sotto un ponte della strada che portava all'aeroporto di San Jos. La faida dei rivali di sempre, i fratelli Lozano, non aveva mai avuto tregua e sapeva che era opera loro. Ignatio e Pablo gli avrebbero fatto comodo, soprattutto Ignatio, che parlava molto bene l'inglese ed era abilissimo nelle trattative coi clienti asiatici.
La gran parte del commercio internazionale di pesce era ormai nelle mani di potenti lobbie giapponesi e cinesi i quali imponevano le proprie condizioni. Condizioni che purtroppo costringevano i loro fornitori a infrangere gran parte delle regole locali e internazionali. L'unico modo di lavorare con questi grandi gruppi di acquirenti era far poche storie e pensare solo a dargli il pesce nei modi e nei tempi concordati. Se riuscivi a far questo, e grazie a Dio finora lui c'era riuscito, non ti restava che contare i soldi in banca, perch una cosa era certa: il rischio corso era ben pagato.
Sfortunatamente, uno dei boss della mafia di Taiwan era da poco divenuto socio di maggioranza dell'azienda e adesso lui riceveva un lauto stipendio e generosi bonus al raggiungimento dei quantitativi di pinne di squalo stabiliti nel contratto. Ma con quelli non potevi mai dormire sonni tranquilli. Da tre giorni il mare mosso non permetteva l'uscita delle barche e almeno per altri due la situazione non sarebbe migliorata. Ci significava perdita di guadagno, cosa che in questo periodo non ci voleva. Il "fottuto sindacato" della cooperativa pesca costaricana stava ostacolando il suo progetto di rinnovare il quadro dei dipendenti, sostituendo i pi anziani con giovani scaltri ed efficienti. Per fare ci servivano soldi, molti soldi, e i cinesi questo non lo capivano o non lo volevano capire.
Corrompere i politici e i poliziotti in grado di agevolare il suo progetto costava un botto di denaro, ma ne valeva la pena. Prima o poi Ignatio sarebbe rientrato dalla missione nel Pacifico e le cose sarebbero tornate nella normalit, o quasi, ma per il momento si doveva sobbarcare molte pi ore di lavoro. Su Pablo invece, aveva fatto una croce, era certo che purtroppo riposava gi sotto due metri di terra, da qualche parte. Il prossimo passo era occuparsi di infoltire il suo staff di persone di polso, dai modi spicci, capaci di far sgobbare i suoi pescatori. Solo cos poteva riuscire a rispettare le consegne di pinne di squalo che il ricco mercato di Hong Kong pagava quasi a peso d'oro. In una situazione come questa, la convocazione in commissariato non ci voleva proprio, Sicuramente si trattava ancora del rapimento di Pablo.
Si sieda, signor Diaz disse il commissario Martinez accendendosi l'ennesima sigaretta e andando a sedersi dietro la vecchia scrivania stile coloniale. Gli era sempre piaciuta e l'avrebbe vista bene nel suo salotto. Un giorno avrebbe trovato il tempo e il modo di scambiarla con quella andante che aveva a casa. Osserv per qualche secondo El Pcaro. Si era riletto il dossier su di lui: da oltre 15 anni, era a capo di una delle due pi grandi societ di pesca di Puntarenas, quindi di tutto il Costa Rica. La rivalit con la Consorcio Lozano Fish era esistita da sempre, ma quando gli eredi avevano preso il posto dei padri fondatori essa era uscita dai binari della legalit e di un reciproco rispetto basato su un semplice ma proficuo patto, quello di restare in due a dividersi le fette pi grosse della torta e a lasciare agli altri solo le briciole. Fondata nel 1958 da Felipe Lozano, la Consorcio Lozano Fish era la pi grossa ed efficiente flotta di pescherecci di Puntarenas ma agli inizi degli anni Ottanta si verificarono i primi episodi di contrabbando e traffico di stupefacenti che portarono a diversi arresti e all'incriminazione di colui che era a capo dell'organizzazione: Felipe Lozano. Sei mesi dopo il processo, caduto in depressione, Felipe si impicc nella cella della prigione di San Jos.
In quel periodo prese forza un'altra azienda locale, la Moreno Fish Esportation fondata da Moreno Diaz, fino allora una delle tante piccole aziende di pesca a carattere familiare di Puntarenas. Moreno fu svelto a investire in barche e attrezzature pi moderne conquistando, in soli due anni, i migliori clienti della Consorcio Lozano Fish. Agli inizi degli anni Novanta i figli di Felipe riuscirono a trovare un solido finanziatore giapponese disposto a rilanciare l'azienda del padre. L'obiettivo primario dei fratelli Lozano era quello di riprendersi tutti i clienti persi e di vendicarsi della rovina del padre. Moreno Diaz scomparve nel dicembre del 1995, e da allora non se ne seppe pi nulla. Fu allora che Miguel Diaz sostitu il padre, cambiando nome alla societ. A Puntarenas tutti erano convinti che la sparizione di Moreno Diaz fosse la vendetta dei figli di Lozano, ma la polizia non riusc mai a trovare la bench minima prova contro di loro. Da allora, altri due casi irrisolti di omicidio e una sfilza di atti intimidatori da entrambe le parti, hanno creato una crepa insanabile tra i membri delle due famiglie, costretti a circondarsi di guardie del corpo per tutelare la loro incolumit.
Irritato dallo sguardo indagatore del commissario, Miguel Diaz alz il mento abbozzando un sorriso di sfida. Martinez lo ignor e continu a squadrarlo. Vedendolo per la prima volta cos da vicino, gli vennero alla mente i commenti sentiti da alcune femmine di Puntarenas. Spalle larghe e collo muscoloso su cui poggiava una testa ricca di lunghi capelli neri, illuminata da  una bocca ben disegnata e tendente al sorriso, seppur sempre ironico o sfottente. I denti ingialliti e incrostati di tartaro contribuivano a un fiato da leone percepibile anche a discreta distanza, mentre le profonde zampe di gallina ai lati dei grandi ed espressivi occhi neri gli donavano una fascinosa aria da bello e maledetto, che a molte donne non dispiace mai. Il cappello a larghe tese in pelle e i chiassosi stivali in cuoio donavano a Miguel Diaz un aspetto da mandriano, pi che da uomo di mare. Lo osserv cercare nella tasca della sahariana in lino un mozzicone spento di sigaro che si piazz tra gli incisivi, senza accenderlo.
Insomma, con una bella ripulita, sarebbe stato un volto da copertina. Il commissario decise che era ora di andare al sodo. Signor Diaz, come sa nei giorni scorsi i miei uomini hanno interrogato lei e alcuni suoi dipendenti. Perch ha detto il falso, non dichiarando l'assenza dal lavoro dei signori Ignatio e Pablo Gallego?, Commissario, non credo di averle nascosto proprio niente disse il Pcaro con quel sorrisetto che iniziava a dare sui nervi a Martinez. Ignatio Gallego, si trova all'estero per trattare un importante contratto con uno dei nostri clienti pi importanti, come la mia segretaria ha gi riferito ai suoi uomini.
Sa darmi delle indicazioni precise su dove si trova Ignatio Gallego? chiese Martinez.
Ancora una volta il Pcaro ritard la risposta giocando con quel pestilenziale mozzicone di sigaro tra i denti. Sembrava divertirsi. Domattina la mia segretaria le fornir la fattura dei biglietti aerei che abbiamo acquistato a suo nome e lei potr verificarne gli spostamenti. Ignatio  uno dei miei uomini di fiducia e lo invio spesso all'estero per trattare coi nostri migliori clienti. Vorrei farlo io, ma purtroppo non parlo altro che lo spagnolo, e lui  molto abile a trattare rispose alzandosi e facendo alcuni passi verso la porta.
Signor Diaz, non mi sembra di averla congedata. Torni a sedersi, non ho ancora finito di interrogarla. Prego! disse il commissario indicandogli la sedia. Perch ai suoi dipendenti ha nascosto il rapimento di Pablo Gallego, avvenuto il 25 febbraio scorso, dicendogli di avere inviato anche lui in una missione all'estero? Che motivo c'era?. Ma commissario, per non spaventare inutilmente i miei uomini! disse Miguel Diaz con l'immancabile sorrisetto di sfida dipinto sulla faccia che il commissario avrebbe voluto riempire di schiaffi. Con lenti e pesanti passi torn sulla sedia dove si adagi lentamente, in modo volutamente teatrale. Dopo l'ennesimo volteggio del sigaro tra lingua e denti protese il mento verso il commissario. Vicino, sempre pi vicino. Si tolse il mozzicone dalla bocca e inizi a sussurrare, convinto di intimidire Martinez.
Mi dica commissario, perch  cos mal disposto nei miei confronti? Io sto rispondendo alle sue domande, non mi tratti come un mascalzone. E soprattutto come uno sciocco. Vada al sodo, cos' che non le quadra? Me lo dica. Badi bene per a non farmi perdere altro tempo, altrimenti mi toccher fare le mie rimostranze a qualcuno molto, molto in alto. Martinez annu pi volte con la testa. Poteva immaginarsi bene che razza di appoggi politici potesse avere quel mascalzone. I due si guardarono a lungo e un sorrisetto ironico inizi a dipingersi anche sulla faccia del commissario. Il quale decise che era giunto il momento di abbassare la temperatura nella stanza. Apr un cassetto della sua scrivania e prese una busta.
Il corpo di Pablo Gallego  stato finalmente ritrovato a Boca Barranca, il 19 aprile. Orribilmente mutilato.
Mutilato? Cosa significa? mormor El Pcaro, improvvisamente meno baldanzoso.
Martinez apr la busta e spinse verso Diaz le foto formato A4 in essa contenute. Il cambiamento d'espressione che si produsse in una manciata di secondi sul suo viso colp il commissario. O questo  un attore nato, pens, o inizia a essere terrorizzato. Non  possibile. Non si capisce neppure bene chi sia. Come fa a dire che questa cosa qui  Pablo? borbott Diaz sempre pi convinto che la sparizione di Pablo Gallego fosse opera dei fratelli Lozano. La signorina Margarida Gallego, ha identificato il corpo ritrovato e ha riconosciuto un piccolo tatuaggio che il fratello Pablo si era fatto fare sul petto disse il commissario porgendo a Miguel Diaz una foto formato A4.
Ecco la foto che la signorina ci ha dato dove si vede chiaramente il tatuaggio. Il DNA del cadavere  lo stesso che  stato trovato dalla squadra della scientifica sulla lama di una sega a nastro della sua pescheria, poche ore fa il magistrato ha dato l'ok per mettere i sigilli alla sua azienda, che rester inaccessibile fino a tempo indeterminato e.... No, no, no! Commissario non posso permettermi di fermare la pesca neppure un giorno, ho dei contratti da rispettare verso i miei fornitori. Mi dica solo perch avrei dovuto far sparire tre uomini del mio staff, sono stati i fratelli Lozano, come sempre! sbrait Diaz. Si calmi la prego, si calmi. Stiamo indagando anche in quella direzione, ma, intanto, le prove mi dicono che Pablo Gallego  stato fatto a pezzi nella sua azienda.
Martinez decise di dare ancora un mezzo giro alla manopola della temperatura.
Inoltre, le comunico che lei e i suoi impiegati siete sospettati per l'omicidio di Pablo Gallego e dovete restare a disposizione del magistrato che conduce le indagini prosegu il commissario come se neppure avesse udito la supplica del Pcaro.
Miguel Diaz che uscendo dal commissariato di Puntarenas si mostr ai suoi uomini della scorta, aveva perso il sorrisetto ironico e la sicurezza che mostrava poco prima. Perfino i tacchi dei suoi lerci stivalacci in cuoio sembravano fare meno chiasso sull'asfalto ammorbidito dall'infuocato sole di mezzogiorno.
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CAPITOLO 4.
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Teahupo'o'o, Tahiti - Polinesia Francese 7 maggio.
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I set arrivavano con una frequenza inusuale, cos come inusuale era il fatto che sulla line-up ci fosse solo una manciata di surfisti. C'era qualcosa di cupo e minaccioso, nonostante la perfezione delle onde. Andrea Del Bono si guard intorno. Osserv le cime del vulcano spento Taiarapu, incappucciato dalle nuvole grigie. Il sole non era ancora spuntato, i verdi brillanti della costa e il blu cobalto dell'oceano non si erano ancora accesi. Una patina grigia velava ogni oggetto, complice una leggera nebbiolina sospesa sull'acqua. Spost lo sguardo sulla superficie del mare, prima sulla lontana laguna, poi sui surfisti vicini a lui che parlottavano sereni in attesa del prossimo set. Seduto sulla tavola, sent una corrente fredda passare sotto i suoi piedi, alla quale non fece molto caso. Si sdrai per remare e avvicinarsi maggiormente agli altri surfisti, quando qualcosa si arrotol intorno alla caviglia destra e lo trascin sott'acqua. Cap immediatamente che quella forza era enorme, incontrastabile, quasi meccanica. In un attimo si trov a strusciare sul fondale dove si aggrapp per evitare ferite sull'affilato corallo. I surfisti erano la sua unica speranza.
Possibile che non si fossero accorti di niente, si chiese cercando di non pensare alla fine che avrebbe fatto se non fossero corsi subito in suo aiuto. Prov a ruotare la testa per vedere cosa gli avesse afferrato la caviglia, ma uno strattone lo fece scorrere per almeno una decina di metri lungo il reef, avvicinandolo velocemente allo strapiombo. Clang! Un colpo sordo, cupo, lo stesso udito durante la sessione di pesca subacquea con Moana, pochi giorni prima. Si stup di avere ancora molto fiato nei polmoni, ma sapeva che da un momento all'altro sarebbero iniziate le contrazioni del diaframma e la fame d'aria. Clang! Un altro colpo, pi vicino. Disperato, alz lo sguardo sperando di vedere qualcuno nuotare verso di lui. Nessuno. Decise che doveva assolutamente vedere cosa lo stesse per uccidere e fece un terribile sforzo per ruotare il corpo in modo da dare la schiena al fondale.
Ma proprio in quel momento inizi a precipitare nell'abisso. Clang! Questa volta vicinissimo. Calcol che erano passati almeno 30 secondi da quando era riuscito a prendere l'ultima boccata d'aria. La stretta alla caviglia non era affatto diminuita e la rassegnazione stava prendendo il sopravvento. Tent di afferrare per un paio di volte quelle teste di corallo che incontr nell'inesorabile discesa, ma entrambe le volte non riusc a resistere alla disumana forza che lo stava trascinando verso la morte. Se era una piovra, quanto doveva essere grande per trascinare come un fuscello un uomo della sua stazza? Clang! Assordante, improvvisamente, la caduta cess e venne trascinato in una caverna. Realizz con terrore che quella era l'entrata di Monster Cave, la grotta dove abitava l'enorme squalo che si nutriva solo di carne umana, impossibile, pens Andrea, si trovava a pi di 100 metri dallo spot di Teahupo'o. Possibile che la bestia mi abbia trascinato per cos tanto? Mentre avvenne la prima contrazione del diaframma, realizz che la caviglia era finalmente libera. Si gir verso l'uscita della grotta, a pochi metri, ma non la vide. Al suo posto c'era un'enorme, terrificante bocca aperta di squalo. Url con quanto fiato aveva in gola e... si svegli. Si accorse di essere in un bagno di sudore. Serena dormiva tranquilla al suo fianco e un'anta della finestra sbatteva a causa del vento. L'urlo non era quindi mai uscito dalla sua bocca, era solo un incubo. Fece per alzarsi, ma si accorse che il lenzuolo si era arrotolato alla caviglia sinistra. Non riusc a evitare una risatina nervosa.
Si liber dal lenzuolo e si alz in piedi. Aveva bisogno di aria fresca. Ma era bastato affacciarsi alla finestra e guardare in direzione della barriera corallina, per capire tutto. L fuori si stava preparando una nuova pagina di storia del surf moderno. L'aveva capito dalla totale assenza di vento dopo una nottata ventosissima. Dai ritmati, cupi rimbombi delle colonne d'acqua che si abbattevano sul reef, che nonostante la distanza sembravano scoppiare proprio l, a due passi dal giardino di Moana. Lo respirava nell'aria, calda, umida, elettrica. Pensando all'alba che stava per spuntare, gli venne in mente l'aria "Nessun dorma" dalla Turandot di Puccini. Pap Alessandro era appassionato di opera lirica, in particolare amava le arie di Giacomo Puccini, e amava cucinare o guidare ascoltando le pi famose arie. Pap era riuscito a trascinare due volte lui e la mamma al Festival Pucciniano di Torre del Lago, al teatro all'aperto situato sulle sponde del lago dove il celebre compositore aveva dato sfogo
alla sua passione per la caccia e scritto alcune delle pi belle arie del melodramma italiano. La prima volta fu in occasione di una storica edizione de La Bohme, la seconda per la Turandot. Andrea non andava pazzo per la lirica, ma quell'acuto finale del principe Calaf lo esaltava... all'alba vincer!... un buon auspicio per la sua gara. Teahupo'o lo stava aspettando, aveva lanciato la sua sfida mortale. Era una di quelle giornate dove forse sarebbero nati nuovi eroi e nuove carriere ma dove, con ogni probabilit, se ne sarebbero chiuse altrettante. Rabbrivid, quando una vibrazione della casa fu seguita dalle basse frequenze propagatesi a seguito dell'impatto sul fondale di un'onda pi grande delle precedenti. Avrebbe desiderato di buttarsi di nuovo sotto le lenzuola e dormire fino all'ora di pranzo. Era ancora buio, quindi pigi il tasto sul bordo del suo orologio da polso che illumin il display: le 5,52. Poteva dormire un'altra ora, ma sapeva che non ci sarebbe riuscito. Torn verso il letto e scacci la tentazione rappresentata dal sedere sodo e tondo ! di Serena, la cui pelle setosa e abbronzata era esaltata dalle mutandine di pizzo bianco. Copr la tentazione con la leggera coperta di cotone e decise che era meglio recarsi sotto al patio per fare una mezz'oretta di meditazione prima della colazione. Ma appena sedutosi sulla stuoia, si mise a pensare alle ultime vicende e la meditazione and a farsi fottere. Si alz per andare a riempirsi un bicchiere di latte dal frigo, ma vi trov un mezzo ananas che addent con libidine. Il freddo succo che gli col sul petto gli provoc un piacevole brivido seguito da un meno piacevole pizzicore. Torn a sedersi sulla stuoia sotto al patio. Le onde continuavano a battere inesorabilmente il reef. Doveva concentrarsi sulla giornata che l'aspettava, ma la testa non ne voleva sapere e, si ritrov a pensare al sogno e agli attacchi di squalo che erano accaduti con incredibile frequenza dall'inizio del circuito. Pi ci pensava e pi si convinceva che non poteva essere una semplice casualit e anche le statistiche su numero e frequenza di attacchi suggerivano di scartare il fattore coincidenza. Il suo sesto senso gli diceva che c'era qualcosa di "umano" dietro di essi. E quegli anelli metallici trovati nei luoghi dove sono stati visti gli squali, quei colpi sul fondale, erano collegati, c'era un nesso? Si arrabbi con se stesso per non riuscire a concentrarsi sulla gara. Guard l'ora: le 6,31. Not attivit nella laguna: qualcuno a bordo di moto d'acqua si stava muovendo per andare a verificare le condizioni l fuori, sul reef. Era ora di agire.
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Puntarenas - Costa Rica : 7 maggio.
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Il motore singhiozz. Juan scosse la moto per spingere la poca benzina rimasta nel serbatoio nel tubicino che va al carburatore. Il benzinaio pi vicino era a circa un chilometro di distanza, ma sotto quel sole non gli piaceva l'idea di spingere la moto neppure per 100 metri. Per giunta, era in ritardo di dieci minuti e Margarida non aveva molta pazienza. Il Corsarino Morini riprese a correre e sfruttando un tratto in lieve discesa mise la folle per risparmiare carburante. Riusc a raggiungere una pompa della gasolina e chiese 3.000 colon di benzina. Mentre aspettava, si annus le mani. No, non c'era verso di far sparire del tutto quella maledetta, nauseante puzza di pesce. A volte pensava che l'avrebbe sentito per tutta la vita, anche se avesse cambiato lavoro, anche se non avesse pi toccato un solo pesce per un anno intero.
Forse l'avrebbe sentito per tutta la vita. Un paio di chilometri dopo il distributore, lasci la strada principale e prese una stradina che portava in collina. Una capanna di un amico contadino era diventato da un paio di mesi il luogo dei loro incontri amorosi, che dovevano rimanere segreti. Arriv in ritardo di un quarto d'ora e Margarida gli lanci un'occhiataccia. Quando entr nella capanna, lei era seduta sul tavolaccio traballante. Stavo per andarmene! disse lei gettando a terra la sigaretta. Scusa, scusa, sono rimasto a secco, ho dovuto mettere benzina disse lui cercando di baciarla. Sent quel profumo che lo mandava in sollucchero; la tir a s. Lei si sganci il reggiseno e and a sdraiarsi sul lettino a una piazza al quale aveva appena cambiato le lenzuola. Juan si liber delle mutande e si gett su di lei, che apr le gambe per accoglierlo. Lui la baci, brevemente. Spost subito la bocca sulla sua spalla. Non gli piaceva per niente che lei fumasse, gliel'aveva detto gi molte volte: quell'odore di nicotina lo disgustava. Avrebbe voluto chiederle di andare a darsi una sciacquata alla bocca, ma si trattenne.
Cosa c' Juan, non ti tira oggi? sbott spingendolo via da s. No, scusa, non  quello...  tutta la faccenda che non mi piace! url Juan sferrando un pugno sul materasso. Non sopporto pi di vederti di nascosto, di sapere che lui pu chiederti come e quando vuole... e non sopporto pi che tu sappia sempre di fumo. Basta, non ce la faccio pi. Margarida scosse la testa, si alz e and a riprendere il reggiseno. Era decisamente una donna forte. Nei suoi 26 anni di vita ne aveva passate di tutti i colori, non poteva certo dire di essere stata fortunata. Due genitori di cui non ricordava niente, arrestati per spaccio di droga quando lei aveva appena due anni e uccisi a colpi di fucile tre mesi dopo la loro scarcerazione. Un regolamento di conti. Si dice che avessero nascosto i proventi di una grossa partita di cocaina nell'illusione di fuggire dal paese e goderseli altrove. Due fratelli maggiori caduti giovanissimi sotto le grinfie della mala locale e successivamente del Pcaro, che non si erano mai occupati di lei. Pablo, il maggiore dei due, il pi bastardo, contorto, spietato ed egoista. L'aveva violentata una prima volta dopo una nottata passata in prigione per essere stato trovato in possesso di una piccola dose di cocaina. Da allora mai una parola, un cenno di pentimento. E poi c'era Ignatio, il mediano, totalmente succube del fratello. In lui c'era del buono, ma non era mai riuscito a sganciarsi dallo spietato controllo di Pablo. L'unica volta che aveva osato prendere le difese della sorella e si era opposto alla relazione tra lei e il Pcaro, Pablo l'aveva riempito di botte. Riallacciato il reggiseno e riabbottonata la camicetta bianca, Margarida and a sedersi sulle ginocchia di Juan, che era rimasto a testa bassa, seduto sul bordo del letto.
Le faceva pena quel ragazzo sensibile e buono che si era innamorato di una come lei, cos compromessa e piena di guai. E poi, era proprio bello: le piaceva fare sesso con lui. Gli prese il volto tra le mani e prov una stretta al cuore nel notare una lacrima che rigava la sua guancia.
Juan, ascoltami. Oggi mi ha telefonato Ignatio, abbiamo parlato a lungo, anche se la linea era molto disturbata. Gli ho dovuto dire dell'orribile fine di Pablo, ha avuto una strana reazione, alla fine della telefonata mi sembrava di parlare con un Ignatio nuovo, diverso... Sai, credo che adesso che Pablo non c' pi, lui penser seriamente alla possibilit di cambiare vita. Mi ha promesso che al suo rientro mi aiuter. Quest'ultimo incarico gli frutter un sacco di soldi e appena Miguel lo pagher, avr sufficiente denaro per aiutarmi a fuggire dal Costa Rica e a rifarmi una vita. Ma  terrorizzato da quello che il Pcaro pu farci se scopre la nostra relazione e vuole che lo aggiorni spesso sui suoi comportamenti. Guard gli occhi di Juan per capire se le sue parole stavano producendo qualche effetto.
Cos' che non ti convince? Che quel bastardo abbia o meno il fegato di far fuori un suo uomo? O non ti convince il motivo per cui l'ha fatto segare a pezzi? Ma cosa ne sai te di cosa pu aver combinato Pablo, magari ha fatto degli sgarbi al Pcaro, o forse ha scoperto qualcosa che non doveva sapere e si  scavato la fossa da solo.
Margarida avrebbe voluto dirgli che due giorni dopo la scomparsa di Pablo, dopo una lunga notte di sesso, Miguel le aveva confidato di temere che la sua sparizione potesse essere opera dei fratelli Lozano, e che avrebbe fatto il possibile per trovare suo fratello. Ma tacque, non voleva dargli quel pretesto per un'altra scenata di gelosia. Tutto quello che desiderava era il ritorno di Ignatio e la loro fuga. Dove, non importava. Europa, Asia, Africa, ovunque, ma lontano dal Pcaro, dal Costa Rica, da quei posti che le avevano riservato solo dolore e umiliazione, che l'avevano fatta diventare sporca. Forse aveva ragione Juan quando le diceva che era meglio morire piuttosto che vivere eternamente soggiogata, sotto ricatto. Puoi anche avere ragione tu, la mia  solo una sensazione, per sento
che Pablo non  stato ucciso da Miguel, o per suo ordine.
Oh, certo! Lui quelle cose non le fa,  un gentiluomo, una persona tutta d'un pezzo, vero? sbrait Juan mettendosi le mani nei capelli. Fece tre passi veloci in direzione della porta, ma si ferm e si gir verso di lei. Aveva una gran voglia di far l'amore con lei, ma al contempo avrebbe voluto prenderla a schiaffi.
L'amava. Pens alla prima volta che l'aveva vista entrare alla pescheria, sottobraccio al Pcaro. Indossava dei jeans attillati che mettevano in evidenza le gambe non troppo lunghe ma ben modellate. Ricord che quando gli pass vicino, stava impilando delle cassette di pesce e lei, ovviamente, non lo degn di uno sguardo. Ritenne del tutto normale che una bella ragazza come quella non potesse minimamente sentirsi attratta da uno sfigato come lui, uno con le mani nel pesce dalla mattina alla sera. Ma in mezzo a quel tanfo, la scia di profumo che diffuse al suo passaggio lo stord. Chiuse gli occhi e annus a lungo, fino a riempirsi naso i polmoni di quell'effluvio di odori.
Immagin di avere la faccia tra le sue gambe. Quando riapr gli occhi, approfittando che il Pcaro si era messo a parlare con uno dei suoi uomini, lei si era voltata verso di lui con un sorriso che celava anche un rimprovero: sembrava che gli avesse letto nei pensieri. Inizi a sognare, a desiderare quella ragazza formosa dai capelli neri corvini e dagli occhi turchesi, e il desiderio si faceva tanto pi forte quanto pi realizzava quanto fosse insensato e pericoloso iniziare una relazione con una delle amanti del Pcaro. Poi, una mattina la incontr in un bar del porto. Fu lei ad avvicinarsi e a prendere l'iniziativa. La sera stessa fecero l'amore nella capanna di Feliciano, suo amico d'infanzia, situata sulle colline, isolata e ben protetta da occhi indiscreti. Torn verso di lei e si inginocchi prendendole le mani.
Margarida, amore mio, quanto sei ingenua. Riuscire a farla al Pcaro non  cosa facile, neppure per uno scaltro come tuo fratello disse scuotendo la testa.
Dobbiamo essere ancora pi cauti di prima. Per giuro che se tuo fratello ci prende per il culo uccido prima lui e poi il Pcaro aggiunse facendo il gesto di sparare con le dita.
Bello il mio Charles Bronson, il mio giustiziere della notte! rise lei cercando di alleviare l'angoscia che stava attanagliando entrambi. Poi, si sbotton di nuovo la camicetta e gli mise le braccia intorno al collo. Dopo avergli messo la lingua in bocca gli sussurr all'orecchio qualcosa che sembr avere un effetto immediato su Juan, il quale si sbotton rapidamente la patta dei jeans e concluse ci che aveva stupidamente abbandonato una decina di minuti prima.
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Teahupo'o, Tahiti - Polinesia Francese 7 maggio.
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La pilotina che ospitava i team rider della Big Aloha era gremita di persone e Moana fu costretto a chiedere a due fotografi di spostarsi su un'altra delle decine di piroghe e di poti marara (Barche da pesca) che affollavano lo spot. L'unico modo di assistere alla gara era piazzarsi con un qualsiasi mezzo galleggiante nel canale Hava'e dove, a causa dell'alto fondale, le onde morivano dopo avere scaricato sul reef tonnellate di energia, provocando una spettacolare esplosione d'acqua. La potente, solida swell, stabile, seconde i giudici, sui 12 piedi con occasionali set di oltre 15, rendeva per molto impegnativo controllare le imbarcazioni e solo i piloti pi esperti avevano deciso di uscire. Un guasto al motore o un errore di valutazione poteva costare la vita a tutti i passeggeri. C'era dunque meno affollamento del solito, anche a causa della giornata nuvolosa che aveva scoraggiato molti local che in genere assistevano alla gara su piroghe, canoe, canotti SUP e altri bizzarri mezzi galleggianti.
Andrea Del Bono era seduto a prua e osservava attentamente ogni onda che si srotolava velocissima sul reef, mentre l'amico John Patton alle sue spalle, gli stava suggerendo alcuni consigli. Nonostante la distanza di sicurezza che il pilota manteneva, le onde pi grandi davano l'impressioni di poterli raggiungere e travolgere. Il vento soffiava quasi parallelo alle onde, nebulizzava le creste e gettava secchiate d'acqua sugli occupanti delle barche nel canale, con grande irritazione dei fotografi e cameraman che temevano per le loro costose attrezzature. Moana sedeva accanto al pilota sulla torretta di comando e da una buona mezz'ora non apriva bocca. Non era l'unico. La tensione era ben visibile sui volti degli atleti ancora in gara e su quelli dei loro coach. Non aveva mai visto Teahupo'o in quelle condizioni, almeno non durante un contest, e si chiedeva se non fosse stato il caso di rimandare il quarto round. Andrea gir la testa verso il coach e cerc un cenno rassicurante da parte del tahitiano che non esit a sorridergli e a scuotere i pugni davanti al petto, come a incitarlo a prendere il toro per le corna.
Tra i due si era ormai creato un rapporto che trascendeva da quello, sia pure molto forte e sincero, che generalmente si instaura tra coach e atleta. Ai lunghi soggiorni a Tahiti e alle mille esperienze condivise nei continui viaggi effettuati in ogni angolo del pianeta, si aggiungeva quella inspiegabile e meravigliosa connessione mentale alimentata dalle sedute di meditazione delle quali, fin dall'inizio, Andrea non aveva potuto fare a meno. Non gli importava se si trattasse realmente di energia cosmica o di altre diavolerie. Funzionava. E ormai non solo lui e gli atleti della Big Aloha, ma anche membri di altri team ricorrevano sempre pi spesso alle mani di Moana per riprendersi in fretta da un trauma fisico o per caricarsi alla vigilia di una gara.
Moana scese dalla scaletta e si avvicin ad Andrea, che dopo poco pi di mezz'ora sarebbe entrato in acqua per una delle pi impegnative beat della sua carriera, sia per la difficolt dell'onda pi difficile del circuito, sia per lo straordinario avversario che si sarebbe trovato di fronte: Kevin Stewart, il pi grande surfista vivente. Con un colpetto d'anca spost John e prese il suo posto alle spalle di Andrea. Mise le sue mani sui muscoli del trapezio. Contratti. Il surfista viareggino si era accorto che le mani erano quelle di Moana e senza distrarre lo sguardo dal punto in cui
due surfisti in acqua stavano aspettando la prossima serie, sent gradualmente la tensione nelle spalle allentarsi.
Sono rigido come un baccal disse infine.
Lo sento. Sei spaventato e ci  comprensibile, ma devi riuscire a entrare in acqua in stato di tappo di sughero ribatt Moana. Era una delle tante metafore usate dal coach tahitiano per rendere semplice alcuni concetti fondamentali della filosofia e cultura tahuna. Non importa quanto potente sia la furia dell'oceano, il leggero tappo di sughero, galleggia, dondola tra le onde. Non lotta, ma aspetta che la furia delle schiume si disperda sul fondale e poi, blob, riemerge. Sempre, immancabilmente. Lo far fino a quando il mare non si placher. Tu farai la stessa cosa, entrerai in acqua e ti farai tappo di sughero. L'onda pu anche catturarti, ma mentre lei disperder tutta la sua energia sul reef nell'arco di pochi secondi, tu riemergerai con la stessa forza che avevi prima della caduta, pronto a remare sulla schiena di un'altra bestia. Andrea sapeva bene che non era solo una questione di fiato.
Il pericolo non era solo quello di affogare, ma di ferirsi nell'impatto col fondale, di rimanervi incastrato e morire l, infilzato nel corallo. Era uno dei suoi incubi pi frequenti, uno di quelli che lo facevano svegliare con un sobbalzo, sudato e spaventato. Lui sul fondale, i piedi bloccati dal leash avvoltasi a una roccia e il busto incastrato nel corallo tagliente, le scie delle moto d'acqua che passano ma non lo trovano.
Nonostante ci, le parole e l'energia di Moana, stavano facendo il loro effetto. Si sentiva gi pi calmo, pi carico. Gli spruzzi dell'ennesima cresta polverizzata dal vento lo costrinse a chiudere gli occhi. Si ud chiaramente un potente "fuckin hell", probabilmente lanciato da uno dei tanti fotografi preoccupato per l'incolumit della propria camera. Del Bono guard l'orologio: tra 15 minuti sarebbe salito sulla moto d'acqua che lo avrebbe portato velocemente sulla line-up dell'onda pi micidiale del circuito. Moana aveva precedentemente ritirato dal beach marshall la pettorina color giallo e gliela porse.
Mi raccomando, non aver fretta. Lascia che Kevin prenda la prima onda, non ti preoccupare di lasciargliene una grossa, oggi sono tutte grosse. Cerca di guardare e ascoltare i segni, usa il tuo istinto, sono certo che ne arriver una enorme che sembrer chiudere su tutto il fronte. Se sali nel punto giusto, non troppo interno, e avrai mantenuto la priorit, avrai l'occasione di fare un tube-ride profondissimo.  l'unica maniera di battere Kevin, su questo tipo di onda. Andrea sorrise scuotendo la testa.
Ma non mi dire! Guarda che stasera Serena mi rivuole vedere tutto intero! Ci arrivo anch'io a capire che se m'infilo dentro a uno di quei tritacarne e ne esco vivo prendo un punteggio dal nove in su, ma rischio anche di non rivedere pi la luce del sole. Hai capito, il grande coach.... Moana lo guard male, ma sapeva che Andrea avrebbe fatto la cosa giusta, o almeno che ci avrebbe provato. Era fatto cos e a lui piaceva com'era fatto: brontolone, contestatore, irascibile ma alla fine, dopo aver sputato fuoco e fiamme e aver imprecato contro il mondo intero, prendeva sempre la decisione migliore. Esattamente il contrario di quello che, sin dalle prime sedute di meditazione, aveva cercato di trasmettergli: calma, controllo, introspezione. Ma non era stato affatto un lavoro inutile, tutt'altro. A differenza di lui, che aveva ereditato dalla madre il dono della sensitivit, ma che non riusciva a utilizzarlo in maniera pratica, Andrea sapeva come mettere a frutto la pi piccola percezione. Se Moana gli rivelava una visione o un sogno premonitore, Andrea sapeva dargli una lettura, trovare un aggancio con la vita reale. A volte invidiava l'intuito, la logica e la concretezza del viareggino, capace di intestardirsi su un obiettivo, su una meta, mentre lui era fin troppo riflessivo, accomodante, e quasi fatalista. Ironia della sorte, proprio uno come lui, che sapeva accettare quello che di peggio la vita pu offrire, insegnava ai ragazzi del team come tenere alto il desiderio di vittorie, traguardi, successi.
Comunque, riguardo ad Andrea, di una cosa era assolutamente certo: dopo anni di meditazione fatta insieme, egli aveva assorbito un po' delle sue doti sensitive e alcune volte si erano verificati degli episodi che l'avevano lasciato esterrefatto, come poco prima quando Andrea gli aveva raccontato il sogno, praticamente identico al sogno che aveva fatto anche lui. La heat stava finendo e lo speaker comunic che i concorrenti di quella successiva potevano salire sulle moto d'acqua e farsi portare sulla line-up. Andrea mise sottobraccio l'ultima tavola che Alex Moss gli aveva shapato poco prima della tragica fine, la stessa con la quale aveva disputato una strepitosa heat all'ultima edizione del Pipe Masters, solo cinque mesi prima. Era una round pin-tail 6'3" dai bordi rossi. Non l'aveva pi surfata da quella gara sulla North Shore hawaiana, quando tutto era cambiato, grazie a quel gioiello, alla "magic board" sulla quale si sentiva invincibile Quel giorno a Pipeline, la sua carriera era cambiata in un lampo.
La brutta fama che lo accompagnava da sempre, quella di un buon surfista su onde piccole, ma un coniglietto su onde serie, era stata spazzata via per sempre grazie alle due perfette surfate che gli erano valse due punteggi stratosferici. Era grazie a Alex, a quell'ultima tavola nella quale lo shaker australiano aveva riversato non solo tutta la sua esperienza ma, ne era certo, anche tutto il suo affetto verso il suo team rider preferito. Osserv per un istante quella finitura grezza, dovuta all'utilizzo ancora non perfetto della rivoluzionaria resina eco-compatibile che Alex aveva scoperto. Immancabilmente gli sal un groppo in gola ricordando l'amico scomparso e le vicende seguite dopo la sua morte. Fece un profondo respiro e sal sulla moto d'acqua. Si gir verso la pilotina rossa sulla quale c'era Serena con i familiari di John Patton e Terence Bridge, ma non riusc a individuarla. Meglio cos, pens, non voleva perdere la concentrazione. La moto rallent a una trentina di metri dal punto in cui i due surfisti della heat in corso stavano aspettando quella che molto probabilmente sarebbe stata l'ultima serie della batteria. In fatti, poco dopo, lo speaker annunci che mancavano 90 secondi alla fine. Una grossa serie si stava avvicinando quando Andrea vide Dion Richards, il giovane talento californiano da poco entrato nel team della Deeper Tube, remare veloce verso l'inside per prendere la prima onda di quell'ultima serie.
Il disco rosso, dello stesso colore della lycra indossato da Richards, posto sulla torretta dei giudici, segnalava la priorit a suo favore. L'altro surfista in lycra gialla si ferm per lasciar partire il californiano. Non lo fare! pens Del Bono che aveva percepito la difficolt di un late take-off su una parete ormai cos verticale. Ma era tardi per tirarsi indietro. Dion Richards rem con quanta forza gli era rimasta, ma appena i suoi piedi atterrarono all'unisono sulla tavola, lo spesso labbro liquido lo inglob e lo sbatt con una furia devastante sul reef. Si cap subito la gravit della situazione.
Go, go! url al pilota della moto d'acqua lanciandosi in acqua. Anche quella che aveva trasportato Kevin Stewart sfrecci in soccorso del giovane americano. Nell'inferno, nel ribollio d'acqua i due piloti non riuscirono a individuare Richards e dovettero fuggire verso il canale per evitare di essere travolti dalle ondate successive. Poi, mezza tavola spunt dalle schiume, punta verso il cielo: il temutissimo tomb-stone. Ci accade quando un surfista cade e, lui o il laccetto, rimangono incastrati sul fondale. La spinta di galleggiamento della tavola fa s che solo la punta emerga dalla superficie dell'acqua. L sotto, sotto quella pietra tombale, c' spesso un surfista che sta lottando per la sua vita. Grida concitate si sollevarono da ogni imbarcazione, segnalando ai piloti il punto in cui la tavola sbucava per quasi met della sua lunghezza dalle spesse schiume.
Rapidamente i piloti raggiunsero il luogo esatto e si tuffarono coraggiosamente in soccorso di Dion Richards, mentre le loro moto d'acqua furono scaraventate sul reef quasi asciutto dove era piazzata la torretta dei giudici di gara. Altri due piloti erano in trepidante attesa di vedere riemergere i tre. I secondi sembravano minuti. Sulle barche c'era ora un silenzio assoluto, angoscioso. Alcuni avevano le mani tra i capelli. Finalmente, riemersero. I due piloti cercavano di tenere la testa di Richards, privo di sensi, fuori dall'acqua, ma l'importante era non farselo portare via dalle potenti schiumate, spesse oltre un metro e mezzo. La prima moto d'acqua, sfrecci a tutto gas sul reef e il lifeguard seduto dietro al pilota fu abilissimo a prendere il corpo inanimato del californiano e a piazzarlo sulla
barella galleggiante dietro la moto. Era impossibile iniziare a prestare soccorso in quelle condizioni, ma una manciata di secondi dopo la moto era gi nel canale, accanto a una pilotina dove altri lifeguard iniziarono immediatamente le procedure di rianimazione. Kevin Stewart rem verso Del Bono.
Ha avuto le palle di tentarla, ma su onde cos, partire in ritardo  davvero rischioso disse il pluri-campione del mondo.
Andrea si ricord che a Kevin piaceva fare dei giochetti psicologici coi suoi avversari, prima o durante la competizione e si limit ad annuire con la testa. Finalmente, uno dei life-guard chini su Dion Richards fece un cenno col pollice in su verso la torretta dei giudici e degli ufficiali di gara e si alzarono grida e applausi di gioia: Dion aveva ripreso conoscenza. Lo speaker comunic che tra un minuto sarebbe iniziata la heat.
Come sua abitudine, Stewart rem velocemente per andare a conquistare la posizione pi interna che gli avrebbe garantito la precedenza della prima onda e Del Bono lo lasci fare. Non pass un minuto che una grossa serie si deline all'orizzonte. Andrea rem rapidamente verso l'avversario, non tanto per cercare di contendergli la prima onda, quanto per spingerlo pi inside e costringerlo a un take-off critico. L'esperto asso americano lasci passare la prima onda, poi la seconda e si lanci sulla terza, di sicuro non una delle pi grandi, ma che sembrava offrire un tube-ride fattibile.
una decina di secondi dopo, gli applausi e le urla sulle barche confermarono che Stewart aveva concluso con successo la corsa, come da regolamento la priorit era adesso passata al viareggino, che poteva scegliere su quale onda partire, obbligando di fatto il suo avversario a non partire sulla stessa onda anche qualora si fosse trovato pi interno rispetto al senso di svolgimento dell'onda. Rem una cinquantina di metri pi a largo rispetto al punto dove la precedente serie di onde aveva cominciato a frangere. Voleva prenderne una grande, una bella cicciona, come diceva il suo amico Massello, che amava paragonare la dimensione e la forma delle onde ai fondoschiena femminili. Una bella onda grossa, larga, nella quale infilarsi dentro e starci il pi a lungo possibile diceva Massello. Quest'ultimo e Pennello erano i suoi amici d'infanzia, quelli coi quali aveva fatto i primi surf-trip in Italia e in Europa, quelli con cui andava a surfare ogni volta che tornava nella sua amata Versilia. Gli mancavano... La voce del portoghese Nando, lo speaker ufficiale del tour, annunci il punteggio ottenuto da Kevin Stewart sulla prima onda: 8,2.
Un minuto dopo il forte avversario era di nuovo sulla line-up, pronto a contendergli le prossime onde. Un altro set si stava avvicinando. Anche questa volta Del Bono decise di non partire e di nuovo fu Stewart, posizionato pi vicino al canale sulla destra dello spot, a prendere l'onda. Qualcosa per, non and nel verso giusto perch Del Bono vide la sua tavola galleggiare sulla schiuma. Kevin doveva essere caduto e la forza del lip aveva spezzato il laccio. Con sollievo, vide una moto d'acqua andare incontro al campione, che remava a braccia verso la salvezza delle acque profonde del canale. Il caddy di Stewart si era gi tuffato con la tavola di riserva e stava remando verso Kevin. Appena presa la nuova tavola, il campione applic il laccio alla caviglia e spicc una remata verso Andrea. Anche il successivo set non persuase il surfista viareggino a scegliere un'onda su cui partire, ma questa volta anche il suo avversario decise di attendere una serie pi grande.
La guerra dei nervi era nella sua fase decisiva. Se avesse preso un'onda senza ottenere un punteggio alto, la priorit sarebbe passata a Stewart e le cose si sarebbero messe male. Decise di non guardare l'orologio per vedere quanti minuti di gara restavano, si sarebbe innervosito, ma a occhio e croce erano passati almeno 12/15 minuti. Ne rimanevano altrettanti, e non aveva ancora un punteggio valido.
Pass un altro set. Altra onda presa da Stewart, altro punteggio alto, di 7,8. Lo speaker comment che il surfista in lycra gialla, Andrea, necessitava ora di una combinazione di due onde per ottenere un punteggio totale di 16,01. Dato che il massimo punteggio  10,0, se anche avesse preso un perfect ten gli restava da prendere una seconda onda da 6,01. Oppure una combinazione di due onde che gli permettesse di superare il punteggio dell'avversario, come un 8,0 e un 8,2: facile a dirsi, difficilissimo a farsi, soprattutto contro un volpone come Kevin. Guard in direzione della pilotina della Big Aloha. Moana era sulla torretta, calmo come sempre. Improvvisamente, sent dei fischi. John e Terence si stavano sbracciando per segnalargli l'arrivo di una grossa serie di onde. Anche Kevin se ne accorse e inizi a remare come un dannato per metterlo sotto pressione. Cap che quella era l'onda che avrebbe potuto cambiare il verso della heat, quella che Moana gli aveva detto di attendere. La priorit era sua, doveva ignorare i movimenti dell'esperto avversario e concentrarsi solo a posizionarsi nel punto migliore per il take-off. L'onda si avvicin rapidamente e quando trov lo zoccolo corallino la grossa, tonda gobba si trasform in una parete verticale e inizi a succhiare acqua dal fondale e accumularla nella parte alta. Per un attimo pens di lasciarla: aveva tutto l'aspetto di essere una huatau (L'onda che si infrange violentemente sulla scogliera).
Troppo grande, troppo ripida, che Stewart smise di remare sgran gli occhi davanti a quel mostro liquido che stava aprendo le fauci sulle loro teste, curioso di vedere se Del Buono, in possesso della priorit, avrebbe davvero cercato di cavalcarla, incredibile quanto veloci, frammentati pensieri sfrecciano nel cervello in quei secondi in cui stai per prendere una decisione che pu letteralmente cambiare, o addirittura spegnere, la tua vita pens Andrea. In centesimi di secondo passarono nella sua mente pensieri, volti, luoghi. Pap Alessandro e la mamma. Moana e Alex, Pennello e Massello, Viareggio e la Versilia. Si sent risucchiare verso l'alto. Non c'era pi tempo per pensieri e ripensamenti. Dette le ultime due potenti bracciate poi salt in piedi sulla tavola. Sotto di s, lo sapeva, il reef era quasi coperto, perci si concentr su un punto circa 20 metri avanti, lungo la traiettoria da seguire, sperando che la sua magic board riuscisse a tenere la caduta nel vuoto e il seguente bottom tum (Prima, fondamentale curva alla base dell'onda). Non riusc a evitare di chiudere gli occhi per un attimo, nel momento cruciale in cui la tavola riprese contatto con la parete liquida. Riapr gli occhi sapendo che il lending era riuscito, ma ci che gli si present davanti era peggio del peggior incubo.
Era dentro la pi grande, spessa, orribile caverna liquida che avesse mai affrontato, profondamente, troppo profondamente intubato. L'uscita, e la salvezza stavano sfilando via, sempre pi avanti. Cap che doveva prepararsi al peggio, a penetrare il cavo dell'onda prima che essa si abbattesse su di lui. Ma la velocit e la forza dell'onda erano troppo grandi per riuscire a penetrarla e fece l'unica cosa da fare: andare avanti, sperare che cadendo pi tardi possibile dentro al cavo, non venisse aspirato e sbattuto sul fondale. Preg e prese una lunga boccata d'aria. Vide formarsi la temuta foam-ball, la palla di schiuma dentro il cavo dell'onda che, essendo formata da acqua e aria, rende impossibile il lavoro delle pinne provocando la perdita di tenuta e di direzione della tavola.
Dette un ultimo sguardo pi avanti dove vide l'uscita del tube, cercando di dirigere la punta della tavola in quella direzione e chiuse gli occhi, guidando alla cieca, aspettando l'inevitabile centrifuga. Fu in quel preciso attimo che si verific il miracolo. L'aria intrappolata e compressa dentro all'onda che si avvolge su se stessa, cerca una via di sfogo, quella che coincide con la via cercata da chi la sta cavalcando. Essa si trasforma cos in una poderosa ventata che, come un proiettile nella canna del fucile, permette al surfista di recuperare metri preziosi verso l'uscita dal tubo, che avviene con una spettacolare sventagliata d'aria e acqua E un fenomeno che si crea spesso in spot come Teahupo'o o Pipeline o dovunque l'onda formi tubi che tengono l'aria intrappolata. Andrea aveva visto questi "spari" anche in Italia a Varazze, Levanto, Mesa Longi e qualche volta anche al pontile di Forte dei Marmi, ma niente a che vedere con la potenza della cannonata appena ricevuta che lo aveva quasi sbalzato dalla tavola. Era fuori! Ud un tripudio di urla, fischi, applausi. Lasci l'onda e quasi and a sbattere su una moto d'acqua al limite del canale, pronta a soccorrerlo se fosse caduto.
Il pilota, Wonga, un famoso big-wave rider locale, alz il pollice. Hai appena preso il miglior tube del giorno. Sicuro. Ci gioco le palle che  un 10,0! gli disse con un sorriso.
Non ci credeva ancora di essere uscito da quell'incubo e si rese conto che : stava piangendo. Era accaduto anche a Laird Hamilton nel 2000 quando prese una delle onde pi fotografate del nuovo millennio. Ora capiva perch. Era un misto di gioia, sollievo e... non sapeva dirlo. Sal sulla slitta della moto d'acqua guidata da Wonga che sfrecci verso il picco. Non vedeva Kevin Stewart. Un paio di secondi dopo un secondo boato provenne dalle barche. Si gir verso il canale e vide il rivale passare sulla spalla dell'onda. Aveva preso la seconda o terza onda della serie. Non era facile darsi un punteggio, ma era certo che la sua prestazione era nella fascia dell'eccellenza, ovvero da 8,0 a 10,0 punti. Salt gi dalla moto d'acqua e rem velocemente verso il punto dove aveva preso l'onda precedente. Dato che Kevin aveva preso l'onda prima di lui, la priorit era di nuovo a suo favore. Trenta secondi dopo fu raggiunto dall'americano. Non so come hai fatto a tenere quel take-off, Andrea. Questa volta non se la sent di tacere, gli sembrava un complimento troppo grosso, detto da uno che aveva fatto la storia del surf prendendo due 10,0 nella stessa heat, proprio l, a Teahupo'o. Non lo so neppure io, ma posso dirti che sto ancora tremando rispose facendogli vedere le mani.
I due attendevano trepidanti la voce di Nando che da l a poco avrebbe comunicato lo score ottenuto dai due concorrenti. Era importante per Del Bono sapere se Stewart era riuscito a migliorare il punteggio di una delle due migliori onde da lui surfate, o no. Evidentemente, i giudici stavano paragonando le due ultime onde, per assegnare i punteggi corretti. Restavano pochi minuti alla fine della heat e ancora Andrea non sapeva quanto aveva preso sull'unica onda finora surfata. Fortunatamente, nessun'altro set era arrivato e la priorit era sempre sua. Signore e signori, sono lieto di annunciarvi il primo perfect-ten di questa edizione del Big Aloha Pro Tahiti, ottenuto dal concorrente in lycra gialla, l'italiano Andrea Del Bono disse Nando. Il surfista in lycra rossa, Kevin Stewart, sulla sua ultima onda ha ottenuto un 7,0, per cui la situazione non cambia. Stewart resta al comando con un totale di 16,0 punti. Il surfista in lycra gialla ha bisogno ora di un'onda di 6,01 per passare in testa. Mancano tre minuti e 40 secondi alla fine di questa appassionante heat.
Ora s che me la posso giocare, pens Andrea.  l'occasione della mia vita. Eliminare Kevin qui a Teahupo'o'o  meglio di una vittoria e mi manca solo un'altra onda, un'onda banale.
I secondi passavano e non si vedeva niente di grosso all'orizzonte. Tuttavia, ora il surfista viareggino non era costretto ad attendere un'altra onda come quella di prima. Doveva gestire i pochi minuti rimasti cercando di usare la priorit per non far prendere all'esperto Stewart un'altra onda che migliorasse il suo punteggio. Consapevole del rischio di eliminazione che stava correndo, il campione super Andrea e and molto pi interno, deciso a rischiare il tutto per tutto. Mancavano meno di due minuti alla fine della batteria. Kevin prov a remare su un'onda, ma era troppo fuori e non riusc a prenderla. Si spost freneticamente di nuovo verso il canale, lasciando Andrea in precedenza rispetto al picco. Del Bono realizz che stava rischiando di non prendere quella fottuta seconda onda, ma non poteva lasciare tempo a Kevin di replicare, cos decise di contare fino a 50 e poi prendere qualsiasi onda fosse arrivata che avesse un potenziale da punteggio medio-alto. Arriv a contare fino a 30 e stava iniziando ad avvicinarsi al reef quando vide muoversi qualcosa fuori. Eccolo! Un big set. Stewart se ne accorse e and incontro alla grossa serie. Sapeva che qualsiasi onda avesse preso, l'avversario, in possesso della priorit, l'avrebbe bloccato. Del Bono doveva attendere le mosse del campione.
Probabilmente, remer su una delle prime per farmi partire, e poi si butter su l'ultima della serie, fregandomi, pens Andrea. La prima onda, grande quasi quanto quella che aveva fruttato il dieci a Del Bono, pass senza che nessuno dei due la prendesse. Sulla seconda per, Kevin inizi a remare. Del Bono non aveva scelta. Se avesse esitato, Kevin sarebbe partito. Ma qualcosa dentro gli disse di non farlo, cos inizi a remare fuori per prendere l'ultima onda della
serie. L'americano non poteva credere all'ingenuit fatta dall'italiano e non esit un attimo. Rem deciso e si butt dentro quella che sembrava una perfetta sinistra tubante. Sembrava una copia dell'onda presa da Andrea, una gigantesca bocca che inghiotte e poi sputa fuori un boccone indigesto. Andrea si rese conto dalle solite acclamazioni sulle barche, che aveva fatto una bella cazzata lasciando quell'onda a Kevin. Ma c'era ancora l'ultima onda del set, proprio sopra di lui.
La prese e la surf fino in fondo, ma cap che non era paragonabile alla precedente, quella era un gioiello irripetibile. Probabilmente non ne avrebbe pi surfata una cos nel resto della sua vita. Tuttavia, quando si trov a fine corsa nel canale, tutta la gente sulla pilotina della Big Aloha festeggiava... Possibile?! Ce l'aveva fatta? Dipendeva dal punteggio che i giudici avrebbero dato alle ultime due onde che entrambi avevano catturato allo scadere del tempo. Sal sulla barca, rilassato. Serena stava arrivando a bordo di una moto d'acqua, sorridente. John, che ne dici, come sono andato? chiese al compagno di team, che era anche il suo surfista preferito.
Oh man! Hai fatto ridere: avevi Kevin in pugno e sei stato l ad aspettare un'altra bestia. Volevi un altro dieci?.
Gli croll il mondo addosso. Pazienza che non avesse passato il turno, ma credeva di aver mostrato di avere coglioni e contro-coglioni su quell'onda, invece...
Vabb, John, non ho preso un altro dieci, ma almeno io sono arrivato fino ai quarti di finale, mentre te sei uscito al terzo round, farei meno il gasato se fossi in te! rispose irritato Andrea che non gli andava gi di aver tirato alle ortiche una qualificazione con un dieci e un... Gi! La giuria non aveva ancora detto quanto aveva preso sulla sua seconda onda. In quel mentre Serena sal sulla pilotina e and a baciarlo forte sulla bocca.
Sei stato un drago, l'hai distrutto! gli disse mordendogli il lobo dell'orecchio, cosa che eccitava Andrea. Ma esager un po' nella stretta. Ahi, madonna bna, fai pianino, sei la solita esagerata! sbrait lui. E poi, cosa cavolo dici! John mi ha appena dato del pollo!. Serena strizz un occhio a John che ricambi, come dire, stando al gioco. Ma che dai retta a lui?  geloso perch hai fatto una heat da paura. Per me gli hai dato almeno due punti, al campione rise lei. Come di abitudine, il taciturno tahitiano osservava i suoi ragazzi, silenzioso. E tu, cosa dici Moana? domand Andrea. Il coach allarg le braccia e poi indic la torretta dei giudici.
Cosa importa ci che penso io?  il parere di quei signori lass quello che conta. Hai fatto una gara perfetta, e anche se tu non dovessi passare i turno, puoi andare fiero di quell'onda.
Finalmente, Nando fece sentire la sua voce e il silenzio cal di colpo. Scusate per il ritardo, ma gli ultimi due concorrenti hanno reso dura la vita ai giudici. Ecco il verdetto. Il surfista in lycra rossa, l'americano Kevin Stewart, ha preso nella sua seconda onda un 9,10 che sommata i al 8,20 ottenuto sulla prima ci d un totale di 17,30. Il surfista in lycra gialla, l'italiano Andrea Del Bono, ha ottenuto nella sua seconda onda un punteggio di 7,50 che sommato al "perfect-ten" preso con la sua prima onda da un totale di 17,50 punti. Seppure di 0,20 punti, l'italiano Andrea Del Bono batte la leggenda del surf mondiale Kevin Stewart e passa ai quarti di finale.
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Puntarenas - Costa Rica 7 maggio.
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Spegnendo il sigaro nel posacenere posto davanti alla donna, il commissario Jorge Martinez ne approfitt per lanciare una breve quanto intensa sbirciata al seno prosperoso e abbronzato. Margarida Gallego stava seduta di fronte alla sua scrivania e indossava uno dei suoi vestiti attillati e dalle audaci scollature. Con un misto di orgoglio e di auto commiserazione, pens che da quando sua moglie era morta, due anni prima, non aveva avuto altre donne. Pi volte si era domandato, senza trovare risposta, come mai non avesse pi sentito il bisogno di consumare un rapporto sessuale, neppure con una prostituta. Nei quasi trent'anni di matrimonio aveva avuto le sue storie e le sue scappatelle, ma da quando la sua Amanda non c'era pi, il desiderio sessuale era sparito. Era ingrassato, si era buttato su cibo e fumo. E lavoro, molto, troppo lavoro. Si sedette comodamente sulla sedia e fiss la bella signora con occhi severi. Bella era bella, non c'erano dubbi, ma c'era qualcosa che non gli piaceva, che lo turbava. I suoi uomini gli avevano consegnato un primo, dettagliato rapporto sulle indagini svolte intorno alla figura di Miguel Diaz detto il Pcaro e all'interno della sua azienda di pesca. Essere una delle donne del Pcaro richiedeva una certa scaltrezza e da quanto era emerso, Margarida Gallego ne aveva da vendere. Lei non sembrava affatto a disagio, anzi sembrava aver imparato dal Pcaro a mettere su quella
falsa espressione tra il divertito e l'infastidito. Insomma, gli stava proprio sulle palle, non fosse altro perch una donna giovane e bella come lei si concedeva a quel tipo spregiudicato e arrogante.
Signorina Gallego, si  chiesta perch l'ho convocata di nuovo qui nel mio ufficio? No? Glielo dico io: per darle una seconda chance di dirmi tutto quello che sa. Se ha qualcosa da dire le consiglio di farlo adesso, senza farmi perdere altro tempo disse il commissario. Come da copione, lei sgran i grandi occhi turchesi. No, commissario, non credo di avere niente da dirle. Speravo al contrario di avere notizie sull'assassinio di mio fratello Pablo. Spiacente di deluderla, nessuna novit. A proposito di fratelli, l'altra volta non mi ha detto tutto riguardo all'altro fratello, Ignatio. Vuole dirmelo adesso?.
Cosa vuol sapere di preciso, commissario? Le ho gi detto che lui e Pablo sono, erano due degli uomini di fiducia di Miguel Diaz e che ora Ignatio si trova fuori per delle trattative con degli importanti clienti della Miguel Fish Esportation.
Il cellulare di Margarida, nella sua borsetta, emise un suono. Lo prese e guard chi la stava chiamando. Era un SMS di Juan. Al solito posto tra un'ora, ok? Elimin il messaggio.
Martinez ne approfitt per allentare di tre buchi la cintola dei pantaloni. Ho interrogato alcuni dipendenti del Pcaro e sono emerse molte cose interessanti che vorrei verificare con lei. L'avverto signorina Gallego, questa volta mi aspetto la sua piena collaborazione e che mi dica tutto quello che sa. Le chiedo per di partire dai suoi fratelli, me li descriva. Fisicamente? chiese stupita Margarida. Anche.
Beh, l'unica somiglianza tra i due  quella fisica, che  notevole. Da piccoli venivano spesso scambiati per gemelli, poi crescendo hanno cambiato alcuni tratti, per esempio Ignatio  un poco pi alto di Pablo, che  sempre stato un pochino pi grasso. Ma in certi periodi si assomigliavano talmente che a volte li confondevo pure io. Per il resto, sono molto differenti. Ignatio avrebbe un'indole buona. Sono certa che se fosse cresciuto in una famiglia normale sarebbe stato un ottimo ragazzo, serio e affidabile. Pablo, invece, un bastardo vero. Falso, ruffiano, violento. Ma forse mi sbaglio, forse anche lui, cresciuto in una famiglia dove madre e padre si fossero presi cura di lui, sarebbe stato un buon diavolo, chiss disse con un velo di tristezza negli occhi, forse pensando a quanto diversa sarebbe stata anche la sua vita, con una famiglia alle spalle.
Mi dica la verit, a lei non  dispiaciuta troppo la fine di Pablo? O mi sbaglio?.
Margarida non rispose, ma gli occhi e il sorriso malizioso con cui guard Martinez parlarono per lei.
Sembra che tra i suoi fratelli non corresse buon sangue. Conferma?, Margarida strinse le labbra e volt la testa di lato, soffermandosi alcuni secondi su un quadro appeso alla parete che raffigurava una scena di pesca in alto mare.
Posso fumare una sigaretta, commissario? chiese.
Ma vai a cagare, ho appena spento il mio sigaro per rispetto, pens Martinez.
Prego, prego, faccia pure.
Vedendola accendere la sigaretta, gli venne voglia di riprendere il mezzo sigaro nell'incasinato cassetto della scrivania, ma decise di farlo alla fine dell'interrogatorio.
Vede, commissario, sono certa che Pablo soffrisse di gelosia per la crescente fiducia che Miguel riponeva in Ignatio. Non accettava che il Pcaro preferisse il fratello minore, da sempre schiacciato, dominato, e questo lo rendeva molto nervoso e aggressivo. Per le ripeto che Ignatio non sarebbe mai stato capace di fargli del male, e se sospetta di lui, le dico che  sulla strada sbagliata.
Margarida picchiett con l'indice sulla sigaretta per far cadere la cenere dalla punta della sigaretta e inspir una lunga boccata di fumo che trattenne per un periodo che al commissario sembr esagerato. Non faccio fatica a confessarle che se ho avuto un aiuto o una parola buona, quelli sono venuti da Ignatio, lui  fatto di un'altra pasta, non mi ha mai messo un dito addosso.
Cosa che invece Pablo ha fatto ripetutamente, vero? chiese con sguardo severo Martinez.
Senza dire una parola, la donna si alz e, dando la schiena al commissario, si tolse la spessa cintura di pelle che aveva in vita. Poi port le mani dietro la schiena e fece scorrere in basso la cerniera, scoprendosi fino alle natiche. Il segno di una bruciatura lunga circa 20 centimetri attraversava la schiena due dita sopra l'osso sacro.
Questo me l'ha fatto la notte del mio sedicesimo compleanno. Avevo conosciuto da poco un ragazzo di cui mi ero innamorata, la mia prima vera storia d'amore. Era la nostra prima uscita e confidando nel barbecue che i miei fratelli avevano organizzato con gli amici, avevo ritardato una mezz'ora, rincasando a mezzanotte e mezzo invece che a mezzanotte in punto, come avevo promesso. Pablo aveva bevuto, tanto. Quando entrai nel prato dietro casa stava attizzando il fuoco con un ferro. Mi sorrise e pensai che me la sarei cavata con una sgridata. Mi chiam, mi porse la guancia invitandomi a baciarlo. Appena mi avvicinai mi torse un braccio dietro la schiena, spingendomi a terra. I loro amici abbozzarono una protesta, ma Pablo gli punt il ferro contro. Senza dire una parola, mi colp, tenendo il ferro arroventato pressato sulla pelle. Svenni dal dolore. Mi ha voluto marchiare a vita. Alcuni mesi dopo mi confess che aveva voluto che chiunque mi avesse presa da dietro vedesse quella ferita. "Lo so" mi disse "sei una cagna e ti piace farti guardare il culo mentre ti fai scopare. Questo render meno piacevole il panorama di chi ti scopa". La lacrima cadde pesante come piombo fuso sul bordo del posacenere. E Ignatio cosa fece. Niente?. Margarida scosse la testa.
No, non disse niente, gliel'ho appena detto che era totalmente succube di Pablo. Per, quella notte venne nella mia camera. Mi baci la nuca e mi sussurr all'orecchio con una voce roca e piena d'odio "non piangere pi sorellina, se esiste un Dio, Pablo le pagher tutte". Pablo mi aveva stuprata due anni prima, ma questo Ignatio non lo sapeva. Nessuno lo sa, tranne lei, commissario. E tranne il suo fidanzato Juan.
Se solo avesse previsto la reazione, Martinez ci avrebbe pensato due volte prima di buttare gi quel commento. Margarida sgran gli occhi a tal punto che il commissario pens che sarebbero schizzati fuori dalle orbite. Afferr il posacenere e glielo scagli contro, mancando la testa di un niente, poi inizi a urlare minacce di ogni tipo, in preda a una vera e propria crisi di nervi. Ci volle l'energico intervento di un poliziotto per bloccarla e riportarla alla ragione. Nei 20 minuti circa che occorsero per riportare la calma nella stanza, Jorge Martinez riconsider la sua opinione verso quella donna che forse aveva giudicato troppo in fretta. Certo, un passato decisamente difficile, infelice, ma che reazione. Evidentemente, aver saputo cos bruscamente che la sua relazione segreta con quel giovane era stata scoperta, l'aveva gettata in uno stato di profonda angoscia e in uno stato di pericolo: uno come il Pcaro non ci avrebbe pensato due volte a lavare col sangue il tradimento dei due amanti. Erano entrambi in serio pericolo. Vers dell'acqua in un bicchiere e lo spinse davanti a Margarida che lo bevve a piccoli sorsi. Lo sa che potrei arrestarla per la sua reazione di prima, signorina Gallego? Ma non lo far. Per il momento disse senza aspettare risposta. Ora
faccio alcune supposizioni, poi mi dir come la pensa lei. Il commissario aspett un cenno di assenso da Margarida che sembrava aver speso ogni energia in quella sfuriata.
La prima. Suo fratello Pablo  stato ucciso da Miguel Diaz, al quale lei ha raccontato tutte le sevizie subite. La domanda : lei crede che il Pcaro l'amasse cos tanto da fare fuori uno dei suoi migliori uomini?. Il lungo silenzio della donna non lo sorprese. Non era cos stupida da non avvertire le implicazioni di una risposta affrettata. Attese un minuto ma la bocca di Margarida rest muta.
La seconda. Lei inizia una pericolosa relazione con Juan Suarez, giovane dipendente insoddisfatto della Miguel Fish Esportation, nonch amante gelosissimo. Anche lei se ne innamora e la faccenda si fa seria. Quando lei lo mette a conoscenza delle sevizie subite dal fratello, lui decide di vendicarla e lo uccide. Niente di nuovo sotto al sole: omicidio passionale, uno dei centinaia che accadono ogni anno in Costa Rica. E il caso  chiuso.
La mano della Gallego spinse il bicchiere verso il commissario, che lo riemp di nuovo. Questa volta bevve l'acqua con un'unica lunga sorsata. Ma ha visto il cadavere come era ridotto? Smembrato, tagliato a pezzi... no, le giuro che il mio Juan non potrebbe mai fare una cosa del genere, ne sono convinta.  un ragazzo sensibile, buono. No,  davvero fuori strada commissario.
Quindi, lei  pi propensa a credere che l'omicidio di Pablo sia opera del Pcaro?.
Lei strinse le labbra e abbass il mento, mentre cercava una risposta. Non dico che uno come Miguel non sia capace di eliminare una qualsiasi persona che intralci il suo cammino, anzi, sono convinta che non esiterebbe un attimo. Ma non sono invece certa che nutrisse verso di me dei sentimenti cos profondi o sinceri da spingerlo a far fuori un uomo fidato e senza scrupoli come mio fratello. Insomma, per uno come Miguel, gli affari vengono prima dei sentimenti, e io per lui sono una delle tante donne di cui desidera circondarsi.
Oh, su questo la pensiamo alla stessa maniera, signorina Gallego disse Martinez dando una manata sulla scrivania. Quindi lei crede davvero che sia stato Juan a fare a pezzi Pablo?. Quello che credo signorina,  che a Puntarenas tre uomini sono stati uccisi. Uno  suo fratello, il cui corpo  stato identificato, ma ci sono anche i due della scorta di cui non parla nemmeno la stampa, i cui corpi non sono pi stati ritrovati. Devo risolvere questo caso in fretta, ma ci
non significa che voglia correre il rischio di accusare un innocente. Per esperienza, non scarto mai nessuna ipotesi e so che d'improvviso si possono aprire degli scenari nuovi. Al momento non ho prove che possano avvalorare le mie ipotesi, ma sulla base degli elementi attuali, beh il suo Juan  il maggiore indiziato. Ma mi parli ancora di Ignatio. Cosa sa della sua passione per il surf?.
Le hanno detto molte cose, vedo. Beh, sia Pablo che Ignatio tra la fine degli anni Ottanta e inizi anni Novanta hanno passato alcuni anni a vagabondare sulla spiaggia, in cerca dell'onda perfetta, dalla mattina alla sera. Sa, a met degli anni Ottanta, quando gli americani hanno scoperto le onde del Costa Rica, per un ragazzo locale imparare a fare surf era una cosa incredibile, da andare fuori di testa. E loro ci sono andati. Soprattutto Ignatio ne aveva fatto una ragione di vita ed era entrato a far parte del club di surfisti di Boca Barranca, partecipando a diverse gare di surf. Pablo invece si  stancato presto di gareggiare, ma ha sempre continuato a surfare, compatibilmente con gli impegni di lavoro. In quel periodo erano sempre in spiaggia, si sono comprati tavole, si sono fatti tatuaggi vari, tutte le loro giornate giravano intorno alle onde. Perch me lo chiede, commissario?.
Lo faceva anche recentemente? Ignatio, intendo. Margarida scosse la testa, poi premette i polpastrelli dell'indice e del pollice sugli occhi e stette cos per alcuni secondi.
No, Miguel gli assegnava continuamente degli incarichi, cosa che aveva fatto ingelosire Pablo. Ultimamente quindi, Pablo aveva pi tempo libero rispetto a Ignatio, e aveva ripreso a surfare con pi assiduit. Da quel che sentivo dire, per, Ignatio era pi rispettato dai surfisti della zona. S, mi risulta. Ha anche vinto un paio di gare del circuito costaricano nella specialit della tavola lunga. Non sapevo che proprio qui a Puntarenas abbiamo una delle onde pi lunghe del mondo, che attira ogni anno migliaia di surfisti da ogni parte del mondo. Lei lo sapeva?. S, da qualche parte dovrebbero esserci ancora le sue coppe e altri trofei vinti disse distrattamente Margarida.
La lascio andare, signorina Gallego, ma mi deve promettere che se Ignatio si facesse vivo, lei mi avviser subito, d'accordo?. Aveva gi la mano sulla maniglia.
Non le ho detto la terza ipotesi aggiunse Marquez. Lei non si volt. Per vendicarsi dei soprusi subiti da Pablo, lei con l'aiuto del suo Juan, l'avete ucciso.
Margarida si gir, ma non disse una parola. Con un triste sorriso chiuse lentamente la porta e usc.
Martinez guard dalla finestra la giovane donna dirigersi verso l'auto parcheggiata dall'altro lato della strada. Forse si stava sbagliando. Nonostante la dura scorza che per difesa le si era formata intorno al cuore, quella donna era ancora capace di amare.
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Hong Kong (quartiere Wan Chai) 7 maggio.
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Con crescente affanno, gradino dopo gradino, l'uomo era giunto al sesto e ultimo piano dell'edificio. L'ascensore era rotto da alcune settimane e si chiese cosa aspettassero a farlo riparare. Apr la cigolante porta di ferro e venne investito dalla forte luce di quella splendida giornata. Si ferm sulla porta e osserv con soddisfazione che l'intera terrazza era tappezzata da pinne di squalo. Il suo occhio esperto valut tra le 15.000 e le 20.000 pinne messe ad essiccare dall'ultimo cliente acquisito, un'importante catena di ristoranti di Hong Kong.
Erano state disposte per tipo di squalo e formavano quadrati pi chiari o pi scuri a seconda della specie. Mentre si accendeva una sigaretta, fece un rapido calcolo del valore steso ai suoi piedi: un guadagno netto di circa 300.000 dollari. Non male, ma poco se paragonato a quanto la stessa quantit avrebbe fruttato solo un anno prima. Le maledette, e purtroppo tante, associazioni ambientalistiche avevano dichiarato guerra al finning, utilizzando VIP di fama mondiale come testimonial per una massiccia campagna contro la zuppa di pinne di squalo.
Cina e Hong Kong avevano sperimentato un vero e proprio boom nel consumo della shark fin soup, coinciso con la maggiore disponibilit di denaro da parte delle rispettive classi medie che finalmente potevano permettersi quel piatto, una volta appannaggio solo della nobilt, arrivato a costare anche 200 dollari nei ristoranti pi in voga. Gett il mozzicone di sigaretta in strada e lanci uno sguardo sulla baia. Ripens alla prima volta che visit Hong Kong, vent'anni prima. Quanto era cambiata! Si sporse dal parapetto: le due guardie del corpo, erano appoggiate al cofano dell'auto e poteva sentire chiaramente le loro voci. Senza neppure essersene accorto, si era trovato un'altra sigaretta accesa tra le labbra. Era nervoso e decisamente arrabbiato con se stesso. Il fatturato era in netto calo, mentre i costi stavano lievitando paurosamente, colpa anche
del suo piano per controbattere la campagna contro il consumo di shark fin soup, che al momento non stava dando i risultati sperati e di questo, ovviamente, Silverback non era affatto contento. Passeggi ai lati dei teli sui quali erano adagiate le pinne, registrando le diverse taglie e tipo: dorsali, pettorali, caudali. Erano per la maggior parte pinne di squalo chitarra, considerate il caviale tra le pinne di squalo. Ormai, gli bastava una rapida occhiata per riconoscere la specie di squalo a cui apparteneva questa o quella pinna. Questa fornitura proveniva dal Portogallo e poteva essere una delle ultime. Infatti, le sue fonti l'avevano appena informato che l'Europarlamento era intenzionato a discutere un regolamento salva-squali che vietasse la pratica del finning in tutta l'area Euro.
Sarebbe stato un altro durissimo colpo ai loro profitti, perch ben un terzo delle pinne che raggiungevano i ristoranti di Hong Kong provenivano dall'Europa. Il boss era stato chiaro: se ci fosse avvenuto, sarebbe stato costretto a prendere drastiche misure per limitare i danni alle casse. Trem al pensiero di quali potessero essere tali drastiche misure. L'ultima volta che la mafia di Taiwan aveva deciso di ridurre il personale, erano sparite nel nulla 50 persone. Raccolse una pinna a caso tra le migliaia e la gir pi volte tra le mani, sorridendo. Non riusciva a capire cosa ci trovasse di gustoso la gente in quella brodaglia senza sapore. Il cellulare vibr. Gett la pinna a terra e guard lo schermo. Era Tian, la sua pi fidata guardia del corpo. S Tian, dimmi.
Mr Ho, ha chiamato il boss. La riunione  stata anticipata di un'ora, credo sia meglio iniziare a muoversi.
S, inizio ora a scendere disse imboccando la buia e maleodorante rampa di scale.
Giunto al piano terra si ferm e entr nella sala ristorante. Salut il gestore e gli raccomand di dire all'addetto agli acquisti che l'ultima fornitura di pinne era di ottima qualit, mettendogli cinque bigliettoni da 100 dollari in mano. Il traffico intenso, ma tutto sommato scorrevole, gli aveva permesso di arrivare davanti all'entrata dell'Intercontinental Hong Kong Hotel con 12 minuti di anticipo rispetto all'inizio della riunione. Giusto il tempo per una breve sosta in bagno per una rinfrescata al viso. Non sarebbe stato facile affrontare Silverback, ma c'era sempre riuscito e cerc di non farsi prendere dal panico. In fondo, sapeva di aver raggiunto ottimi risultati in tutte le precedenti missioni affidategli. La laurea in scienza della comunicazione gli era pi volte stata utile, anzi, era proprio grazie a essa che il boss si era interessato a lui quando, tre anni prima, era in cerca di un giovane spigliato che potesse fargli da portavoce coi media. Era consapevole di quello che l'aspettava accettando quell'incarico, ma la sua intraprendenza e la fame di denaro avevano avuto la meglio su tutti gli altri ragionamenti. Entr a passi veloci nell'ascensore, seguito come un'ombra da Tian. L'ascensore si ferm al quindicesimo piano e un campanello anticip l'apertura della porta.
Una freccia indicava a sinistra le camere dalla 1501 alla 1530, la suite scelta per la riunione, ma Ho and a destra seguendo le indicazioni per la toilette. Dopo aver urinato si lav mani e viso e si asciug con cura. Il corto taglio a spazzola dei capelli non necessitava di alcuna attenzione e si concentr sul nodo della cravatta, che rifece. Scorrendo le dita sulla gola prov un brivido al pensiero di affrontare Mr. Gao, un 415 nella struttura della Triade, un pezzo grosso nella mafia di Taiwan. Il codice numerico 415 distingueva il grado e la posizione e corrispondeva a un ruolo paragonabile a quello di consigliere di un consiglio d'amministrazione. Il soprannome Silverback gli era stato affibbiato nientemeno che dal 489, ovvero il capo dragone che comandava a Hong Kong, per via del collo incassato nelle possenti spalle e della folta chioma grigia che lo facevano somigliare a un gorilla dominante, pronto a lanciarsi contro chiunque si avvicinasse troppo alla sua trib.
Strizz un occhio a Jim e gli fece cenno con la testa che era ora di andare a bussare alla camera 1530. Sulla porta, prima di bussare, si dette un paio di schiaffi sulle guance, poi colp due volte con le nocche la porta color crema, che si apr quasi all'istante.
Riconobbe le tre guardie del corpo di Mr Jian Gao, le solite da quando aveva iniziato a lavorare per lui, ma con le quali non era possibile stabilire alcun contatto umano che andasse oltre un freddo "salve". Del boss poteva vedere solo mezza testa che spuntava dall'alto schienale della poltrona, girata verso l'ampia vetrata dalla quale si godeva una vista spettacolare sulla baia di Hong Kong. Quando Silverback si gir, ebbe un tuffo al cuore e tutta la sicurezza e la calma che credeva di poter mantenere, svan. Tra le mani, aveva una scintillante, affilata katana e sul viso il suo tipico ghigno malefico.
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CAPITOLO 5.
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Teahupo'o, Tahiti - Polinesia Francese 8 maggio.
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I festeggiamenti per il passaggio ai quarti di finale ai danni del pi forte surfista della storia del surf erano stati, giustamente, sobri. Una cena semplice quanto gustosa a casa di Moana, preparata in fretta da Andrea e riservata alla Big Aloha family.
Quando hai del pesce fresco e dell'ottimo vino, basta poco per far godere le papille. La carbonara di mare a base di calamaretti spillo e polpa di granchio aveva fatto ululare di gioia John e Terence, meno abituati di Moana e Serena alle prelibatezze che Andrea era capace di improvvisare con pochi ingredienti. Alla terza bottiglia di vino, Moana incroci le mani sopra la testa.
Stop, ragazzi. Per Andrea la gara non  finita, basta bere disse togliendo il secchiello del ghiaccio dalla tavola. Andrea strizz l'occhio ai compagni di team. Oh, coach, ok per il vino, ma stasera uno "scoscia-galletto" con Serena me lo posso fare, no?.
Moana attese che le sghignazzate dei tre, anzi dei quattro - Serena non  certo tipo da tirarsi indietro quando si tratta di sesso - terminassero. Certo, lo chiedi a me? Se ci ti mette in un mood positivo per la semifinale, fai pure rispose divertito il tahitiano.
Sbizzarrendosi su questo argomento, i quattro attaccarono la macedonia di frutta continuando a sfottersi a vicenda fino a quando Moana si alz e mise fine alla serata. Serena e Andrea si ritirarono in camera e proprio in quel momento il vento, che da giorni insisteva nella stessa direzione, gir di 90 gradi.
Cazzo, il vento... domani niente gara, mi sa sbott Andrea. Anche Moana si era accorto del repentino cambiamento del tempo. Questo far calare velocemente il moto ondoso. Credo che domani sar
un altro lay-day grid dal patio.
Andrea mise su un'aria maliziosa e Serena cap subito dove voleva andare a parare.
A maggior ragione... trombatina? butt l Andrea. I due si avvicendarono in bagno, poi si sdraiarono sul letto. Serena si sarebbe aspettata un focoso assalto da parte di Andrea, che per sembrava aver voglia di parlare un po', prima.
Sai, se domani il mare lo permette vorrei fare un'immersione intorno al campo gara disse fissando uno strano insetto che si muoveva sul soffitto di legno.
Ma dai, pensi ancora a quegli anelli sul fondale? disse acida Serena. Senti Andrea, questa volta no! Cinque mesi fa, alle Hawaii, sei scappato dalla gara per andare in Vietnam, lasciando tutti sbigottiti. Hai tirato via una vittoria alla gara pi prestigiosa del circuito, ma ne valeva la pena. Ma ora? No, questa volta resti bello concentrato sulla semifinale, ok?. Lo sguardo di Andrea non prometteva niente di buono, conosceva quell'espressione persa dietro chiss quali congetture. Andrea? Oh, dico a te, mi stai ascoltando o no?. Lentamente lui si tir su e si mise a sedere, appoggi le spalle alla testata del letto e si afferr le ginocchia.
Sono sempre pi convinto che gli attacchi degli squali che si sono verificati nelle precedenti gare non sono una pura coincidenza e che qualcuno sta preparando anche qui le condizioni affinch se ne verifichi un altro.
Quindi? disse Serena inclinando la testa di lato e allargando le narici, segnali di una sfuriata in arrivo. Abbiamo di nuovo il nostro Sherlock Holmes in azione? Riesci a lasciare ad altri il compito di sbrigare questa faccenda?.
Del Bono scosse la testa. No, non ci riusciva. Era stata pura fortuna se ora sulle stampelle c'era Darren Hoppings e non lui, o un altro collega del tour.
Ascolta, ti prometto che vado solo a dare un'occhiata da vicino a quegli anelli, poi smetto di occuparmene butt l senza troppa convinzione. Serena sapeva che quando si metteva una cosa nella testa non c'era niente da fare, cos cerc di limitare i danni.
Sei davvero una testa dura, non so come fa Moana ad averti sopportato per tutti questi anni. Promettimi che dopo questa ultima fottuta immersione la fai finita e ti metti a fare il surfista professionista. Prometti! grid puntandogli un dito in mezzo agli occhi.
Prometto balbett Andrea che aveva visto poche volte Serena cos infuriata. Non occorre dire che lo "scoscia-galletto" fu rimandato.
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Hong Kong 8 maggio.
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La fredda, affilata lama era leggermente premuta sulla sua gola dalle forti dita di Silverback. Ning Ho poteva vedere davanti a s, nel riflesso della vetrata, il volto del suo boss e le facce divertite dei suoi uomini. Si fece forza aggrappandosi a un pensiero: aveva pi volte assistito di persona a trattamenti simili, sfociati in vere e proprie torture, ma non aveva mai visto Mr. Gao uccidere qualcuno con le proprie mani. Improvvisamente sent la pressione della lama allentarsi. Silverback si diresse verso un buffet in tek sopra il quale giaceva una custodia in pelle nera nella quale ripose la katana e and a sedersi davanti a lui, all'altro lato del lungo tavolo di vetro e alluminio. Si asciug col dorso della mano il sudore che gli colava dalle tempie, ma non si azzard a dire una parola.
Sapeva che ci avrebbe fatto innervosire ancora di pi Mr. Gao che senza togliergli gli occhi da dosso prese una pila di riviste e quotidiani sul tavolo e se la mise davanti. Afferr la prima rivista, The Times, e l'apr alla pagina evidenziata da un post-it verde messo a mo' di segnalibro. Crolla in Cina il consumo di zuppa di pinne di squalo lesse ad alta voce il boss, mettendo poi sotto i suoi occhi l'articolo a doppia pagina. Prese una seconda rivista dalla pila, The New Yorker, e cit il titolo: Mangiare zuppa di pinna di squalo a Hong Kong non sembra pi cos trendy. Pausa ad effetto durante la quale fece scivolare verso di lui anche la seconda rivista.
Vuoi che continui? Ecco qui The Washington Post: "Cresce il numero di VIP e gruppi ambientalisti uniti contro la pratica del finning". E finiamo in bellezza! Ecco cosa dice il China Daily oggi, una vera chicca: "I governi di Cina e Hong Kong ordinano ai loro dipendenti di non proporre piatti composti da specie marine protette nei men dei banchetti ufficiali". Roba da non credere! url Silverback spazzando via con un braccio il resto della pila di riviste e quotidiani che finirono sparpagliati sul parquet.
Si alz, prese una sedia e la piazz davanti a lui. Stava usando gesti lenti e fin troppo controllati. Non riusciva a capire se ci fosse un incoraggiante segno di rispetto verso di lui o il preludio a una violenta esplosione di rabbia. Decise di continuare a non fiatare fino a quando non fosse stato interrogato, cosa che avvenne subito dopo che il boss mise il sedere sulla sedia e avvicin la bocca al suo viso.
Come spieghi tutto ci dopo che ho speso due milioni di dollari per quello stupido piano di comunicazione che ha prodotto un effetto esattamente contrario a quello che mi avevi garantito? Come mai in Cina il consumo  calato di poco mentre qui a Hong Kong  di proporzioni catastrofiche, eh?.
Ning Ho cerc di riordinare le idee. Di risposte ne aveva molte, ma voleva dare quella pi appropriata, quella pi adatta a calmare la furia di Mr. Gao. Quella che poteva salvargli la vita. Si sforz di usare un tono calmo e deciso.
Con tutto il rispetto boss, l'idea di lanciare una campagna mediatica contro lo squalo  stata sua, io ho solo seguito i suoi ordini. Su, coraggio, dillo! Dillo che il tuo capo ha fatto una bella stronzata sbrait Gao allungando la mano verso la custodia di pelle nera. Ning si asciug per l'ennesima volta il sudore con il dorso della mano. Non  colpa sua, Mr. Gao, l'idea era buona, ma  la tempistica che ci ha giocato contro. Da tempo  iniziata nel mondo una campagna contro il finning e il consumo di pinne di squalo. Per diversi anni  stato ipotizzato un grosso danno alla catena alimentare marina derivante dalla pesca indiscriminata all'animale al vertice della piramide, lo squalo, appunto. Ma quando sono usciti i primi studi sul fenomeno e i primi dati attendibili,  scoppiata un'enorme bomba mediatica. Si parla di 100 milioni di squali uccisi ogni anno, ma alcune fonti parlano di oltre 250 milioni e....
Non ripetermi questi dati, li conosco a memoria. Quello che devi dirmi  perch mi hai voluto convincere a finanziare questa costosa e inutile missione che ci sta trascinando verso il disastro.
Ning Ho sapeva che il vero problema non erano i soldi dati alla famosa agenzia di comunicazione londinese Ross & Wilard per la campagna mediatica anti-squalo, ma quelli spesi per il suo piano, che fino a quel momento non aveva affatto sortito l'effetto sperato. Il timore che inquirenti o media risalissero alla mafia di Taiwan quale ispiratrice del clima d'odio verso gli squali e addirittura ideatrice di un piano per favorire attacchi ai danni dei surfisti del circuito professionistico, preoccupava non solo Mr. Gao ma l'intero vertice della struttura mafiosa, che avrebbe subito un enorme danno economico.
Silverback estrasse di nuovo la katana dalla custodia. Con passi lenti lo vide andare verso Kim, una delle sue guardie del corpo e sussurargli qualcosa all'orecchio. Poi gli mise nelle mani l'arma. Fu tentato di gridare, ma Gao riprese a parlare.
Mi giurasti che il tuo piano avrebbe funzionato, invece sta per rivelarsi una vera catastrofe. Per mesi mi hai fatto esporre con i boss di Taiwan, credevo nelle tue idee. Mi hai profondamente deluso. Due uomini della sua scorta si erano intanto piazzati alle sue spalle. Render tutto il denaro, non sto bluffando, so come fare! url mentre i due gorilla l'afferrarono per le braccia e lo spinsero pancia in gi sul tavolo di cristallo. Silverback si chin e gli avvicin di nuovo la bocca all'orecchio.
Sicuro? Dici il vero, non mi prendi in giro, vero? Bene. Ning si sent liberare le braccia. Rimase ancora alcuni secondi supino e osserv la situazione alle sue spalle. Uno dei gorilla stava avvitando il silenziatore alla pistola. Si lasci andare pesantemente sulla sedia. Kim gli stava offrendo la spada, appoggiata sulle palme delle mani. Il cuore gli stava esplodendo nel petto, ma conoscendo il codice della gente di rispetto sapeva che l'unica cosa da fare era mostrare determinazione e dignit fino alla fine. Riusc ancora una volta a mantenere, almeno esternamente, una certa calma.
Prese la katana dalle mani 	di Kim e apr la mano sinistra. Poggi la lama all'inizio dell'ultima falange del dito mignolo. Tir un lungo respiro e buttando fuori tutta l'aria pigi con decisione la lama. Il dolore fu acutissimo, ma rimase sorpreso di riuscire a dominarlo. Riapr gli occhi e evitando di guardarsi la mano, cerc con una certa fierezza lo sguardo di Mr. Gao. Con un brivido di terrore not che egli aveva ancora quel ghigno mefistofelico dipinto sulla faccia. Dal pugno della mano destra, Silverback sollev il dito pollice e se lo pass di traverso sulla pancia. Non gli bastava la falange. Reclamava la sua vita.
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Teahupo'o'o, Tahiti - Polinesia Francese 8 maggio.
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Moana pass ad Andrea gli arbalete, la cassa che conteneva le attrezzature e infine le bombole d'ossigeno. Poi sciolse la gomena e salt sullo Zodiac, ormeggiato di fronte al suo giardino.
Dopo giorni ventosi, finalmente l'oceano si era placato e il cielo era sgombro di nuvole. Il sole non era ancora spuntato dalle verdi, acuminate vette che circondavano il villaggio, ma si capiva che sarebbe stata una splendida giornata. Erano solo le sette di mattina, ma c'era gi un bel via-vai di imbarcazioni, quasi tutti pescatori ansiosi di gettare reti, esche e canne in mare. Grazie all'alta marea, Moana lanci lo Zodiac sopra il reef e in un paio di minuti furono sopra l'entrata della Monster Cave. Faceva una certa impressione, pens Andrea, trovarsi nel punto dove solo poche ore prima si abbatteva la furia del Pacifico, proprio dove le onde si schiantavano sconquassando la vita sul fondale corallino. Che dici Andrea, prendiamo subito gli arbalete o peschiamo dopo aver fatto la perlustrazione? chiese Moana impegnato a calzare due lunghe pinne.
Sei matto! Ci gioco le palle che se entriamo senza fucili, ci passa davanti un Giant Trevally, grosso pesce della specie carangide, chiamato anche Ulua alle Hawaii, di 50 chili. Io, il mio arbalete lo prendo, te fai come credi. Io pesco dopo, in apnea. Lo sai che non mi piace pescare con le bombole disse deciso il tahitiano.
Fammi capire, Andrea: cosa andiamo a cercare di preciso, gli anelli?. Beh,  l'unico indizio che abbiamo. Se li troviamo anche qui, abbiamo la definitiva conferma che essi hanno a che fare con i precedenti attacchi, non trovi?.
Direi di s. Iniziamo a cercare alla destra della grotta. Arriviamo fino a dove inizia il canale. Se non troviamo nulla torniamo sul gommone, ci riposiamo un po' e poi cerchiamo a sinistra della Monster Cave, va bene?. Andrea annu.
Ah, stai attento alla corrente. Anche se in superficie sembra del tutto assente, in profondit potrebbe essere pi forte, soprattutto quando ci avvicineremo al canale. Non ci allontaniamo mai uno dall'altro. Tu segui me, faccio strada io che conosco bene il reef. E cerca di fare attenzione col fucile, non mi piace nuotare vicino a qualcuno che ha la testa da un'altra parte. Chiaro?.
Si calarono in acqua. La temperatura era piacevolissima e Andrea pens di togliersi anche il sottile corpetto in neoprene.
Dopo un minuto, Moana fece cenno con la testa che era ora di immergersi. Pochi colpi di pinna ed erano gi di fianco all'entrata della Monster Cave. Per scrupolo, Andrea decise di dare una veloce occhiata all'interno, ma come aveva previsto, non c'era niente di strano, anche se prov il solito brivido. Usciti dalla grotta, Moana pass avanti. Pinneggiava con ritmo lento, ma costante, un paio di metri pi in basso lungo la scarpata e teneva d'occhio Andrea che sembrava pi attento ai pesci che gli passavano davanti che a scorgere gli anelli sul reef. Un grosso carangide nuotava tre metri pi in basso di Moana, che non fece nulla per avvisare Andrea. Tutto ad un tratto, udirono il ronzio di un'elica, ma non era quello tipico di un'elica a motore. Entrambi smisero di pinneggiare e si attaccarono al reef con le mani. Leggermente pi in alto, a una distanza di circa 20 metri da loro, tre metri sotto al pelo dell'acqua, stavano avvicinandosi velocemente due seabob gialli, una specie di moto d'acqua subacquea. Una manciata di secondi dopo erano gi spariti alla loro vista, procedendo in direzione opposta, ovvero verso sud.
Con pochi cenni, i due decisero di invertire il senso della loro nuotata e di seguire i due veicoli subacquei. Dopo aver passato una grossa testa di corallo, il tahitiano, che precedeva di una decina di metri Andrea, si arrest di colpo e fece dietro-front nascondendosi dietro un cervello, una rotonda formazione corallina che aveva appena superato. Fece cenno ad Andrea di fermarsi e di raggiungerlo. Poco pi avanti, a circa dieci metri di profondit, due uomini stavano lavorando intorno a qualcosa di metallico, come i suoni propagati facevano capire. Andrea un le dita di entrambe le mani e le mosse sotto al naso del compagno come a dire "che facciamo?", ma Moana abbass due volte i palmi delle mani verso il basso per consigliare calma. Fortunatamente, la limpidezza dell'acqua, dopo la furiosa mareggiata, non era totale e difficilmente i due uomini avrebbero notato le bolle d'aria che risalivano in superficie dai loro erogatori, tanto pi che davano loro le spalle. Non era facile capire cosa stessero facendo, ma dai movimenti delle braccia sembrava che stessero ruotando qualcosa, aiutandosi con una barra metallica. A un tratto, uno di loro tir con forza verso l'alto e sollev un anello d'acciaio con una filettatura lunga circa quaranta centimetri. Andrea riusciva a trattenersi a stento. Aveva una gran voglia di andare a prendere per la gola quei due e portarli fuori dall'acqua per farli parlare, ma Moana ripet i gesti che consigliavano calma e cautela. Poi, con l'indice e il medio a formare una V tocc il vetro della maschera consigliandogli di osservare con attenzione.
Calmatosi, Andrea si concentr a cogliere ogni minimo particolare dei due uomini. Non indossavano alcuna muta ed entrambi avevano una specie di borsa pettorale. Uno di loro aveva qualcosa di familiare, ma non riusciva a capire esattamente cosa fosse. L'altro, aveva uno strano colore di capelli, tra il biondo e il rossiccio, o viceversa. Improvvisamente si accorse che la descrizione corrispondeva con quella che Maurice gli aveva fatto alla cena, una decina di giorni prima. Quando anche l'altro uomo riusc a svitare l'anello dal fondale, i due piazzarono i due anelli nelle rispettive borse e accesero i seabob, puntando verso di loro. Moana gonfi le guance per segnalare ad Andrea di non respirare per non rivelare la loro posizione. Le moto puntarono esattamente verso la grande testa di corallo, evidentemente presa come punto di riferimento lungo la rotta di ritorno. Moana e Andrea cercarono di nascondersi il pi possibile alla loro vista, ma inutilmente. I misteriosi sub passarono a un metro da loro e tirarono dritto per una ventina di metri.
Per un attimo Moana pens che miracolosamente non erano stati visti, ma i due seabob si fermarono poco dopo. I due sub armeggiarono velocemente nelle borse ed estrassero una pistola subacquea. Fu allora che Andrea decise di mettere in mostra l'arbalete, cosa che sembr attenuare la baldanza dei due sub. Incoraggiato, inizi a pinneggiare, puntando il fucile verso di loro. Colti di sorpresa indugiarono sul da farsi, dando al viareggino il tempo di arrivare a portata di tiro. Erano cos vicini che lo sguardo di Andrea, seppur attraverso i riflessi sul vetro della maschera, colse il terrore negli occhi scuri di uno dei due. Sussult. Aveva gi visto quegli occhi, quello sguardo, ma dove? In quell'istante l'altro sub, quello dai capelli rossastri, spar verso Andrea. L'arpione lo manc di un niente. Spar a sua volta, trapassando la scocca di uno dei due seabob e arrestandone immediatamente il funzionamento dell'elica. Velocissimi, i due sub si aggrapparono all'altro seabob e si dileguarono in fretta. Furioso, Andrea tir a s la sagola e la arrotol a una roccia per evitare che il seabob fuori uso continuasse a precipitare in basso lungo la scarpata oceanica. Poteva rappresentare un indizio importante per la polizia. Un secondo dopo, una nuvola rossa circond la sua testa. Si gir di scatto e vide Moana, privo di sensi, con l'arpione conficcato nel petto.
I 30 metri che separavano la riva dal furgone sembravano essere diventati 300. Il sub si gir e vide il compagno che arrancava sulle rocce abbracciando il seabob e le pinne. And alla base della pianta dove aveva nascosto la chiave del furgone e apr la porta laterale. Butt dentro lo zaino e corse ad aiutarlo. Ogni secondo era prezioso. Certamente, appena fosse stato in grado di ricevere soccorso, Del Bono avrebbe dato l'allarme e sarebbe scattata la ricerca. Non aveva riconosciuto il surfista italiano, sulle prime, ma il fisico muscoloso, e la capigliatura del tahitiano erano inconfondibili, quindi, il bianco insieme a lui non poteva che essere il surfista italiano. Dette un'occhiata verso il mare, c'erano diverse imbarcazioni in entrata e in uscita dal canale: forse la caccia era gi iniziata. Immagin che Del Bono, appena riemerso avesse iniziato a gridare e a sbracciare per chiedere soccorso al compagno ferito. O ucciso. Forse qualcuno aveva gi portato loro soccorso e stava cercando di diramare l'allarme alla polizia. Calcol che erano passati almeno dieci minuti dal momento del ferimento di Moana Teura.
Aiut Yiu a liberarsi della bombola d'ossigeno e della borsa sul petto. Gett tutto dentro al furgone e schizz alla guida. Credo che dovremmo sbarazzarci di questo van e trovare la maniera di raggiungere Papeete senza farci beccare, hai qualche idea? disse mentre s'immetteva con cautela sulla strada principale. Era obbligato a girare a sinistra, verso nord. A sud la strada finiva dopo poche centinaia di metri, prima di un lungo sterrato.
Perch? Credi che ci abbiano gi individuato, che sappiano i nomi con cui abbiamo noleggiato il van? domand Yiu, il compagno cinese. Non lo so, ma ragiona! Teura pu essere grave, forse l'ho ferito mortalmente ed  gi crepato. La polizia non ci metter molto a organizzare dei blocchi stradali e in questo cazzo di isola, c' una sola strada principale che porta a Papeete. Cercano due sub, e due sub non vanno in giro su una piccola auto, hanno bisogno di spazio. Fermeranno dei SUV, delle station wagon, dei furgoni.
Mmh, l'unica soluzione che vedo  andare al nostro solito rifugio in collina e nascondere il van tra i cespugli.
I due avevano trovato una strada, tra Matiti e Vaira'o, che si arrampicava per circa quattro chilometri su una montagna. Tra la folta vegetazione avevano trovato un piccolo spiazzo pianeggiante dove bivaccare e nascondersi da occhi indiscreti.
Ma sei matto,  molto probabile che a Matiti stiano gi preparando dei posti di blocco! No,  un rischio troppo grosso.
Yiu si accese una sigaretta e butt il pacchetto vuoto sul cruscotto dove a
ogni curva lattine di birre schiacciate e altri oggetti facevano a gara a chi
toccava per primo il vetro laterale.
Perch ho accettato questa missione, si domand.
Da quanti giorni questo cavolo di furgone  diventato la nostra casa?
Dieci, 11, 12? E poi, questo cagasotto va nel panico appena qualcosa va storto! Aveva ragione il boss a dirmi di tenerlo sempre sott'occhio".
Senti Ignatio, non  che abbiamo molte altre alternative, se non quella
di rischiare ancora di pi e tirare dritto fino a Papeete. Se ci fermiamo in questa zona,  solo questione di tempo, ma ci troveranno. Mi stai ascoltando?.
Yiu osserv preoccupato il compagno mentre guidava con lo sguardo fisso sulla strada, ma era evidente che il suo cervello era occupato a guardare un film che girava nella sua testa. Un film il cui finale non era a lieto fine.
Quando appar la stradina sterrata, Gallego tir un sospiro di sollievo. Avevano ancora una speranza di poter lasciare l'isola, ma non dovevano pi sbagliare una sola mossa. Mentre attraversavano la cittadina di Matiti, la polizia stava gi allestendo un posto di blocco, erano riusciti a passare per un pelo. Entro pochi minuti avrebbero iniziato a fermare le prime auto. Svolt a destra e ridusse la velocit al minimo: non voleva alzare troppa polvere.
Il cellulare di Yiu emise un beep. Quasi contemporaneamente, anche il suo emise un doppio colpo di gong, segno che era arrivato un SMS. Fren per leggerlo, Ignatio, fai tutto quello che ti dice Yiu. Stiamo organizzando la vostra uscita da Tahiti. Non prendete rischi n iniziative. Il tuo numero verr dismesso per precauzione..
Cazzo, cazzo, cazzo! grid sbattendo il cellulare sul cruscotto. Mi stanno disattivando il cellulare disse ingranando la prima. Si domand perch tra i due cellulari avessero deciso di staccare proprio il suo e pens che comunque, il fatto che avessero deciso di disattivare il contratto fosse alquanto preoccupante. Suo malgrado, ritenne che la cosa aveva un senso. In fondo, era la Triade a pagare tutta la missione, era normale che volessero gestire l'emergenza tramite il loro uomo, e non tramite un uomo del Pcaro.
Yiu aveva ancora lo sguardo sul display del suo Blackberry. E tu, cosa hai ricevuto?.
Il cinese non rispose, ma alz la mano destra per segnalare di attendere la fine della lettura. Tra un sobbalzo e un altro del furgone che procedeva lentamente in salita, verso il loro rifugio nel folto della montagna, Gallego cercava di capire come fronteggiare l'ingarbugliata situazione in cui si erano trovati. Non doveva andare cos. Tutto era filato liscio fino a quella sciocca decisione di togliere gli anelli d'ancoraggio alle scatole di pasturazione dal reef. Una missione all'apparenza facile e remunerativa, si stava trasformando in una trappola per topi. Gir la testa e not la fronte aggrottata di Yiu che continuava a leggere il testo del SMS. Nonostante non avessero mai avuto grosse divergenze d'idee, non erano riusciti ad instaurare un disteso clima cameratesco. Il cinese aveva dei rari momenti di apertura, ma poi tornava a essere quello che doveva essere: un freddo soldato della Triade di Hong Kong. Dieci secondi dopo, finalmente, Yiu infil il cellulare nel taschino della camicia.
La situazione  difficile, ma risolvibile. Dobbiamo solo starcene ben acquattati e attendere che altri uomini inviati dal mio boss vengano a Tahiti a prelevarci rispose il cinese guardando fuori dal finestrino il suggestivo panorama godibile a quell'altezza.
Beh, il mio boss mi ha detto pi o meno la stessa cosa in due righe. Sicuro che non c' dell'altro?.
Yiu, eseguendo gli ordini del suo boss, aveva gi eliminato l'SMS nel quale gli veniva comunicato di procedere all'eliminazione del complice, ma quella domanda era un chiaro segnale di allarme e di diffidenza da parte di Ignatio Gallego.
Dobbiamo nascondere il furgone in un posto introvabile. Prima o poi la polizia far delle ricerche e tramite l'agenzia di noleggio arriveranno a noi si limit a rispondere Yiu.
S, a questo ci avevo pensato anch'io. Entro quanti giorni ci verranno a prelevare? Non abbiamo molte scorte, tra due, massimo tre giorni avremo bisogno di procurarci del cibo. Di acqua ne abbiamo a volont disse Gallego riferendosi a un piccolo laghetto nelle vicinanze del loro nascondiglio, alimentato da una spettacolare cascata. Finalmente raggiunsero il punto in cui lasciarono lo sterrato e si addentrarono cautamente nel folto della vegetazione. Nemmeno 50 metri dopo, prima che il breve tratto di pianura si trasformasse in un impressionante strapiombo verde, un boschetto formato da alberi di hibiscus e bamboo rappresentava un eccellente rifugio. Yiu scese e aiut Gallego, con ampi cenni delle braccia, a parcheggiare in un avvallamento che sembrava fatto apposta per accogliere il furgone. Sceso dal mezzo, Gallego si rec sull'orlo del precipizio per godere l'impareggiabile panorama. Ogni volta era come la prima: sembrava che i suoi occhi non riuscissero ad abituarsi alla potenza dei colori, alla brillantezza di quei contrasti. Tutte quelle gradazioni di verde e di blu, separate da una striscia dorata di sabbia. E poi il cielo, azzurro e macchiato solo qua e l da candide nuvole in prossimit delle verdi, appuntite vette. Un forte vento proveniva dall'oceano, risaliva lungo le scoscese pareti acquistando velocit e sembrava venisse alimentato senza interruzioni.
Guard negli occhi Yiu e allarg le braccia all'altezza del petto, sbilanciandosi nel vuoto. Il cinese rest per un attimo paralizzato dall'assurdit del gesto: che avesse capito che a breve sarebbe arrivata la sua ora? Gallego rimase l, per un paio di interminabili secondi, un cristo senza croce in bilico tra la vita e la morte, tra cielo e mare, sorretto da mani invisibili, ma non per questo meno forti. Con un piegamento sulle gambe e l'arretramento del sedere, torn in equilibrio, un passo indietro. Al sicuro. Yiu lo guard con una certa ironia dipinta sul viso. Stanco di vivere? disse con un ghigno malefico. Gallego pens a quante vite poteva avere sull'anima quel trentenne dalla minuta ma atletica corporatura. Non si diventa un soldato di fiducia della Triade se non si  pronti a tutto, se non si  data dimostrazione di fedelt, sangue freddo e ferocia.
Per un attimo rimpianse di avere accettato quella missione, attirato dall'idea di uscire per un po' dal tran-tran d'interminabili ronde notturne per vigilare sui sonni del boss o per controllare le operazioni di scarico del pescato al rientro della flotta. Ma gli bast riflettere pochi secondi per ritrovare la giusta determinazione: come si sarebbe sentito se avesse sputato sull'opportunit di visitare e surfare alcuni dei pi famosi spot del mondo e addirittura di guadagnare pi soldi che in due anni di lavoro? Non aveva dubbi, aveva fatto la scelta giusta. Non gli restava che portarla a termine e incassare il denaro. Con i soldi guadagnati dalla missione, anche lui avrebbe detto addio al Pcaro, a quei traffici loschi, a quella vita boarderline, sempre sul filo del rasoio. Si volt per guardare bene negli occhi del cinese.
Lo facevo da ragazzino, avevo s e no 15 anni. Andavamo in cima a una scogliera a picco sul mare nei pressi di Puntarenas, dove si alzava un vento simile. Eravamo incoscienti, l'et dello scazzo. A volte  bello fare delle cose cos, senza senso, che ti danno un senso di libert, che ti fanno sentire immortale.
Yiu sgran gli occhi e abbass gli angoli della bocca, non capendo il significato di quel rischio inutile.
Credo sia meglio iniziare a organizzare il nostro rifugio disse iniziando a raccogliere delle frasche sul terreno.
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Papeete, Tahiti - Polinesia Francese 8 maggio.
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La porta si chiuse e Del Bono si trov solo, nel silenzio della corsia d'attesa del Ta'aone Hospital. Solo allora si rese conto di indossare nient'altro che un boardshort, ancora umido, fastidiosissimo. Si sedette su una delle sedie di plastica bianca e si prese la testa tra le mani. Doveva avvisare Serena, John, Terence, Poto, ma era senza il cellulare. Vide una porta in fondo al lungo corridoio aprirsi e un giovane infermiere che veniva verso di lui. Gli chiese dove potesse trovare un telefono. Pu usare il mio cellulare, se  una cosa veloce disse il giovane. Decise di chiamare Serena, sperando che non fosse in giardino. Rispose al terzo squillo. In un minuto scarso riusc a spiegargli l'accaduto e a dirgli cosa fare. Ringrazi l'infermiere e torn a sedersi in corsia d'attesa. Non sapeva quando Serena e gli altri sarebbero arrivati. L'elicottero aveva impiegato circa un quarto d'ora a raggiungere il Ta'aone Hospital, ma per coprire in auto i 75 chilometri che separano Teahupo'o da Papeete ci voleva almeno un'ora. Non c'era nient'altro che potesse fare, doveva solo aspettare che quella porta si aprisse e che il prof. Tahutini gli desse una buona notizia. Torn a sedersi sulla sedia e chiuse gli occhi. Tanto valeva cercare di ragionare sugli ultimi avvenimenti, se ci riusciva.
Tutto inizia in Australia, Snapper Rocks, mattina presto: prima gara del circuito mondiale, prima heat del primo round e primo attacco. Un tigre. Seconda gara, sempre Australia, a Bells Beach. Mattina presto: prima heat del giorno, ovvero la prima del quarto round. Presenza di squali nelle vicinanze del campo gara, un bagnante morso, anche lui da uno squalo tigre. Alcuni giorni dopo, un sub  attirato da due anelli d'acciaio piantati nei pressi del campo-gara di Bells Beach. La notizia arriva a Benny Cohen, CEO della I.S.T., che ordina una accurata perlustrazione a Snapper Rocks. Anche qui vengono trovati due anelli identici a quelli rinvenuti dal sub a Bells. Anche questi piantati esattamente a 60 centimetri l'uno dall'altro. Il circuito professionistico lascia l'Australia e si sposta a Tahiti. Dopo quattro giorni di gara, nessun attacco, ma anche qui qualcuno ha piantato sul reef gli stessi anelli, alla stessa distanza. L'apertura improvvisa della porta lo fece sussultare, ma era solo un'infermiera che spingeva un carrello di biancheria sporca. Iniziava a sentire freddo e si sentiva ridicolo a stare l, mezzo nudo, i piedi neri per aver camminato sulla strada sterrata e sull'asfalto. Per fortuna si era ricordato di dire a Serena di portargli dei vestiti. Si vergogn di pensare a se stesso mentre Moana stava... Gi! Stava cosa? Lottando? Soffrendo? Morendo? Si schiaffeggi con entrambe le mani e scoppi in un pianto rabbioso.
Era colpa sua. Della solita testardaggine, della presunzione di sostituirsi a poliziotti e commissari, dell'incapacit di ascoltare i consigli di Serena.
Una ridda di pensieri negativi inizi a frullargli nel cervello, gettandolo sempre di pi nello sconforto. No, pens, Moana non pu andarsene. Negli ultimi anni ho perso due delle persone pi importanti della mia vita, prima pap, poi Alex. No, signore, ti prego, Moana no! La porta si apr una seconda volta e stavolta davanti a lui c'era il prof. Tahutini, che notando il viso stravolto di Del Bono si affrett a fare il breve report.
Il suo amico  fuori pericolo, l'arpione ha colpito l'osso della clavicola, scheggiandolo, e ha deviato verso il polmone, mancandolo di due centimetri. Se l'avesse perforato, la situazione sarebbe stata molto pi seria. Il suo amico ha qualcuno lass da ringraziare disse con un sorriso, alzando lo sguardo verso il cielo.
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Hong Kong 8 maggio.
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Il bicchiere and a schiantarsi sul muro, mezzo metro dal 60" al plasma. Il gin inizi a colare sul pavimento. Per un attimo aveva avuto l'impulso di far fare la stessa fine anche al cellulare, ma si era trattenuto. Immobili come sfingi, le sue tre guardie del corpo non osavano fare alcun gesto, n commento. Sapevano bene come comportarsi quando Silverback perdeva le staffe. Apr l'anta del buffet in ciliegio e prese un altro bicchiere dove vers tre dita di gin e tre cubetti di ghiaccio. Muovendo una mano sopra la testa fece cenno ai bodyguard di uscire dalla stanza. Aveva bisogno di riflettere. Dopo un sorso, si sdrai sul divano in nabuk color crema. Si era appena sbarazzato di Ning Ho, che adesso giaceva da qualche parte sul fondo della baia, e gi doveva preoccuparsi di togliere di mezzo altri due altri due soldati. Era una delle peggiori situazioni in cui si era trovato negli ultimi 24 anni. Era il maggio del 1982 quando, a soli 31 anni, era diventato il pi giovane tra i 415 della Triade a Hong Kong, incaricato di cercare le risorse e di occuparsi del lato economico. Grazie ad un eccezionale fiuto per gli affari e alle indiscusse doti di leader, che includevano una bestiale spietatezza, aveva garantito alla mafia di Taiwan profitti astronomici per quasi un quarto di secolo.
Era stato il primo a Hong Kong a fiutare il business rappresentato dal crescente consumo della shark fin soup, costringendo molti fornitori di pesce a buttarsi nella pratica del finning. La crescita economica e il nuovo potere d'acquisto della classe media cinese, avevano fatto della zuppa di pinne di squalo un piatto alla portata di gran parte della popolazione. Con gli altri gruppi della Triade attivi a Hong Kong aveva raggiunto un accordo per gestire, praticamente in una situazione di monopolio, il business del finning, accettando alcune concessioni su altri business come il gioco d'azzardo, il contrabbando di tabacco e lo spaccio di droga. I ricavi erano stati cos impressionanti che qualche membro del vertice della Triade lo aveva indicato come possibile 438: il vice capo Montagna, il numero due nella struttura secondo solo al 489 o Capo Dragone. La situazione era bruscamente cambiata quando erano usciti i primi dati attendibili circa la vera entit della strage di squali, che secondo alcuni studi superava i 300 milioni di squali uccisi ogni anno.
La riduzione dei consumi di shark fin soup a Hong Kong e nella Cina era stata cos improvvisa e rapida che era dovuto tornare a trattare con quei gruppi ai quali aveva fatto generose concessioni in business pi tradizionali. Era stato in quel momento, mentre stava pensando a come rilanciare i consumi della shark fin soup, che aveva commesso un errore imperdonabile, quello di approvare il piano di Ning Ho. All'inizio, l'idea gli era sembrata buona. Come reagiremmo se vedessimo uno squalo sbranare un surfista, un sub, o un bagnante? gli aveva domandato Ning. Odieremmo questa bestia assassina, ce ne sbatteremmo altamente della sua possibile estinzione, giusto?.
L'idea di innescare sugli squali una campagna d'odio poteva funzionare, ma poi Ning era venuto a sapere che le gare del circuito professionistico venivano trasmesse in diretta, e che avevano una audience insospettabilmente alta. Si era fissato sull'idea che con un'adeguata pastura, l'intera area di gara avrebbe pullulato di squali.
Puoi immaginarti l'orrore di assistere in diretta, durante un evento sportivo cos seguito, all'attacco di un grosso squalo a un surfista? aveva continuato Ning. Ne parlerebbero tutte le televisioni del mondo, e non importerebbe pi a nessuno se nei ristoranti cinesi e di Hong Kong si servissero zuppe di pinne di squalo.
Non era sembrato un problema trovare in un esercito di 300.000 uomini un paio di 49 disposti, dietro adeguato compenso, a eseguire il piano. Ma gli uomini scelti non si erano rivelati all'altezza della situazione, soprattutto quel costaricano, e si erano messi nei guai seri. Non riusciva ancora a capire come mai quel tico
fosse stato scelto per una missione cos delicata, ma l'avrebbe scoperto presto. Il primo report di Yiu l'aveva spaventato: i due rischiavano l'arresto e non osava pensare cosa gli sarebbe accaduto se uno dei due avesse parlato. La sua carriera e la sua vita sarebbe finita con un onorevole harakiri. La Triade non gli avrebbe mai perdonato, dopo il crollo di fatturato, anche la perdita della faccia. Non poteva rischiare: quei due dovevano essere messi a tacere entro poche ore. Sollev l'interfono e chiam il 49 di fiducia. Per affidargli la missione di eliminarli.
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Puntarenas - Costa Rica 8 maggio.
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Attenzione, il numero selezionato non  attivo. Margarida aveva ascoltato la risposta, scuotendo la testa. Ridette il cellulare a Miguel Diaz.
Sentito? Vedi che non ti raccontavo una bugia.  tutto il giorno che provo, ma la risposta  la stessa disse il Pcaro mettendo il cellulare nella tasca della sahariana.
Cosa hai in mente di fare? Ignatio  molto preoccupato e vuole lasciare l'isola il prima possibile.
Non lo so. Vedi, Ning  l'organizzatore della missione, ha pensato lui a tutto, dal volo aereo, alla prenotazione degli hotel. Aspettiamo fino a domani, poi se non si  fatto vivo....
Poi, poi, mio fratello mi ha detto chiaro e tondo che si trova in una situazione di merda e tu lo sai, non  uno che si spaventa per poco. Dio mio, vuoi dirmi che l'hai mandato a fare laggi? grid Margarida, esasperata dal silenzio del Pcaro.
Senti, se non ti decidi a dirmi la verit vado a chiedere aiuto alla polizia. Miguel sorrise, sapeva che non l'avrebbe mai fatto. Si voleva troppo bene, Margarida, per fare una cazzata del genere. Si avvicin a lei e le mise un braccio intorno alla vita, tirandola a s.
Tuff il naso tra i capelli, lungo il collo, e annus quel profumo che lo faceva impazzire. Fece scivolare l'altra mano sotto la corta gonna e inizi ad accarezzarle il sedere, sodo, liscio. Margarida era riuscita a evitare tre inviti consecutivi, ma sapeva bene che lui non era certo rimasto all'asciutto. Non si era mai fatta nessuna illusione e d'altra parte lui non l'aveva mai presa in giro: gli aveva detto da subito che lui aveva molte amanti e che con nessuna aveva intenzione di stabilire un rapporto che non fosse basato solo e unicamente sul sesso. Ora che aveva iniziato una relazione con Juan, le riusciva sempre pi difficile fingere piacere e temeva che prima o poi Miguel se ne sarebbe accorto. Da quando Ignatio le aveva prospettato una fuga da quella vita, non sognava altro che il momento di salire su un aereo e lasciarsi tutto alle spalle. Doveva resistere e lavorarsi ancora per qualche giorno il Picaro. Avrebbe fatto qualsiasi cosa per convincerlo a far tornare Ignatio a Puntarenas. Si fece coraggio e inizi a sbottonare la patta dei pantaloni di Miguel, che l'aveva gi duro. Lui si stacc un momento, giusto per dare un giro alla chiave della porta del suo ufficio e spinse la testa di Margarida in basso.
Lei s'inginocchi, pensando che a qualche decina di metri da loro, in quella lurida, puzzolente pescheria, il suo Juan si stava guadagnando onestamente da vivere e molto probabilmente stava guardando quella porta arrugginita. E forse s'immaginava cosa stesse accadendo. Un senso di nausea l'assal, ma si fece coraggio pensando che presto tutto sarebbe finito per sempre. Mezz'ora dopo, il Pcaro gir la chiave, questa volta per aprire la porta dell'ufficio. Salut Margarida e rientr. Prov di nuovo a chiamare Ning. Niente da fare, il numero non era attivo. Prese dal taschino il mozzicone di sigaro e lo mise tra i denti senza accenderlo, poi si sedette dietro la scrivania. Si appoggi allo schienale in pelle della sedia e socchiuse gli occhi. La situazione non era rosea, ma neppure disperata. Fortunatamente la polizia aveva delimitato solo una piccola zona in pescheria intorno a una sega a nastro, dove aveva messo dei sigilli. Aveva calcolato in un 15% il calo di produzione e di evasione degli ordinativi, ci poteva stare. Il cellulare inizi a vibrare.
Guard sul display chi lo stava chiamando, sperando fosse Ning. Invece del suo nome, apparve un numero che iniziava con +852: chiamavano da Hong Kong. Forse era lui che chiamava con un altro cellulare. Pronto, Ning?.
Salve signor Diaz, mi riconosce?.
Il Pcaro prov un brivido sulla schiena. Come avrebbe potuto dimenticare quella voce. Si tolse il sigaro dalle labbra e lo rimise nel taschino. Buonasera Mr. Gao, mi scusi, ma aspettavo una telefonata da Ning, sembra che il suo cellulare sia disattivato rispose ostentando sicurezza. Ning non la chiamer per un po' di tempo. L'ho inviato in Africa per concludere un'importante trattativa con un nostro fornitore. Ho altri grattacapi di cui occuparmi, grazie anche a lui. Star via almeno un paio di mesi e difficilmente avr occasione di parlarle. Nel frattempo si deve
rivolgere esclusivamente a me, chiaro? Mi dica, cosa voleva da Ning?.
Non so se  al corrente di una....
Io sono sempre al corrente di tutto, signor Diaz.
Immagino. Dicevo, alcuni mesi fa, Ning mi ha chiesto informazioni su
un mio dipendente che aveva conosciuto durante la sua ultima visita alla nostra pescheria, quando siglammo l'accordo per la fornitura di pinne di squalo.
Ricordo perfettamente, era il gennaio del 2004 intervenne Silverback. Sapendo che Ignatio e Pablo sono appassionati di surf, mi domand chi dei due facesse pesca subacquea e gli risposi che entrambi amavano pescare in apnea. Mi parl allora di una missione all'estero che avrebbe tenuto uno di loro impegnato per alcuni mesi, offrendosi di remunerare profumatamente sia lui, sia la mia azienda, che avrebbe perso, per un certo periodo, un impiegato tra i pi fidati e efficienti. Fece una pausa per dare tempo al boss di Hong Kong di intervenire. S,  esatto. Conosco bene l'offerta avanzata da Ning. Continui. In realt stava bluffando. Sapeva assai poco della cifra promessa da Ning al Pcaro e non si perdonava una simile leggerezza. Beh, Ning non mi ha detto molto a riguardo, ma mi ha fatto capire che non potevo rifiutarmi. Ricordo solo che scelse Ignatio perch pi affidabile rispetto a Pablo. Ignatio ne fu felicissimo perch la missione aveva qualcosa a che fare col surf e con le immersioni. Sent Gao sbuffare impaziente.
E lei non gli ha chiesto altro? chiese con tono irritato, pensando che avevano entrambi fatto lo stesso sbaglio nello stesso momento: fidarsi troppo.
Sa, il potere contrattuale non  certo dalla mia parte, Mr. Gao. Non solo voi siete il mio miglior cliente, voi siete anche... insomma, ci siamo capiti. Non  che avessi molta scelta.
Vero, pens Gao. Segu un lungo silenzio. Entrambi stavano pensando cosa dire. Fu il cinese a romperlo.
Mi stia bene a sentire Miguel Diaz, detto il Pcaro. I nostri uomini si sono messi in una brutta situazione. Il loro compito era di installare, poche ore prima dell'inizio delle gare di surf del circuito professionistico, dei contenitori contenenti della pastura specifica per attirare squali. Chumming lo interruppe Diaz. Prego?.
Viene chiamata chumming la pastura usata per attirare gli squali, che  composta da pezzi di pesce, normalmente congelato, e olio di fegato di pesce. Essa, a seconda della corrente, forma una scia odorosa che in breve tempo attira gli squali.  importante piazzarla bene, se si vuole avere un risultato positivo. Si spieghi meglio.
Non basta saper preparare del buon chumming, occorre sapere dove e come piazzarlo. L'ideale  mettere le borse contenenti il chumming lungo le linee che separano cambi di temperatura, cio dove due correnti d'acqua di diversa temperatura si incontrano. In queste zone possono trovarsi alghe o formarsi della schiuma dove si vanno a nascondere alcune piccole prede. Gli squali frequentano spesso queste linee in cerca di facili pasti. Ma ci sono altri fattori da considerare, nel piazzare la pastura: la trasparenza dell'acqua, la profondit, la struttura del fondale e la direzione della corrente, molto importante. Con me Ignatio Gallego ha fatto la gavetta e sapeva fare tutte queste cose.
Mmh, questo spiega perch Ning ha cercato qualcuno, fuori dal mio staff di uomini, uno che fosse esperto sia di pesca ma anche di surf, che conoscesse bene i fondali e le correnti dei posti dove si sarebbero svolte le gare di surf.
Silverback pens alcuni secondi sulle parole del Pcaro, poi riprese. Tornando al compito dei nostri uomini, essi, al momento giusto, tramite un telecomando a distanza, avrebbero dovuto aprire i contenitori che avrebbero cos liberato la pastura. Lo scopo? Attirare il maggior numero di squali e sperare che si verificasse un attacco mortale a uno dei surfisti del circuito professionistico.
Ma  pazzesco! E a cosa sarebbe servito tutto ci sbott Diaz. Secondo Ning la morte, o anche solo il ferimento in diretta di un surfista, avrebbe rafforzato il mito dello squalo quale killer mangia-uomini, mostro dei mari, terrore delle spiagge, eccetera. E ci  avvenuto? Voglio dire, ha funzionato?. Solo in parte rispose Gao.
Mi spiego meglio. Alla prima gara c' stato un attacco. Grave, ma non mortale, che  stato ripreso e trasmesso in diretta. Le immagini sono apparse su tutti i notiziari del mondo, non mi dica che non ne ha sentito parlare!.
S, s, mi pare di aver visto qualcosa al telegiornale. Mai mi sarei immaginato che Ignatio fosse coinvolto in questa storia. Ma allora l'idea di Ning ha sortito l'effetto voluto! esclam Diaz.
Non esattamente. L'operazione  stata ripetuta nella seconda gara, dove c' stato un altro attacco, questa volta a un bagnante. Si  assistito a una
numerosa e pericolosa invasione di squali tigre vicino a riva. Purtroppo, dopo alcuni giorni, un sub ha scoperto sul fondale gli attacchi usati per fissare gli speciali contenitori ad apertura comandata. E il giochetto  stato scoperto... mormor Diaz che iniziava a capire perch era stato chiamato nientemeno che dal numero due della Triade di Hong Kong.
Aspetti, il meglio deve ancora venire. Avendo appreso la notizia dai media, i nostri uomini si sono fatti prendere dal panico e hanno deciso di togliere dal fondale gli anelli, prima che scoprissero che erano stati piazzati anche l, a Tahiti. E? chiese ansioso Diaz.
Beh, c'era qualcuno ad attenderli. Un surfista italiano e il suo coach tahitiano. Non sappiamo se erano l per caso o se avevano sospettato qualcosa, fatto sta che Ignatio, il suo uomo, ha sparato e ferito seriamente il tahitiano. Fortunatamente sono riusciti a fuggire, ma ora li stanno Cercando attivamente su tutta l'isola. Un'isola piccola, dalla quale, se ricercati,  quasi impossibile uscire.
Eccoci al dunque, pens il Pcaro che temeva di sapere il finale del racconto.
Lei  una persona scaltra e intelligente, signor Diaz. Lo dica lei: cosa dobbiamo fare.
Evitare che vengano presi e che parlino, che svelino il piano e l'obiettivo. Soprattutto che svelino chi sono gli organizzatori del piano. Complimenti, Diaz. Non poteva essere pi sintetico. Anzi, poteva esserlo ancora di pi. Poteva dire "evitare che parlino" e basta. Che vengano presi non  molto importante.  importante che non siano in grado di parlare. Quindi? Concluda lei, la prego.
Il Pcaro fece un lungo respiro mettendo una mano sul cellulare, poi rispose.
Morto non parla concluse. Ottima conclusione.
Un'ultima domanda, Mr. Gao. Devo pensarci io?. Nemmeno per idea! Lei deve solo fare in modo che il suo uomo non si insospettisca, che si fidi e obbedisca al mio uomo, quello che  con lui. Ma si ricordi! Se prover a fare il furbo, le giuro che per lei sar la fine. Non c' altro. Buona serata, Mr. Diaz.
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Papeete, Tahiti - Polinesia Francese 8 maggio.
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Il piccolo geco fece di nuovo capolino da sotto l'applique alle spalle del commissario. I numerosi insetti attirati dalla luce erano facili prede che il rettile faceva fuori ad un ritmo impressionante. Andrea si chiese quando si sarebbe sentito sazio e per un attimo lo invidi: lui, invece, era a digiuno dal mattino e d'improvviso sent il desiderio di mettersi qualcosa sotto ai denti.
Il commissario Maevarau, un grande obeso polinesiano sulla cinquantina, attendeva da lui una risposta, ma il suo cervello non sembrava avere pi nessuna leadership sul resto del corpo. Aveva bisogno di mangiare, bere e dormire.
"Per favore commissario, non disatomizzi ulteriormente le mie gonadi gi cos provate, mi lasci andare a riposare", avrebbe avuto voglia di rispondere, ma continu a tacere, dando di tanto in tanto uno sguardo al geco che continuava a fare strage di farfalline, mosche e zanzare. Proprio in quel momento Serena entr nell'ufficio. Non avrebbe mai creduto che un giorno avrebbe gioito nel vedere una busta di carta con il logo McDonald's. Senza dire una parola infil una mano nella busta e tir su una manciata di patatine fritte che si schiaff in bocca, poi apr il bauletto di cartone che conteneva un Big Mac e l'addent. Due minuti dopo si sentiva gi meglio.
Si raddrizz sulla scomoda sedia di legno e annu con la testa come a invitare il commissario a procedere in fretta. La dinamica dello scontro l'abbiamo chiarita, anche se non capisco se l'arpione era destinato a lei o al suo amico. Il sub era cos vicino. Lei che sensazione ha avuto? domand il commissario.
In effetti, mi trovavo a meno di due metri, e non mi sono mosso. Per ho la sensazione che l'intenzione era quella di spaventarmi, solo che il tipo non si  accorto che Moana era proprio alle mie spalle rispose Andrea.
E non ha colto niente che possa aiutarci a delineare un identikit dell'aggressore, che so, colore e taglio dei capelli, colore degli occhi, della pelle!. Qualsiasi particolare pu fare la differenza.
Andrea guard Serena. Anche lei sembrava stravolta dalla stanchezza e dallo stress, ma capiva anche che l'ippopotamesco commissario stava facendo il suo lavoro e che la sua testimonianza era importante. Si spremette col dorso della mano i globi oculari, cosa che faceva spesso nei momenti di stanchezza perch sembrava aiutarlo a rimettere in circolo un po' di energia.
Non ho avuto modo di concentrarmi molto sul volto del nostro aggressore, ero troppo spaventato dalla pistola puntata verso di me, ma c'era qualcosa di gi visto, forse nelle movenze, nella struttura fisica, non saprei dire.  tutto il giorno che mi scervello.
Maevarau si dette una tremenda pacca sotto la nuca, sullo spesso cuscinetto di grasso che rendeva cos buffo il suo profilo. Guard con soddisfazione la zanzara spiaccicata sul palmo della mano che si pul in qualche modo strusciandola sotto il pianale della scrivania. Le leggo la deposizione che ha rilasciato a caldo: ".. .cercando di spaventarli, ho iniziato a pinneggiare verso di loro puntandogli contro il mio arbalete. Inizialmente ho colto del panico, soprattutto negli occhi del tipo con i capelli scuri, lunghi fino alla base del collo. Per un attimo mi  sembrato di aver gi visto da qualche parte quegli occhi, ma non riesco a ricordare dove. Ho pensato che stessero per fuggire con quegli strani mezzi a elica, ma improvvisamente, quello dai capelli rossicci mi ha sparato contro. Dell'altro tipo ho notato anche che aveva pelle abbastanza scura, ma non come gli africani, ed era magro ma muscoloso. Non mi  sembrato essere molto alto, ma in acqua  difficile giudicare l'altezza. Le pinne di entrambi erano nere, molto lunghe. Sul petto avevano una specie di borsa da dove hanno estratto le pistole e forse essa conteneva altri strumenti da lavoro. Il tipo dai capelli rossicci non era grasso ma decisamente pi in carne rispetto all'altro. Pelle bianca".
Mentre l'ispettore rileggeva la sua deposizione, Andrea osserv il geco: gnam, un'altra falena. Infallibile.
S, commissario, confermo, non mi viene in mente nient'altro da aggiungere circa la descrizione dei due sub.
Lei ha sparato a quella specie di moto d'acqua volontariamente o anche lei ha commesso un errore di mira? chiese Maevarau. Volontariamente. A parte il fatto che non riuscirei mai a uccidere un uomo di proposito, ma ho pensato che se fossi riuscito a mettere fuori uso uno dei due mezzi avremmo messo i due in seria difficolt. E se anche fossero riusciti a fuggire, avremmo avuto tra le mani un oggetto da cui trarre delle indicazioni, come il luogo di matricola, risalire al luogo di fabbricazione o di vendita, roba cos.
Il Commissario ridacchi compiaciuto della sagacia dell'italiano. Vuol dirmi che ha pensato tutto questo tra un arpione che le sfiora la faccia e il decidere se puntare e premere il grilletto del suo arbalete? Un bel sangue freddo, complimenti!. Con sorpresa dei poliziotti, fu Serena a prendere la parola. Capisco cosa vuol dire commissario. Anch'io sono rimasta pi volte impressionata dalla apparente freddezza con la quale Andrea reagisce in certe situazioni, nonostante di indole sia focoso, impulsivo, spesso avventato.
E allora come se la spiega tanta calma olimpica in un momento di cos alta tensione e di pericolo, signorina London?.  un surfista. Prego?.
Un surfista professionista, come molti altri atleti professionisti,  abituato a ragionare in frazioni di secondo. La differenza tra un calciatore o un tennista che devono affrontare solo lo stress di un gol mancato, di un set o un match perduto,  che il surfista pu pagare a caro prezzo una decisione sbagliata. Lei vive nella patria dell'onda pi spaventosa, la pi temuta dell'intero circuito professionistico: Teahupo'o'o. Bene, forse lei ha un'idea di cosa significhi cadere dentro alle sue fauci, con tonnellate d'acqua sopra la testa pronte a schiacciarti sul tagliente fondale corallino? Andrea, come tutti i surfisti,  abituato a prendere decisioni rapide in momenti di alta tensione.
Andrea sorrise osservando lo stupore sulla faccia del commissario. Complimenti signorina London, non poteva darmi una risposta pi esauriente.
A proposito, commissario. Avete trovato qualcosa sulla moto d'acqua che possa servire alle indagini? domand Andrea. Seabob. Li chiamano cos quegli aggeggi. Precisamente si tratta di due seabob Cayago F7. Ovviamente, i numeri di matricola sono stati cancellati, per cui sar difficile sapere dove sono stati venduti. La scientifica sta analizzando ogni millimetro quadrato per rilevare ogni pi piccola traccia di DNA o di altre sostanze che possano darci degli spunti per le ricerche. L'unico particolare di un certo interesse  un piccolo disegno fatto a mano, con un pennarello a punta fine, sulla carena, in un posto strano, quasi a voler nascondere la sua vista. Un disegno strano, quasi tribale, sembra un tatuaggio.
Potrei vederlo? chiese Andrea.
Il commissario fece un cenno col mento a uno dei due poliziotti che si alz e usc dalla stanza. Rientr qualche minuto dopo con un foglio A4 che porse a Del Bono. Maevarau attese una decina di secondi. Le dice niente? chiese infine.
Anche Serena stava osservando con curiosit lo strano disegno, un triangolo sopra un semicerchio.
L'insieme delle due figure formava una sagoma che ricordava una specie di goccia, di lacrima.
Mmh, non so, ho visto centinaia di tatuaggi simili, ma sono d'accordo con lei, sembra un tatuaggio tribale. Moana pu esserci d'aiuto in questo, da buon polinesiano ha una buona conoscenza riguardo uso e significato dei tatoo.
Bene esclam Maevarau alzandosi con goffaggine e fracasso dall'angusta scrivania. Per ora  tutto, ma resti a disposizione, nelle prossime ore avr ancora bisogno di interrogarla.
Il commissario porse l'enorme, paffuta mano prima a Serena e poi a Del Bono, che prov a contrastare la micidiale stretta. Il geco usc lentamente da dietro l'orologio poi, con un velocissimo scatto afferr l'ennesima falena che spar lentamente nelle fauci. A Del Bono parve di cogliere un'espressione di soddisfazione negli occhi del rettile. Aveva davvero bisogno di dormire.
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Papeete, Tahiti - Polinesia Francese 8 maggio.
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Fece fatica a capire dove si trovava e cos'era quella luce verde al suo fianco. Gli ci vollero una decina di secondi prima di realizzare che si trovava al Ta'aone Hospital e che aveva subito un'operazione. Al primo tentativo di sollevare la testa prov un forte dolore alla spalla sinistra e si rimise gi. Se stava fermo il dolore quasi spariva, per cui decise di rilassarsi. La porta si apr ed entr una giovane infermiera che vedendolo sveglio si mise l'indice davanti al naso facendogli cenno di non parlare. Va tutto bene signor Teura disse con un largo sorriso. Lei ha perso molto sangue e deve solo riposare e recuperare le forze. Non corre pi nessun pericolo, perci stia tranquillo. Il professor Tahutini passer tra qualche minuto e le far un quadro pi preciso.
Mentre l'infermiera iniettava del liquido nella flebo, Moana ne approfitt per osservarla. La tipica bella ragazza tahitiana, sui trent'anni. Corpo armonioso, non troppo esile ma pieno e formoso, occhi scuri, penetranti ed espressivi, bocca carnosa. Decisamente sensuale, pens. Se ha bisogno di qualcosa prema il pulsante alla sua destra, arriver subito aggiunse aprendo la porta e uscendo dalla stanza. Chiuse gli occhi e cerc di rivivere l'accaduto: Andrea che pinneggiava incautamente verso i due sub armati di una pistola subacquea. La sua disperazione nel vederlo dirigersi in maniera cos spavalda verso i due sconosciuti e il suo pinneggiare frenetico per raggiungerlo e fermarlo. Infine, quella botta al petto e il suo precipitare al rallentatore verso gli abissi. Ricord che prima di perdere conoscenza gli era apparso il volto della madre, che voce roca ma calda e rassicurante, gli aveva sussurrato la solita filastrocca sulle origini del suo nome: "Moana, figlio mio. Io e tuo padre, che ti abbiamo indicato come dialogare con l'oceano e con le sue creature, quelle buone e quelle malvagie. Che ti abbiamo fatto conoscere i piaceri di aremata popoa, l'onda piccola, e le insidie di aremata rorua, la grande onda. Noi che ti abbiamo insegnato a pregare e placare l'ira di Ara Tiotio, dio delle tempeste e degli uragani. Noi, al nostro principe che viaggia sull'oceano nella notte, diciamo che i nostri amici mauri, tamataroa, tapete, toretore devono essere salvati. Aiuta il nostro amato Emiri a farlo". Ha'amoe sussurr tra le labbra Moana.
Il nome della madre era la parola che pronunciava quando avvertiva la leggera, piacevole vibrazione nel petto che precedeva la sua entrata in uno stato meditativo in cui spesso aveva delle visioni, delle luccicanze. Un senso di benessere lo pervase in tutto il corpo. Ma il contatto con la madre stava gi perdendosi. Riusc solo a percepire l'ultimo sussurro: "Ricorda a Emiri di cercare un fiore bianco, in mezzo al mare arrossato di sangue".
Si svegli sei ore dopo, ricordando solo quest'ultima frase.
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CAPITOLO 6.
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Teahupo'o'o, Tahiti - Polinesia Francese 9 maggio.
Fin dalle prime luci dell'alba, era chiaro a tutti che anche quello sarebbe stato un altro lay day, un giorno di riposo per tutto il carrozzone I.S.T. Il contest director non impieg molto a comunicare ufficialmente la decisione presa, evitando l'inutile uscita dal porticciolo di decine di imbarcazioni d'appoggio.
Michelle Dubois osserv preoccupata il suo capo che stava parlando con uno dei giudici. Da quasi due mesi, ovvero dall'inizio del circuito, Benny era sotto pressione e per tutta la notte l'aveva sentito girarsi e rigirarsi nel letto.
Sorrise al ricordo della goffaggine con la quale si era fatto avanti, solo tre sere prima.
Gli piaceva anche per questa insospettata timidezza che lo assaliva solo in faccende private, di cuore. Chi l'aveva visto battagliare e tenere testa ad atleti indisciplinati, giudici insoddisfatti, sponsor esigenti, non avrebbe mai sospettato che il C.E.O. della I.S.T. avesse questo tipo di debolezza. Di contro, sotto le lenzuola era un vulcano, fuoco vivo. Cohen strinse la mano al contest director e si diresse verso di lei. Secondo Damien la gara si concluder proprio il 15 maggio, l'ultimo giorno del waiting period disse baciandola innocentemente su una guancia.
Era presto per rendere pubblica la loro relazione. Damien, il contest director, era stato un surfer professionista negli anni Novanta, e aveva una grande esperienza anche nell'interpretare le previsioni meteo. Ci sar da stare con le chiappe strette fino alla fine? domand Michelle.
No, non credo. Volendo si potrebbe utilizzare anche il giorno 14, ma in condizioni che gli atleti non gradirebbero molto, piccolo e choppy (Agitato.). Nella notte tra il 14 e il 15 la swell crescer e dato che ci restano da svolgere solo quarti, semi e finale, concluderemo la gara in condizioni ideali.
Quindi, tutto ok, no? disse Michelle.
S, per la gara sono tranquillo, ma c' molta tensione tra i local per quanto accaduto a Moana. Hira mi ha informato che Poto e gli altri amici di Moana hanno formato una specie di task force col compito di trovare i colpevoli e farli a pezzi: Sai, qui non vanno per le spicce: se trovano quei due ne fanno esca per gli squali.
Giusto, stavo per dimenticarlo! esclam Michelle dandosi una lieve pacca sulla fronte. A proposito di squali, mi ha chiamato Peter Wills di Sea-Life Guardian. Sembra che in tutto il mondo stia crescendo il movimento anti-finning e che il Parlamento Europeo discuter a Strasburgo un regolamento salva-squali, la cui approvazione  molto probabile anche se Spagna e Portogallo stanno difendendo la lobby della pesca. Buona notizia, no?.
Certo, ma ora la cosa che mi preoccupa di pi  la salute di Moana e la cattura di quei due killer. Dopo l'esposizione mediatica seguita agli attacchi di squali, quello di cui non abbiamo bisogno  che la comunit surfistica locale si macchi di un duplice omicidio. Michelle, la faccenda  davvero seria, molto seria.
Cohen inizi a camminare lungo la marina in direzione del parcheggio, salutando con un cenno della mano le molte persone che stavano lasciando il surf meeting.
Chiamo Poto, dovrebbe essere in ospedale disse Michelle mentre gi digitava sul cellulare il suo numero. Buona idea.
Mentre lei parlava con Poto, Benny ne approfitt per fare una chiamata a Del Bono. Stava per attaccare dopo il sesto squillo, quando sent la voce dell'italiano.
Del Bono gli fece un rapido riassunto dell'intensa giornata vissuta e dell'interrogatorio finale presso il commissariato di Papeete, poi gli comunic una confidenza.
Sai Benny, da ieri ho come un tarlo nella testa, ho la sensazione di aver gi visto uno dei due sub, ma non riesco a capire cosa mi porti a dire ci.  come se avessi visto un particolare che per non so collegare alla persona. Ci sto diventando matto!.
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Puntarenas - Costa Rica 9 maggio.
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Il peschereccio procedeva lentamente verso il punto d'approdo, nel porto di Puntarenas. Dal parcheggio lungo il porto, Margarida intravide Juan a poppa. Il solito senso di colpa accompagnata da nausea le sal nel petto: pi volte aveva provato a perdonarsi la squallida relazione con Miguel Diaz, ma non ci riusciva. Anche quello, era un regalo dei fratelli che l'avevano costretta a soddisfare le voglie del boss. All'inizio non le era dispiaciuto pi di tanto: Miguel sapeva essere generoso con le sue amanti, e le aveva fatto molti regali costosi, come quella Toyota sulla quale sedeva ora. Se doveva fare la puttana, meglio vendersi bene. Ma da quando si era innamorata di Juan, dopo ogni incontro col Pcaro provava dei sensi di rimorso sempre pi forti che le procuravano tremendi attacchi di emicrania e di vomito. Anche Juan era allo stremo, stanco di sopportare di dividerla con quel maiale del Pcaro, stanco di quella puzza di pesce che ormai impregnava tutto il suo essere: le sue mani, i suoi polmoni, la sua anima. Stanco di vedere quei grossi pesci, i cui occhi fissi e le fauci aperte non sapevano esprimere dolore nemmeno quando il suo coltello affilato tagliava via pinna dopo pinna. Stanco di vederli sparire, senza un suono, senza un lamento nelle profondit del mare. Appoggi la testa sullo sterzo e dette sfogo a un attacco di pianto che le sconquass il petto. Le loro vite, pens, erano simili a quelle di quei pesci che accettavano senza un lamento, il terribile destino loro riservato.
Ma era giunta l'ora di dire basta. Al rientro di Ignatio tutto sarebbe finito. Gir la chiave nel cruscotto e si diresse verso la pescheria dove tra un'ora, dopo aver scaricato a bordo dei frigovan tutto il pescato, si sarebbe recato anche Juan. Il Pcaro voleva parlarle o forse gli era solo salita un'altra vampata di desiderio e voleva solo farsi una scopata. In entrambi i casi, era un'occasione per cercare di sapere qualcosa di pi su Ignatio, che non sentiva da un paio di giorni. Sul cancello della Miguel Fish Esportation una guardia armata la riconobbe e le fece cenno di passare. Parcheggi l'auto ed entr nell'ufficio di Miguel. Vuoto. Chiese a un giovane pescatore che stava dividendo in pile i diversi tipi di pinna di squalo dove potesse trovare il boss. Il ragazzo fece il segno della cornetta con mignolo e pollice e indic il parcheggio dei frigovan, una ventina di metri dalla porta dell'ufficio. Margarida intravide il Pcaro, tra due furgoni, che parlava al cellulare. Si diresse verso di lui. Il rumore delle seghe a nastro attutiva il rumore dei suoi tacchi sulle piastrelle. Giunta a pochi passi, ud chiaramente la frase "devono essere uccisi" e si blocc. Si rese conto che Miguel era alla parete di uno dei furgoni e non l'aveva vista arrivare. Si gir e diede un'occhiata intorno a s. Nessuno sembrava guardarla. Gir dietro al frigovan e and verso la parete del capannone, dove c'era pi oscurit. Miguel Diaz parlava con un tono che mai gli aveva sentito usare in precedenza.
Un tono che rivelava timore, paura, pi che rispetto.
Ho provveduto a sospendere il contratto telefonico del mio dipendente e gli ho detto di rispettare alla lettera le indicazioni del vostro uomo. Per, Mr. Gao, le chiedo se  davvero necessario eliminare i nostri uomini invece che cercare di farli uscire da Tahiti... Certo, capisco che per voi  pi semplice mandare un sicario e farli sparire, ma Ignatio Gallego  uno dei miei uomini pi fedeli, che fino ad oggi.... Seguirono una decina di secondi di silenzio, durante i quali Margarida fece ben attenzione a non produrre il minimo rumore. Il cuore le batteva cos forte che temeva lo sentisse anche Miguel. Naturalmente seguir le sue indicazioni, ma sappia che lo faccio solo perch non ho altra scelta. Gallego  il mio migliore collaboratore e spero che ne tenga conto al momento di corrispondermi quanto pattuito. Segu un'altra pausa, pi breve della prima, poi di nuovo la voce del Pcaro.
S, lo so che per lei non  una questione di denaro, ma per me trovare in Costa Rica persone fedeli e capaci come Ignatio  davvero complicato. Dovette fare un grosso sforzo per trattenere un grido di disperazione. In quale guaio si era infilato il fratello per richiedere la sua eliminazione fisica? Si fece forza, cap che la conversazione stava terminando e decise di spostarsi velocemente da l. Prosegu lungo la parete buia del capannone sfruttando l'ombra ed entr nell'ufficio, ancora vuoto. Un minuto dopo la porta si apr e il Pcaro entr, scuro in volto, evidentemente di cattivo umore.
Cosa ci fai tu qui! chiese infastidito alla vista della ragazza.
Ma come, mi invii un SMS affettuoso e poi mi dici cosa ci faccio qui?
rispose Margarida mostrandogli il display del cellulare.
Hai ragione, ma ho avuto una brutta notizia e sono un po' sconvolto
borbott Diaz. Cose d'affari?.
S, in questi ultimi mesi non ne va bene una, anche i miei clienti pi importanti fanno fatica a acquistare gli stessi quantitativi degli anni passati. Le cose vanno male Margarida, il mondo sta cambiando troppo velocemente e io non sono pronto a questi cambiamenti improvvisi. Margarida decise di rischiare un po'. Accendendosi una sigaretta con fare disinvolto, la butt l.
Hai notizie di Ignatio, sono un paio di giorni che non lo sento. Quando ri entra?.
Il Pcaro indugi, cerc il mozzicone di sigaro spento nella tasca e lo conficc tra gli incisivi.
Non lo so. N... non prestissimo. C' la possibilit che finita questa missione resti un po' di tempo fuori, mi deve aiutare a concludere un'importante contratto con un grosso acquirente straniero. "Brutto bastardo, hai appena dato il tuo ok a farlo fuori", ebbe voglia di sbraitargli sul viso. Sentiva dentro una pressione acida corroderle lo stomaco, che avrebbe voluto sputare fuori, ma riusc a trattenerla. Ti dispiace chiamarlo, vorrei parlarci un minuto, giusto per sentirlo. Diaz si tolse lentamente il mozzicone dalle labbra e lo ripose nella tasca. Sai, mi dispiace! Senti Margarida, credo che sia meglio dare un taglio alla nostra relazione. Ultimamente sei noiosa, moscia, non me lo fai rizzare pi. Tieni pure l'auto, ma per favore sparisci. Non ho bisogno di una moglie o di una fidanzata.
Io voglio solo scopare bene. Lo sapevi dall'inizio, no?.
Non se l'aspettava. Rimase a bocca aperta per un paio di secondi, espressione che fece inorgoglire Diaz che la scambi per un'espressione di rammaricato stupore, mentre invece era gioia pura. Aveva sempre saputo che se e quando la loro relazione sarebbe finita, non sarebbe stato per una sua decisione: i fratelli o Miguel in persona gliel'avrebbero fatta pagare cara. Ma non avrebbe mai sperato che fosse lui a lasciarla andare cos facilmente. Probabilmente, per lui quello era il risarcimento per l'imminente assassinio di Ignatio. Ma non le importava il perch: era libera. Non vedeva l'ora di dirlo a Juan.
Senza dire una parola, prese la borsa poggiata sulla scrivania e si avvi alla porta.
Ah, una cosa... disse Diaz proprio mentre mise la mano sulla maniglia. Sappi che posso riprenderti quando e come voglio, salita in auto, tir un grido di liberazione che nonostante i finestrini
chiusi fece girare la testa a due guardie del Pcaro distanti una decina di metri. Mise in moto e si diresse verso Recope, quel rifugio segreto dove avrebbe atteso l'arrivo di Juan per comunicargli la notizia. La prima buona notizia dall'inizio della loro storia. Al bivio tra la 17 e la 25 parcheggi in uno spazio sterrato. Si vergogn con se stessa per non aver pensato per prima cosa ad avvisare il fratello di quanto aveva appreso poco fa, del rischio mortale che stava correndo. Prese il cellulare e cerc nella rubrica il contatto di Ignatio. Lo chiam ma il numero risultava inesistente. Non era possibile. Riprov, stesa risposta. Solo allora realizz che se non fosse riuscita ad avvisare Ignatio avrebbe perso l'ultimo familiare che le rimaneva, l'unico che sembrava aver capito il male fattole.
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Teahupo'o, Tahiti - Polinesia Francese 9 maggio.
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Il professore Tahutini era stato molto rassicurante: Moana era definitivamente fuori pericolo e tra qualche giorno avrebbe potuto lasciare l'ospedale. La buona notizia gli fece salire l'appetito e torn in cucina per finire la preparazione del pranzo. Avrebbe voluto recarsi al Ta'aone Hospital a trovare Moana, ma Serena si era opposta. Prima ti alleni come se nulla fosse accaduto, poi fai ci che vuoi gli aveva detto.
Serena si era alzata alle sei e mezza e si era recata al surf meeting per sapere se la gara si sarebbe svolta o meno, permettendogli cos di dormire un po' pi a lungo. La sera, rientrato da Papeete era passato a far visita alla madre di Moana per rassicurarla, e aveva fatto tardi. Rientrata dal surf-meeting, Serena l'aveva buttato gi dal letto e l'aveva costretto a iniziare l'allenamento. Ovviamente, aveva cercato di stuzzicarla, ma inutilmente. Dopo una corsa di 45 minuti e una sessione di addominali, era rientrato per la colazione che Serena aveva preparato. Stava seduto nel patio, osservando la piatta superficie dell'oceano e gustando una papaya condita con lime, zucchero di canna locale e vaniglia, quando sent il cellulare squillare in cucina. Era Benny Cohen. Ciao Andrea, c' qui Michelle, vuole farti una domanda, te la passo. Ah, ho appena avuto ottime notizie su Moana, anche tu?. S, ho parlato proprio col professore Tahutini. Tutto bene, tra pochi
giorni Moana verr a casa. Non  incredibile? Cos in fretta?. Ciao Andrea, ti ricordi quel giornalista nicaraguense de La Prensa di Managua, il suo nome  Valerio Fuentes domand Michelle. Certo,  anche un bravo surfista. Perch me lo chiedi?. Ho ricevuto una telefonata disperata della sorella, dice che deve mettersi urgentemente in contatto con lui, che  una cosa molto, molto seria. Mi ha supplicato di metterla in contatto con lui, ma il cellulare con cui si  registrato al media-office non risulta attivo. Allora ho chiamato La Prensa per verificare i suoi contatti e sai cosa mi hanno detto?. Spara.
Che non conoscono nessun Valerio Fuentes.
Cazzo! esclam Del Bono.
In quel momento, il cervello gli si mise in moto.
Michelle, al momento non so come aiutarti, anch'io non vedo quel
giornalista da alcuni giorni. Hai per caso il numero della sorella?.
S, certo. Te lo detto. Sei pronto?.
Michelle scand bene ogni singola cifra, poi chiese a Andrea di ripetergli tutti i numeri. Dopo aver salutato Michelle e Benny, Andrea prese il laptop e digit "prefissi internazionali". Il prefisso 506 corrispondeva a quello del Costa Rica. C'era qualcosa che continuava a girargli in testa, quel tipo gli ricordava qualche cosa. Prese il cellulare e compose quel numero: doveva saperne di pi. Quando termin la lunga telefonata, non solo era riuscito a capire cosa gli ricordava quel tipo, ma molte altre cose.
Entr come una furia nella stanza del Commissario Maevarau che sobbalz sulla sedia, mettendone a dura prova le gambe. da ora, signor Del Bono disse il Commissario. A parahi aggiunse. Aita i papi iau. Faataere te parai rispose Del Bono lasciando di stucco il commissario.
Complimenti, il suo tahitiano  ottimo!.
No, conosco solo altre tre o quattro espressioni, tutto qui. Ho vissuto alcuni mesi a Vaira'o ospite di Moana Teura, il mio coach. Sua madre mi ha insegnato.
Lei conosce bene la madre di Moana? domand Maevarau. (Certamente,  una donna meravigliosa, di una generosit incredibile. E di una saggezza rara. Lo sa che  una degli sciamani Huna pi potenti di tutta Tahiti e dell'intera Polinesia?.
S. Anche Moana ha ereditato, in parte, alcune doti della madre. Per
me e per gli altri membri del team Big Aloha, Moana non  solo un coach, ma un motivatore eccezionale, una guida, una sorta di guaritore. Ce lo invidiano tutti gli altri team disse Del Bono che prov un'impellente bisogno di vedere il suo miglior amico.
Vado al sodo, commissario, ho fretta di andare al Ta'aone Hospital. La mia ragazza  gi in auto che mi aspetta. Potrebbe gentilmente farmi una copia di quel disegno tribale che  sulla moto subacquea?. Seabob puntualizz il commissario.
S, su quell'aggeggio l. Sono giorni che mi arrovello per ricordarmi dove l'ho gi visto e vorrei mostrarlo anche a Moana, che di tatuaggi e disegni tribali se ne intende.
Ottima idea, gliene faccio portare subito una copia disse Maevarau sollevando la cornetta.
Del Bono guard l'orologio alle spalle del commissario, ma nessuna traccia del geco... troppa luce.
E lei commissario, ha fatto dei passi avanti nelle indagini?. Poca roba. Abbiamo saputo che presso l'aeroporto di Papeete, il primo di maggio  stato affittato un van Mercedes nero modello Vito da parte di... ...qualcuno che ha dato documenti falsi lo anticip Del Bono, che si gust l'espressione poco intelligente sul volto del commissario. E lei come fa a saperlo?.
Beh, diciamo che Moana e sua madre mi hanno donato parte delle loro doti sovrannaturali.
Il pachidermico Maevarau si alz, rumorosamente come sempre, dalla poltrona agitando l'indice verso Del Bono.
Senta, forse per lei tutto questo  un gioco, ma io non sto affatto scherzando. L'avviso, non provi a nasconderci qualcosa o sar costretto.... Suvvia, commissario! L'ho buttata l, in fondo  una deduzione abbastanza semplice, no? disse recitando la parte dell'offeso. Mmh, sar. Ma non faccia il furbo con me, e qualsiasi cosa venga a sapere, me lo riferisca subito, d'accordo?.
Non tema commissario, sar fatto. Piuttosto, siete riusciti a trovare quel van?
Purtroppo sembra essersi dileguato nel nulla, ma ora che abbiamo anche il numero di targa, tutti i commissariati dell'isola hanno ricevuto l'ordine di bloccare il mezzo e il conducente.
Lasciato il commissariato, Andrea e Serena si precipitarono al Ta'aone Hospital. Trovarono Moana con la schiena appoggiata alla sponda del
letto che sfogliava Surfer magazine.
Eccolo, il nostro baccellone di vaniglia, scuro fuori, dolce dentro! disse Del Bono andando ad abbracciare l'amico.
Piano, piano... supplic Moana, spaventato dall'abbrivio preso da Andrea.
Posso dire che sei una dolce fava? Un baccello, una fava di vaniglia, si pu dire, no? continu a sfotterlo Del Bono, incoraggiato dai risolini di Serena.
Il professore mi ha appena visitato, forse dopo domani potrei gi lasciare l'ospedale. Dice che non ha mai visto un recupero cos veloce. Non dirmi che gli hai attaccato il solito pippone sull'auto-guarigione attraverso l'energia cosmica ridacchi Serena.
E invece s sorrise Moana. Il professore non  solo un chirurgo di fama internazionale, ma anche un seguace della filosofia Huna. Non dimenticatevi che siete a Tahiti, non in un ospedale europeo dove per ogni banale malanno vi intossicano di medicine. Andrea si pieg sulle ginocchia e un le mani a formare un cerchio davanti al bacino, come a dire che le sue gonadi ne avevano abbastanza. Ieri sera sono passato a trovare Ha'amoe, abbiamo parlato un bel po' degli ultimi avvenimenti. Moana annu con la testa.
Mi ha detto che sentiva che avremo corso un serio pericolo, ma poi, dopo il tuo ferimento, ha continuato a ricevere sensazioni negative, cos ha capito che probabilmente dovremo superare un'altra prova. Mi ha raccomandato la massima attenzione in ogni momento della giornata, ovunque, perch lo spirito del vento gli ha detto che tutto accadr qui a Tahiti.
Mi risulta disse Moana.
Ti risulta? Magari ti risultava anche che stavi per lasciarci la pelle, poche ore fa? No, non vi capisco: a che serve avere doti come le vostre, se poi non capite quando siete in pericolo!.
Moana rise forte, ma una fitta alla spalla gli fece cambiare espressione. Sei davvero tosto, Andrea. Te l'ho spiegato mille volte: uno sciamano Huna non  uno che vede chiaramente i fatti che accadranno. La sovrasensibilit di cui siamo dotati ci permette di percepire, di prevedere sensazioni come paura, tristezza, pericolo, a volte accompagnate da visioni premonitrici, ma raramente, per non dire mai, vediamo nei particolari ci che avverr. Se la visione mi mostra un coltello, non  detto che qualcuno sar accoltellato. Se durante la visione le sensazioni
sono "buone", magari pu significare qualcosa di positivo, per esempio che ci sar un bel barbecue dove taglieremo molta buona carne!  la sensibilit individuale a dare la giusta interpretazione a fatti che stanno accadendo o che accadranno.
Vuoi dire che tua madre ha percepito che eri in pericolo ma non ti ha nemmeno chiamato per metterti sul chi va l?. Moana sorrise scuotendo la testa.
Sarebbe tutto molto brutto, Andrea. Sapere cosa ti aspetta  terribile, sia che ti aspetti una cosa bella che una brutta. Sciuperesti il sapore della vita, non ci sarebbe pi stupore, sorpresa. Se tu sapessi quando e come morirai, credi che vivresti serenamente il tempo che ti separa da quel momento? Uno sciamano Huna non  qualcuno che ti dice "domani stai chiuso in casa o avrai un incidente in auto", ma uno che usa le forze della natura e la forza del proprio intento per aiutare il prossimo. Uno sciamano non ha paura della morte e non  in continua ansia per la sua salute o quella degli altri, ma fa del suo meglio per vivere la vita in maniera semplice, cercando di dare benessere, calma, soprattutto serenit. Ok, ok, allora spiegami questa: ieri sera, tra le varie cose, mi ha suggerito di cercare un fiore bianco, in mezzo al mare arrossato di sangue Come la interpreti questa cosa?.
A quelle parole, il tahitiano prov un brivido, ricordando ci che la madre gli aveva comunicato per via telepatica la sera prima, ma lasci parlare Andrea.
Comunque, volevo metterti al corrente degli ultimi sviluppi. Ricordi quel giornalista nicaraguense che intervenne alla conferenza a Coolangatta, subito dopo l'attacco a Darren Hoppings? Bene, sua sorella ha chiamato Michelle e l'ha supplicata di trovarlo, che ha urgente bisogno di parlargli. Da qualche giorno  sparito e il suo cellulare sembra disattivato. Michelle dice che Margarida, la sorella, sembrava molto, molto agitata e....
Ferma un attimo, come hai detto che si chiama la sorella? chiese
Moana tenendo gli occhi socchiusi.
Margarida, perch?
Moana si dette una pacca su un ginocchio.
Eccolo l! disse leggendo la sorpresa negli occhi di Andrea e Serena Chi? Cosa stai dicendo? chiese preoccupato Andrea, guardandosi intorno.
Il fiore bianco in mezzo al mare di sangue: Margarida.
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Hong Kong 9 maggio.
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Annus ancora una volta l'intenso aroma del sigaro, prima di accenderlo. La prima buona notizia da un paio di settimane, meritava una mezz'ora di rilassamento.
Chiuse la scatola di sicomoro rivestita in pelle che conteneva ancora dieci Behike 56, uno dei migliori sigari cubani mai fabbricati. Ne fumava uno solo in occasioni davvero speciali. L'ultimo l'aveva acceso quando era riuscito a eliminare una banda di balordi che si era messa in mezzo al business delle slot-machine nel centro di Hong Kong. Altri dieci giovani finiti in fondo al mare per la loro arroganza. Se li procurava direttamente all'Avana, dal jerente della fabbrica El Laguito che sceglieva a per lui i migliori.
Questa volta l'occasione era dovuta alla telefonata appena ricevuta nientemeno che da parte del numero 489, dal Capo Dragone, che si era personalmente voluto interessare al problema. Sulle prime aveva temuto che il motivo della chiamata fosse ben altro, ma quando la breve conversazione era terminata, aveva capito che il boss aveva ancora stima e fiducia in lui. La sua idea di inviare uno dei suoi uomini a eliminare i suoi due uomini a Tahiti non era piaciuta al capo, che aveva una valida alternativa.
Lei  fortunato, Mr. Gao. Abbiamo individuato un nostro fidato collaboratore a Papeete, che si occuper lui del lavoro. Non occorre che lei invii nessuno sull'isola. I due spariranno e il caso sar chiuso una volta per tutte. Per quanto riguarda le perdite dovute al calo del consumo di zuppa di pinne di squalo, so che non dipende solo dal fallimento della sua operazione. Conosco la sua abilit e sono certo che sapr presto coprire questa perdita di denaro incrementando altri business erano state le rassicuranti parole del Capo Dragone.
Nello stesso istante, a un paio di chilometri di distanza in linea d'aria, le dita ossute dell'ottantacinquenne Capo Dragone premettero il tasto dell'interfono, chiamando a raccolta le sue guardie del corpo, che nemmeno un minuto dopo erano tutte e cinque di fronte alla sua scrivania. L'ordine fu secco. Gli bastarono cinque secondi per decidere della vita di Silverback.
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CAPITOLO 7.
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Teahupo'o'o, Tahiti - Polinesia Francese 10 maggio.
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La notte era limpida, stellata. La notte perfetta per dissotterrarla. Dopo quasi trentanni, tanto era passato da quando tupuna (Nonno) Kekai l'aveva seppellita ai piedi di Erita, la grande palma in fondo al prato, due passi in direzione della loro abitazione. Una leggera brezza di mare muoveva le foglie dell'albero e il silenzio era rotto solamente dal rumore della pala che affondava con ritmo costante nel morbido terreno. Finalmente la lama cozz contro qualcosa di duro. Poto riconobbe la cassetta di legno nella quale era stata riposta. Punt la torcia verso il fondo della buca: la cassetta era avvolta in un telo di iuta, incrostata di terra, ma il legno sembrava in buono stato. La mise sottobraccio e si avvi verso
il garage. Liber la cassetta dalla iuta e con l'aiuto di un cacciavite inizi a fare leva lungo i bordi per liberare il coperchio dalla stretta dei chiodi arrugginiti. Sentiva il cuore battergli forte per le conseguenze che l'apertura di quello scrigno comportava: secondo la leggenda, riportare alla luce quell'arma antica, potente e vendicatrice, avrebbe inesorabilmente comportato il versamento di sangue umano.
Rimase qualche minuto con il fardello in mano, preso dai ricordi di quelle notti in cui riunita intorno al fuoco, la famiglia ascoltava la voce di nonno Kekai raccontare ancora una volta le gesta dei propri avi e di come era entrato in possesso di Pouera, che in polinesiano significava "la perla rossa", "la pi bella". Deciso a non farsi prendere dalla commozione che il ricordo di quei tempi spensierati gli stava procurando, inizi a svolgere la iuta che avvolgeva Pouera. Accese la lampadina sopra il tavolo da lavoro per osservarne meglio lo stato di conservazione. Non trattenne un fischio di stupore alla vista di quell'antico oggetto di legno, che di mano in mano era ancora perfetto, pronto a infliggere nuovo danno, nuovo dolore. Il legno rossastro di koa (Legno utilizzabile solo dalle classi sociali pi alte, per farne armi o tavole da surf), grazie alla generosa dose di olio ottenuto dalle noci di kukui che il nonno aveva applicato prima di riporla, appariva ancora lucido e setoso.
Il cordino ottenuto dalle fibre di foglie di banano sembrava anch'esso integro per tenere stretti e saldi i denti di squalo tigre conficcati nelle scanalature lungo i bordi della lama. Solo tre denti sbeccati avevano bisogno di essere sostituiti, ma per il resto Pouera era in ottime condizioni. Muovendosi lentamente, con venerazione, la prese con entrambe le mani, poi la impugn con la destra e sferr alcuni fendenti nell'aria, pensando a quanti gloriosi guerrieri l'avevano impugnata per respingere trib rivali, quanta carne avevano lacerato quei denti di femmina di squalo e quanto sangue era penetrato nelle fibre del legno.
Quella che ricordava una grossa racchetta da ping-pong contornata da denti di squalo, era un leiomano (Mazza da guerra, fatta di legno koa e denti di squalo tigre femmina) costruito nel 1790 da un suo avo, membro dell'esercito di King Kamehameha I, il mitico re che era riuscito a formare la pi grande flotta di canoe nella storia della Polinesia, composta da circa 1.200 canoe da guerra che potevano lanciare contro il nemico ben 10.000 guerrieri.
Di generazione in generazione, era arrivata fino a tupuna Kekai, poi a pap Anui e infine, a lui. Il padre era deceduto poche settimane dopo che tupuna Kekai aveva seppellito il leiomano dopo il suo ultimo utilizzo per eliminare, verso la fine degli anni Settanta, una banda di haolew (Uomo di razza bianca, non polinesiano) venuta da Papeete e determinata a fare di Matiti e Teahupo'o un nuovo mercato per lo spaccio della droga. Fu allora che il nonno gli raccont i veri poteri di Pouera e gli fece promettere di utilizzarla solo per nobili scopi, altrimenti l'ira di Apu Hau, il dio delle tempeste e degli uragani, e quella di Tumuitearetoka, il re degli squali, si sarebbe scatenata contro gli abitanti di Teahupo'o.
Di contro, se usata contro nemici malvagi e pericolosi, avrebbe propiziato i favori di Laka, dea dell'abbondanza, dei canti e delle danze e quelli di Tangaroa, dio del mare, che separ il cielo dalla terra. La decisione di disseppellire il leiomano era stata presa insieme ai suoi amici d'infanzia, non potendo avvalersi della saggezza di nonno Kekai, deceduto da due anni, solo un mese prima di compiere il secolo di vita. Era stata una decisione ragionata, consapevole. Non era cieca vendetta per il ferimento di uno di loro, per un compagno con il quale erano cresciuti: quei due sub avevano portato il Malvagio sul reef di Teahupo'o'o, scatenando l'ira di tutti gli di del Grande Oceano. Prov una gran voglia di chiamare Emil, Malik e Maurice e mostrargli Pouera, ma prima voleva dargli una bella sistemata. Apr l'armadietto degli attrezzi e con soddisfazione trov un rotolo di spago fatto con le fibre di foglie di banano. I denti di squalo di tigre femmina non erano un problema, ne aveva una bella scorta, di tutte le misure. Poto lavor tutta la notte, e alle prime luci dell'alba, Pouera era di nuovo pronta a uccidere.
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Matiti, Tahiti - Polinesia Francese.
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Il ticchettio della pioggia sul tetto del furgone l'aveva svegliato. Le frasche che avevano usato per nascondere meglio la loro presenza nella piccola radura, non riuscivano ad attutire le gocce d'acqua, cos si ripromise di trovarne altre per ispessire la copertura. E si ripromise anche di chiedere a Yiu, appena si fosse svegliato, di informarsi quando sarebbe arrivato l'uomo incaricato di farli fuggire dall'isola. La fretta con cui avevano dovuto precipitarsi al loro nascondiglio non gli aveva consentito di organizzarsi e di fare le scorte di cibo necessarie per restare al sicuro fino al momento della fuga definitiva da Tahiti.
Sicuramente, pens, il Pcaro aveva informato Margarida degli ultimi avvenimenti, ma non ci avrebbe messo la mano sul fuoco. Al boss non piaceva dare troppe spiegazioni alle sue amanti, e anche se si trattava di sua sorella, gli aveva sempre ordinato di tenerla fuori dai loro affari. Improvvisamente il ticchettio sul tetto cess. L'umidit all'interno del furgone, aumentata dai finestrini chiusi, era diventata eccessiva, cos decise di approfittarne per aprire lo sportello e uscire per svuotare la vescica. La luna piena faceva brillare la superficie dell'oceano e le nuvole sembravano essersi allontanate, scongiurando altra pioggia. Cammin verso lo strapiombo e si abbass gli slip, iniziando a urinare nel vuoto.
Not, quasi con piacere, che non c'era traccia di moto ondoso: non sarebbe stato bello stare lass e vedere rompere onde perfette. La prospettiva di poter surfare Snapper Rocks, Bells Beach, Teahupo'o e altri spot di fama mondiale era stata la molla principale che lo aveva spinto ad accettare quella missione, ma l'idea di togliere gli anelli dal reef si era rivelata una decisione avventata, una grossa idiozia che di fatto metteva fine a quell'avventura. Quasi certamente era stato riconosciuto dal surfista italiano e dal suo coach tahitiano, e forse la polizia aveva gi scoperto la sua vera identit. Peccato, si sarebbe gustato con piacere altre sessioni a Vaira'o, Taapuna, Paparaa, come si sarebbe gustato la finale del Big Aloha Pro Tahiti.
Sobbalz quando un rapace notturno spicc il volo da un ramo, poco sopra alla sua testa. Aveva ancora sonno, ma non se la sentiva di rientrare nel van, scomodo e maleodorante. Sentiva Yiu russare, lievemente ma costantemente, senza sosta. Desider, ma solo per un attimo, il suo letto a Puntarenas. L, sotto a un cielo che iniziava a riempirsi di stelle, infreddolito e anche un po' affamato, prov a immaginarsi come sarebbe stata la sua vita dopo aver intascato il denaro promessogli, per sempre lontano dal Costa Rica. Non aveva ancora deciso dove andare, ovunque, ma lontano dal suo passato. Aspettando il sorgere del sole, ormai vicino, neppure per un attimo sospett cosa sarebbe accaduto nelle prossime ore.
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Puntarenas - Costa Rica 10 maggio.
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Non riesco a crederci. Me la sono scopata per pi di un anno senza essermi accorto di avere a che fare con una spietata assassina! disse a voce alta, gettando sul cruscotto la copia del quotidiano. Le tre guardie del corpo sorrisero senza dire una parola. Stava recandosi in azienda quando passando davanti a un chiosco di giornali aveva letto
il titolo su una locandina: "Uccide il fratello e lo fa a pezzi". Era sceso e aveva acquistato una copia di La Nation e lesse avidamente il servizio: "Guidata dal commissario Jorge Martinez, una pattuglia del commissariato di Puntarenas ha arrestato alle due di stanotte la signorina Margarida Gallego, ritenuta l'assassina del fratello maggiore Pablo Gallego, il cui cadavere, orribilmente mutilato, fu ritrovato alla foce del Boca Barranca
lo scorso 19 aprile. Alle origini di tale efferato omicidio sembrano essere le continue violenze, compreso uno stupro in et adolescenziale, che
il fratello perpetrava fin da quando era una bambina. Arrestato anche il ventiquattrenne Juan Suarez, dipendente della Miguel Fish Esportation, che secondo gli inquirenti ha partecipato attivamente all'assassinio di Pablo Gallego. I due sono stati trasportati nel penitenziario di San Jos in attesa del processo. Il commissario Jorge Martinez, che ha seguito fin dall'inizio le indagini, non ha voluto rilasciare nessuna dichiarazione, limitandosi a dire che ha prove sufficienti contro i due indiziati". Incredibile! Ecco che fine aveva fatto Pablo: la faida con i fratelli Lozano non c'entrava nulla. Margarida, con l'aiuto di un suo dipendente, aveva portato a termine la sua vendetta, pi volte minacciata, ma alla quale non aveva mai creduto. Si eccit al pensiero di essersi scopato un'assassina e prov di nuovo un forte desiderio di possederla. Pensando a tutti i racconti di Margarida, alle botte, ai soprusi, allo stupro, non lo sorprendeva che avesse represso tutto quell'odio per il fratello, solo che non aveva mai pensato che potesse esplodere con tanta violenza. Piuttosto, pens, che ruolo aveva quel Juan nella vita di Margarida? Perch si  prestato a collaborare con Margarida per uccidere Pablo? Perch l'hanno ucciso altrove e poi smembrato il corpo dentro la sua pescheria, forse per gettare su di lui i sospetti della polizia? Juan e Margarida erano amanti? Desider averli entrambi tra le mani per farli parlare a suon di calci e pugni, ma ormai erano dietro le sbarre a San Jos, e ci sarebbero rimasti un bel po'.
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Teahupo'o, Tahiti - Polinesia Francese 10 maggio.
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Alle 7,00 in punto il contest director comunic il terzo lay-day consecutivo, ma aveva anche preannunciato una profonda depressione che si stava formando e che avrebbe creato una solida swell, prevista per gli ultimi due giorni del waiting period. Andrea ne approfitt per cercare Benny e Michelle, che trov dove si era immaginato, nella torretta dei giudici. Attese pazientemente che terminassero il meeting con il contest director e l'head judge, godendosi il calore del sole, da poco vittorioso sulle nuvole. Michelle fu la prima a liberarsi e gli and incontro con il solito cordiale sorriso. Dall'alto della judge tower Andrea vide Serena che parlava con John Patton, probabilmente della salute di Moana e di quando avrebbe lasciato l'ospedale.
Ciao Andrea, novit? chiese subito Michelle.
Era indeciso se dire a Michelle tutto quello che era venuto a sapere su Ignatio Gallego dopo la telefonata a Margarida, cos rispose con una domanda.
Voi avete nessuna notizia di Ignatio Gallego?. Di chi? chiese sorpresa Michelle.
S, scusa:  il vero nome del finto giornalista nicaraguense. Abbiamo chiamato gli hotel dove ospitiamo i giornalisti accreditati, ma sembra che a nome di Valerio Fuentes non si sia mai presentato nessuno, sia qui che nelle precedenti gare di Snapper Rocks e di Bells Beach. Evidentemente il nostro uomo preferiva alloggiare in altri posti, rifiutando l'alloggio offerto dalla nostra organizzazione.
Andrea avrebbe voluto aggiungere alcune considerazioni, ma ancora una volta si trattenne.
Ho parlato con la sorella. Nasconde qualcosa. Non sono riuscito a farle dire molto, circa questa urgenza di trovarlo, ma  sinceramente preoccupata. Avete sparso la voce tra tutte le persone a seguito del circuito? Atleti, ufficiali, fotografi?.
S, certo. L'isola non  enorme. Se si trova ancora in giro qualcuno potrebbe riconoscerlo rispose Michelle.
Andrea cap che era stato un errore cercare Benny e Michelle e pens a una scusa per liberarsi prima che anche Benny intervenisse con altre domande. Finse che il cellulare vibrasse in tasca e rispose inscenando una finta conversazione. Dopo questa farsa si rivolse alla segretaria.
Perdonami Michelle, ma devo chiamare subito l'ospedale, vogliono sapere chi andr stasera a prendere Moana, e ho promesso ad Ha'amoe, la madre, che ci andremo io e Serena. Scese rapidamente la scala e si diresse verso Serena e John. Serena, dobbiamo andare. John, ci sentiamo pi tardi, ok?. John non grad tutta quella fretta.
Permettimi solo di dirti una cosa, Andrea. Lo scorso dicembre, hai lasciato Pipeline dopo la migliore batteria che ti abbia visto disputare in tutta la tua carriera. Una volta, ci sta. Ma ti giuro che se anche quest'anno getti alle ortiche un'opportunit come quella, ti prendo a calci in culo. Tra qualche giorno hai l'opportunit di andare in finale e ti stai di nuovo mettendo nei panni del detective, non  cos?. Andrea non os sostenere lo sguardo di John e si limit a dare un'occhiataccia astiosa a Serena.
Ah, stavate parlando di questo, voi due? Qualcuno ha quasi ucciso Moana e voi pensate alla mia fottuta heat? Voglio proprio dirglielo a Moana, che amici ha intorno! sbrait prendendo Serena sottobraccio, che con uno strattone si svincol.
Io resto qui. John ha ragione, sei un gasato, un presuntuoso e un biscaro! Andrea mise in moto l'auto e si accost ai due.
Moana, come Alex, per me valgono assai di pi della mia carriera. Poi, puntando l'indice verso Serena disse: E si dice bischero! Sfrizion, facendo fischiare le ruote sull'asfalto, e si diresse a Papeete.
Il caldo era gi insopportabile, nonostante fossero solo le otto del mattino. Era rimasto un bidone d'acqua da 20 litri. Si annus le ascelle. Io vado gi a piedi. In queste condizioni non ci resto un minuto di pi! sbott Gallego. O mi dici esattamente quando viene il vostro uomo o ti lascio qui da solo, chiaro?
Yiu sbuff, ma controll sul suo cellulare se c'erano nuovi messaggi. Senti Ignatio, io non posso farci niente se non mi comunicano altre notizie. Per, tu di qui non ti muovi.  troppo rischioso, se qualcuno dovesse riconoscerti.
Gallego raccolse nell'erba due bacche simili a due piccole ghiande e se le mise in bocca, aiutandosi con la lingua a posizionarle tra denti e guancia. Si infil gli occhiali da sole e si calc il cappellino in testa. Raccolse un ramo e si mise a camminare facendo finta di zoppicare. Dimmi, in tutta sincerit, se tu non sapessi che sono io, mi riconosceresti in mezzo a una strada?.
Yiu lo osserv bene. In effetti non sembrava pi lui. Gallego colse l'incertezza negli occhi del collega e ne approfitt.
Lasciami andare, far tutto in fretta e con molta attenzione, e quando torner avr un pollo caldo, birre, carta igienica.... Il cinese stava traballando.
E dove metterai tutta quella roba: sono quattro chilometri a piedi, quattro in discesa e quattro in salita.
Abbiamo un grande zaino nel furgone, pi un paio di borse a mano Lasciami andare, tra meno di tre ore sar di ritorno con cibo e bevande! fresche.
Jack Chow, noto ai vertici della Triade come "Ming", stava consumando la colazione sulla terrazza all'ultimo piano dell'Hotel Tiare Tahiti quando il cellulare vibr sul tavolo di vetro. Lesse l'SMS: "Go". Fin con calma il caff godendo la panoramica su Papeete e salut il cameriere. Prese la valigetta in pelle nera che conteneva la SIG Sauer P226Tactica con silenziatore e si avvi verso l'ascensore. Tra qualche ora avrebbe inviato il messaggio concordato che confermava il successo della missione e il Capo Dragone avrebbe autorizzato il versamento sul suo conto di 200.000 dollari. Era stata una chiamata del tutto inaspettata, dato che si trovava in vacanza a Papeete da due settimane dopo mesi stressanti per le faide con altre due organizzazioni rivali per il possesso del mercato della droga e il racket della prostituzione a Hong Kong e Taiwan. Ma per un giochetto come quello, la paga era ottima e il Dragone gli aveva fatto capire che lo considerava un favore personale. E fare un favore al capo supremo era un serio investimento sulla sua carriera. Sceso in garage, apr la bauliera della Tiguan Cross bianca e ripose la valigetta nel vano portaruota di scorta. Dopo alcuni isolati vide un negozio di agraria e scese per comprare una pala pieghevole: gli sarebbe servita per scavare la fossa dove nascondere i cadaveri. Acquist anche un paio di stivali in gomma e una tuta da lavoro in cotone. Finalmente, imbocc Boulevard de la Reine Pomare Quarto e si diresse verso il sud dell'isola.
Tutti gli occhi erano puntati su Pouera, che Poto teneva alta sopra la testa. Con uno sguardo intenso e penetrante fiss negli occhi Emil, poi Malik, infine Maurice. Per tutta la notte non aveva chiuso occhio, assillato dai dubbi: era giusto trascinarli in questa storia? Si era sempre considerato fortunato a far parte di una stirpe di eroi che facevano parte della storia e delle leggende non solo tahitiane, ma dell'intera Polinesia. Ma ora ne sentiva tutto il peso. Ancora una volta, per trovare la risposta giusta attinse ai ricordi, alle sagge parole di tupuna Kekai e di metua tane (Padre) Tumata. Nonostante vivesse una vita normale e al passo coi tempi, Poto sentiva che il suo io pi profondo era indissolubilmente attaccato al passato dei suoi avi, alla cultura e alle tradizioni del popolo polinesiano, seppur arcaiche, primitive. Miti e leggende apparentemente assurde facevano parte integranti della sua vita, dei suoi sentimenti, dei suoi comportamenti quotidiani. E, ne era certo, la stessa cosa valeva per i suoi amici d'infanzia: Emil, Malik e Maurice. Erano cresciuti insieme. Insieme erano andati a scuola, avevano imparato a fare surf, a pescare, a suonare l'ukelele. Moana era entrato a far parte del gruppo per ultimo, quando erano dei dodicenni innamorati del surf. Si erano conosciuti a una gara a Paparaa e da allora Moana aveva preso a frequentare regolarmente Teahupo'o, incantato dalla perfezione della pi temibile onda dell'arcipelago. La loro amicizia divenne cos forte che un paio d'anni dopo Moana riusc a convincere la madre, da poco rimasta vedova, a trasferirsi a Teahupo'o.
Immediatamente, si sparse la voce che il pi noto e potente sciamano delle Isole del Vento sarebbe venuta a vivere nella citt del "muro dei teschi". Moana divent cos bravo a surfare le onde di Teahupo'o, che i veterani del posto lo proposero alla federazione tahitiana come membro nella nazionale junior. Eccelleva in tutto quello a cui si dedicava. Se andavano a pesca, il pesce pi grosso lo arpionava lui. Se facevano una gara di immersione, quello ad andare pi in profondit era lui. Corsa, nuoto, paddling. Moana, Moana, Moana. E nessuno di loro riusciva a provare invidia nei suoi confronti, tanta era la naturalezza, la genuinit del suo agire. Soprattutto, la generosit. Moana era sempre pronto a darti consigli, ad aiutarti, a stimolarti. Era una vera fortuna averlo come amico. L'amicizia dei cinque divenne cos stretta e sincera che in paese erano noti come i Pae, i Cinque.
Poi, il giorno che Poto comp 16 anni, il padre e il nonno lo chiamarono in giardino. Erano seduti sotto Erita, la palma sacra.  ora che tu conosca a fondo le origini della tua famiglia gli disse pap Tumata.
Rimasero molte ore sotto la palma, fino a notte fonda, dimenticando la fame. Poi, sotto una luna che gli parve pi luminosa che mai, pap e nonno gli mostrarono Pouera e gli raccontarono le sue origini e i suoi poteri. Rimase colpito, affascinato dal lungo racconto, di cui aveva udito solo alcune parti nelle tante riunioni familiari, e si sent fiero di far parte di una stirpe cos antica e nobile, e di poterne perpetrare usi e tradizioni. Il giorno dopo raccont tutto agli amici, confidando loro il timore di non essere all'altezza di tale compito e la risposta fu commovente! Moana -chi altri? - poggi un braccio sulle sue spalle, invitando gli altri a fare altrettanto e a formare un cerchio. Si promisero amicizia, solidariet,! aiuto reciproco in ogni momento, in mare in terra. Ovunque, comunque, sempre. Quindi, s, era giusto coinvolgerli in questa storia, chiedere il loro aiuto. Lui avrebbe fatto lo stesso, per ognuno di loro. Siamo in ballo. Ora non possiamo pi tirarci indietro. Esitare, d'ora in poi, pu significare la catastrofe disse con quella teatralit di espressioni facciali che faceva parte della cultura polinesiana.  tardi per dubbi e ripensamenti, voglio che sia chiaro continu. Secondo me abbiamo fatto un grosso sbaglio. Siamo partiti a testa bassa, senza riflettere e non abbiamo chiesto il parere di Ha'amoe disse Maurice.
Emil e Malik annuirono con la testa. Poto sorrise. E chi vi ha detto che non  stata consultata?
L'hai fatto? domand Malik. Poto alz di nuovo il leiomano sopra la testa.
Come avrei potuto dissotterrare Pouera senza il consenso dello sciamano pi potente dell'intera Polinesia! esclam, i tre amici si guardarono, evidentemente rassicurati dalle parole di Poto. Quindi abbiamo la sua benedizione! disse Maurice, Poto esit. Non voleva ingannare gli amici, ma neppure scoraggiarli. Sapete bene che lo sciamanismo Huna rigetta ogni forma di violenza. Quindi? Qual  il parere di Ha'amoe? chiese Maurice.  molto dibattuta. La malvagit dell'uomo occidentale ha suscitato l'ira nelle divinit e Apu Hau scatener presto un uragano che devaster tutto l'arcipelago. Altra morte alimenter l'uragano, e solo dopo la sconfitta del Malvagio il sole torner a splendere sulle Isole del Vento. Se falliremo nella missione e Pouera non placher la sua sete di vendetta, altre disgrazie colpiranno la nostra comunit. Mmh, in effetti, sta per abbattersi sull'isola un forte uragano borbott Emil.
Dobbiamo evitare in tutti i modi che la polizia individui prima di noi i due sub che hanno assalito Moana e Andrea, altrimenti Pouera non potr svolgere il suo compito. Hira ha allertato i suoi uomini su a nord, a Papeete, mentre io ho attivato tutta la rete a sud di Vaira'o. Tutti i nostri amici sanno che stiamo cercando due haolew a bordo di un Mercedes Vito nero. Se sono ancora sull'isola, non hanno scampo.  questione di ore, minuti, e quei due saranno sotto i denti di Pouera. Anche Ha'amoe sente che sono ancora qui tra noi.
E questa  gi una buona notizia. Immagina se avessero gi lasciato l'isola disse Maurice.
Ok, usciamo da questa stanza e agiamo si esalt Poto.
Incroci il commissario Maevarau proprio sulla porta del commissariato. (Buongiorno, Del Bono. Ho provveduto a far diramare una foto del nostro uomo a tutti i commissariati dell'isola. Abbiamo ricevuto decine di segnalazioni di persone che hanno visto un furgone Mercedes Vito nero negli ultimi tre giorni. Due segnalazioni di persone che credono di aver riconosciuto quel volto. Stiamo verificando tutto, ma per ora nessuna traccia di Ignatio Gallego.
Del Bono strinse le labbra. Sperava di ricevere notizie pi confortanti. Non vorrei sembrarle irriverente, commissario, ma sono quasi certo che i due si trovano ancora nel sud dell'isola, quindi concentrerei le ricerche da Afaaiti in gi.
Maevarau scosse la testa.
Ah! E cosa supporta questa sua sensazione?.
Ancora una volta Del Bono ritenne opportuno non dire troppo.
Niente in particolare.  una sensazione. Se fossi un ricercato non mi
avvicinerei troppo a Papeete, o no?.
Senta Del Bono, ci sono tante cose di cui occuparsi in un'isola come questa. Tahiti non  solo il paradiso di voi surfisti. Come in tutti i posti del mondo, ci sono un sacco di problemi, alcolismo, droga, suicidi, malavita. Faccia decidere a me cosa  bene fare,  il mio mestiere. Comunque concordo con la sua riflessione e infatti ho chiesto al mio collega di Vaira'o di dire a tutte le pattuglie di zona di tenere bene gli occhi aperti, di concentrassi su furgoni Mercedes neri e segnalare ogni straniero sospetto. Del Bono ringrazi il commissario e si diresse al Ta'aone Hospital, dove trov un pimpante Moana seduto su una sedia a rotelle che faceva i galletto con la giovane infermiera. Sembrava impossibile che solo 48 ori prima era privo di sensi con una fiocina nel petto. Vedo che la giornata  iniziata bene, o mi sbaglio? disse sorridendo alla bella infermiera.
Gi qui? Guarda che questi non mi vogliono lasciare andare disse Moana indicando con la testa l'infermiera.  vero, signorina?.
S, il professore ritiene prematura una dimissione del signor Teura a due giorni dal ferimento, anche se siamo tutti esterrefatti dalla rapidit del suo recupero e dal rimarginarsi della ferita. Mai visto niente di simile. Quindi, se il signor Teura vuole lasciare l'ospedale deve firmare una dichiarazione dove esonera medici e struttura da qualsiasi complicazione possa avvenire a seguito della sua decisione.
Fu del tutto inutile cercare di convincere Moana a restare, perci, dopo che il professore Tahutini ebbe compilato la prescrizione delle medicazioni da eseguire a casa, i due scesero nel parcheggio. Andrea gli apr la portiera, ma Moana mise subito le cose in chiaro. Ho due braccia belle forti, una basta e avanza per sbrigarmela da solo disse sedendosi e cercando la cintura di sicurezza. All'altezza dell'aereoporto il traffico inizi a scemare. Andrea indic lo sportello sul cruscotto, davanti a Moana.
Apri, c' un foglio piegato. Dimmi cosa ti ricorda il disegno disse.
Moana osserv per un paio di minuti lo strano motivo.
Mmh, nessuno degli elementi raffigurati fa parte della cultura polinesiana. Il triangolo nella parte superiore mi sembra una pinna stilizzata, la linea seghettata potrebbe rappresentare una lama e la mezza sfera sotto non saprei. Come l'hai avuto?.
Era disegnato sul seabob che ho colpito. Mi ricorda qualcosa. L'ho gi visto da qualche parte, ma non ricordo dove. Moana stese il braccio e guard di nuovo il motivo. Hai notato che il contorno del disegno forma una specie di goccia, una lacrima. Esprime dolore, sofferenza, non credi?. Gli angoli della bocca di Andrea si abbassarono. Boh, secondo te potrebbe trattarsi di un tatuaggio? domand. Potrebbe, ma ripeto, nulla a che fare con la cultura polinesiana. Andrea imbocc rue Paul Gaugin e poco dopo si ferm davanti alla Banque de Tahiti in rue Franois Ciardella.
Puoi aspettarmi qui, devo dare una cosa a Hira, faccio presto disse. Moana ne approfitt per scendere e salutare il proprietario del surf shop sull'altro lato della strada. Andrea fu di parola e nemmeno cinque minuti dopo lo vide uscire dalla banca.
Hira ti saluta, si scusa ma aveva altri clienti in coda, dice che verr a Teahupo'o per la finale. Alcuni minuti dopo Moana chiese ad Andrea se avesse dei problemi con la banca, sapendo che aveva un conto corrente aperto diversi anni prima. Il viareggino lo guard con un ghigno sarcastico.
Amico caro, il tempo corre veloce, purtroppo. Tra qualche mese sar un atleta a riposo, forse mi adager e metter su in fretta un po' di pancia. Serena mi chieder di mettere su famiglia e via dicendo disse con un velo di tristezza nella voce.
Quindi sei andato a chiudere il conto corrente?.
No, fa sempre comodo un conto corrente a Tahiti.
Si era goduto la discesa e si sentiva gi pi sciolto e rilassato, dopo tutte quelle ore seduto nel furgone. Stava per immettersi sulla strada costiera e doveva iniziare a usare il bastone e a fingersi claudicante. Si calc bene il cappellino in testa e mise i due semi in bocca, esagerando il prognatismo mascellare per stravolgere il pi possibile la fisionomia del volto, wolt a sinistra verso Matiti e si diresse verso il piccolo supermercato. La grassa commessa sul marciapiede stava sistemando un espositore di creme solari e non lo degn di uno sguardo. Si mun di un carrello e s'infil tra le fila di scaffali. Doveva dare nell'occhio il meno possibile. Inizi a riempire il carrello, tenendo presente la capacit dello zaino e delle due borse a mano di cui disponeva. Arrivato al buffet della gastronomia indic un grosso pollo arrosto, evitando di parlare.
Questo, signore? Straniero? chiese affabilmente il commesso incartando il pollo.
Gallego indic la bocca emettendo alcuni suoni gutturali.
Mi scusi signore disse l'uomo, imbarazzato per aver rivolto una domanda a una persona muta.
Pa-ta-te? chiese indicando il vassoio.
Alla cassa tutto and liscio, anche la grassona credette di avere a che fare con un turista muto e, alzando a dismisura il tono della voce cont il resto. Soddisfatto, usc dal supermercato e si apprest ad affrontare la via di ritorno, questa volta in salita e con qualche chilo in pi da portare. Una cinquantina di metri pi avanti, appoggiata alla recinzione di una casa, vide una mountain bike sgangherata e gli venne una gran voglia di salirci su, ma tir dritto. Gir a destra e dopo un centinaio di metri, la salita inizi a farsi sentire. Aveva decisamente sottovalutato il ritorno. Si ferm per posare le due borse il cui peso gli aveva segnato le mani. Sfil una bottiglia d'acqua e bevve avidamente, poi riprese la salita. Faceva un caldo insopportabile, cos lasci il centro dello sterrato, completamente al sole, per trovare macchie d'ombra ai lati dello stradello. Dopo mezz'ora di salita era completamente fradicio di sudore.
Sent i rumore di una delle tante cascate che solcavano le pareti della montagna e decise di fare una sosta, provando a rinfrescarsi. Gli bast addentrarsi di qualche decina di metri nella vegetazione e si trov davanti una bella cascata d'acqua fresca. Si liber della camicia e dei bermuda e mise un braccio sotto il potente getto che quasi gli fece perdere l'equilibrio. Dopo essersi bagnato la testa e sciacquato ben bene le ascelle, era pronto a riprendere la salita. Calcol di essere a met del cammino che lo separava dal furgone. Stava camminando nel folto della vegetazioni quando gli sembr di udire il rombo di un motore. Intravide un'auto bianca passare. I casi erano due: o era un turista in cerca di panorami mozzafiato o era la persona inviata a prelevarli. Decise di agire con molta prudenza. Imboccato lo sterrato, si stup nel vedere l'auto ferma in un piccolo spazio. Un uomo era sceso e aveva aperto il portellone posteriore di quella che gli sembrava una Tiguan bianca. Si tolse lo zaino, pos le borse nell'erba e si addentr di nuovo nella vegetazione, correndo verso l'auto in sosta. Giunto a circa 15/20 metri, si acquatt dietro un albero e osserv le mosse dell'uomo.
Stava armeggiando con qualcosa sul pianale, ma non vedeva bene cosa.
Improvvisamente, l'uomo si gir verso di lui e impugnando una pistola, spar un colpo in alto, verso le chiome degli alberi. Il rumore dello sparo gli fece capire che aveva applicato un silenziatore. Temette di essere stato visto, ma l'uomo richiuse il portellone e torn al posto di guida mettendo la pistola nel vano porta-oggetti nel lato passeggero. Fu preso da un momento di panico. Quello era un killer! Dunque, il Pcaro l'aveva abbandonato. Ora capiva perch il comando era passato a Yiu, perch l'avevano isolato dal mondo disattivando la sua linea telefonica, testardi, pens. Doveva scappare. Per andare dove? Torn indietro e nascose bene le cibarie acquistate, forse ne avrebbe avuto bisogno pi tardi. Oppure mai pi. Si serv delle foglie di un giovane banano e vi avvolse il pollo. Torn alla cascata, e con molta attenzione s'infil tra la roccia resa scivolosa dai muschi e il potente getto d'acqua. Due metri pi avanti si apriva un ampio anfratto che poteva accogliere comodamente tre persone e vi depose lo zaino e le borse. Stacc un robusto ramo da un albero e lo liber da ogni ingombro, inizi a correre verso la sommit. una cinquantina di metri prima del rifugio, vide la Tiguan parzialmente riparata da alcune frasche. Evidentemente il killer non era riuscito a nasconderla meglio. Inizi a muoversi, con molta attenzione e a non fare il minimo rumore. Non sapeva cosa aspettarsi di preciso.
Si spost verso il burrone, dove il rumore di un'altra cascata copriva quello dei suoi passi. I tronchi e i cespugli offrivano un ottimo riparo, ma continu a spostarsi da uno all'altro con la massima cautela. Il killer poteva essere appostato su un albero, dietro un tronco, e forse l'aveva gi visto e aspettava solo che si avvicinasse ancora un po'. Vide lo spiazzo e il Mercedes nero mimetizzato grazie alle frasche, ma nessuna traccia di Yiu o del killer. Sent un fruscio provenire una decina di metri oltre il furgone. Non poteva affrontare il killer armato di un bastone. Se solo fosse riuscito a prendere una delle pistole subacquee nel retro del Mercedes. Strisci silenziosamente verso il retro del furgone aiutato dal manto erboso che attutiva i suoi movimenti.
Quando si trov proprio sotto il lunotto posteriore si acquatt e premette un orecchio sulla lamiera. Se il killer avesse fatto anche il pi piccolo dei movimenti l'avrebbe certamente percepito. Attese alcuni minuti, ma non ud alcun rumore, se non uno scuotersi di frasche oltre il mezzo, lentamente si alz fino a quando riusc a vedere dentro al van dal lunotto. Nessuno. Era indeciso se aprire il portellone posteriore da fuori, che sicuramente avrebbe provocato un rumore, o se entrare. Rabbrivid all'idea di venire sorpreso dentro e opt per l'apertura. Stava per premere
il tasto sotto la maniglia, quando il rumore di un ramo spezzato provenne dal solito punto. Il killer era l. Sapeva che avrebbe udito lo scatto del portellone, ma non aveva alternative. Se avesse visto sbucare il killer si sarebbe precipitato a rotta di collo in discesa verso la grotta dietro la cascata. Il rumore ci fu, ma non accadde nulla. Le pistole erano tenute ferme da un elastico lungo la fiancata destra.
Prese la prima e poggiando il manico contro gli addominali, tir verso di s la punta della fiocina, caricando l'arma. Fece la stessa cosa con la seconda, quando not la suola di una scarpa sbucare da sotto il mucchio di coperte e cuscini appallottolato contro l'altra fiancata. Tir a s un lembo della coperta, dalla quale sbuc scoprendo la testa insanguinata di Yiu, con un foro di un proiettile in mezzo alla fronte. Riusc a stento a trattenere un urlo di terrore e sent i battiti del cuore aumentare, la fronte imperlarsi di sudore.
Resti fermo dove si trova e getti le pistole fuori dal van disse una voce fredda alle sue spalle. Sapeva di avere una pistola puntata alla nuca, per ci gett le pistole. Bene, ora si volti.
L'uomo era a due metri da lui, rilassato, completamente a suo agio. Un professionista. Nell'altra mano teneva una pala pieghevole. Si avvicin alle pistole subacquee e le spinse coi piedi ancora pi lontano. Con la stessa voce calma ma fredda, impart un nuovo ordine. Ora tiri fuori dal van il corpo del suo amico.
Sapeva come sarebbe andata a finire. Gli avrebbe fatto scavare una fossa e poi avrebbe sparato anche a lui. Che fine del cazzo, pens. Seppellito in un paradiso terrestre, gomito a gomito con quello stronzo di cinese Cerc di mantenersi freddo, di pensare a un disperato tentativo di fuggire, ma quello non era un telefilm. Il cuore batte all'impazzata, il panico non consente al cervello di ragionare lucidamente, le mani tremano. Sperare in un attimo di distrazione per lanciare la pala: esattamente ci che un killer professionista si aspetta. Trascin per i piedi il corpo di Yiu, verso il punto che l'uomo gli indic con la pistola. Bene, si fermi l e inizi a scavare.
Come aveva previsto, il killer si era posto a distanza di sicurezza, ma abbastanza vicino da centrarlo facilmente. Il terreno era relativamente morbido, ma esager lo sforzo per prendere tempo. La buca era arrivata a circa un metro di profondit e si aspettava la fine da un momento all'altro. Realizz che da circa un quarto d'ora, non sentiva la voce del killer. Si gir: era sparito! Impugnando saldamente la pala si avvicin al tronco al quale era appoggiato e intravide il corpo steso a terra. Alz l'attrezzo, pronto a colpire. L'uomo giaceva a terra supino. Un ampio squarcio sulla gola aveva inondato di sangue il torace. Gli occhi spalancati rivelavano le sue origini asiatiche, senza dubbio un cinese. Lei  molto fortunato, signor Gallego disse una voce poco distante. Uno alla volta, quattro uomini uscirono allo scoperto. Stava per fare la stessa fine del suo amichetto cinese, gliel'assicuro disse l'uomo uscito per primo.
Cerc di memorizzare i loro volti. Tutti, tranne uno spilungone dai capelli castani, erano evidentemente dei local, tarchiati, muscolosi, braccia tatuate, pelle scura. Due avevano lunghi capelli neri che tenevano legati dietro la nuca. Il pi grasso, invece, li aveva rasati a zero. Erano tutti intorno alla quarantina e ognuno impugnava una pistola, tranne l'uomo che aveva parlato, che impugnava una strana paletta di legno contornata di denti di squalo, sicuramente l'arma che aveva squarciato la gola al killer.
C'era voluto pochissimo tempo affinch Poto ricevesse le prime chiamate di avvistamento di un Mercedes Vito nero. Un vecchio che abitava sulla strada principale, 20 metri prima dello sterrato che saliva sulla cima della collina, aveva visto diverse volte un van nero imboccare quella stradina che porta in collina.
Ora si rilassi,  in mani amiche. Non faccia cazzate e stia buono disse l'uomo, che sembrava il capo.
Tra poco le faremo conoscere il volto del suo salvatore. Senza aggiungere altro, i quattro avvolsero i cadaveri usando le coperte e i teli che trovarono dentro al Mercedes. Poi, due di loro si caricarono i corpi in spalla. Sparirono nella vegetazione e tornarono dopo mezz'ora circa, durante la quale gli altri due parlottarono a lungo in tahitiano mentre ricoprivano con molta cura la fossa. Ovviamente Gallego non cap una sola parola. L'uomo coi capelli rasati arriv a bordo della Tiguan, che parcheggi con qualche difficolt, a fianco del Mercedes, poi, tolse le frasche dal tetto del van e le piazz sotto le due vetture. Quello che sembrava il capo chiam gli altri vicino a s. Ragazzi, avete nascosto i corpi in un posto assolutamente introvabile?. Sono in fondo alla Grande Gola, tranquillo, non li trover pi nessuno fino alla fine del mondo disse il pi muscoloso.
Bene. Maurice, tu tornerai qui con la moto da cross e darai fuoco alle vetture, ok? disse il capo.
Iniziarono a scendere dalla montagna, ma dopo un chilometro si fermarono. Testa rasata lasci lo sterrato e dopo qualche minuto sentirono il motore di un'auto accendersi. Uno scassato pick-up usc dalla vegetazione. Prima di salire, il capo prese una tanica d'acqua con la quale sciacqu bene le mani e il leiomano dal sangue ormai secco. Fecero salire Gallego davanti, insieme al conducente e al capo, mentre gli altri due salirono dietro sul pianale. Le pistole vennero messe in una borsa di pelle e nascoste sotto al sedile, lato autista, mentre l'arma dentata venne avvolta in un panno bianco e nascosta sotto i documenti nel vano porta-oggetti del cruscotto. Pochi minuti dopo imboccarono la strada principale e costeggiarono l'oceano, direzione sud. Poto indic l'oceano. Un enorme fronte scuro si stava profilando all'orizzonte.
Il ciclone. Si sta avvicinando. Dobbiamo prepararci.
Erano tutti seduti all'interno della casa. Sebbene fosse molto caldo, evitarono di esporsi in giardino. Se la polizia avesse trovato Ignatio Gallego in casa della madre di Moana, sarebbe scattata una denuncia per favoreggiamento, come minimo. La madre aveva scelto quella casa proprio per la straordinaria posizione, non troppo distante dall'oceano, immersa nel verde e nel silenzio. Ha'amoe era infuriata come raramente l'aveva vista. E aveva tutte le ragioni per esserlo. Si era chiusa in camera da letto per pregare e non voleva parlare con nessuno, per il momento. Moana, invece, sembrava distrutto, deluso. Stava seduto sulla poltrona, a torso nudo: la bendatura gli faceva caldo. Non riusciva a capire come i suoi amici d'infanzia avessero potuto credere di rendergli giustizia macchiandosi di un omicidio.
Mi chiedo come avete potuto credere che la soluzione ai fatti degli ultimi giorni richiedesse un approccio cos cruento e radicale disse Moana guardando uno a uno i suoi amici.
Come potevate pensare che a me, che vi ho sempre parlato di amore di rispetto, di tolleranza, facesse piacere essere vendicato con la legge de taglione. Vendetta di cosa, poi? Nessuno mi ha ucciso: eccomi qua, vivo e vegeto.
Nessuno dei quattro amici osava dire una parola. Neppure Del Bono. E poi, cosa ne  del nostro patto, perch non mi avete detto niente?. A queste parole, Poto non riusc a tenersi.
Ok, a te non abbiamo detto niente, non potevi muoverti con quella spalla. Ma ho informato tua madre delle nostre intenzioni e ho creduto di avere la sua benedizione disse con un certo piglio. Moana si alz e and a pochi centimetri dal viso di Poto, che si fece piccolo, piccolo.
Mamma mi ha detto che avete parlato del Malvagio che aleggia sull'isola con l'arrivo di assassini senza scrupoli in cerca di chiss quali interessi, della necessit di stringerci intorno alle nostre tradizioni, di combattere il Male. Su dimmelo, le hai detto chiaramente che intendevi dissotterrare Pouera e usarla per vendicare il mio ferimento?.
Ma le nostre tradizioni di un popolo guerriero? I nostri avi hanno sempre combattuto fino alla morte per difendere la propria gente, la propria isola. Siamo stati guerrieri, e anche cannibali! Le nostre danze, i nostri canti, la nostra mitologia parlano di guerrieri impavidi. E oggi stiamo qui inermi a vedere i nostri figli minacciati dalla droga distribuita da spacciatori senza scrupoli, i nostri mari depredati da flotte giapponesi che sterminano balene, tonni, delfini. Puah!. Moana non cedette di una virgola.
Non tergiversare: gli hai detto chiaramente che volevi usare i poteri di Pouera per vendicarmi, s o no?.
No. Ma ho capito che era d'accordo con le mie considerazioni si difese.
Beh, Poto, dovevi essere pi chiaro. La benedizione di Ha'amoe  un'altra cosa disse Malik.
Sia Emil che Maurice annuirono alle sue parole. Segu un silenzio durante il quale Poto si sedette e si prese la testa tra le mani. Stava realizzando la gravit del suo comportamento. Si alz di scatto. Ok, ragazzi, mi vado a costituire. La colpa  mia e devo assumermene la responsabilit disse avviandosi verso l'uscita. Del Bono balz alle sue spalle e lo blocc.
Non fare il cretino. Nessuno ha detto che sei un assassino. Beh, tecnicamente lo sei, ma se tu non avessi ucciso quel killer, lui, dopo aver eliminato il cinesino, avrebbe ucciso Gallego e forse anche tutti voi grid riportandolo nella stanza. Andrea guard Moana.
Anch'io ho la mia parte di colpa, in questa storia, se proprio vuoi saperlo. Moana sgran due occhi inquisitori che gli ricordarono i danzatori Haka.
Cio?.
Del Bono tir un lungo sospiro. Non voleva mentire a Moana, ma non sapeva da che parte iniziare.
Quest'uomo qui disse indicando Ignatio Gallego che sedeva frastornato da quanto stava capitandogli ha il gran culo di avere una sorella davvero speciale, altrimenti sarebbe anche lui cibo per vermi.  stata lei a dirmi che un killer della Triade di Hong Kong era stato incaricato di eliminare lui e l'altro cinese. Dietro a tutta questa storia c' il business delle pinne di squalo. Finning. Sapete di cosa parlo? Fece una pausa. Tutti annuirono.
Bene. Volevo evitare che Gallego venisse trovato dalla polizia. Perch? Ve lo dir pi tardi, non mi chiedete perch, ho i miei motivi. Sapevo che grazie alla vostra rete di conoscenze avreste trovato il nascondiglio di Gallego prima della polizia, quindi vi ho informato sulla possibilit di trovarvi tra i piedi un sicario della Triade.
Invece di collaborare con la polizia? Sei davvero incorreggibile... comment sconsolato Moana.
Ma ragiona parruccone disse Andrea. Se lo lasciavo trovare dalla polizia, che fine faceva, secondo te?.
Che domanda: lo sbattevano in prigione per tentato omicidio rispose Moana.
Esatto. E io questo non lo voglio!.
Perfino Gallego sgran gli occhi. La cosa non aveva senso.
Amici, vi presento Sant'Andrea da Viareggio! La beatificazione verr
annunciata dal Papa domenica prossima scherz Moana.
Sei serio? domand Poto.
Serissimo! rispose Andrea. Vi chiedo solo di attendere ancora qualche ora, poi tutta la faccenda sar chiarita.  una promessa. Moana si prese i capelli tra le mani.
Andrea, cosa cavolo hai in mente? Tra pochi giorni ti giochi l'intera stagione. La tua ultima stagione. Non ti sei allenato negli ultimi tre giorni. Stai di nuovo giocando a fare l'ispettore Holmes? Stai scherzando con il fuoco. Serena  stufa e anch'io non....
Ventiquattro ore. Tra 24 ore, qualsiasi cosa accada, lascer perdere questa storia.
Moana allarg le braccia: conosceva la cocciutaggine del viareggino. Quando torno, dobbiamo fare una lunga chiacchierata disse puntando l'indice contro Ignatio che si guardava bene dal parlare. Ci sono molte cose che mi deve dire, con le buone o le cattive aggiunse avviandosi verso la porta. E ora dove vai? chiese Moana rassegnato. A prendere altri amici.
Alcuni minuti dopo che Del Bono era uscito, Ha'amoe entr nel luminoso salotto. Pallida, stremata, ma di nuovo con un sorriso sul volto. Sembrava uscita da una lunga, debilitante malattia. Moana fece per alzarsi e andarle incontro, ma lei gli fece cenno di restare seduto. Si ferm davanti al figlio e prese la sua testa tra le mani e vi si accost con il ventre. Fece scendere le mani sulle clavicole e si sofferm un minuto sussurrando alcune parole incomprensibili.
Moana percep un forte calore e alcune fitte dentro la ferita. Ha'amoe si sedette sulla sua poltrona preferita, interamente in legno koa, e un le dita sotto al mento, in segno di preghiera. Ogni suo gesto era seguito con rispetto e venerazione dal figlio e dai suoi amici, ma anche Gallego sembrava rapito dalla gestualit del potente sciamano Huna. Ta Oraria, ragazzi disse.
Poi chiuse gli occhi e tacque per qualche minuto. Finalmente emise un lungo sospiro, e con una voce diversa dalla sua, una voce cupa, quasi maschile, inizi a parlare. Sembrava che le parole fossero pronunciate da due persone diverse, con uno strano effetto eco.
Il danno ormai  fatto. Non ha senso aumentare la tensione e i conflitti tra di voi. Poto! Non ti avrei mai dato la mia benedizione di dissotterrare Pouera, la Perla Rossa: una volta riportata in vita, solo il sangue di un Malvagio umano pu saziare la sua sete di morte. Fortunatamente per voi,  stata usata a proposito, ma avete corso un rischio enorme. Se la persona uccisa non fosse stata un vero Malvagio, i suoi denti avrebbero reclamato altre sette vite umane. Non saziare la sete di sangue di Pouera, scatena l'ira di tutte le divinit dell'Oceano e della Terra su tutte le isole delle Isole del Vento. Pochi pesci nelle reti, pochi frutti sugli alberi, maremoti e uragani. Stanotte riporrai la Perla Rossa nella sua dimora ai piedi della sacra palma Erita e non la riprenderai mai pi, ragazzo mio.
Benny Cohen sobbalz sulla sedia. Come previsto, una forte tempesta tropicale si stava avvicinando velocemente a Tahiti. Sarebbe passata rapidamente, ma avrebbe flagellato la costa ed era molto preoccupato per le strutture, prime fra tutte le imbarcazioni d'appoggio e la torre dei giudici, poggiata sul reef. Occorreva preparare un piano per far fronte all'emergenza, quindi chiam immediatamente un meeting con gli atleti e gli ufficiali di gara.
Tempeste tropicali e cicloni non erano affatto frequenti a Tahiti. Potevano passare anche due, tre anni senza vederne uno e difficilmente si formavano dopo la fine di aprile. Nella piccola marina i pescatori local erano gi indaffarati dalle prime luci dell'alba sulle loro barche, a chiudere i boccaporti, a serrare i cordami, a mettere ulteriori parabordi. Il vento da sud-ovest stava gi aumentando e le onde, assenti fino a poche ore prima, stavano lentamente ma inesorabilmente crescendo. Michelle usc dalla torre-giuria tenendo sotto braccio una pila di fogli, mentre dentro tre operai stavano staccando dalla struttura i banner pubblicitari e i teloni in PVC, per evitare l'effetto vela che avrebbe sicuramente danneggiato la struttura. Una forte raffica di vento le fece volare via alcuni fogli. Alz la testa verso lo spot e osserv con preoccupazione i lampi che illuminavano un cielo minaccioso, nero come la pece. Signorina Dubois, si sbrighi, fra poco inizier a piovere forte url il ragazzo alla guida della moto d'acqua.
Prima di iniziare a scendere la ripida scaletta, mise i fogli nello zainetto. Durante il breve tragitto dalla torre-giuria alla marina, si bagn come un pulcino a causa del vento che polverizzava gli spruzzi d'acqua sollevati dalla moto d'acqua. Infreddolita, cerc Benny tra il caos che regnava negli stretti spazi della marina. Lo vide seduto in auto con l'esperto delle previsioni meteo. Anche Benny la vide e le fece cenno di avvicinarsi. Si sedette sul sedile posteriore senza interrompere la loro conversazione. Non sar facile smontare tutte le strutture e rimontarle in tempo per la ripresa dell'evento stava dicendo Cohen. L'esperto delle previsioni annu.
E dovrete essere bravi a chiudere in fretta la gara, perch dopo il passaggio della tempesta, le onde dureranno solo un giorno, poi andranno a calare piuttosto velocemente. Non sono onde con un fetch ampio, che partono da lontano, ma create dal vento. Quindi la swell morir nell'arco di 18 ore.
Cohen interrog con lo sguardo Michelle. Capito? Ci faremo un bel culo nei prossimi giorni. Si gratt il mento, pensando gi a come coordinare lo staff nelle prossime ore.
Abbiamo bisogno di cinque ore per portare a termine l'evento. Riprenderemo dai quarti di finale, quindi se iniziamo alle prime luci dell'alba, la possiamo chiudere entro mezzogiorno. La domanda : quale giorno sar quello ideale per riprendere la gara? Dopodomani?. L'esperto delle previsioni scosse la testa.
No, il culmine della tempesta e della forza del vento sar domani notte. Dopodomani ci sar ancora vento e onde sciupate, non belle. Nella serata di venerd 12, il vento sparir e le onde inizieranno a ordinarsi. Sabato 13. S, sabato 13  la giornata ideale per concludere l'evento. Non saranno onde cos alte e spettacolari come quelle di domenica scorsa, ma pur sempre degne della fama di Teahupo'o.
Prima che lasciassero l'abitazione della madre, Moana aveva chiesto agli amici di mettere in sicurezza piante e vasi nell'ampio giardino di Ha'amoe. Gli aveva anche chiesto di fare un salto a casa sua e vedere se Serena avesse bisogno di aiuto, dato che il testone di Andrea aveva di nuovo indossato i panni del detective e chiss dove era andato. Aveva deciso di stare qualche giorno dalla madre. Grazie al homi Homi (Antica arte del massaggio dei maestri Kahuna, tramandata di generazione in generazione) sarebbe guarito ancora pi in fretta; aveva una gran voglia di assistere alla giornata finale dell'evento. Serena e Andrea avrebbero goduto di pi intimit per fare pace. Osserv il pandano in giardino, dai movimenti dei suoi rami poteva capire la forza del vento. Stava pensando all'assurda situazione in cui si erano cacciati i suoi amici, ma anche a quella in cui Andrea aveva messo lui e la madre. Stavano ospitando un ricercato, un perfetto sconosciuto. Sent Ha'amoe scendere le scale. Era salita per mostrare a Gallego la stanza dove poteva riposarsi. Si sedette di fianco al figlio, sul divano e gli poggi delicatamente la testa sulla spalla non ferita.
Figlio mio, quell'Ignatio, non mi piace. Perch Andrea, il nostro amato faamu (Figlio adottivo) si ostina a proteggerlo? Quell'uomo non ha un buon Mana (Spirito), c' del maligno in lui.  un malvagio. Moana sospir, carezzandole amorevolmente la testa. Madre, ormai dovresti conoscerlo bene Andrea, no? Sai, a volte penso che se fosse cresciuto con noi, sarebbe diventato un bravo maestro Huna.  genuino, istintivo, generoso. Ma  anche cos impulsivo e testardo, spesso getta al vento il lavoro di mesi. Spesso mi stupisce con intuizioni alle quali neppure io riesco ad arrivare e credo che abbia assorbito alcuni dei nostri doni. Ha'amoe rise di gusto.
Lo so,  vero. L'ho sentito subito, la prima volta che ce l'hai presentato, era ancora un ragazzino. Ricordi come tuo padre rimase impressionato dal suo Mana? Non per niente lo chiamai da subito il nostro Emiri (Nella cultura tahitiana significa "un nobile dono degli di"). Per, questa volta si sbaglia. Ci ha assicurato che Ignatio  una persona pentita dei suoi errori, che vuole cambiare vita, ma io so che non  cos, lo sento, ne sono certa. Tu no?.
Anche a me Ignatio Gallego d brutte sensazioni. Ma se ti dicessi quante volte ho dato torto a Andrea e invece aveva ragione lui. Sai cosa dice quando vuole farmi arrabbiare? "A cosa ti servono tutti quei filmini nella testa quando poi non sai come interpretarli". E sai una cosa? Ha ragione! Lui sa collegare fatti, cose, persone. Io no. Ha'amoe rise di nuovo, stava recuperando il buon umore. Andrea non riesce a capire che uno sciamano non legge il futuro come fossero pagine di un libro, ma comunicando con il mondo dello spirito pu utilizzare esperienze come sogni o visioni per aiutare se stesso e gli altri a trasformare la realt.
Non puoi immaginarti come ha condotto le sue indagini personali per scovare l'assassino di Alex Moss. Perfino l'ispettore francese ha dovuto ammettere che senza il suo contributo il caso Moss non sarebbe mai stato risolto. Ha un fiuto eccezionale, sarebbe stato un perfetto mutoi (Poliziotto). Moana vide il pandano flettersi sotto una raffica di vento pi impetuosa delle precedenti.
Non temere per il pandano, Moana.  di legno duro, fibroso. Far proprio come Andrea: si piegher ma non si spezzer disse la madre ridendo e baciandogli la ferita.
La corda dell'ukulele si spezz dandogli una frizzante frustata sulle dita. Poto smise di suonare e alz la chitarrina sopra la testa per far capire agli altri che era necessaria una pausa per sostituire la corda. Malik continu a tenere il ritmo sulla pelle del faatete (Tamburo fatto di legno di cocco e pelle di squalo) e la voce, ancora sorprendentemente cristallina, continu a intonare le note di Tahiti Nui. A vederli cantare e suonare insieme, non si sarebbe detto che poche ore prima si erano azzuffati, ma come Moana amava dire, metti pi di cinque tahitiani insieme e parte un canto, un ballo, una festa. Andrea aveva chiamato nel tardo pomeriggio e aveva continuato a fare il misterioso, aveva solo detto di aggiungere due posti a tavola perch avrebbe portato due amici e di non preoccuparsi per la cena, avrebbe portato lui del pollo e del maiale comprato gi cucinato. Il vento soffiava cos forte che Moana fu tentato di chiamare Andrea e chiedergli di restare chiuso in casa, quando vide il giardino illuminato dai fari di un'auto. E arrivato Andrea coi suoi ospiti, qualcuno vada ad aiutarli con le borse della spesa disse.
Malik e Emil aprirono la porta d'ingresso. Si ud un'altra porta sbattere violentemente al piano di sopra, evidentemente l'apertura della porta aveva creato una forte corrente d'aria. La prima a entrare fu Serena, che lo fece con cos tanto abbrivio che per poco non fin lunga e distesa sul parquet tirato a lucido. Poi entr Andrea, i cui capelli scompigliati dal vento fecero scoppiare tutti a ridere.
Scusate, ho cambiato gel! disse poggiando le borse a terra. Poi, spostandosi dalla porta e indicando la porta, annunci gli ospiti. Signori, ho il piacere di presentarvi... la signorina Margarida Gallego!. Margarida Gallego apparve sulla porta, con un sorriso timido e con due occhioni che esprimevano gratitudine. Cerc subito con lo sguardo Ignatio, sbatt gli occhi, il sorriso le mor sulla bocca. Svenne. Prontissimo, Juan l'afferr per la vita evitandole di urtare violentemente il capo sul pavimento. Andrea aiut Juan ad adagiarla delicatamente a terra e le sollev le gambe. Si erano tutti radunati intorno a Margarida ed erano tutti sorpresi per la reazione emotiva che la ragazza aveva avuto alla vista del fratello.
Poto, presto! Cercatelo! grid Andrea accorgendosi che Ignatio era sparito.
Poto e Malik schizzarono fuori.
Ha'amoe, hai una torcia? chiese saggiamente Maurice prima di uscire. S, in cucina, vieni rispose.
Ragazzi, non cercatelo vicino al mare. Cercatelo in alto, sulle colline disse prima di dargli una lunga torcia in alluminio. Maurice alz il pollice per rassicurare l'anziana e si fiond nel buio. Emil prov a seguirlo. Margarida stava iniziando a riprendersi, ma Andrea not che Juan era pallido in volto e temette che stesse anche lui per svenire. Oh, Juan! Non fare scherzi anche te. Vai a sederti. Margarida si sta riprendendo, tra dieci minuti star meglio di prima. Cercava di stare calmo, ma c'era qualcosa che non quadrava. Finalmente Margarida si riprese. Appena realizz cos'era accaduto e dove si trovava, la donna si prese la testa tra le mani ripetendo pi volte:  la fine,  la fine.
Margarida, parla. La fine di cosa? Parla! la supplic Juan.
Alz la testa, guard Juan con l'espressione di chi ha visto morire sogni,
speranze, voglia di lottare.
Un silenzio improvviso, surreale cal nella stanza. Tutti aspettavano che le carnose labbra di Margarida si muovessero per dire perch era cos disperata. Perfino la furia della tempesta l fuori sembr calare per ascoltare la risposta. Quello non  Ignatio. E Pablo!.
Erano le 22,45 quando i quattro Pae entrarono bagnati fradici e sconsolati. Non l'abbiamo trovato,  scomparso disse Poto dandosi un pugno nell'altra mano.
Con questo tempo non sar facile trovarlo, ma anche per lui non sar facile resistere senza cibo. Mi domando cosa diavolo gli  preso per fuggire in una notte come questa si chiese Maurice. La vista di un fantasma rispose Andrea.
Not l'espressione persa del capo banda, quindi spieg loro il perch dello svenimento di Margarida.
Ora vi  pi chiaro il perch della sua reazione? domand alla fine del riassunto.
Entrambi hanno visto un fantasma. Lei ha visto un fantasma vero, quello di un fratello tiranno che l'ha violentata, in tutti i sensi, e che credeva morto. Lui, alla vista della sorella, ha visto cadere il suo castello di carte. Resta da capire qual era il suo piano, il suo obiettivo. Se lo prenderemo vivo, forse lo sapremo.
E se fosse andato a costituirsi? - domand Maurice - In fondo non  che abbia tante alternative. Sa bene che fuggire dall'isola  quasi impossibile e prima o poi verr catturato. E poi, mi chiedo, qui a Tahiti di cosa pu essere accusato? Al massimo pu essere arrestato per essere entrato a Tahiti con documenti falsi.
A quelle parole, Andrea ebbe un breve capogiro. La situazione era cambiata completamente, nulla era andato come aveva pensato e per la prima volta consider le conseguenze se il commissario Maevarau avesse capito cosa era realmente accaduto. I Pae avrebbero dovuto rispondere di diverse accuse: omicidio, occultamento di cadaveri, favoreggiamento, non c'era che da scegliere. Non c'era alternativa: dovevano trovare Pablo Gallego a tutti i costi.
No, Maurice, io non credo che andr a costituirsi, uno scaltro come lui non si arrende.
Margarida, che non aveva cessato un solo istante di piangere, annu. S, hai ragione Andrea. Pablo  uno che non conosce la parola resa. Piuttosto morir di fame nascosto da qualche parte, ma non si costituir, statene certi.
Juan le sedeva accanto, accarezzandole la folta chioma nera. Sapeva esattamente come si sentiva. Beffata. Per la prima volta in vita sua Margarida aveva creduto in un cambiamento del suo destino. Per la prima volta qualcuno sembrava essersi pentito del male fattole. Con la vista di Pablo, tutti i sogni erano stati spazzati via. Non era mai esistito un Ignatio pentito, ma un Pablo sempre pi spietato, esaltato. Ma ora erano finalmente lontani dalle grinfie del Pcaro e Pablo non aveva pi intorno a s dei gorilla armati. Ora era solo e disarmato. Ora Juan poteva difenderla.
...
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...
Teahupo'o, Tahiti - Polinesia Francese.
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...
Non riusciva a frenare il battere dei denti. Non avrebbe mai pensato di provare cos freddo in Polinesia, ma il vento sembrava aver succhiato al suo corpo tutto il calore corporeo. Era bagnato e affamato, doveva assolutamente trovare un riparo dal vento e dalla pioggia, e qualcosa da mangiare. Fortunosamente lo trov sotto un costone roccioso lungo la parete della collina, ma aveva perso l'orientamento e non avrebbe saputo dire in che direzione si trovasse il villaggio di Teahupo'o. Usc dal riparo. Ricord che poco prima di trovare quel nascondiglio, correndo in salita, aveva visto le luci di una casa. Decise quindi di scendere, era rischioso ma doveva fare qualcosa. Dopo un centinaio di metri vide la luce. Si avvicin molto lentamente: aveva molta paura dei cani. La prima sera che era arrivato a Tahiti, per sgranchire le gambe dopo il ungo volo, aveva fatto jogging lungo la spiaggia ed era stato assalito da un cane randagio; solo la sua agilit gli aveva consentito di saltare una recinzione e ripararsi nel giardino di una casa. Il rumore delle foglie agitate dalle potenti raffiche di vento era assordante, ma forse era un vantaggio. L'abitazione, una villa coloniale ben tenuta, sembrava abitata da benestanti, cosa suggerita da un SUV BMW 5X e da un Nissan Javara fiammante.
Dalle finestre del piano terra poteva vedere due uomini seduti a un tavolo, ma sicuramente c'erano altre persone al piano superiore come lasciavano supporre diverse finestre illuminate. Per il momento, nessuna traccia di cani. Gir sul lato sinistro della casa e vide quella che poteva essere la sua salvezza. Nel retro della casa, sopra un carrello, c'era una pilotina per la pesca d'altura, probabilmente un fisherman, ancora agganciata a una Land Rover.
Era evidente che in vista della tempesta e della mareggiata, avevano preferito togliere dalla marina l'imbarcazione, molto pi al sicuro ai piedi della collina. Sal nel pozzetto e prov ad aprire la porta, ma come era logico pensare, ogni apertura era chiusa. Il portello posteriore della Land Rover, per, era aperto e vi trov alcuni attrezzi, tra cui un grosso cacciavite con il quale riusc ad aprire la porta scorrevole ed entrare dentro la pilotina. Forz pi facilmente la porta di fianco al timone di guida che immetteva nel sottocoperta. Nella dispensa trov biscotti, pane in cassetta, delle scatolette di tonno e delle arachidi salate con cui si sfam. Mise tutto il resto per terra. Doveva sfruttare al massimo quella botta di fortuna. Inizi a frugare in ogni angolo, trovando alcuni oggetti utili che piazz in un sacchetto di nylon: un coltello svizzero multiuso una torcia, un grosso coltello da sub.
Nell'armadietto della piccola, ma attrezzata toilette trov dei rasoi usa e getta e schiuma da barba che us per radersi. Gli pass per la mente di radersi a zero anche la testa, ma cambi subito idea: la pelle non abbronzata del cranio avrebbe attirato l'attenzione pi che mai. Sapeva che da qualche parte dovevano esserci delle lenze, delle canne da pesca, forse anche delle maschere e delle pinne. Con quelle avrebbe risolto i problema di procurarsi del cibo. Le raffiche di vento pi forti scuotevano la pilotina sul carrello e un paio di volte perse l'equilibrio. Prese la torcia e usc di nuovo nel pozzetto dove apr il divano di poppa. Per poco il vento non gli strapp dalle mani il coperchio. Il raggio di luce illumin una cerata grigia e rossa, una cassetta per la pesca e, sotto un rotolo di cime, vide il manico di un fucile subacqueo. Rientr sottocoperta, poggiando sul pavimento la cassetta e l'apr. Bingo! Artificiali di varie forme e misure, galleggianti, piombi, galleggianti, un rotolo per la pesca a mano. Si spost a prua e smont le due cuccette per tirare fuori le coperte. Si avvolse in una e mise l'altra sul pavimento accanto alle cose da portare via. Poi, apr il frigo. Rimase deluso. C'erano solo due bottiglie d'acqua da mezzo litro, una birra, niente da mangiare. Prima di lasciar quel rifugio doveva dormire. Ricompose le due cuccette rimettendo i cuscini a posto e si sdrai su quella di destra.
Cercando di dormire pens con rabbia allo stravolgimento che la comparsa di Margarida aveva portato ai suoi piani. Sapeva che non sarebbe potuto tornare in Costa Rica, o almeno non a lavorare per Miguel Diaz, che l'aveva venduto alla mafia di Taiwan. Chiss che un altro killer non fosse gi sull'isola, sulle sue tracce. Era tutto finito, lo capiva bene, Non sapeva neppure perch stesse cercando di organizzarsi per resistere sull'isola, ma non aveva intenzione di arrendersi prima di capire cosa fosse successo e di essersi vendicato. Una furiosa vampata d'odio verso la sorella gli mont nel petto.
Puttana, puttana, puttana, non ti godrai mai n la libert, n il cazzo di quel fottutissimo Juan sibil tra le labbra.
E pensare che gli aveva spianato la strada facendola diventare l'amante del Pcaro, ma la troietta aveva preferito sciupare tutto per quel giovincello senza arte n parte. Su quei pensieri di morte e di vendetta, si addorment.
L'odore si era diffuso dappertutto. Quell'odore di casa, d'infanzia che lui chiamava semplicemente "la base": olio, aglio e peperoncino. C'era stata troppa tensione, nelle ultime ore, e occorreva riportare tutti a uno stato di equilibrio e di calma. Cosa, meglio di uno spaghetto a mezzanotte? Ovviamente, era molto preoccupato, ma c'era davvero bisogno di pensare con mente calma a come organizzare le ricerche al sorgere del sole. Gli era sempre piaciuto usare la cucina di Ha'amoe, con quella ampia finestra proprio sopra il lavello e il piano di lavoro, dal quale si potevano osservare gli ospiti sotto il patio e il giardino ricco di fiori e piante. E poi, la sua dispensa era piena di prodotti italiani che un paio di volte l'anno lui gli inviava dall'Italia: parmigiano reggiano, olio extravergine delle colline toscane, vino.
Ud il cellulare squillare in salotto. Tolse la padella dal fuoco, abbass la fiamma sotto la grande pentola d'acqua che bolliva e and a rispondere. Era il boss. Il suo boss. Dal saluto di Dustin cap che non tirava una buona aria.
Ciao Andrea. Dimmi che non  vero. Dimmi che Serena ha bevuto un po' troppa birra e mi ha riferito solo delle grosse stronzate. La situazione non  poi grave come... balbett cercando di prendere tempo.
Dustin O'Connell non volle neppure ascoltarlo. Ascoltami bene Andrea. Lo scorso anno potevo anche capire che tu fossi andato un po' fuori di testa per la morte di Alex. So benissimo cosa rappresentava per te, e tutti abbiamo perdonato quel colpo di testa di abbandonare le Hawaii durante la nostra gara a Pipeline. Ma questa volta no, non riusciamo a capire perch ti stai di nuovo mettendo nei panni dell'investigatore quando non c' nessun amico da vendicare. Andiamo! Torna ad allenarti seriamente e a pensare al quarto di finale che ti aspetta alla ripresa del contest.
Ovviamente, Dustin aveva ragione, ma non poteva tirarsi indietro ora, e non voleva mentirgli.
Ti prometto che dopodomani torno ad allenarmi regolarmente. Qui c' una grossa tempesta che raggiunger il culmine domani sera, non
c' possibilit di uscire di casa se non correndo rischi di essere abbattuti da un ramo o un oggetto scagliato dal vento.
Ok, ma dammi la tua parola che farai subito la pace con Serena e che la smetti con questa mania di immischiarti in cose che non ti riguardano disse O'Connell.
Dimmi una cosa, Dustin. Ti ha chiamato lei, vero?. La domanda non piacque al boss.
Sai che quando ti ci metti sei proprio una testa di cazzo? No. L'ho chiamata io, lei non voleva nemmeno parlarmene, ma ho sentito dalla voce che Serena... non era serena, scusa il gioco di parole. Le ho dovuto cavare fuori parola per parola. Davvero?.
Mi ha raccontato della tua heat contro Kevin Stewart, aveva la voce rotta dalla commozione. Per lei sei una divinit. Lei vuole vederti disteso, sereno, vincente come in quella batteria. Non capisce, e non lo capisco io, non lo capisce Moana, non lo capiscono i tuoi compagni di team, perch non ti decidi a fare l'atleta dimenticando tutto il resto. Andrea invece lo sapeva. Sapeva che era vero. Aveva sempre la testa altrove. Amava il surf e amava essere uno dei 32 professionisti che riuscivano a vivere facendo surf. Ma per lui, non c'era solo quello, non c'era solo vincere. Infatti, aveva vinto poco. Non capiva perch non ci potesse essere posto per tutto: il surf, la cucina, gli amici, l'amore. S, amore verso Serena, verso Moana, verso gli altri.
Terminata la telefonata corse in cucina, rimise la padella sul fuoco e alz al massimo la fiamma della pentola. L'acqua torn a bollire, la sal! e butt un chilo e mezzo di spaghetti. Quando port in tavola la padella, not che Ha'amoe e Serena non erano in sala.
Serena ha accompagnato Ha'amoe su in camera. La mamma voleva parlarle lo anticip Moana.
Mentre Emil serviva le porzioni, Andrea and in cucina a prendere due bottiglie di vino bianco che aveva messo poco prima in freezer per raffreddarlo pi velocemente. Spazzarono la pasta in cinque minuti... Poto si sdrai sul divano con l'ukelele sulla pancia e fischiett una canzone tradizionale che Andrea aveva gi sentito. Maurice inton le parole e in breve tutti si unirono al canto, tranne Andrea che non conosceva le parole.
Andarono a dormire che era l'una passata, ma avevano tirato gi un piano d'azione per il mattino seguente: ritrovo a casa di Ha'amoe alle 6,30. Rientrando all'abitazione di Moana, notarono cartelli stradali divelti, alberi spezzati, pali della luce che sembravano cadere da un momento all'altro. Andrea si chiese cosa sarebbe successo la sera dopo quando il vento avrebbe raggiunto la massima intensit. Entrati nel giardino, Moana not che il vento aveva spezzato un giovane hibiscus che aveva piantato due mesi prima. Appena in camera, Andrea si avvicin a Serena e le mise le mani sulle spalle. Facciamo pace? disse cercando di baciarla. Lei si divincol, ma non rifiut l'offerta.
A me dispiace anche per Moana disse lei dandogli le spalle. Tu non ci pensi. Dici di volergli un gran bene, ma come lo ripaghi? Ogni anno inizia ad allenarti con passione, direi perfino con amore. E tu? Abbandoni le gare cos, come se fosse normale. Ma perch non hai deciso di fare il poliziotto, se ti piacciono cos le storie intricate?. Gi, pens Andrea, perch non ho fatto il poliziotto? Cosa ti voleva dire Ha'amoe? chiese.
 incantata da Margarida. Dice che quella donna ha sofferto molto, ha dovuto subire la vita, la sua sporcizia, fino ad ora. Ma ha imboccato la strada giusta e bisogna aiutarla. Cos'altro?.
Serena inizi a spogliarsi, mettendo i vestiti sulla spalliera della sedia, e quando rimase in slip, entr in bagno lasciando la porta aperta. Alzando la voce continu a parlare dal bagno.
Dice che dobbiamo assolutamente evitare di trovarci vicino all'oceano quando la tempesta raggiunger il suo culmine, domani sera. Sar in quel momento che Apu Hau, il dio delle tempeste, emetter l'Urlo Feroce.
Quando Serena usc dal bagno, completamente nuda, Andrea cap che avrebbero fatto pace.
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CAPITOLO 8.
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Papeete, Tahiti - Polinesia Francese 11 maggio.
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Appena arrivato di buon mattino in commissariato, Maevarau lesse il comunicato della protezione civile che faceva riferimento all'evoluzione del ciclone che stava acquistando energia ed era stato elevato a ciclone forza tre con tendenza a crescere ancora. La cosa iniziava a diventare davvero preoccupante. Raramente, nella storia recente, un ciclone superiore a forza tre aveva raggiunto Tahiti, soprattutto dopo il mese di aprile. Tra tutte le isole del Pacifico del Sud, Tahiti era una delle pi fortunate in quanto la rotta dei cicloni la risparmiava quasi sempre, colpendo maggiormente Tonga, la Nuova Caledonia, le Fiji, ovvero le isole pi a ovest. La tempesta non facilitava di certo le ricerche del Mercedes Vito nero. Ne aveva abbastanza di quella storia e in fondo era contento di avere una scusa per occuparsi d'altro. Cosa credeva, quell'arrogante italiano, che avrebbe dato priorit a un caso come quello? Nessun morto, uno straniero da cercare ma su cui non era stato spiccato nessun mandato di cattura internazionale. E poi quella soffiata risultata inutile. Nessun asiatico sospetto era atterrato nelle ultime ore all'aeroporto di Papeete: l'arrivo di un killer era proprio una bufala. Aveva messo in allerta la polizia aeroportuale, tutti i commissariati dell'isola, senza nessun riscontro. I voli su e da Papeete erano stati cancellati e per almeno altre 24 ore nessun aereo civile sarebbe partito o atterrato sull'isola. Anche l'uso di auto era proibito fino a nuova disposizione. Quindi, si disse stappandosi una Hinano bella fredda, relax.
Fu un'inutile, faticosissima, infruttuosa giornata. Tranne Moana, i Pae erano usciti alle prime luci dell'alba. Juan aveva insistito cos tanto di unirsi al gruppo di ricerca, che alla fine Margarida aveva ceduto e l'aveva lasciato andare. Andrea aveva chiesto ai Pae
di allertare di nuovo la loro rete di informatori e di descrivergli bene l'uomo che cercavano: ispanico dai capelli neri lunghi, fisico tarchiato, ma asciutto, tatuaggio sull'avambraccio destro. Si erano poi divisi in due gruppi da tre, ognuno a bordo di un pick-up: Andrea con Emil e Juan, Poto con Maurice e Malik. Si rese per subito conto che era come cercare un ago in un pagliaio. Pablo Gallego aveva un'enorme serie di nascondigli, con le montagne cos vicine. Guidare lungo la costa era davvero rischioso, improvvise raffiche di vento rischiavano di far uscire di strada il pick-up. L'uso dell'auto era vietata, ma fortunatamente non incontrarono nessuna pattuglia. Ci costringeva la gente a stare chiusa in casa rendendo meno probabile che Gallego venisse identificato dalla rete di informatori. La forza della tempesta si fece cos forte che furono costretti ad abbandonare le ricerche e rientrare a casa dove trovarono Moana impegnato a fare un massaggio homi homi a Margarida. Ci volle un po' di pazienza per spiegare a Juan, che si era un po' ingelosito, la tradizione dell'arte del massaggio in Polinesia e la tecnica usata dai maestri Kahuna per rafforzare corpo e spirito tramite l'uso di energia cosmica. Per ripagare gli amici della faticosa giornata Andrea decise di preparare una cena.
Moana, puoi chiamare Ha'amoe e chiederle se vuole mangiare con
noi? Uno di noi potrebbe andare a prenderla e poi potrebbe restare a
dormire qui, visto la seratina.
Apr il frigo e inizi a tirare fuori gli ingredienti.
Grazie Andrea, ma lo sai, mia madre ama queste esplosioni di Madre Natura. Per lei sono come per noi l'arrivo di una swell perfetta. Si ricarica.
S, come una Duracell lo sfott Andrea. Insomma, non viene?.
Avrei preferito anch'io averla qui, ma lo sai, quando dice no,  no.
Dopo cena, mi faccio accompagnare da Poto, se la tempesta lo permette. Dormir da lei.
Andrea accost il viso alla finestra sopra l'acquaio di cucina, il cui vetro fletteva sotto la forza del vento e della pioggia intensissima. Mmh, mi sa che ti conviene starvene tutti qui al caldo, il culmine della tempesta  previsto tra due ore e rispetto a un'ora fa, la situazione fuori  molto, molto peggiorata.
Non fece quasi in tempo a finire la frase che il buio piomb nella casa. Guard di nuovo fuori e not che la luce era andata via in tutto il villaggio. Moana si alz e and a accendere una delle tante candele con le quali la madre amava cospargere la casa. Il vocione di Emil, che stava facendosi una doccia al piano superiore, reclam una candela. Maurice port due candele che pose ai lati del piano cottura dove in una grande padella stavano rosolando i pezzi di due polli. Andrea aveva deciso di sfruttare i due volatili ruspanti che Ha'amoe aveva nel frigo per farli alla cacciatora. Quando presero colore, aggiunse un battuto di aglio, rosmarino e salvia, provenienti dal giardino dello sciamano.
Aveva piantato lui stesso, su preghiera di Ha'amoe, una manciata di anni prima, le piantine di salvia, rosmarino e basilico. Vers un bicchiere di vino bianco e si gust uno dei suoni che amava di pi dopo lo sciabordio delle onde: quello di una padella che sfrigola. Fece evaporare bene l'alcool mentre apriva due scatole di polpa di pomodoro locale della cui qualit dubitava. Pens alle scuse che avrebbe dovuto fare a un po' di gente, forse le scuse non bastavano neppure.
Aveva ragione Serena, era stato proprio un presuntuoso, aveva fatto una cavolata a impicciarsi in una storia complicata come quella. Non si pent, per, di essere riuscito a togliere Margarida e Juan dalle grinfie di quel bandito di Miguel Diaz. Moana entr in cucina. Andrea fece il gesto d dargli un cazzotto sulla ferita.
Dai, non avrai mica il coraggio di lamentarti, eh? scherz Andrea. Ti sei risparmiato un sacco di fatica, oggi.
Moana alz un angolo della bocca, e si mise in bocca un paio delle olive nere che Andrea aveva preparato per la cacciatora. Non mi piace abbandonare i miei amici nel momento del bisogno disse biascicando un po'.
Anche quando fanno di tutto per mettersi nei casini aggiunse ammiccando Andrea con il mento. Andrea aggiunse alcuni bicchieri d'acqua calda alla pentola, fino a quando il pollo non fu completamente coperto. La spalla come va? chiese.
Non mi d pi nessun dolore, direi che va benone disse Moana ruotando lentamente il braccio sopra la testa.
 incredibile! Ma ci pensi? Tre giorni fa temevo per la tua vita. Innanzitutto, l'arpione  entrato poco in profondit. Poi, lo sai bene le medicine migliori sono dentro di noi e nella natura che ci circonda come queste palline disse Moana mostrandogli un tubetto omeopatico che si era tolto di tasca.
Con Serena come va, avete fatto pace, vero?. Andrea alz leggermente la fiamma.
Mmh, diciamo che abbiamo rifatto l'amore, ma non sar pace vera fino a quando non lascer perdere del tutto questa storia.
E?
E da domani mi rimetto sotto con gli allenamenti. Udirono il telefono squillare in sala. La linea telefonica funzionava ancora. Moana sollev la cornetta.
Parlo con Moana Teura? disse una voce con accento tipicamente locale.
S, chi parla?
Lasci perdere. Siete voi quelli del pick-up rosso che cercate uno straniero?.
Lei chi , come fa a saperlo disse Moana con voce cos alta che tutti si alzarono e si diressero verso di lui.
Le ripeto, lasci perdere. Le dico solo che ho sentito da un mio amico contattato da Poto che state cercando uno straniero con capelli lunghi e neri, altezza media, tarchiato, muscoloso e con tatuaggio su un braccio. S, esatto. Perch?.
Beh, non so se ha il tatuaggio, quello non riesco a vederlo, ma il resto corrisponde alla descrizione. Sta cercando di aprire la portiera di un furgone, lo sto vedendo dalla mia finestra, proprio ora. Se volete prenderlo, dirigetevi a Vaira'o, la pompa di benzina alla fine del paese. Fine della conversazione.
Poto, hai amici a Vaira'o? chiese Moana riagganciando la cornetta. Perch, chi era?.
Non ha voluto svelare la sua identit, ma dice che un tipo che corrisponde alla descrizione fatta sta cercando di forzare un furgone sotto casa sua.
Se fosse uno dei nostri informatori non avrebbe avuto problemi a rivelare il suo nome disse Poto grattandosi il mento. Comunque s, a Vaira'o abbiamo molti amici.
Ha detto di aver sentito un suo amico parlare della vostra comunicazione disse Moana.
Beh, allora perch non ha chiamato il suo amico, ma direttamente qui a casa di Ha'amoe? chiese Maurice.
Non lo so, ma la voce era indiscutibilmente di un locale... non so che dire rispose Moana.
Cosa aspettiamo ragazzi, andiamo a prenderlo per il collo! salt su Malik.
Calma, calma disse Andrea. Mettiamo la cosa ai voti. Andare a Vaira'o con questo tempo significa violare la disposizione, cosa che abbiamo gi fatto oggi, ma soprattutto rischiare la pelle. Andiamo, ragazzi! Sono solo 11 chilometri disse Malik.
Tra un'ora potremmo essere qui a brindare la cattura del bastardo. Io voto per andare aggiunse alzando la mano.
Beh, anch'io penso che poi ci mangeremmo le mani se la soffiata si riveler giusta anche Emil alz la sua. A me non chiedetelo neppure. Sono gi l disse Juan. Tu Poto, cosa dici? chiese Moana all'amico.
Poto guard fuori, con le luci fioche delle candele si vedeva meglio cosa stava accadendo.
A me il ciclone non fa nessuna paura. Ne ho visti gi un paio cos forti e sono ancora qui. Ci sono ragionevoli motivi per dubitare della telefonata, ma altrettanti per ritenerla plausibile. Di gente a Vaira'o ne conosciamo tutti molta. Io sono per andare, se quello finisce nelle mani della polizia e parla, sar accusato di omicidio. Preferisco affrontare il ciclone che finire dietro le sbarre.
Ragazzi, se stiamo ancora qui a discutere diventa inutile muoversi. O la facciamo subito oppure rinunciamo e ci mangiamo il pollo disse Andrea.
Era riuscito a dormire solo poche ore. Era stato tenuto sveglio da un turbinio di dubbi e domande ai quali aveva trovato poche risposte. A cosa era dovuta la presenza di Margarida e Juan a Tahiti? Il Pcaro ne era a conoscenza? Era stato lui o la mafia di Taiwan a inviare un killer per ucciderlo? Ma soprattutto, il suo piano era stato capito? Solo una persona poteva dargli tutte quelle risposte: Margarida. Doveva assolutamente riuscire a farla parlare, ma questa volta non avrebbe avuto piet: dopo aver saputo ci che gli interessava, se la sarebbe tolta dai coglioni una volta per tutte. Prima che l'alba spuntasse era uscito dalla pilotina indossando la cerata grigia e rossa. Nell'ampia tasca sul petto aveva messo il rotolo con la lenza per la pesca a mano e il coltello multiuso, mentre nelle tasche dei pantaloni aveva messo il coltello da sub e la torcia. Sceso dalla collina, sbuc sulla strada principale nel punto dove c' la pietra miliare bianca e rossa su cui  scritto "Teahupo'o km 0", murata davanti al famoso muretto da cui ha preso nome il villaggio: era l che venivano esibiti i teschi dei nemici uccisi.
Rimase una decina di secondi a guardare affascinato le fosse che avevano preso la forma di crani umani, ora riempite d'acqua piovana. Il vento proveniva diritto dal mare, da sud, sud-est e alcune poderose raffiche sollevarono della sabbia bagnata che gli sferz il viso. Rispetto al rifugio sulla collina, la forza del vento sulla sua persona era almeno doppia. Era
faticoso anche solo camminare e si rese subito conto che doveva trovare un riparo. Decise di procedere verso il centro del villaggio. Non c'era anima viva nelle strade. Il coperchio di un bidone della spazzatura gli pass a un metro dalla testa, schiantandosi contro la porta di una casa. Acceler il passo: doveva togliersi dalla strada principale e trovare un riparo prima del sorgere del sole. Dopo pochi passi gli sembr di udire il battere ritmato di un martello sul legno. Svolt a destra in una viuzza che si dirigeva verso l'interno da dove proveniva il rumore. Neppure 20 metri pi avanti vide il chiarore di una luce accesa provenire dal garage di una piccola casa a un solo piano circondata da palme altissime che ondeggiavano pericolosamente. Un'auto parcheggiata nella stradina aveva il parabrezza frantumato da una noce di cocco ancora incastrata nel vetro. Si acquatt dietro la siepe e vide un uomo sulla cinquantina inchiodare delle assi di legno sulla finestra della cucina il cui vetro era stato rotto da qualche oggetto scagliato dalla furia del vento.
Dopo qualche minuto l'uomo entr in casa e spense la luce esterna. Gallego ne approfitt per scivolare sotto la finestra della cucina. Da una fessura tra le tavole, osserv l'uomo aprire il frigorifero e bere direttamente da una bottiglia. A giudicare dal caos che regnava in quella cucina, dalle stoviglie sporche che formavano una piramide nell'acquaio, dedusse che doveva vivere da solo in quel bordello. Tenendosi basso percorse il perimetro della casa, affacciandosi a ogni finestra. Il piccolo salotto non era meno incasinato della cucina. Libri e riviste sparsi ovunque, numerose lattine di birra sul pavimento, ai lati del divano. Due tavole da surf appese al soffitto grazie a due corde. Si spost alla seguente finestra. Era quella della camera da letto. Non c'erano dubbi: come il letto singolo provava, viveva da solo. L'ultima finestra era quella del bagno. Si gir e not che nel retro, davanti al bagno c'era un ampio garage chiuso, le cui pareti in lamiera vibravano emettendo un cupo, sordo rombo. Si diresse verso la porta e stava per tirare il chiavistello quando venne illuminato da una luce. Si butt per terra cercando di estrarre il coltello da sub dalla tasca destra dei pantaloni.
L'uomo era entrato in bagno, ma essendo ancora buio, non riusciva a distinguere le forme fuori in giardino. Pablo Gallego rest immobile mentre l'uomo urinava nel water. Quando anche la luce del bagno si spense, torn ad agire sul chiavistello. Fece uno sforzo enorme per resistere alla forza del vento sulla superficie della porta e altrettanta per richiuderla senza farla sbattere. Tir fuori la torcia e illumin il garage al centro del quale c'era un pick-up nero e una moto d'acqua. Alle pareti una rastrelliera ospitava altre tavole da surf, un mazzo di canne da pesca, due arbalete e una pistola subacquea. Un surfista. Probabile, pens, che conosca Moana Teura e la sua abitazione. In fondo al garage, in un angolo, c'erano un paio di bombole da sub, un borsone che probabilmente conteneva pinne, maschere e altri accessori. L'apr. C'era quello che aveva pensato. Prese la pistola subacquea e la caric. Trov un rotolo di corda del diametro di cinque, sei millimetri e ne tagli circa tre metri che arrotol con cura e mise in tasca. Stava per uscire dal garage quando su uno scaffale vide una pila di listelli di legno come quelli che poco prima l'uomo aveva inchiodato sulla finestra della cucina.
Ebbe un'idea. Usc, iniziava a albeggiare. Doveva sbrigarsi. Prese una delle tante noci di cocco cadute e, senza lasciarla andare, sferr un gran colpo sul vetro della finestra del bagno, poi corse a nascondersi dietro la siepe. Dieci secondi dopo la luce del bagno si accese, ma da quella postazione non riusciva a vedere dentro. Trenta secondi dopo, vide la porta della cucina aprirsi. Come aveva previsto, l'uomo si rec nel garage, probabilmente a prendere altre tavole. Ne approfitt per introdursi in casa. Il resto fu facile. L'uomo si chiamava Nani, era un pescatore, aveva una barca di pesca d'altura e nel tempo libero surfava. Sapeva chi era Moana Teura e dove abitava, ma non lo conosceva bene. Dopo avergli legato mani e gambe, aveva calato le tende sulle finestre in ogni stanza e chiusa a chiave la porta d'ingresso. Poi, dopo aver trovato sull'elenco telefonico il numero corrispondente all'utente Moana Teura, aveva costretto Nani a chiamare il numero e a leggere il messaggio che aveva scritto su un foglio di carta, coltello alla gola.
I due pick-up percorrevano la route de Teahupo'o con estrema cautela, le raffiche pi violente spostavano i veicoli da un lato all'altro della strada e un paio di volte i passeggeri avevano avuto l'impressione che le ruote si fossero staccate dal manto stradale. La pioggia fittissima riduceva la velocit a pochi metri. Andrea, alla guida del primo pick-up, non se la sentiva di superare i 60 chilometri orari. Passarono Matiti senza trovare una sola auto sulla strada e dopo pochi minuti sarebbero arrivati a Vaira'o. State in allerta ragazzi, se Gallego riesce a rubare il furgone potremmo incrociarlo disse Maurice, seduto con Juan di fianco a Andrea. Poto lo seguiva a una trentina di metri di distanza, aveva un faro rotto ed era meglio se stava dietro.
C' qualcosa che non mi convince in questa storia disse Andrea concentrandosi sulla guida.
Moana sent bussare alla porta e si chiese chi cavolo poteva essere uscito di casa con quel tempo, forse un vicino in difficolt. Quando apr la porta si trov un arpione puntato contro il viso. Pablo Gallego avanz nella stanza ma non fece i conti con la forza del vento che richiuse con violenza la porta urtandolo alle spalle e facendolo cadere. Moana non ne approfitt, frenato dalla consapevolezza di non poter lottare con un braccio solo.
Voglio solo parlare con mia sorella. Se non fate cazzate, non succeder nulla di male a nessuno disse Gallego rialzandosi lentamente e tenendo il tahitiano sotto la minaccia dell'arbalete. Dove sono le donne?. Nelle loro camere al piano di sopra. Gallego pens alcuni secondi senza abbassare l'arma. Ora farai esattamente quello che ti dir e tutto finir entro pochi minuti, ok?.
Moana non si mosse.
Cosa vuoi fare Pablo? Lo sai anche tu che questa farsa  finita, che da questa isola non riuscirai a fuggire. Se farai del male a Margarida aggraverai solo la tua posizione. La tua  cieca vendetta, nient'altro. Io invece credo di avere ancora una chance. Ma se mi sbaglio, stai certo che Margarida non se la caver, hai la mia parola. Noi ora saliamo le scale e tu chiuderai a chiave Serena. Poi mi porterai da Margarida. Sotto la minaccia dell'arbalete, Moana inizi a salire le scale.
Alla pompa di benzina a Vaira'o non c'era traccia di nessun furgone. N nelle vicinanze.
O Pablo Gallego ha gi rubato il furgone ed  da qualche parte al riparo del vento, oppure la telefonata era una bufala sbuff Andrea dando una gran pacca sul cruscotto.
Poto si accost e abbass di tre dita il suo finestrino, cosa che non gli evit una frustata d'acqua in faccia. Andrea lo imit. Cosa cazzo facciamo, torniamo alla base? Il picco del ciclone sta arrivando, abbiamo una mezz'ora scarsa per uscire da questo inferno url accostando la bocca alla fessura.
In quel momento un pezzo della copertura della pompa di benzina vol via e entrambe le vetture sobbalzarono sull'asfalto. E meglio uscire di qui prima che succeda come nella visione di Moana e la mano dal cielo ci prenda grid Poto.
Cosa? Di che sogno parli? disse Andrea mentre lo assal un brutto
presentimento. Prov a scendere dal pick-up ma non ci riusc. Prese il cellulare e chiam Poto, richiudendo il finestrino. Poto, di che cazzo di visione parli? disse appena Poto rispose. Credevo Moana te ne avesse parlato. Ricordi quella cena a base di aragosta a casa di Moana, agli inizi di maggio. Alla fine della serata Moana ebbe una breve visione mentre parlava con me. Non ricordo le parole precise, ma mi disse che aveva visto una donna affacciata alla finestra di camera sua che urlava qualcosa, poi una mano scesa dal cielo che afferr qualcuno nel suo giardino e lo diede in pasto a una belva, un cane, non ricordo pi.
Merda! Era una premonizione. La chiamata era un pretesto per farci allontanare da casa. Presto, torniamo indietro, l sta accadendo qualcosa!.
La casa rimbombava di grida. Quelle di Serena che chiedeva che qualcuno la facesse uscire dalla stanza. Quelle di Pablo che cercava di far parlare a suon di schiaffi e pugni la sorella. Quelle di dolore di Margarida, che non sembrava aver nessuna intenzione di cedere alle percosse. Pablo aveva legato Moana e l'aveva chiuso nel bagnato dello scantinato. D'un tratto, la voce di Margarida tacque. Pablo sapeva che aveva i secondi contati e aveva deciso di usare l'ultima carta. Impugn il coltello da sub e si mise a cavalcioni sopra la sorella, che giaceva per terra. Un rivolo di sangue le usciva dal naso finendo nello scollo, tra i seni. Pablo mise la lama sullo sterno di Margarida e risal verso la gola, poi su fino alla bocca, raccogliendo sul piatto della lama pi sangue possibile. Apri la bocca, stupida troia. Senti, assapora il sapore del tuo stesso sangue disse mentre premendo con forza l'indice e il pollice della mano sinistra ai lati della bocca, la costrinse ad aprirla. Ti piace? Appena ti avr squarciato la gola ne potrai bere a saziet. Per l'ultima volta Margarida, parla!.
Parlo dopo che mi hai detto cosa ne hai fatto di Ignatio, l'hai fatto fuori tu, vero? Dillo, dillo!.
Un boato improvviso scosse la casa. Il ciclone aveva risucchiato il tetto del patio e la vetrata del salotto era esplosa. Tutti gli oggetti e i mobili della stanza furono spazzati via, e la casa venne invasa da un turbinio di pioggia, sabbia e foglie che costrinse Pablo a ripararsi la faccia. Margarida ne approfitt per strisciare verso la porta che tramite una scala di legno portava ai piani superiori.
Nello stesso istante, il pick-up rosso di Poto, che era appena entrato nel giardino venne rovesciato dalla furia del ciclone. Andrea, rimasto un po' pi indietro, blocc il mezzo fuori dal giardino, ma appena prov ad aprire la portiera, vide il pick-up fare un giro su se stesso e adagiarsi di fianco contro una grossa palma. Andrea si trov in basso, con Maurice sopra.
Non uscite, non uscite! grid.
Troppo tardi. Juan era riuscito a tirare gi il vetro del finestrino ed era balzato fuori. Maurice tir fuori la testa ma fu accecato da una mitragliata di sabbia mista ad acqua.
Dentro quello che era rimasto del salotto, Pablo cercava di trovare Margarida, ma qualcosa rendeva difficile tenere gli occhi aperti. Si pass una mano sul viso e si accorse che stava sanguinando copiosamente dalla fronte. Un oggetto volante doveva averlo colpito. Prov a strisciare verso la porta che dava sul retro, sul parcheggio. Appena mise la testa fuori dalla porta fu colpito in faccia da un calcio. Juan era l davanti a lui con una barra di ferro in mano, pronto a finirlo. Inizi a rotolare verso il patio, o quello che vi restava. Juan sembrava posseduto da una forza sovrumana ed era l'unico che era riuscito a uscire dal pick-up e raggiungere la casa. Ora avanzava carponi verso di lui. Sapeva che se l'avesse raggiunto non avrebbe esitato a vendicare le violenze di ogni tipo subite da Margarida. Si aggrapp al primo pilastro di legno del patio e riusc ad alzarsi. La violenza del ciclone era tale che se avesse mollato quell'appiglio sarebbe rotolato chiss dove. Juan era ora sulla soglia del salotto, dove fino a pochi minuti prima c'era la vetrata che lo separava dal patio. Era a soli tre metri da lui e lo guardava con odio. Solo allora Pablo si rese conto che dietro una piccola finestra al piano superiore, proprio davanti a lui, c'era Margarida che osservava la scena. La faccia stravisata in un'espressione mistica e la bocca aperta non gli faceva capire se stava urlando, cantando o pregando. Aveva gli occhi fissi davanti a s e guardava in alto.
Tenendosi una mano davanti agli occhi, si volt. E lo vide. Un mostruoso vortice nero che aspirava in cielo tutto ci che incontrava. Di colpo, il pilastro cedette e si sent aspirare verso il cielo. Prima di perdere i sensi e lasciare questo mondo, ebbe un attimo di lucidit, ma non rimpianse nulla.
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CAPITOLO 9.
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Teahupo'o, Tahiti - Polinesia Francese 13 maggio.
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I danni provocati dal ciclone alla casa di Moana erano piuttosto ingenti. Fortunatamente, non era cos per tutti gli abitanti dell'isola. La tempesta aveva picchiato duro al sud dell'isola (Tahiti Iti), provocando danni minori a Papeete e nel nord (Tahiti Nui). A Teahupo'o, le case in riva al mare, come quella di Moana, avevano subito i danni pi gravi, in quanto la traiettoria del ciclone aveva seguito la linea costiera occidentale, senza entrare nell'interno. Moana decise di far iniziare i lavori alla fine del Big Aloha Pro Tahiti, visto che fortunatamente la cucina e le camere al primo piano avevano subito danni trascurabili. Il patio aveva subito gravi danni, la copertura non c'era pi, ma Andrea e Serena decisero ugualmente di far colazione in giardino, vista la bella giornata. Moana dormiva ancora, ma tra poco anche lui si sarebbe svegliato per organizzare una training session. Il giorno dopo si sarebbe tenuta l'attesa
finale, il moto ondoso si stava regolarizzando ed erano attese condizioni di onda lunga e liscia, anche se non troppo grande, intorno agli otto piedi. Era stata una settimana stressante per tutti e lo stress non era finito con il passare della tempesta. La mattina dopo il passaggio del ciclone, alcune parti del corpo di Pablo Gallego vennero trovate nella laguna.
Il ciclone l'aveva risucchiato e sparato in mare, dove era stato fatto a brandelli dagli squali, come le inconfondibili ferite sulle parti recuperate dimostravano. Margarida fu chiamata per riconoscere i resti e tutti rimasero scioccati nel vedere la freddezza con la quale osserv da vicino il tatuaggio sul macabro pezzo di braccio sbranato.
Sembra che qualcuno l'abbia sentita dire alla polizia, con voce gelida: S, questo  un braccio di quel bastardo di mio fratello Pablo. Serena aveva appena finito di imbandire la tavola quando apparve Moana con gli occhi ancora assonnati.
Siediti, Moana. Ho appena fatto del caff e dei pancakes. Oggi ho un bel po' di cose da dirti, credi che possiamo ritardare un po' l'inizio dell'allenamento? chiese Andrea.
Sei sicuro di non volerlo fare dopo la fine della gara?. Mi sentirei pi leggero a liberarmi ora.
Moana strinse le labbra. Non aveva molta voglia di risentire l'intera ricostruzione dei fatti, pur capendo che ci avrebbe alleggerito Andrea prima della finale.
Senti, che ne dici se mi chiarisci solo i punti oscuri della faccenda?. Ok, da dove vuoi partire?.
Non capisco come hai fatto a capire che il fratello che Margarida cercava di rintracciare era il falso giornalista nicaraguense disse senza indugio Moana.
Quando il commissario Maevarau m'interrog, subito dopo il tuo ferimento, mi mostr uno strano logo, un disegno simile a un tatuaggio tribale che era stato trovato sul seabob recuperato. Ebbi la sensazione di averlo gi visto da qualche parte, ma dove? Ancora non mi si accendeva la lampadina, non riuscivo a ricordarmi dove l'avessi gi visto. La lampadina si accese il giorno in cui Michelle Dubois mi comunic che la sorella del giornalista de La Prensa di Managua aveva un disperato bisogno di parlare con il fratello, che non riusciva a contattare da qualche giorno. Mi feci dare da Michelle il numero della sorella e la chiamai. Le chiesi se suo fratello avesse per caso un tatuaggio sull'avambraccio destro. L'aveva. Le chiesi di descriverlo. La descrizione coincideva perfettamente con il disegno che era stato trovato sul seabob. Andrea indirizz una strizzata d'occhio a Serena, che gi sapeva tutta la storia.
Finalmente, ricordai dove avevo gi visto quel disegno: a Bells Beach! Prima dei quarti di finale, io e il falso giornalista nicaraguense, ovvero Pablo, ci siamo presentati e ci siamo stretti la mano. Ebbi il tempo di notare un piccolo tatuaggio sul suo avambraccio, ma evidentemente non abbastanza per memorizzarlo. Moana scosse la folta capigliatura.
Ottima intuizione! E l ti sei gasato, ti sei calato di nuovo nei panni del detective.
Fammi andare avanti disse Andrea. Ormai certo che il nostro aggressore era suo fratello, provai a giocare pesante e costrinsi Margarida a raccontarmi tutto, se voleva il mio aiuto.
Cos lei ti ha parlato della sua relazione con Juan e dei collegamenti tra
l'azienda del Pcaro e la mafia di Taiwan aggiunse Moana. Esatto. Capii subito che Margarida e Juan correvano un grosso rischio a restare sotto le grinfie del Pcaro e a continuare la loro segreta relazione. Le consigliai di dare fondo a ogni risparmio e di fuggire subito, di raggiungerci qui a Tahiti dove le avremmo potuto dare un aiuto a ritrovare Ignatio, il fratello buono. Margarida fu bravissima e riusc il giorno stesso a vendere, o meglio a svendere, l'auto che le aveva regalato il Pcaro a una concessionaria di San Jos. Ma le bast per racimolare i soldi necessari per fuggire con Juan.
Davvero brava esclam il tahitiano. Non so come abbia fatto a concludere tutto in cos poco tempo. Doveva essere proprio spaventata. Schifata corresse Andrea. Per, devo ammettere che una stronzata l'ho fatta. Anzi, due. La prima: ho chiamato il commissario Jorge Marquez di Puntarenas che conduce l'indagine sull'assassinio di Pablo Gallego e di altre due guardie del corpo di Miguel Diaz e gli ho spiegato la situazione.
Anche lui ha convenuto che i due amanti correvano un certo pericolo a portare avanti la loro relazione, e che un mascalzone come il Pcaro non ci avrebbe messo molto a farli fuori entrambi se ne fosse venuto a conoscenza. C'era il ragionevole dubbio, mi disse il commissario Marquez, che Diaz avesse gi messo sotto controllo uno dei due o addirittura entrambi. Cos, per distogliere l'attenzione del Pcaro sulla coppia, ebbe l'idea di diffondere la falsa notizia del loro arresto e li fece scortare in aeroporto. Devo dire che questo Marquez  una persona splendida, ricca di umanit. Lo chiamer insieme a Margarida per ringraziarlo.
E la chiami stronzata? esclam Moana. Probabilmente gli avete salvato la vita! E qual  l'altra cazzata?.
Serena guard Moana come a suggerirgli di prepararsi al peggio. Mi sono fatto dare da Margarida il numero di telefono di Miguel Diaz, promettendole che l'avrei chiamato solo dopo che lei e Juan avessero lasciato il Costa Rica.
Non dirmi che hai chiamato anche un gangster come quello! disse incredulo Moana.
Certo che s! E come se l' fatta sotto quando gli ho detto di essere un giornalista europeo che aveva scoperto il loro piano. Sulle prime deve aver pensato che stessi barando, poi, quando sono andato nei dettagli, ha perso l'arroganza iniziale.
E lui? disse Moana, che si stava appassionando al racconto.
Mi ha chiesto cosa volessi da lui e gli ho proposto un patto. Avrei evitato di inviare a tutte le maggiori agenzie di stampa internazionali un report dettagliato, con nomi e cognomi degli autori di questo assurdo piano, che avrebbe gettato nel ridicolo la mafia di Taiwan. In cambio, dovevano fermare il killer incaricato di uccidere quello che credevo essere Ignatio Gallego. Ma non  servito a niente! sbott Moana. Andrea bevve alcuni sorsi di caff.
No,  vero, ma sul momento gli ho messo un po' di caga... solo loro possono mettere gli altri a terra?.
Moana stava osservando le numerose imbarcazioni da pesca che stavano uscendo verso il mare aperto. Salut con una mano il pilota di una moto d'acqua che sfrecci vicina al bordo del suo giardino. Sai Andrea, la cosa che mi ha impressionato di pi  stata la reazione di Margarida quando si  trovata davanti Pablo. Lo shock per lei deve essere stato tremendo.
S, per entrambi. Lui non si sarebbe mai aspettato di trovarsi davanti la sorella, qui, a Tahiti. In una frazione di secondo si sar chiesto 1.000 perch. Chi l'ha mandata? A quale scopo? Il Pcaro aveva scoperto tutto?. Soprattutto, credo che si sia sentito nudo, scoperto e che abbia realizzato che non aveva molte chance di cavarsela disse Moana. S, vedendo la sorella, Pablo vede in faccia la sua fine. Lei, invece, rivive in un attimo l'incubo infinito: il fratello-padrone che non le d pace da quando  nata. Lo shock  troppo forte per entrambi. Lei sviene, lui fugge. Ma con la sua fuga, anche la nostra posizione peggiora: se Pablo venisse catturato dalla polizia, potrebbe testimoniare di aver assistito all'assassinio del killer per mano di Poto. Sarebbero stati cazzi amari per tutti, non solo per Poto.
S, ma perch fuggire se ormai non aveva pi via di scampo, se i suoi piani erano falliti? domand serio Moana.
Beh, delle conseguenze non gli importava pi niente, ormai aveva deciso che non avrebbe pi fatto ritorno in Costa Rica, anche se probabilmente non sapeva ancora dell'arresto sia di Miguel Diaz che dei fratelli Lozano. Voleva solo vendicarsi della sorella, farla fuori. E ci sarebbe riuscito se Poto non mi avesse riferito, in maniera del tutto casuale, della tua visione di qualche tempo fa. Ora forse Margarida non sarebbe viva e Pablo non sarebbe nella pancia di qualche squalo. Ma come, una premonizione come quella non ti ha fatto scattare niente in quella testa piena di capelli? Una donna alla finestra di casa tua: Margarida! Una mano che scende dal cielo: il ciclone! La mano che afferra un uomo e
lo getta in pasto a una belva? Questa  pi difficile, lo ammetto: Pablo mangiato dagli squali. Su, Moanaaaa!!!.
Sulla bocca del tahitiano apparve un sorriso amaro e Andrea si pent di quanto aveva detto.
Lo so Andrea, io ho quel dono, ma non ho il tuo dono. Io non so interpretare n collegare con la realt le visioni, cosa nella quale tu sei un asso. Come mi vengono, cos le dimentico, le ignoro, le sottovaluto. Ole, andiamo oltre, qui viene il bello. Ho parlato col commissario Marquez e ci sono degli sviluppi clamorosi nelle sue indagini. Nel corso di una grossa operazione anti-droga a San Jos sono stati arrestati numerosi criminali. Uno di questi ha fatto richiesta di diventare un collaboratore di giustizia e ha confessato alcuni omicidi tra cui quello di Ignatio Gallego e i due gorilla della Miguel Fish Esportation. Il pentito, pi volte assoldato dai fratelli Lozano, ha fatto un'accurata ricostruzione dei fatti e finora sembra che abbia detto la verit. Il 25 febbraio scorso, due auto attesero quella guidata da Pablo Gallego sotto il ponte di uno svincolo autostradale. I due gorilla furono uccisi sul posto mentre Ignatio Gallego fu sequestrato. La seconda auto port Pablo Gallego in aeroporto dove usando un passaporto falso riusc a spacciarsi per il fratello e a imbarcarsi sul volo. I corpi delle guardie furono avvolti in un telo e fatti sparire, Ignatio fu portato alla Consorcio Lozano Fish dove gli fu fatto il tatuaggio che il fratello Pablo aveva sul petto poi, dopo averlo strangolato, fu congelato.
Trattato n pi n meno come un normale pesce di grossa taglia comment Moana.
Solo pi tardi il corpo venne scongelato, segato e posizionato alla foce del Barranca, poco prima che i surfisti iniziassero la giornata in modo da non dare tempo ai coccodrilli di divorarlo: dovevano far s che il cadavere fosse ritrovato e identificato come quello dello scomparso Pablo Gallego, grazie al tatuaggio sul petto, ma non a quello sull'avambraccio. Per cui dovettero tagliare il braccio destro dove Ignatio aveva un particolare tatuaggio. Ma lasciare un braccio solo poteva insospettire, allora via anche l'altro. Anzi, via anche le gambe. Pi facile trasportare poi il corpo fino al fiume.
Moana annu con la testa, convinto dalla ricostruzione di Andrea. Pablo ha fatto applicare il suo tatuaggio sul corpo di Ignatio e ha fatto sparire l'arto sul quale in fratello ne aveva un altro. Aveva pensato proprio a tutto comment.
Per i fratelli Lozano dirottare i sospetti sul Pcaro fu facile, bast corrompere un suo impiegato, addetto a sezionare i pesci di grande taglia, ordinandogli di segare un pezzo d'osso dallo stinco di Ignatio Gallego con una delle seghe a nastro della Diaz Fish Esportation. Era sufficiente per lasciare tracce di tessuti umani compatibili con quelli del mezzobusto ritrovato alla foce del Barranca.
Poi, appena atterrato a Sydney, Pablo si fece il tatuaggio che Ignatio aveva sull'avambraccio aggiunse Moana. Esatto. Oh, lo sai, stai migliorando, gran cesto di capelli!. Non ne capisco la ragione, per. Era poi cos necessario?. Beh, diciamo che era una precauzione in pi. A parte che ai due fratelli i tatuaggi piacevano molto, Pablo deve aver pensato che semmai avesse incontrato qualcuno che aveva conosciuto Ignatio, quel tatuaggio era una protezione in pi. Torniamo ai fatti importanti. Sulla base delle confessioni dei pentiti, sono stati interrogati e successivamente arrestati Gabriel e Alonso Lozano, che hanno rilasciato interessantissime dichiarazioni. Pablo Gallego, geloso del fratello, diventato l'uomo di fiducia del Pcaro, li aveva contattati e gli aveva proposto uno scambio vantaggioso. Loro avrebbero eliminato l'odiato fratello e gli avrebbero inviato un assegno mensile con il quale mantenersi fuori dal Costa Rica. In cambio, lui gli avrebbe svelato il nome dei vari protettori di Miguel Diaz, prima tra tutti quello di un importante politico che proteggeva e favoriva i loschi traffici della Diaz Fish Esportation in cambio di sostanziose mazzette. Il politico era nientemeno che Valente Caldern, ministro dell'Economia, dell'Industria e del Commercio, ora sotto inchiesta.
Agli occhi dei Lozano deve essere sembrato un ottimo affare disse Moana.
Infatti, per loro quella era un'arma di ricatto formidabile, capace di cambiare i rapporti di forza tra loro e l'azienda del Pcaro, quindi accettarono la proposta di Pablo. Approfittando della grande somiglianza, Pablo si sarebbe facilmente sostituito al fratello nella missione all'estero. Non fu un problema per i Lozano procurargli un passaporto falso. Dopo l'eliminazione di Ignatio e della sua scorta, i killer portarono Pablo in aeroporto dove prese il volo per Sydney. Come aveva previsto, non ebbe nessun problema al controllo passaporti. Pablo Gallego invidiava il fratello, i suoi continui viaggi all'estero per trattare con i fornitori e aveva una grande smania di vedere come il mondo funzionava fuori dal Costa Rica. Sapeva da Ignatio che durante la missione sarebbe stato affiancato da un giovane cinese di nome Yiu che non avevano mai incontrato prima, perci non si sarebbe accorto dello scambio d'identit. In compenso, lui avrebbe potuto conoscere gente e contatti utili da passare ai Lozano: aveva bisogno di altro denaro, in futuro, perch non voleva mai pi tornare in Costa Rica. Al momento, era a posto: quello che aveva ricevuto come primo acconto gli sarebbe bastato per un bel po'. Moana scosse la testa.
No, scusa, ma non ci trovo un senso, in tutto questo. Come sperava di girare il mondo senza che qualcuno, prima o poi, scoprisse la sua vera identit?.
Conosci la Bibbia, Caino e Abele? domand Andrea gi sapendo la risposta. Bene, la Bibbia individua nell'invidia il motivo del fratricidio, ma non tutti gli studiosi di testi biblici sono d'accordo. C' anche la gelosia: Caino e Abele avevano due sorelle gemelle che dovevano sposare. Delle due, la pi bella era Aclima, quella destinata ad Abele. Caino, geloso, si oppose al loro matrimonio. Allora Adamo, il loro padre, chiese consiglio a Dio tramite un sacrificio che entrambi i contendenti dovevano offrire al Signore. Dio rifiut l'offerta di Caino e accett quella di Abele, scatenando cos la furia di Caino che uccise il fratello in un raptus di gelosia. Fu il primo omicidio nella storia dell'umanit, sempre secondo la Bibbia.
Com' che conosci cos bene la Bibbia? Un dissacratore come te! ridacchi Moana.
A parte il fatto che ieri sera ho surfato un po' in internet, non ti scordare che ho fatto le elementari dai fratelli salesiani: Bibbia e Vangelo.... Non capisco: Ignatio doveva sposare Margarida?. Andrea batt tre volte le nocche della mano destra sul palmo aperto della sinistra.
Oh, sei proprio duro come una pigna verde! Volevo solo dire che l'odio di Pablo verso Ignatio era dovuto, molto probabilmente sia dall'invidia che dalla gelosia, due classici moventi. Sappiamo che i tre fratelli hanno avuto un'infanzia terribile, genitori assenti che li hanno abbandonati a se stessi. Quando Miguel Diaz li prese nel suo staff, Pablo non diger la rapida scalata di Ignatio nelle simpatie del Pcaro. Da fratello maggiore non sopportava di essere relegato a un ruolo secondario, rispetto agli altri due fratelli. La sorella poi, era diventata, grazie a lui, l'amante del boss e il fratello uno dei suoi uomini di fiducia. Per una personalit disturbata come la sua, quel mix di gelosia e invidia era troppo. Ti convince, coach?.
Il tahitiano si alz sorseggiando l'ultimo sorso di caff, ormai freddo.
Osserv le onde oltre la reef lagoon, ancora non adatte per decidere il proseguimento della gara, ma decisamente migliori rispetto al giorno prima. La gara sarebbe ripresa solo il giorno dopo, domenica. Anche il mago delle previsioni, aveva sbagliato, una volta tanto. Abbastanza, ma non mi spiego ancora come Pablo Gallego non avesse considerato il problema di essere smascherato, prima o poi. Serena si era alzata ed era andata a sedersi sulle ginocchia di Andrea. Su, sbrigati con il tuo riassunto, tra mezz'ora avete appuntamento con John e Terence alla marina disse baciandolo su una tempia. Ti rispondo subito facendo ancora riferimento alla Bibbia. Come sappiamo, Caino  stato il primo assassino e il primo fratricida, e su di lui cadde la condanna di Dio: "ramingo e fuggiasco sarai sulla terra". Sembra che nacque cos il mito del Caino Errante, di colui che avendo ucciso il proprio fratello non avrebbe mai trovato pace in nessun angolo della terra.
Mmh, davvero poco forgiving il vostro Dio.
Vero? E non ti puoi immaginare come si  arrabbiato quando il primo uomo gli ha mangiato una mela del giardino dell'Eden! scherz Andrea. Su internet ho anche letto che la fantasia popolare nei popoli cristiani ha creato novelle, canti e filastrocche, come quella che mi cantava mia nonna: "Ecco la luna, ecco le stelle. Ecco Caino che fa le frittelle. Ecco la tavola apparecchiata, ecco Caino che fa la frittata". La luna e le stelle facevano riferimento a una leggenda medievale secondo la quale Caino arriv fin sulla Luna per trovare la pace. Tutto questo per dirti che Pablo sapeva benissimo che non sarebbe pi tornato in patria e che avrebbe vagato come un dannato per il resto della sua vita. Spesso, chi si macchia di un delitto orribile come quello di uccidere un parente stretto, vive il resto della vita senza pi trovare pace, ovunque egli vada, quindi....
Quindi continu Moana tanto valeva tentare quell'impresa folle di sostituirsi al fratello, assaporare un po' di quella vita che Ignatio aveva avuto la fortuna di vivere, vedere posti diversi dalla casa del Pcaro, dalla pescheria del Pcaro, dalle barche lorde di sangue del Pcaro. Andrea annu con la testa. Proprio cos, Moana.
Interessante, devo ammetterlo, ma molto, molto triste comment Moana tornando a sedersi al tavolo.
Ma quante ne sa, il mio "pascerotto!" disse Serena strizzandogli forte una guancia.
Ahi, maremma ladra. Ma hai due pinze al posto delle dita! sbott Andrea spingendola via dalle ginocchia. Su, stai buona, ho quasi finito, poi iniziamo l'allenamento. E poi si dice passerotto, non pascerotto. Serena inizi a sparecchiare la tavola, ma stava attenta a non perdere una sola parola, anche se Andrea le aveva gi fatto un ampio quadro della vicenda.
Un'altra cosa, riguardo alla leggenda di Caino. Nel nuovo testamento greco e anche nella tradizione ebraica ci si riferisce a Caino come "al maligno". La cosa mi ha colpito perch, Ha'amoe ha pi volte pronunciato la parola maligno, ricordi, la sera che redargu Poto per aver dissotterrato Pouera. Ricordi le sue parole? "...non ti avrei mai dato la mia benedizione di dissotterrare Pouera... una volta riportata in vita, solo il sangue di un Malvagio umano pu saziare la sua sete di morte... fortunatamente  stata usata a proposito... se la persona uccisa non fosse stata un vero Malvagio, i suoi denti avrebbero reclamato altre sette vite umane". Ricordi?.
Perfettamente. E? domand curioso Moana.
E ora, teniamoci forte, o come diciamo a Viareggio: "tenemosi strinti". Secondo la Genesi, capitolo 4, nel condannare Caino, Dio tuon anche questo anatema: "Chiunque uccider Caino subir la vendetta sette volte!". E marchi Caino affinch chiunque lo incontrasse evitasse di colpirlo. Ti dice niente?.
Serena si mise una mano davanti alla bocca aperta, sbalordita. Ma questo non l'avevi detto neppure a me. La profezia di Ha'amoe! Ho i brividi.
A me ricorda anche quel tatuaggio sull'avambraccio di Pablo, il marchio con cui Dio segn Caino aggiunse Andrea. Nel tragitto tra l'aeroporto e Teahupo'o, Margarida mi disse che Ignatio le aveva spiegato il significato. Il triangolo superiore  una pinna di squalo. La riga dentellata a met rappresenta la lama con cui i pescatori tagliano via le pinne a ogni squalo pescato e il mezzo cerchio in basso raffigura la ciotola dove viene servita la zuppa di shark fin soup. Le tre figure unite formano una lacrima che simbolizza la sofferenza dell'intera specie. Ignatio era consapevole che la sua fortuna era basata sulla sofferenza e l'estinzione degli squali.
Moana si alz in piedi e ripet le parole pronunciate poche sere prima dalla madre riguardo al dissotterramento di Pouera, l'antico leiomano noto anche come La Perla Rossa: "...una volta riportata in vita, solo il sangue di un Malvagio umano pu saziare la sua sete di morte. Fortunatamente  stata usata a proposito, ma avete corso un rischio enorme. Se la persona uccisa non fosse stata un vero Malvagio, i suoi denti avrebbero reclamato altre sette vite umane. Non saziare la sete di sangue di Pouera, scatena l'ira di tutte le divinit dell'Oceano e della Terra su tutte le isole delle Isole del Vento".
L'analogia tra leggende polinesiane, il libro della Genesi e i fatti realmente accaduti erano sorprendenti. Come Caino, Pablo aveva intuito che per lui non ci sarebbe stata n pace, n futuro. Come l'Errante avrebbe vagato da un luogo all'altro del pianeta, senza trovare pace, senza trovare amore. Pablo Gallego non solo era andato incontro all'ineluttabilit del suo destino ma, forse inconsapevolmente, ne aveva accelerato il compimento.
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CAPITOLO 10.
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Ina a 'ohe nalu, a laila aku i kai, penei e hea ai: Ku mai! Ku mai! Ka nalu nui mai Kahiki mai, Alo po i pu! Ku mai ka pohuehue, Hu! Kai ko'o Loa.
Se non ci sono onde, invoca il mare come segue: Sorgete! Sorgete! Grandi Onde di Kahiki, Oh potenti onde increspate! Sorgete con il pohuehue! Sorgi! Oh onda lunga e ruggente.
(Antica Preghiera Hawaiana).
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Teahupo'o'o, Tahiti - Polinesia Francese 14 maggio.
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La sera prima era andato a dormire troppo presto e alle cinque e mezzo smaniava nel letto. Serena invece, dormiva ancora. Tra poche ore sarebbe iniziato l'ultimo giorno di gara del Big Aloha Pro Tahiti. Non ci credeva ancora di essere riuscito ad arrivare cos avanti, uno dei migliori risultati in carriera, di certo il pi prestigioso. Quando era approdato nel circuito professionistico mondiale era poco pi di un adolescente pieno di sogni e di speranze, ma ben presto realizz che sarebbe stata dura imporsi al vertice. Per un surfista italiano, nato e cresciuto nel Mediterraneo, era gi un bel traguardo essersi qualificato una volta, ma restarci cos a lungo, beh, non l'avrebbe mai sperato. Passarono rapidamente i ricordi, le prime surfate a Viareggio con pap Alessandro e gli amici Pennello e Massello, il magico incontro a Hossegor con Alex Moss, poi il contratto con la Big Aloha e l'entrata nel mondo professionistico. Non era ancora passato un anno dalla morte di Alex, ma gli sembrava essere passata una vita. Il tempo gli sembrava scorrere via pi in fretta rispetto a una decina d'anni fa. Cambiare pi in fretta. Quella era l'ultima chance per ripagare le persone che tanto avevano fatto per lui, per la sua carriera, per la sua felicit: pap, Alex Moss e Moana Teura. Per la prima volta negli ultimi otto mesi, si sentiva non solo felice, ma addirittura euforico. Perch? Gi.
Perch? Prov a elencare il motivo, anzi, i motivi. Il primo, egoisticamente il pi importante: dopo le incertezze, le paure del cosa-far-a-fine-carriera, vedeva con pi fiducia il suo futuro. Aveva a fianco a s la donna della sua vita. Bella, allegra, intelligente, surfista! E generosa, anche a letto, e la cosa non guastava di certo. Era arrivata con un perfect timing, proprio a fine carriera e, ne era certo, non era un caso. Secondo: l'ultima newsletter emessa da Captain Peter Wills di Sea-Life Guardian parlava di un tracollo, inimmaginabile in tempi cos brevi, nel consumo di zuppa di pinne di squalo ottenuto anche grazie alla presa di posizione di numerose celebrit schierate a fianco delle pi grandi associazioni ambientaliste contro il fenomeno del finning. Gli era piaciuto un sacco lo slogan utilizzato da Peter Wills sul suo blog: "Killing The Finning". Davvero emblematico.
Terzo: per la seconda volta aveva contribuito in maniera determinante alla soluzione di un caso, se non poliziesco, umano. Margarida e Juan, fino a pochi giorni prima emeriti sconosciuti, erano ora nello stesso letto al piano di sopra, lontani dalle grinfie di un criminale trafficante di pesce. Rise forte nel buio della stanza, beccandosi un calcio negli stinchi da parte di Serena che evidentemente intendeva dormire ancora. Pens alla faccia che avrebbe fatto Margarida quando gli avrebbe riferito ci che lo straordinario commissario Marquez gli aveva detto. Sul conto corrente di Ignatio era stata trovata una grossa somma di denaro, circa 200.000 dollari. Si trattava di pagamenti derivanti dal lauto stipendio che il fratello aveva percepito negli ultimi anni da parte della Diaz Fish Exportation.
Essendo l'unica erede in vita, aveva detto il commissario, il denaro regolare sul conto corrente di Ignatio Gallego dovrebbe andare interamente alla signorina Gallego, sempre che non venisse bloccato dal magistrato. Quarto: l'arresto e la clamorosa confessione dei fratelli Lozano, incastrati dalle dichiarazioni e dalle prove fornite da diversi pentiti, avevano portato anche all'arresto di Miguel Diaz e alla momentanea chiusura della Diaz Fish Exportation. Nei guai era finito anche il ministro Valente Caldern, costretto a presentare le dimissioni, essendo finito sotto inchiesta. Quinto: entrambi i veicoli trovati carbonizzati sulla montagna alle spalle di Matiti, erano risultati noleggiati alla Hertz presso il Faa'a International Airport di Papeete a nome di una potente societ di Hong Kong in odore di mafia, secondo le indagini del commissario Maevarau. Le ricerche dei due conducenti non avevano dato alcun esito. E non l'avrebbero avuto. La spaccatura nella montagna dove i Pae avevano gettato i corpi, aveva assicurato Moana, era praticamente senza fine. Sesto: sentiva che avrebbe vinto la sua prima gara nel circuito professionistico. E se anche non l'avesse vinta, non gli avrebbe cambiato la vita di una virgola.
Settimo e ultimo motivo. Sette, questo numero ricorre spesso in questa storia, pens. Il settimo motivo per sentirsi euforico aveva poco a che fare coi fatti recenti. Era la stessa dolce sensazione che si faceva largo nel petto e si diffondeva al resto del corpo alla fine di ogni gara, quando veniva il momento di pensare al rientro. Viareggio. Casa. Famiglia. Sorrise all'idea di rientrare a primavera inoltrata, di trovare la sua amata Versilia fiorita, gli stabilimenti balneari aperti e pronti per una nuova stagione turistica, le gentili mareggiate da condividere con Massello e Pennello, gli amici d'infanzia. Nei giorni di mare calmo avrebbe portato Serena a fare trekking sulle Apuane o nella pineta di levante, fino alla foce del Serchio, passando da Torre Del Lago.
Pens a quante cose della sua terra aveva ancora da mostrare a Serena. Decise che era ora di alzarsi. Scost le tende sulla finestra aperta. Era ancora buio, ma per poco. L'alba stava per sorgere, era questione di minuti. Non poteva vedere le onde, ma sapeva che erano perfette, della forma e della misura giusta per esprimere il suo miglior surf. Respir il profumo di salmastro e si sent riempire di energia. Torn a osservare la luna, cos grande e luminosa e per un attimo ebbe la sensazione che nel suo cerchio si fosse materializzato un volto femminile. Gli venne in mente il coro del primo atto della Turandot, l'opera incompiuta di Giacomo Puccini, quando il popolo di Pechino attende lo spuntare della luna per assistere alla decapitazione di un altro principe che ha provato, senza riuscirci, a svelare i tre enigmi posti loro dalla Principessa di Gelo: "Perch tarda la luna? Faccia pallida! Mostrati in ciel! Presto! Vieni! Spunta! O testa mozza". Ripensando alla trama del capolavoro pucciniano, trov una notevole analogia tra la figura del principe Calaf e quella del surfista: entrambi attirati da una bellezza apparentemente irraggiungibile e terribilmente spietata, non esitano a mettere in gioco le loro vite per conquistarla, per farla propria. Tra poco l'alba sarebbe spuntata e sarebbe iniziato il giorno pi importante della sua carriera professionistica. "All'alba vincer!", cantava Calaf poco prima che il sorgere di un nuovo giorno decretasse la resa della Principessa. "All'alba vincer!" voleva gridare lui in quel momento, prima di conquistare l'onda di Teahupo'o: l'onda alla fine della strada, l'onda davanti al muro dei teschi. Per un attimo prov un'irrefrenabile voglia di intonare il "Nessun dorma", l davanti all'onda pi temibile, ma anche la pi bella, del pianeta. Sarebbe stato ridicolo. Si limit allora a sussurrarla, mentre un piacevole pensiero prendeva lentamente forma. Non era poi cos sicuro che avrebbe vinto la finale, ma era felice ugualmente. Si volt e osserv Serena che aveva appena aperto gli occhi e lo guardava invitante. Si lasci cadere sul letto. Aveva vinto, in ogni caso. Anyway.
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FINE.
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PERSONAGGI. (in ordine alfabetico).
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Alessandro Del Bono: Padre di Andrea Del Bono. 
Andrea Del Bono: Surfista viareggino, Pro surfer team Big Aloha. 
Benny Cohen: Chief Executive Officier della I.S.T. 
Commissario Maevarau: Commissario Polizia di Papeete.
Darren Hoppings: Surfista professionista, veterano del tour I.S.T. 
Dustin O'Connell: Chef Executive Officer della Big Aloha. 
Felipe Lozano: Fondatore della Consorcio Lozano Fish (1958) 
Gabriel e Alonso Lozano: Figli di Felipe Lozano.
Hira: contatto dei 'Pae' a Papeete.
Ignatio Gallego: tirapiedi di El Pcaro e fratello buono di Margarida.
Jian Gao, alias Silverback: Consigliere mafia Hong Kong (Triade).
John Patton: Pro surfer team Big Aloha.
Jorge Martinez: Commissario di Puntarenas.
Juan Suarez: Dipendente dell'azienda del Picaro.
Kevin Stewart: Pluri campione del mondo del team Deeper.
Lillino Valli: Chef versiliese, amico di Andrea Del Bono.
Maider Millet: Segretaria di Dustin O'Connell (sede di Hossegor).
Marcelo Perez: Anatomo Patologo.
Margarida Gallego: Sorella di Pablo e Ignatio Gallego.
Micky Pace: Rappresentante degli Atleti IST (International Surfing Tour).
Michelle Dubois: Segretaria di Benny Cohen.
Miguel Diaz, detto El Pcaro: Proprietario della Miguel Fish Esportation.
Moana Teura: Coach, Team Manager della Big Aloha.
Monique: Infermiera del Ta'aone Hospital di Papeete.
Moreno Diaz: Padre di El Pcaro, fondatore Moreno Pescado Esportacion.
Ning Ho: soldato di Jian Gao (mafia taiwan).
Pablo Gallego: Tirapiedi di El Pcaro, fratello cattivo di Margarida.
Pae: gruppo dei cinque amici di Teahupo'o composto da Moana, Poto, Emil, Malik e Maurice.
Patrick Avignac, detto Occhi di Husky: Presidente Deeper Europe.
Peter Wills: Capitano della Sea-Life Guardian.
Poto, Emil, Malik, Maurice: Pescatori, amici d'infanzia di Moana.
Professore Tahutini: Medico Chirurgo Ta'aone Hospital di Papeete.
Serena London: Fidanzata di Andrea Del Bono.
Terence Bridge: Pro surfer team Big Aloha.
Valente Caldern: ministro dell'economia, dell'industria e del commercio.
Valerio Fuentes, alias Ignatio Gallego, inviato de La Prensa di Managua.
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FINE.